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  2. Bolbitius reticulatus (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Lazio; Dicembre 2019; Legit Stefano Corsanici, det Tomaso Lezzi., Foto macro di Stefano Corsanici, foto micro di Tomaso Lezzi. Ritrovamento su legno di Sughera (Quercus suber). Pileipellis tipo imeniderma, formata da cellule globose, sferopeduncolate, frammiste a ife con struttura a trichoderma, con terminali allungati, concatenati, ramificati. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Cheilocistidi cilindrici, cilindrico-flessuosi, claviformi, lageniformi, con profilo irregolare a volte con strozzature. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Spore brune, ellissoidali, amigdaliformi, lisce, con apicolo, poro germinativo evidente, con guttula visibile nelle spore immature. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.
  3. Clitocella mundula (Lasch : Fr.) Kluting, T.J. Baroni & Bergemann; Regione Lazio; Anno 2009; Foto di Mauro Cittadini. Microscopia Spore finemente verrucose, con profilo irregolare, sostanzialmente globose o sub-globose (4)4,5-5(5,5) µm, basidi tetrasporici. Foto della reazione sul secco con KOH al 4%.
  4. Clitocella mundula (Lasch : Fr.) Kluting, T.J. Baroni & Bergemann 2014 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Entolomataceae Sinonimi Paxillus mundulus (Lasch : Fr.) Fr. 1861 Clitopilus mundulus (Lasch : Fr.) P. Kumm. 1871 Paxillus amarellus var. mundulus (Lasch : Fr.) Quél. 1886 Rhodopaxillus mundulus (Lasch : Fr.) Konrad & Maubl. 1934 Paxillopsis mundula (Lasch : Fr.) J.E. Lange 1939 Clitocybe mundula (Lasch : Fr.) A. Pearson & Dennis 1948 Clitopilopsis mundula (Lasch : Fr.) Kühner ex Konrad & Maubl. [as 'mundulus'] 1949 Rhodocybe mundula (Lasch : Fr.) Singer 1951 Etimologia Dalla descrizione originale della specie in Inglese, tradotta in Italiano. L'epiteto di genere Clitocella riflette la somiglianza morfologica e vicinanza filogenetica con Clitopilus e Clitopilopsis, cella [-ae] = cella, è un termine latino che si riferisce a un luogo di archiviazione e in questo caso particolare si riferisce a taxa vicini, ma non appartenenti a Clitopilus o Clitopilopsis. Cappello Inizialmente convesso poi con la crescita piano-convesso, di colore avorio, grigio-cenere fino al beige, liscio, glabro, la superficie è finemente tomentosa, opaca, il margine è regolare e resta a lungo involuto, a volte su alcuni esemplari si osservano piccole macule nere distribuite non uniformemente su tutta la superficie, ma anche localizzate al centro del cappello. Il portamento del basidioma è clitociboide. Imenoforo Le lamelle sono fitte, basse, decorrenti, di colore grigiastro, poi con la maturazione delle spore assumono una colorazione beige-rosata, intervallate di lamellule di diversa lunghezza. Tendono al tocco e con l'invecchiamento a diventare nere o verde-nerastre. Gambo Cilindrico, fibrilloso, pruinoso, concolore al cappello, alla base ingloba resti della lettiera e detriti legnosi. Carne Poco consistente, biancastra, tenace, fibrosa, anche un po’ elastica, annerente. Odore e sapore sub-farinaceo e decisamente amaro. Habitat Bosco misto di Quercia, Carpino e Faggio. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Reazione macrochimica La cuticola vira al rosso con il KOH al 6%, anche su exsiccatum. Microscopia Spore da subglobose a largamente ellissoidali, a parete sottile, con apicolo evidente, ornate da fini verruche, irregolarmente sparse, 4,6-5,8 × 4,2-5,1 µm, media 5,1 × 4,6 µm, Q = 1,0-1,2; Qm = 1,1, misurazioni su 32 spore da sporata; le spore osservate al microscopio appaiono costolate, in vista polare risultano infatti poligonali, in particolare esagonali. Basidi clavati, con corti sterigmi, osservati prevalenti tetrasporici ma anche alcuni bisporici. Cistidi assenti. Trama lamellare irregolare, costituita da ife cilindriche strette, settate, molto intrecciate. Pileipellis tipo cutis intrecciata, con ciuffi ed ife emergenti. Le ife sono di forma cilindrica, strette, settate, con pigmento incrostante a granuli grossolani. Stipite con struttura formata da ife cilindriche, con andamento parallelo, settate. Non sono stati osservati caulocistidi. GAF non osservati. Somiglianze e varietà Clitocella popinalis (Fr. : Fr.) Kluting, T.J. Baroni & Bergemann = Rhodocybe popinalis (Fr. : Fr.) Singer, spesso viene confusa con Clitocella mundula perché molto simili dal punto di vista morfologico, tuttavia Clitocella popinalis si separa per i toni del cappello più grigio-brunastri, spesso con guttule con andamento circolare, disposte vicino al margine del cappello, per essere meno annerente, e per l’habitat prativo. Clitocella fallax (Quél.) Kluting, T.J. Baroni & Bergemann = Rhodocybe fallax (Quél.) Singer è simile, ma il carpoforo non annerisce e non presenta reazione rossa con KOH. Clitocella obscura (Pilát) Vizzini, Seslı, T.J. Baroni, Antonín & I. Saar = Rhodocybe obscura (Pilát) M.M. Moser, molto simile si distingue per la presenza di scarsi cheilocistidi, e spore più larghe × 5,5-7 μm, secondo Battaglia (2006). Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) P. Kumm., generalmente si differenzia per il colore del cappello bianco sporco, bianco-grigiastro, isabella tenue, lamelle che si staccano a pacchetti, carne bianca immutabile, tenera, facilmente fratturabile, odore forte di farina bagnata, sapore dolce farinoso. Clitocybe bianche tossiche possono essere confuse, ma si separano per le lamelle bianche in moltissime specie, rosa in alcune, e per la sporata bianca e non rosa. Note tassonomiche Nel 2013 negli Stati Uniti è stato pubblicato un’interessante studio (Kluting et al. 2013) che ha avuto ad oggetto la revisione dei taxa appartenenti al clade Rhodocybe-Clitopilus, effettuato avvalendosi dell’esame del DNA. Negli studi condotti in precedenza le analisi morfologiche e filogenetiche avevano portato ad ipotesi contrastanti circa la definizione e la classificazione generica dei taxa all'interno di Rhodocybe-Clitopilus, clade della Famiglia Entolomataceae Kotl. & Pouzar. La specie ha però un percorso tassonomico complicato. Lasch, suo creatore, e Singer la considerano una specie autonoma. Successivamente Noordeloos (1983), e Contu (2002), la considerano come sinonimo di Rhodocybe popinalis. Tuttavia Kluting et al. (2014) tornano a separarle proponendo come elementi differenziali l’habitat e le dimensioni sporali: Clitocella popinalis con spore × 5-5,5 μm e habitat praticolo, e Clitocella mundula con spore × 4-5 μm e habitat silvicolo. Nello stesso lavoro propongono il trasferimento di queste due specie dal genere Rhodocybe al genere Clitocella. Nel suo articolo del 2014 Kluting et al. separano i generi Clitopilus, Rhodocybe in base a caratteri macroscopici e microscopici. Il Genere Clitopilus ha specie che sono caratterizzate da spore ornate da creste longitudinali. Il genere Rhodocybe contiene taxa che hanno spore con parete cosparsa di fini verruche disposte in modo irregolare. Attraverso analisi filogenetiche gli autori hanno rilevato che i taxa di Rhodocybe con le spore ornate di verruche non formano però una stirpe monofiletica. Lo studio che ha preso in considerazione un numero consistente di raccolte provenienti da tutti i continenti, 65 per il Genere Rhodocybe e 25 appartenenti al Genere Clitopilus ha avuto come risultato di avanzare una proposta di revisione della classificazione, che riconosce cinque generi monofiletici. I cinque generi sono: Clitopilus, Rhodocybe, Clitopilopsis, Rhodophana e Clitocella, in cui Clitocella popinalis (Fr.) K. L. Kluting, T. J. Baroni & S. E. Bergemann viene designata come specie tipo. Il genere Rhodocybe è caratterizzato da specie con sporata rosa, GAF assenti, spore con 6-12 angoli in vista polare, con pareti sottili, verruche prominenti, cheilocistidi e pseudocistidi presenti o assenti. Il genere Clitopilopsis contiene solo due specie, ed è caratterizzato da specie con deposito sporale rosa, spore con parete spessa (≥ 0,5μm); 0,5-0,8 (0,9) µm, quasi lisce in tutte le proiezioni, appena angolari in vista polare. Pseudocistidi e GAF assenti. Il genere Rhodophana è stato recuperato, ed è caratterizzato da specie con deposito sporale rosa, assenza di cistidi, spore angolari in vista polare, con pareti sottili, cianofile, GAF presenti ed abbondanti. Approfondiamo ora, in particolare, i dati e le risultanze relative al genere Clitocella. Dal punto di vista tassonomico viene definito come contenente basidiocarpi con gambo centrale, lamelle decorrenti, fitte, con una cuticola liscia lungo il margine del cappello. Le spore sono di colore rosa carne in massa, con parete sottile (≤ 0,5 μm) 0,2-0,4 µm, cianofile, inamiloidi, con 7-12 angoli difficilmente visibili in vista polare e sono ornate di piccole verruche distribuite sulla parete sporale in modo irregolare e dossi, visibili osservando la spora di profilo o in vista frontale. In generale i taxa appartenenti a questo genere, sono privi di cistidi, oppure sono presenti, ma in numero irrilevante, riuniti in piccoli grappoli lungo il filo lamellare. I GAF sono sempre assenti. Le specie contenute nel Genere Clitocella macroscopicamente ricordano molto i Clitopilus con gambo centrale, ma si differenziano per avere le spore ornate da verruche disposte casualmente sulla parete sporale e fini dossi ad andamento ondulato a differenza delle spore dei Clitopilus decorate invece da creste rialzate ad andamento longitudinale. Le specie del genere Clitocella differiscono da quelle contenute in Clitopilopsis, per le lamelle decorrenti e fitte, mentre i taxa di Clitopilopsis sono caratterizzato da spore con parete spessa (≥ 0,5μm). Il Genere Clitocella può essere facilmente distinto da Rhodocybe e Rhodophana perché gli stessi hanno spore poligonali (prevalentemente esagonali), con angoli ben definiti in vista polare e verruche distinte. Il Genere Rhodophana è caratterizzato dalla presenza di GAF a differenza degli altri quattro generi. Gli esami molecolari hanno evidenziato, altresì, che il clade Clitocella contiene al suo interno le specie denominate Rhodocybe fallax, Rhodocybe popinalis e Rhodocybe mundula. La ricerca ha quindi confermato che Rhodocybe popinalis e Rhodocybe mundula dal punto di vista genetico, sono due specie diverse e distinte, ambedue con valore tassonomico consolidato tanto da meritare il rango di specie. Purtroppo, ad oggi, ancora non vi è condivisione su quali siano i caratteri macroscopici e microscopici per separare con assoluta certezza R. mundula e R. popinalis, la letteratura specialistica consultata è andata nella direzione di considerare le due specie in un concetto piuttosto ampio, in quanto i caratteri macroscopici e microscopici utilizzati per separare le stesse non sono costanti. Per la determinazione della specie studiata e descritta in questa scheda, si è tenuto conto dei seguenti caratteri generali: a. dell’insieme dei caratteri macromorfologici (colorazioni generali più chiare dei carpofori sul bianco avorio, grigio-beige chiaro, spiccato e naturale annerimento, carne molto amara, mancanza di guttule ai margini del cappello, lamelle decorrenti e abbastanza fitte, habitat boschivo); b. dimensioni sporali leggermente più piccole rispetto alla media indicata dalla letteratura consultata per Clitocella popinalis (nonostante siano stati osservati alcuni basidi bisporici), con un Qm = 1,1-1,2; spore da subglobose a largamente ellissoidali. Bibliografia AA.VV., 1988. Entolomataceae. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 1. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. BATTAGLIA, G., 2006. Rhodocybe obscura (Pilát) M.M. Moser, primo ritrovamento in Italia. Rivista di Micologia 49 (2): 137-142. CONTU, M., 2002. Il genere Rhodocybe (Basidiomycetes, Entolomataceae) in Italia. I. sezione Decurrentes. Micol. e Veget. Medit., 17 (2): 95-114. KLUTING, K.L., BARONI, T.J. & BERGEMANN, S.E., 2013. A revised generic classification for the Rhodocybe-Clitopilus clade (Entolomataceae, Agaricales) including the description of a new genus, Clitocella gen. nov. Middle Tennesse State University. KLUTING, K.L., BARONI, T.J. & BERGEMANN, S.E., 2014. Toward a stable classification of genera within the Entolomataceae: a phylogenetic re-evaluation of the Rhodocybe-Clitopilus clade. Mycologia, 106(6): 1127–1142. DOI: 10.3852/13-270. NOORDELOOS, M.E., 1983. Notulae ad Floram Agaricinam Neerlandicam. Marasmiellus, Macrocystidia and Rhodocybe. Persoonia, 12: 31-43. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti e Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Gubbio (PG); Ottobre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. (Exsiccatum MI20141021-01) Habitat bosco misto Bosco misto di Quercia, Carpino e Faggio. Reazione macrochimica al rosso con il KOH al 6%. Microscopia Spore da subglobose a largamente ellissoidali, a parete sottile, con apicolo evidente, ornate da fini verruche, irregolarmente sparse, 4,6-5,8 × 4,2-5,1 µm, media 5,1 × 4,6 µm, Q = 1,0-1,2; ; Qm = 1,1, misurazioni su 32 spore da sporata; Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Basidi clavati, con corti sterigmi, osservati prevalenti tetrasporici ma anche alcuni bisporici. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Pileipellis tipo cutis intrecciata con ciuffi ed ife emergenti. Le ife sono di forma cilindrica, strette, settate, con pigmento incrostante a granuli grossolani. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Trama lamellare irregolare, costituita da ife cilindriche strette, settate, molto intrecciate. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 100×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Stipite con struttura formata da ife cilindriche, con andamento parallelo, settate. Non osservati caulocistidi. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.
  5. Chlorophyllum venenatum (Bon) C. Lange & Vellinga Tassonomia Regno Fungi Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Sinonimi Macrolepiota venenata Bon Foto e Descrizioni Ritrovamento in parco pubblico sotto Cedrus deodara. Regione Lombardia, Pianura Bergamasca, loc. Crespi d'Adda; Ottobre 2016. Foto di Massimo Biraghi.
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  7. Specie trovate nel mese di Dicembre: Cantharellus lutescens Fr.; Foto di Marika. Cantharellus tubaeformis Fr.; Foto di Marika. Clavulina coralloides (L.) J. Schröt.; (Clavulina cristata (Holmsk.) J. Schrot.) Foto di Marika. Cortinarius mucosus (Bull.) J.Kickx f.; Foto e commento di Marika. Lactarius deliciosus (L. : Fr.) S.F. Gray; Foto e commento di Marika. Tricholoma josserandii Bon; Foto di Marika. Tricholoma portentosum (Fr. : Fr.) Quélet; Foto di Marika. Totale specie trovate 7
  8. Una nuova scheda completa, pubblicata a Dicembre 2019, realizzata da Mario Iannotti. Tom  Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga 2002
  9. Peniophora incarnata (Pers. : Fr.) P. Karst. 1889 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Peniophoraceae Sinonimi Thelephora incarnata Pers. : Fr. 1801 Corticium incarnatum (Pers. : Fr.) Fr. 1838 Etimologia Dal greco peníon [πηνίον] = rocchetto, bobina, tessuto, tela e phoreo [φορέω] portare, per la morfologia pellicolare dei carpofori appartenenti a questo genere. Dal latino incárno = incarnare, assumere un colore incarnato, per il colore della specie. Carpoforo Fungo corticolo, resupinato, prima orbicolare e poi confluente e diffuso, adeso e ben fissato al substrato di crescita sul quale si estende da pochi centimetri a qualche decina. Il carpoforo è costituito da un imenoforo membranoso, liscio ma più spesso lievemente tubercolato, alto più o meno un millimetro. All'inizio si presenta con un colore dominante rosa-arancio frammisto a tinte grigio-bluastre presenti solo in alcuni punti, poi diviene di un colore rosa-arancio o rossastro-arancio più uniforme, talvolta macchiato qua e là di bianco. La consistenza è ceracea e cartilaginosa negli esemplari freschi, mentre diviene secca e un poco screpolata negli esemplari maturi con presenza di una minuta pruina bianca osservabile solo con la lente. Il margine si presenta nei giovani esemplari con piccole fibrille biancastre, talvolta anche giallastre, che scompaiono negli esemplari maturi. Odore e sapore non significativi. Habitat Frequente. Cresce tutto l’anno su legno marcescente di latifoglia. Meno frequente su legno di conifera. Microscopia Sistema ifale monomitico. Ife settate, ramificate e munite di GAF, a parete sottile, ialine, larghe 3-4 µm nel subimenio; bruno-marroni, di analoga larghezza, ma con pareti leggermente ispessite, nel substrato basale. Spore 7,5-10 × 3,8-5,1 µm, da subcilindriche ad ellissoidali, un poco ricurve verso l'apice, lisce, ialine, a parete sottile; non amiloidi, né destrinoidi. Basidi da leggermente clavati a subcilindrici, spesso sinuosi, con sterigmi slanciati fino a 5 µm. Lamprocistidi fusiformi, assai numerosi, dapprima appuntiti, a parete sottile e senza incrostazioni, poi a parete spessa e densamente incrostati 30-60 × 7-12 µm. Gloeocistidi a parete sottile, cilindrico-sinuosi larghi 8-10 µm e lunghi oltre 150 µm. Assenza di dendroifidi (elementi sterili con ramificazioni più o meno tortuose, subcilindriche e ad apice arrotondato). Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Somiglianze e Varietà Quando si trova nello stato iniziale le è molto vicina macroscopicamente Stereophlebia tuberculata (Berk. & M.A. Curtis) Zmitr. = Phlebia tuberculata (Berk. & M.A. Curtis) Ţura, Zmitr., Wasser & Spirin la quale ha diversa microscopia (assenza di lamprocistidi e gloeocistidi). Allo stato maturo ha colori analoghi Peniophora aurantiaca (Bres.) Höhn. & Litsch. la quale si presenta però con spore molto più grandi. Osservazioni Si tratta di un fungo che colonizza legnetti a terra o marcescenti in ogni periodo dell’anno, è abbastanza comune e frequente in tutta Europa. Un elemento utile al suo riconoscimento è il suo colore rosa-arancio da associare ad una superficie fertile lievemente tubercolata, tuttavia per ottenere una corretta determinazione è necessaria sempre una adeguata verifica microscopica. Note nomenclaturali La prima descrizione della specie risale al 1801 quando Christian Hendrik Persoon chiamò il fungo Thelephora incarnata; in seguito nel 1838 Elias Magnus Fries ricombinò la specie e gli diede l’epiteto di Corticium incarnatum. Quindi il fungo nel 1889 è stato riclassificato da Peter Adolf Karsten come Peniophora incarnata, epiteto attualmente prioritario. Bibliografia BREITENBACH, J. & KRANZLIN, F., 1986. Champignons de Suisse. Vol. 2. Champignos sans lames. Lucerna. Ed. Verlag Mykologia. BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Revisionata da Tomaso Lezzi. Regione Umbria; Dicembre 2016; Assisi (PG); Foto e microscopia di Stefano Rocchi. (Exsiccatum SR20191130-03) Ritrovamento su legno di latifoglia a terra. Lo stesso campione fotografato a distanza di una decina di giorni. Sistema ifale monomitico. Ife settate, ramificate e munite di GAF, a parete sottile, ialine, larghe 3-4 µm nel subimenio; bruno-marroni, di analoga larghezza, ma con pareti leggermente ispessite, nel substrato basale. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi da leggermente clavati a subcilindrici, spesso sinuosi, con sterigmi slanciati fino a 5 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Gloeocistidi a parete sottile, cilindrico-sinuosi larghi 8-10 µm e lunghi oltre 150 µm. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. La reazione positiva alla Sulfovanillina. Lamprocistidi fusiformi, assai numerosi, dapprima appuntiti, a parete sottile e senza incrostazioni, poi a parete spessa e densamente incrostati 30-60 × 7-12 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Cistidi con i cristalli sciolti dalla Sulfovanillina. Lamprocistidi e Gloeocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Spore 7,5-10 × 3,8-5,1 µm, da subcilindriche ad ellissoidali, un poco ricurve verso l'apice, lisce, ialine, a parete sottile; non amiloidi, né destrinoidi. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×.
  10. Una nuova scheda completa, pubblicata a Settembre 2019, realizzata da Stefano Rocchi. Tom  Vararia ochroleuca (Bourdot & Galzin) Donk 1930
  11. Gomphus clavatus (Pers) Gray; Regione Trentino; Anno 2019; Foto di Pietro Curti. Primordi. Imenofori.
  12. Fuligo septica (Linné) Wiggers; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Macro.
  13. Albatrellus confluens (Alb. & Schwein. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Cappelli. Imenofori.
  14. Cantharellus lutescens Fr.; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Cappelli. Gambo e imenoforo.
  15. Una nuova scheda completa, pubblicata a Settembre 2019, realizzata da Tomaso Lezzi. Tom  Volvariella hypopithys (Fr.) Shaffer 1957
  16. Hygrocybe insipida (J.E. Lange) M.M. Moser; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Mario Iannotti.
  17. Psathyrella conopilus (Fr.) A. Pearson & Dennis; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Mario Iannotti.
  18. Una nuova scheda completa, pubblicata a Agosto 2019, realizzata da Manuel Atzeni. Tom  Lepiota tyrrhenica Tiberi & Sperati 2001
  19. Ciao Piero, sono riuscito a fare il pagamento della tessera sostenitore con la carta di credito e mi è arrivata la conferma per due pagamenti, come mai?

    Giuliano.

    1. Pietro Curti

      Pietro Curti

      Uno era quello con bollettino che avevi fatto erroneamente e che successivamente io ho annullato, resta valido solo quello fatto con carta di credito, un abbraccio,

      Piero

    2. fiara - Giuliano Gnata

      fiara - Giuliano Gnata

      Grazie, sei un mago.

      Giuliano.

  20. Ciao Piero e Buon Anno, ho provato a rinnovare la tessera tramite Carta di Credito Mastercard ma il sistema mi richiede altro tipo di Card.

    Mi puoi dare l'indirizzo postale? Grazie.

    Giuliano

  21. Cuphophyllus fornicatus (Fr.) Lodge, Padamsee & Vizzini 2013; Regione Umbria; Dicembre 2019; Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento effettuato sotto Cipressi. Trama lamella. Osservazione in Rosso Congo a 40×. Ife trama lamella 32-62 µm. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Basidi 42-48 µm e spore. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Spore subglobose, in maggior parte ellissoidali, ellissoidali allungate, alcune leggermente strozzate. Osservazione in Rosso Congo a 1000×.
  22. Ciao Pietro, Auguri!  Ho cercato la tessera associativa ma non l'ho trovata, la verità è che non so ancora muovermi bene nel vostro forum.

    Mario

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    2. Pietro Curti

      Pietro Curti

      Nella tessera devo inserire la regione di residenza, almeno quella puoi darmela?

      Pietro

    3. Marioci

      Marioci

      Pietro, credevo che te lo ricordassi, sono Fiorentino! E poi l'ho scritto anche nel mio profilo. (abito a Prato in Toscana)

       

    4. Pietro Curti

      Pietro Curti

      Mario ti ringrazio per la fiducia che riponi nella mia memoria, però onestamente mi riesce del tutto impossibile memorizzare la regione di appartenenza di migliaia di amici della micologia. :smile:

      Creata la tua tessera, la puoi scaricare a questo link, ciao,

      Pietro

       

  23. Hygrocybe mucronella (Fr.) P. Karst.; Regione Umbria; Dicembre 2019; Foto di Tomaso Lezzi.
  24. Hygrocybe virginea (Wulfen: Fr.) P.D. Orton & Watling; Regione Umbria; Dicembre 2019; Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento nel muschio, sotto Cipresso.
  25. Leccinum scabrum (Bull.: Fr.) S.F. Gray; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto e commento di Pietro Curti. Gambo e imenoforo. Pileo.
  26. Suillus grevillei (Klotzsch: Fr.) Singer; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Primordi. Gambo. imenoforo e residui del velo secondario ai margini del cappello. Pileo tipicamente viscido.
  27. Ramaria botrytis (Pers.: Fr.) Ricken; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Primordi e carne in sezione. Ramificazioni secondarie.
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