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Agaricus iodosmus


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#1 Tomaso Lezzi

Tomaso Lezzi

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Pubblicato 09 dicembre 2014 - 10:42

Agaricus iodosmus Heinemann

 

Tassonomia 
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae

Sinonimi
Agaricus pilatianus (Bohus) Bohus

Agaricus xanthodermus var. pilatianus Bohus

Agaricus pilatianus f. magnus  Bohus

Agaricus pilatianus f. silvaticoides  Bohus

Agaricus pilatianus var. iodoformicus Hlaváček

 

Etimologia
Dal latino: "agaricus" = campestre e "iodosmus" = dal greco ''iodòs'' e ''osmòs'', iodio; odore; per il suo forte odore di iodio.

 

Cappello

Diametro 4-20 cm, inizialmente globoso, poi con la crescita piano-convesso, con il centro spianato e il margine tronco, tende, quindi, ad assumere un aspetto trapeziodale, a piena maturità, sovente, anche con centro leggermente depresso, di colore da grigio chiaro a grigio fuliginoso, quasi nerastro, ma  anche grigio marrone. La cuticola tende a dissociarsi in squame appressate a partire dal margine verso il centro, con  andamento concentrico o radialmente, lasciando intravedere la parte sottostante di colore grigiastro, questa lacerazione è maggiormente evidente a partire dal margine fino a due terzi del cappello, mentre il centro resta più compatto, con squame irregolari. La superficie è opaca e asciutta, il margine è eccedente e se strofinato si colora fortemente di giallo-cromo, soprattutto nei giovani esemplari.

 

Lamelle

Libere o attenuate al gambo, abbastanza fitte, biancastre poi rosate, infine bruno-porpora, con filo irregolare, inizialmente più chiaro poi concolore alla faccia della lamella, intercalate da lamellule di varie dimensioni.
 

Gambo
Cilindrico, robusto, pieno ma a maturità fistoloso, leggermente clavato, con la base attenuata, a volte leggermente bulbosa, glabro, liscio, di colore da bianco a ocraceo-brunastro, vira al giallo cromo allo strofinamento soprattutto verso la base. Nella parte alta è provvisto di anello.

 

Anello
Complesso, membranoso, supero, formato da due strati sovrapposti, di colore bianco quello superiore, ingiallente al bordo, meno consistente quello inferiore che può essere concolore al cappello. La parte superiore dell’anello è striata, quella inferiore liscia.

 

Carne
Bianca, vira al giallo cromo alla base del gambo, immutabile nella parte alta del gambo e nel cappello, molto lentamente con il passare dei minuti il viraggio giallo cromo regredisce, per raggiungere un colore brunastro. Odore persistente di iodio, con maggiore intensità alla base del gambo.

 

Microscopia

Spore largamente ellissoidali, di colore marrone, monoguttulate, senza poro germinativo, con apicolo evidente, 4,5-5,5 × 3,4-4,2 µm, media 4,9 × 3,8 µm, Q = 1,2-1,4; Qm = 1,3, misurazioni su 32 spore da sporata. Si osserva che le spore di questo studio sono risultate leggermente più piccole rispetto a quanto riportato dalla letteratura consultata 5,3-6,1-7,0 × 4,3-4,9-5,5(-6) µm, Q= 1,08-1,26-1,5 (Parra, 2013), probabilmente a causa del basidioma ancora immaturo, in ogni caso la maggior parte di esse hanno un Q tra 1,2 e 1,3, quindi verosimilmente compatibili.

Basidi clavati, tetrasporici.

Cheilocistidi non molto abbondanti, polimorfi, con due setti o multisettatti, formati da più elementi cilindrici sovrapposti, oppure semplici o con un setto, allora piriformi o claviformi.

Pileipellis di tipo cutis. Le ife sono cilindriche, coricate, parallele, leggermente intrecciate, settate, nella parte centrale del cappello sono più corte e larghe, di aspetto fusiforme. Sulla superficie sono presenti  elementi terminali filiformi (peli), multisettati, con elemento terminale arrotondato.

 

Habitat
Il ritrovamento è avvenuto nel castagneto adiacente alla Caldera di Manziana, nei pressi della palude fulfurea, su suolo vulcanico. In genere questo taxon cresce gregario o in piccoli gruppi di esemplari in aree molto antropizzate, come giardini, prati e radure, terreni incolti, parchi cittadini, cimiteri e ai margini delle strade. Poco comune.

 

Commestibilità e Tossicità

Tossico. Sindrome gastroenterica incostante.

Somiglianze e varietà

Agaricus menieri Bon ha un anello simile ad Agaricus iodosmus, si separa da quest’ultimo per il cappello bianco-grigiastro, se non influenzato dagli agenti atmosferici e per la crescita in luoghi molto sabbiosi, dune costiere, con crescita semi-ipogea. Dal punto di vista microscopico ha spore e cheilocistidi molto più grandi, mai multisettati.

Agaricus pseudopratensis (Bohus) Wasser, può assomigliare nelle forme robuste, tuttavia, ha un debole odore di fenolo o di iodio, un tenue ed a volte impercettibile viraggio al giallo della carne, anche alla base del gambo.       

Agaricus moelleri Wasser = Agaricus praeclaresquamosus A.E. Freeman, ha assunto numerose denominazioni in base alla colorazione del cappello ed alla disposizione delle squame. Si caratterizza per il cappello con squamette scure, in contrasto con il colore bianco del fondo; mentre in Agaricus iodosmus il cappello appare tutto nero. Inoltre ha un viraggio meno forte alla base del gambo e l’odore è sgradevole di fenolo o inchiostro. Microscopicamente si distingue per avere i cheilocistidi molto abbondanti, claviformi, piriformi o sferopeduncolati, generalmente semplici, meno frequenti con un setto; Agaricus iodosmus al contrario li ha con due setti o multisettatti, formati da più elementi cilindrici sovrapposti, oppure semplici o con un setto, allora piriformi o claviformi.    

 

Bibliografia
PARRA SÁNCHEZ L.A., 2013. Agaricus L. Allopsalliota Nauta & Bas. Agaricus. Fungi Europæi. Vol 1A (Parte II). Alassio (SV): Ed. Candusso.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti. Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.


Regione Lazio; Novembre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti.

(Exsiccatum MI20141114-02).

 

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Microscopia

Spore largamente ellissoidali, di colore marrone, monoguttulate, senza poro germinativo, con apicolo evidente, 4,5-5,5 × 3,4-4,2 µm, media 4,9 × 3,8 µm, Q = 1,2-1,4; Qm = 1,3, misurazioni su 32 spore da sporata. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

 

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Basidi clavati, tetrasporici. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

 

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Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

 

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Cheilocistidi non molto abbondanti, polimorfi, con due setti o multisettatti, formati da più elementi cilindrici sovrapposti, oppure semplici o con un setto, allora piriformi o claviformi. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

 

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Pileipellis di tipo a cutis. Le ife sono cilindriche, coricate, parallele, leggermente intrecciate, settate, nella parte centrale del cappello sono più corte e larghe, di aspetto fusiforme. Sulla superficie sono presenti  elementi terminali filiformi (peli), multisettati, con elemento terminale arrotondato. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 100×.

 

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Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

 

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Elementi terminali filiformi (peli), multisettati, con elemento terminale arrotondato. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

 

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Ife che costituiscono la superficie inferiore dell'anello. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

 

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Ife che costituiscono il margine superiore dell'anello. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

 

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#2 Tomaso Lezzi

Tomaso Lezzi

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Pubblicato 09 dicembre 2014 - 10:48

Agaricus iodosmus Heinemann; Regione Marche; Ottobre 2008; Foto di Pietro Curti.


Su prato di un giardino privato realizzato con grassa terra di riporto, sotto Alloro e Leccio secolare (Quercus ilex), ovviamente trattandosi di un fungo saprotrofo la presenza del Leccio e dell'Alloro è del tutto ininfluente. Netto e violento l'ingiallimento della carne alla base del gambo quando si effettua una sezione, con cui si evidenzia un repentino viraggio giallo cromo, intenso. L'odore è tipico e forte di iodio, inde nomen.

 

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Il netto e intenso viraggio al giallo cromo della carne alla base del gambo.

 

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