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Gruppo Botanico AMINT

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  1. Emerus major Mill. s. l. Sinonimi Coronilla emerus L. Coronilla emerus L. subsp. emerus Hippocrepis emerus (L.) Lassen subsp. emerus Tassonomia Regno:Plantae Divisione:Magnoliophyta Classe:Magnoliopsida Ordine:Fabales Famiglia:Fabaceae Nome italiano Cornetta dondolina Etimologia Il termine Emerus deriva dal greco ἡμερόω (emeroo) = addomestico, ad indicare che si tratta di specie che si prestano alla coltivazione nei giardini; l'epiteto major è il comparativo latino di maggioranza dell'aggettivo magnus, ed è riferito al fatto che questa specie raggiunge le dimensioni maggiori fra le congeneri. Il basidioma di questo taxon, in uso fino a pochi anni fa, era Coronilla emerus; il nome generico Coronilla è il diminuitivo spagnolo di corona, con evidente riferimento alla disposizione dei fiori in ombrelle circolari, e le fu attribuito dal medico botanico fiammingo Mathias de l'Obel -Lobelius- (1538 - 1616), su indicazione dell'altro medico-botanico, suo conterraneo, Charles de l'Écluse -Clusius- (1526 - 1609) secondo il quale questo era il nome con cui gli spagnoli chiamavano la C. minima. Descrizione Arbusto perenne, sempreverde, con ceppo e fusti legnosi, a volte con spine irte, corteccia grigia con venature rossastre, rami giovani verdi e flessibili. Di portamento eretto, si sviluppa in altezza fino a circa 3 metri. Foglie Le foglie sono picciolate, verdi superiormente e glauche inferiormente, alterne, imparipennate con 5, 7 o 9 foglioline subsessili, obovate, a margine intero e apice di forma variabile; stipole di piccole dimensioni, triangolari, coriacee a maturità. Fiori I fiori sono ermafroditi, papilionacei, raggruppati in ombrelle pauciflore (di 4-6 elementi) portate su un lungo peduncolo ascellare; calice campanulato, verde-giallastro, a volte ± arrossato, bilabiato con dentelli ciliati; corolla gialla, a volte con screziature rosse o rosso mattone, generalmente di lunghezza > 14 mm, l'unghia del vessillo è lunga 2-3 volte il calice; la fioritura precoce e fragrante si interrompe se l'estate è particolarmente torrida. Frutti I frutti sono lomenti diritti, o, più spesso, irregolarmente incurvati, eretti o pendenti, lunghi da 4 a 11 cm, arrossati nelle strozzature, e contengono piccoli semi, uno per ciascun segmento, neri o rossicci; maturano in autunno. Periodo di fioritura Fiorisce da gennaio a ottobre, con un intervallo durante l'estate. Territorio di crescita Specie spontanea dei Paesi centro-europei, dalla Spagna nord-orientale all'Ungheria, dall'Inghilterra meridionale, Svezia e Norvegia, fino alla penisola italiana, dove è presente in tutte le Regioni, Isole comprese. Habitat Cresce su terreni poveri, al sole o mezz'ombra, pinete, boschi misti, dal piano fino a circa 1600 m di quota. Somiglianze e varietà Secondo la "An Annotated Checklist of the Italian Vascular Flora" (2005-2007) sono tassonomicamente riconosciute 2 sottospecie: Emerus major Mill. subsp. major [= Coronilla emerus L. s. l.], presente in tutte le Regioni italiane; Emerus major Mill. subsp. emeroides (Boiss. et Spruner) Soldano et F. Conti [= Coronilla emerus L. subsp. emeroides (Boiss. et Spruner) Hayek], presente in tutte le Regioni italiane, ad eccezione di Val d'Aosta, Lombardia, Trentino A. A., Veneto e Liguria, nelle quali era stato segnalata per errore; secondo Pignatti [Fl. It. 1: 757 (1982)] non vi sono caratteri distintivi certi fra queste, tanto che diversi autori non accettano tale nomenclatura. Le differenze consisterebbero essenzialmente nell'inizio antesi contemporaneo alla fogliazione nella subsp. major, anticipante la fogliazione nella subsp. emeroides, quest'ultima avrebbe inoltre infiorescenze con peduncoli più brevi della foglia ascellante e legumi non lomentacei, lisci e lunghi fino a 14 cm. Le altre specie del genere Coronilla si distinguono, in genere, abbastanza bene per le dimensioni più ridotte [generalmente < 1 (1,5) m in altezza], fiori di dimensioni minori (corolla sempre <, o << 12 mm in lunghezza), con l'unghia del vessillo di poco più lunga, o della stessa lunghezza del calice, alcune specie sono erbacee e/o annuali, e/o presentano corolla bianca o ± rossastra. Specie protetta L. R. 18/04/1995, n. 33 Veneto, "Tutela del patrimonio genetico delle specie della flora legnosa indigena nel Veneto", vd. art. 1 e all. A. Costituenti chimici Proteine, aminoacidi (acido glutamico, acido aspartico), lipidi, acidi grassi (palmitico, linoleico), flavonoidi (gossipetina, campferolo), glucoside coronillina. Uso Alimentare Questa specie è da considerarsi potenzialmente velenosa in quanto contiene un glucoside (coronillina) che è cardiotossico. Uso Cosmetologico Non si conoscono usi cosmetici per questa specie. Uso Farmacologico La tossicità delle Coronilla sp. pl. ed Emerus sp. (contengono eterosidi cardiotossici ) impedisce loro di essere considerate fra i tonici cardiaci, malgrado le proprietà cardiotoniche. Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico. Medicina alternativa e Curiosità La specie è stata utilizzata nella medicina tradizionale per gli effetti diuretici e cardiotonici. La pianta fresca ha anche potenti effetti purgativi. Note Sul Monte Amiata era diffusa la tradizione di impiegare le foglie della Coronilla, chiamata "erba dell'amore", per verificare il grado d'innamoramento della persona amata. La specie è ritenuta importante per il miglioramento del contenuto in azoto del terreno, data la simbiosi con batteri (Rhizobium leguminosarum) che ne consentono la fissazione nei tubercoli radicali, la cui formazione è da loro stessi indotta. Nel linguaggio dei fiori le si attribuisce il significato di ingenuità e di giovinezza. Viene usata come foraggio per diversi animali domestici, in particolare per i roditori da cortile. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Marika - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT Emerus major Mill., Regione Liguria, 70 m s.l.m., Marzo 2008 - foto di Marika
  2. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Settembre 2008 - foto di Marika Vista della mucillagine.
  3. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Settembre 2008 - foto di Marika Piccoli semi neri immersi nella mucillagine appiccicosa.
  4. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Settembre 2008 - foto di Marika Frutto maturo.
  5. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Settembre 2008 - foto di Marika Grappolo di frutti maturi e acerbi.
  6. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Settembre 2008 - foto di Marika Ancora frutto.
  7. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Agosto 2008 - foto di Marika Frutto.
  8. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Agosto 2008 - foto di Marika Cappero, visione posteriore del fiore.
  9. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Agosto 2008 - foto di Marika Ancora stami.
  10. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Agosto 2008 - foto di Marika Numerosi stami con futuro frutto.
  11. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Agosto 2008 - foto di Marika Cappero sbocciato.
  12. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Agosto 2008 - foto di Marika Cappero che sta sbocciando.
  13. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Giugno 2008 - foto di Marika Capperi.
  14. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Agosto 2008 - foto di Marika Pagina inferiore delle foglie.
  15. Capparis spinosa L. s.l., Regione Liguria, 2 m s.l.m., Agosto 2008 - foto di Marika Rami erbacei con fiori e frutti.
  16. Capparis spinosa L. s.l. - foto di Giovanni Solinas
  17. Capparis spinosa L. s.l. Sinonimi C. deserti (Zohary) Täckh. Et Boulos C. inermis Turra C. orientalis Veill. C. ovata Desf. C. rupestris Sm. C. sicula Veill. C. spinosa L. subsp. orientalis (Veill.) Jafri C. spinosa L. subsp. rupestris (Sm.) Nyman C. spinosa L. subsp. spinosa var. canescens Coss. C. spinosa L. subsp. spinosa var. spinosa Tassonomia Regno:Plantae Divisione:Magnoliophyta Classe:Magnoliopsida Ordine:Capparales Famiglia:Capparidaceae Nome italiano Cappero spinoso Etimologia La parola latina capparis per alcuni deriva dal greco Kapparis (Κάллαρις), per altri da Kypros (Cipro, Κύπρος), dove questa specie è abbondantemente diffusa, o dall'arabo Kabar; l'origine di questo termine è quindi poco certa. Spinosa = per le spine che ha alle ascelle fogliari. Descrizione Piccolo arbusto alto fino a 80 cm; rami molto allungati, da decombenti ad ascendenti, legnosi nella porzione basale. Contrariamente a quanto si pensa, la parte edibile più conosciuta, che viene volgarmente detta "cappero", non è il frutto, bensì il bocciolo fiorale non ancora schiuso, che va presto raccolto perchè sboccerebbe nell'arco delle 24-48 ore successive alla sua comparsa. Anche il frutto è, comunque, commestibile. Foglie Foglie alterne, carnose, con breve picciolo portato all'ascella di 2 stipole spinescenti; lamina intera, verde-lucida su entrambe le facce, (ob-)ovato-tondeggiante, apice da ottuso a leggermente smarginato a debolmente mucronato, base variabile. Fiori I fiori, intensamente profumati, sono ermafroditi, inseriti singolarmente con un lungo peduncolo all’ascella delle foglie superiori. Essi hanno 4 sepali cocleariformi verdi-arrossati, caduchi, e 4 petali obovati, molto grandi, di colore bianco o bianco-roseo. Stami numerosi di colore violaceo verso l'apice, biancastri alla base; l’ovario è portato da un lungo ginoforo e contiene numerosi ovuli, lo stigma è sessile; la fioritura può protrarsi per diversi mesi: da maggio a settembre si formano bottoni floreali ad ogni ascella fogliare. Frutti I frutti, detti cucunci, sono delle bacche ovoidali-allungate o, più di rado, piriformi, dapprima verdi, e poi, a maturazione, rossicce; contengono molti semi reniformi di colore nerastro, immersi in una polpa appiccicosa. Periodo di fioritura La fioritura avviene generalmente da maggio a giugno, ma, in condizioni favorevoli, può protrarsi fino a settembre. Territorio di crescita Specie spontanea dei Paesi che si affacciano al bacino del Mediterraneo; cresce in tutto il territorio italiano, ad esclusione della Val d'Aosta, e in alcune regioni, sfuggendo alla coltivazione, si è naturalizzato. Habitat Cresce sui muri a secco, negli anfratti, sulle rocce, preferibilmente in vicinanza del mare, su suolo calcareo, dal piano fino a 1000 m di quota. Somiglianze e varietà In Italia sono presenti le 2 sottospecie: C. spinosa L. subsp. rupestris (Sm.) Nyman [= C. rupestris Sm. = C. orientalis Veill. = C. spinosa L. subsp. orientalis (Veill.) Jafri = C. inermis Turra], con rami per lo più prostrato-penduli, stipole < 2 mm di lunghezza, poco pungenti, foglie per lo più sprovviste di mucrone, o con mucrone poco evidente, presente allo stato spontaneo in Friuli V. G., Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, naturalizzata in Marche e Umbria, presenza in Abruzzo da verificare. C. spinosa L. subsp. spinosa (comprendente la var. spinosa e var. canescens Coss.) [= C. deserti (Zohary) Täckh. Et Boulos = C. sicula Veill.], con rami per lo più ascendenti, stipole > 2 mm di lunghezza, assai acute e pungenti, foglie per lo più con mucrone ben evidente, presente allo stato spontaneo in Lombardia, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, naturalizzata in Emilia Romagna. Nelle Regioni indicate nella precedente cartina, in cui risulta presente C. spinosa, e non menzionate nella descrizione delle 2 sottospecie, è ancora da appurare a quale di queste medesime sottospecie appartengano le popolazioni. Specie protetta L. R. 23/02/1999, n. 9 Molise. "Norme per la tutela della flora in via di estinzione e di quella autoctona ed incentivi alla coltivazione delle piante del sottobosco e officinali"; l'art. 3 regolamenta la quantità di raccolta consentita, senza bisogno di autorizzazione, per alcune specie alimentari, e che, per il C. spinosa corrisponde a 100 g. Costituenti chimici La pianta contiene alcaloidi, carboidrati, colina, acidi organici, arabinosio, proteine (foglie e semi ), flavonoidi (quercetina, rutina), tannino. Uso Alimentare I capperi, consumati prima dei pasti, costituiscono un eccellente aperitivo, che stimola l’appetito. Anche i frutti si possono mangiare, ma hanno un sapore meno intenso. I frutti, dopo il trattamento sotto sale o aceto, si usano per insaporire pietanze a base di pesce, insalate e per fare salse da accompagnare alle carni. Uso Cosmetologico L'olio di cappero, ottenuto dal frutto macerato in olio d'oliva, protegge dai raggi solari ed è un ottimo abbronzante. Un recente studio ha evidenziato le proprietà antiallergiche e protettive dell'estratto di cappero, ad esempio per le punture di insetti o meduse, per arrossamenti da sudore o allergie da contatto. L'estratto è anche utile a proteggere l'epidermide da fattori di invecchiamento precoce quali l'inquinamento, il fumo e gli sbalzi termici. Uso Farmacologico Uno dei componenti attivi della specie, la rutina, sciolto in acqua è un valido antiossidante. Dalle gemme dei fiori si ricavano due estratti che hanno proprietà antistaminiche ed antiallergeniche. Ancora in fase sperimentale è la ricerca su alcuni dei componenti, per la loro capacità di ridurre i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue e, conseguentemente, di ridurre la pressione arteriosa, migliorando tutto il sistema cardiocircolatorio. In effetti alcuni studi sulla dieta mediterranea hanno mostrato come i capperi freschi, non conservati sott'aceto, contengano un flavone restauratore delle pareti dei vasi capillari. Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico. Medicina alternativa e Curiosità Il cappero è stato citato per la prima volta nella Bibbia, in relazione al suo potenziale afrodisiaco e ancora oggi, in Marocco, è ampliamente diffuso per questo uso. I suoi utilizzi medicinali e terapeutici erano ben conosciuti nella Grecia antica, da Ippocrate ad Aristotele e Teofrasto. Ai nostri tempi il cappero è usato come un analgesico, antielmintico (vermifugo), depurativo, diuretico, espettorante, tonificante, vasocostrittore. Per uso interno, nel trattamento di infezioni gastrointestinali, diarrea, gotta e reumatismi. Esternamente per trattare alcune condizioni della pelle, specie la fragilità capillare. Dalla corteccia si estrae la “capperirutina”, utile nel trattamento antireumatico; l’estratto alcolico ha proprietà di analgesico ed antinfiammatorio. Decotti dalla radice sono stati utilizzati nella medicina tradizionale per trattare l’idropisia, l'anemia, l'artrite e la gotta. Nella medicina ayurvedica i capperi sono considerati stimolanti e protettori della funzionalità epatica. A SanRemo, sul muro laterale della cattedrale di San Siro, c'era una pianta alla quale i sanremaschi erano talmente affezionati che, a seconda di come avveniva la fioritura, formulavano auspici per l'avvenire. Purtroppo le fameliche radici, alla ricerca di nutrimento, hanno finito per compromettere la struttura architettonica dell'edificio e così, anche se a malincuore, ci si è dovuti decidere ad asportare l'amato cappero. Note Si narra che di questa specie faceva costantemente uso cosmetico Frine, la modella di cui si servì lo scultore Prassitele per la statua di Afrodite. La lucertola, che è ghiotta del succo dei frutti dei capperi, ne porta in giro i semi che le restano appiccicati al corpo, e finisce per seminarli negli anfratti dei muri, facendo germinare nuove piantine. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Marika - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT Capparis spinosa L. s.l. - foto di Giovanni Solinas Interi muri ricoperti.
  18. Bellis perennis L. - Regione Lombardia, Milano, m 160 s.l.m. 17 febbraio 2009 - foto di R.M. Fondi Rosetta basale. Una intensa pubescenza circonda il neonato capolino.
  19. Bellis perennis L. - foto di G.B. Pau
  20. Bellis perennis L. - foto di Pietro Curti Le brattee involucrali simulano un calice.
  21. Bellis perennis L. - foto di Pietro Curti Pratoline con sfumatura rosa.
  22. Bellis perennis L. - foto di Mauro Cittadini Supermacro di apertura floreale 1.
  23. Bellis perennis L.- foto di Mauro Cittadini Granuli di polline, visti al microscopio.
  24. Bellis perennis L., Regione Liguria, 380 m s.l.m., Marzo 2007, - foto di Marika
  25. Bellis perennis L., Regione Liguria, 300 m s.l.m., Maggio 2008 - foto di Marika
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