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> Pleurotus eryngii, Foto e descrizioni
Pietro Curti
messaggio Jan 14 2004, 12:16 AM
Messaggio #1


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Pleurotus eryngii (DC.) Gillet

Tassonomia
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Sottoclasse Holobasidiomycetidae
Ordine Agaricales
Famiglia Pleurotaceae
Genere Pleurotus

Nome italiano
Fungo del cardo, Fungo di carne, Cardarello, Cardoncello,
Nome dialettale
Sardegna: Antunna, Cardolinu 'e petza, Tunniu biancu; Lazio: Ferlengo.

Sinonimi
Agaricus eryngii DC.
Pleurotus fuscus Battarra ex Bres.

Etimologia
Dal latino, eryngiumeryngii, Eryngium sp. = il cardo, la principale essenza ospite della specie tipo.

Cappello
Inizialmente convesso e con margine del pileo involuto, con lo sviluppo sempre più disteso e piano, 3÷15(20) cm, solitamente con stipite laterale e con depressione centrale del cappello pronunciata, la superficie periferica del cappello si presenta sinuosa, il bordo estremo è regolare con margine per lungo tempo ripiegato verso l'interno, normalmente il pileo è asciutto salvo un certa untuosità presente in condizioni di umidità atmosferica, policromo, da biancastro a brunastro più o meno scuro, spesso anche con tonalità grigiastre, segnato da decorazioni di varia natura, fibrille longitudinali e guttule.

Lamelle
Profondamente decorrenti sul gambo, abbastanza fitte e di scarso spessore, il margine estremo si presenta discontinuo, irregolare, i cromatismi più diffusi sono segnati dal bianco, dal grigio e dal crema, più o meno miscelati e soffusi, verso la parte esterna del cappello si apprezza la presenza di numerose lamellule.

Gambo
4÷10×1÷3 cm; rettilineo, solido come in tutti i funghi ad ecologia lignicola, spesso decentrato, in alcuni casi ripiegato, ampio all'attaccatura, tende ad assottigliarsi verso il piede; biancastro, presenta macule rugginose e riflessi ocracei, decorato con fiocchi miceliari al piede.

Carne
Candida, compatta, resistente ed elastica, sapore gradevole e dolciastro, odore fungino con lievi tonalità farinacee, sana e raramente attaccata dalle larve.

Habitat
Il suo habitat privilegiato è quello dell'area mediterranea più meridionale del territorio italiano, in particolare nel sud del paese e nelle isole, si sviluppa nei pascoli planiziali delle pecore e negli incolti, associandosi a molti generi della famiglia Apiaceae: Eryngium spp. var. eryngii), Ferula communis var. ferulae), Thapsia garganica (var. thapsiae) ed Elaeoselinum asclepium subsp. asclepium (var. elaeoselinii).

Microscopia
Fungo leucosporeo, spore che all'esame si presentano regolari e lisce, non amiloidi, da ellissoidali a subcilindracee, 10÷13×4÷6 µm.

Commestibilità o Tossicità
Si tratta di uno dei funghi più apprezzati in assoluto, eccellente commestibile, viene ricercato con intensità e risulta preferito a qualsiasi altra specie nei territori meridionali di crescita, esistono anche numerose coltivazioni artificiali di questa specie sia a carattere industriale che amatoriale.

Osservazioni
I siti di nascita sono generalmente munifici di costanti produzioni nei due periodi stagionali di nascita, quello autunnale e quello primaverile (in particolare per la var. ferulae e la var. thapsiae).
Nascendo a grappolo, a ventagli sovrapposti, la raccolta avviene attraverso la recisione alla base del gambo degli esemplari maturi, in questo modo si preservano per la successiva crescita tutti i soggetti immaturi presenti nello stesso contesto produttivo.

Somiglianze e Varietà
Oltre al P. eryngii più diffuso e noto (P. eryngii var. eryngii), sono presenti in letteratura numerose varietà, oggetto negli ultimi anni di studi e verifiche approfondite anche a carattere genetico.
Strettamente legato a Ferula communis, nasce la var. ferulae, che si caratterizza per dimensioni maggiori, anche 25÷30 cm di diametro del pileo, per cromatismi più tenui e diluiti, per uno sviluppo decisamente slanciato, con cappello spesso fortemente depresso e per il pileo fratto, areolato, con condizione atmosferica di siccità.
La var. thapsiae, legata alla Thapsia garganica, è una specie recentemente apparsa in letteratura scientifica (Venturella G., Zervakis G., Saitta A., 2002 - Pleurotus eryngii var. thapsiae var. nov. from Sicily. Mycotaxon 81: 69-74)
La var. nebrodensis, oggi Pleurotus nebrodensis, è stata differenziata come specie autonoma, esclusivamente nascente nelle Madonie, e strettamente legata a Cachrys ferulacea (Venturella G., 2004 - Stato delle conoscenze sui pleuroti delle ombrellifere. Annali Micologici A.G.M.T., 1: 69-73.)


Scheda di proprietà dell'AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CSM Amint


Commento sottostante di Piero e Autori indicati

Un fungo centro meridionale amato e apprezzato da tutti i raccoglitori di queste terre, umbri, i laziali, i campani, i calabresi, i pugliesi, i siciliani, i sardi, ecc. ritengono questo fungo tra i migliori in assoluto.

Io non posso giudicare, completamente assente nelle zone delle Marche da me frequentate, non ho mai avuto il piacere di raccoglierlo e consumarlo. La pianta su cui cresce non è il finocchio selvatico (Foeniculum vulgare) dal tipico profumo e struttura decisamente più piccola, ma diversamente di Ferula (Ferula communis), pianta a sviluppo superiore, con leggero aroma che ricorda il sedano, padrona dei terreni incolti e delle zone ruderali, invasiva nei pascoli poveri perchè si accontenta di poco e in particolare perchè gli animali non la toccano, molto velenosa provoca se consumata un avvelenamento letale in tempi brevi conosciuto come ferulosi.

Ferula communis, foto di Ignazio.

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Franco Sotgiu
messaggio Dec 27 2004, 11:50 PM
Messaggio #2


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Bravissimo Piero nel chiarire cos'è la Ferula communis, devo aggiungere alcune considerazioni:

I campi dove raccoglievo i Pleurotus eryngii sono diventati erbai e medicai, per trovare l'Eryngium e i funghi suoi saprofiti devo percorrere parecchi km e cercare nelle immediatezze delle rive dei fiumi o in montagna sopra gli 800 metri.
I pascoli dove c'è ancora la Ferula communis diventano sempre più esigui e i diserbanti, sempre più usati, stanno distruggendo ettari ed ettari di terreni ospiti di tale essenza. Come ha detto Piero la ferula è velenosa e tutti gli anni determina avvelenamenti di pecore, agnelli, mucche al pascolo e cavalli.

Diversi amici del Forum (sollecitati sicuramente da qualche discussione avuta con qualche loro amico Sardo), mi hanno chiesto di postare foto e di dare notizie di un fungo che definiscono, traducendo dal sardo, in veri modi: "fungo di carne", "fungo di ferula", etc.
In effetti, essendo nella mia isola, uno dei funghi maggiormente apprezzati (se non in assoluto il più apprezzato), ha nelle varie zone della Sardegna nomi diversi: "feurrazzu", "cordolinu 'e pezza", "antunna 'e ferula", etc.

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Franco Sotgiu
messaggio Dec 27 2004, 11:57 PM
Messaggio #3


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Ancora esemplari sardi.

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igc952
messaggio Feb 25 2005, 05:32 PM
Messaggio #4


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igc952
messaggio Feb 25 2005, 05:33 PM
Messaggio #5


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Pietro Curti
messaggio May 20 2005, 05:42 PM
Messaggio #6


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Ritrovamenti Anno 2005, foto di Franklin.

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Esemplari con cromatismi molto chiari.

(IMG:http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-1526-1113081689.jpg)

Ancora gruppi.

(IMG:http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-1526-1113081870.jpg)

Agganciati alla pianta.

(IMG:http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-1526-1113082283.jpg)

Ultimi.

(IMG:http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-1526-1113082462.jpg)
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Franco Sotgiu
messaggio Sep 26 2006, 08:36 AM
Messaggio #7


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Pleurotus eryngii var. eryngii

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Gevenni
messaggio Nov 24 2006, 10:53 AM
Messaggio #8


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Pleurotus eryngii var. ferulae in un contributo di Franklin, Marzo 2006, Sardegna.

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Gevenni
messaggio Nov 25 2006, 07:56 PM
Messaggio #9


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Un contributo di Franklin, Reg. Sardegna, Aprile 2006

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Gevenni
messaggio Nov 25 2006, 08:27 PM
Messaggio #10


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Pleurotus eryngii (DC.:Fr) Quél. var. thapsiae Venturella, Zervakis & Saitta

Un contributo di Franklin, Reg. Sardegna, Aprile 2006

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