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  1. Lathyrus pannonicus (Jacq.) Garcke subsp.varius (Hill)P.W.Ball = Lathyrus varius (Hill) Koch, Orobus versicolor J. F. Gmel. Tassonomia Ordine: Fabales Famiglia: Fabaceae Nome italiano Cicerchia pannonica. Foto e descrizione Pianta erbacea perenne con radice rizomatosa carnosa e fusiforme, di tipo fascicolato; lo stelo è ramificato alla base, ascendente, alato e aptero. Le foglie sono picciolate, opposte e lineari con grandi stipole alate alla base, le basali hanno 2 paia di foglioline, le superiori 4 paia e terminanti con una fogliolina centrale ridotta ad un mucrone fogliaceo lineare e caduco. L'infiorescenza spunta tra fusto e stipole foliari, è peduncolata, porta fino a 11 elementi fioriferi; i fiori hanno un corto picciolo e i denti del calice diseguali e ciliati, la corolla è papilionacea di colore giallastro, lo stendardo è ampio con screziature rosee, le ali aderiscono alla carena. Lo stilo è cilindrico inferiormente, piano e pubescente all'apice. Il frutto è un baccello contenente semi subsferici. Fiorisce da maggio a giugno, da 0 a 800 m s.l.m., nei prati aridi e nei sottoboschi di aghifoglie, leccete e rovereti. Presente in Piemonte, Lombardia,Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Note: questa specie di Lathyrus non presenta cirri agli apici dei rami. Regione Friuli Venezia Giulia, 200 m s.l.m., Aprile 2011, foto di Nicolò Parrino.
  2. Sternbergia lutea (L.) Ker Gawl. ex Spreng. (1825) Sinonimi Amaryllis lutea L. (1753) Oporanthus luteus (L.) Herb. (1821) Oporanthus siculus (Tineo ex Guss.) Parl. (1858) Sternbergia aurantiaca Dinsm. (1934) Tassonomia Divisione: Magnoliophyta Classe: Magnoliopsida Ordine: Liliales Famiglia: Amaryllidaceae Nomi italiani Zafferanastro giallo; Sternbergia gialla Etimologia Il genere è dedicato al botanico boemo G.M. Sternberg (1761 - 1838). L'epiteto specifico deriva dal latino luteus = di colore giallo; in riferimento al colore giallo del fiore. Descrizione Pianta erbacea bulbosa perenne, alta fino a 30 cm con bulbo subgloboso ricoperto da tuniche membranacee di colore castano più o meno scuro che si prolungano in una guaina lungo lo stelo di circa 10 cm del medesimo colore e consistenza; le foglie, da 2 a 10, sono di colore verde, piane, diritte, con i bordi ruvidi e gli apici ottusi. La brattea ha aspetto membranaceo, è chiusa nella zona basale e libera all'apice; il fiore di colore giallo vivo ha 6 petali con gli apici arrotondati, dei quali i 3 esterni più larghi, ha 6 stami con antere arancioni e 1 stilo trilobo. Il frutto è una capsula che contiene i piccoli semi racchiusi in un guscio. Fiorisce da settembre a novembre, da 0 a 1200 m s.l.m., nei sentieri, sui bordi dei boschi e negli incolti. Presente in tutta Italia ad esclusione di Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, la sua presenza è dubbia in Piemonte. Periodo di fioritura, presenza, distribuzione in altezza Sternbergia lutea (L.) Ker Gawl. ex Spreng. (1825); Regione Veneto, 200 m s.l.m.; Settembre 2011; Foto di Giacomo Bommartini.
  3. Silene viscaria (L.) Jess. (1879) Sinonimi Viscaria vulgaris Bernh. (1800) Viscaria viscosa (Scop.) Asch. (1859) Steris viscaria (L.) Raf. (1840) Tassonomia Divisione: Magnoliophyta Classe: Magnoliopsida Ordine: Caryophyllales Famiglia: Caryophyllaceae Nomi italiani Crotonella viscaria Etimologia L'epiteto generico, Silene, è di etimo incerto. Potrebbe derivare greco Σειληνός (Seilenós) = Sileno (in latino Silenus), che la mitologia greco-antica ricorda come padre adottivo e compagno di Bacco. Sileno viene spesso raffigurato sotto sembianze umane ma anche con attributi animaleschi come orecchie, coda e zoccoli equini, e coperto di schiuma dovuta alla vinificazione. Forse quest'ultima caratteristica può giustificare la scelta dell'epiteto generico: infatti molte specie di Silene sono cosparse da una tipica secrezione vischiosa che può ricordare una sorta di schiuma. Oppure può derivare sempre da Sileno che viene raffigurato anche con una gran pancia rotonda: in tal caso ricordando la tipica forma a palloncino dei fiori di molte specie di Silene. Altra origine può riscontrarsi nella parola greca σίαλον (sialon) = saliva, sputo; in riferimento alla tipica secrezione vischiosa e attaccaticcia secreta dal fusto di molte specie di Silene. L'epiteto specifico, viscaria, deriva dal latino viscum = vischio, pania per l'uccellagione; in riferimento alla secrezione di sostanza appiccicosa che tale pianta può produrre. Descrizione Pianta erbacea perenne alta fino a 60 cm, radice a fittone con radici secondarie; fusto eretto, glabro, rossastro, semplice, ramoso e molto viscoso nella parte superiore; foglie basali disposte in rosetta, oblungo-lanceolate, glabre, ciliate alla base, 1-3 paia di foglie cauline, lineari, acute, opposte e congiunte alla base (connate); infiorescenza formata da cime spiciformi, serrate, apicali o laterali sorrette da un corto peduncolo; calice claviforme, rossastro, gamosepalo, striato da 10 evidenti nervature, 5 denti calicini triangolari tondeggianti all’apice; fiori ermafroditi, pentameri e dialipetali; corolla rosa o purpurea, petali leggermente bilobati con scaglie bifide sull’unghia; 10 stami con antere reniformi, 5 stili, ovario supero, il frutto è una capsula ovoidale con 5 denti posti all’apice, contenente semi canalicolati sul dorso. Cresce ai margini dei boschi, nei prati e nei pascoli assolati. In Italia è presente nelle seguenti regioni: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. Fiorisce in giugno-luglio, da 900 a 1600 m s.l.m.. Periodo di fioritura, presenza, distribuzione in altezza Silene viscaria (L.) Jess. (1879); Regione Valle d'Aosta, 1000 m s.l.m.; Giugno 2012; Foto di Giovanni Malvicino.
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