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  1. Boletus pinophilus Pilát & Dermek 1973 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Genere Boletus Sezione Edules Nome italiano Porcino rosso, Porcino dei Pini. Sinonimi Boletus pinicola (Vittad.) A. Venturi 1863 Etimologia Dal latino pinus = pino e phileo = amico, amante dei pini, per il presunto habitat del fungo. Cappello 4-20(30) cm, emisferico poi a guanciale, spesso irregolare con cuticola piuttosto rugosa a differenza del Boletus edulis, all'esordio vellutata e maturando sempre più viscida, all'inizio cosparsa di forfora biancastra, pruinosa, che persiste a lungo presso i margini irregolari e bitorzoluti, inizialmente ondulati e poi lobati. Rosso bruno, rosso vinoso, rosso cuoio, rosso rame, rosso porpora, rosso violaceo, con cromatismi distribuiti in modo disomogeneo sul pileo e con la presenza di maculature e zone decolorate. Tubuli di lunghezza variabile, più corti al gambo dal quale restano quasi staccati, sempre più alti verso il centro, e poi nuovamente più corti verso il margine del pileo, sottili e complessivamente abbastanza lunghi. Da bianchi a gialli ed infine verdi oliva. Pori piccoli, rotondi, regolari, da bianco-puro a bianco-crema, poi gialli ed infine olivastri anche in modo intenso, con tracce rugginose. Gambo 5-15 × 3-9 cm robusto, duro, caratteristicamente ovale, poi un po' più allungato a forma di pera, ma sempre relativamente breve e tozzo e quasi sempre arrotondato alla base, di colore bianco poi ocraceo sfumato di bruno-rossastro, decorato da un bel reticolo rosso-violaceo sbiadito assai evidente, ma che a volte può anche essere assente, brunastro al piede e biancastro alla base. Carne Massiccia, tenace e compatta, a maturità tenera e cedevole, bianca immutabile sotto il pileo concolore al cappello. Odore tenue e gradevole di muschio o terroso. Sapore mite e delicato. Habitat Dalla primavera (maggio) (il primo porcino in assoluto a fare la sua comparsa nei boschi italiani), fino ad autunno inoltrato, con preferenza per i mesi più freschi (l'ultimo porcino in assoluto ad essere presente nei nostri boschi). In montagna nei boschi di aghifoglie e latifoglie, anche in collina all'inizio della stagione e al nord. Commestibilità e tossicità Ottimo commestibile. Si presta ad ogni uso, è comunque il meno profumato e gustoso di tutta la sezione Edules che comprende Boletus edulis Bull. : Fr., Boletus reticulatus Schaeff., Boletus aereus Bull. : Fr. Nei soggetti giovani, la carne decisamente tenace, necessita di adeguata cottura. Osservazioni Tinge di colore verdastro l'acqua di cottura pur non perdendo il colore granata del cappello, colore che lo distingue facilmente dagli altri porcini, in particolare dal Boletus edulis, con il quale condivide l'aspetto lucente della cuticola e la caratteristica rugosità. Il suo nome Boletus pinophilus farebbe pensare ad un fungo tipico del pino, in realtà è possibile rinvenirlo anche sotto Castagni, Faggi, Abeti, Betulle, Mirtilli, ed altri alberi. Somiglianze e varietà Gli è simile il Aureoboletus mirabilis (Murrill) Halling, commestibile eccellente, che cresce nell'America settentrionale, dal cappello ruvido, gambo alto, rossastro, con e senza reticolo. Restando in territorio italiano ed europeo, come già ricordato, il più affine e vicino è Boletus edulis. Si tratta infatti di specie ben tipicizzata e difficilmente confondibile con altre, solo alcune forme brune di Boletus edulis potrebbero creare perplessità, ma nel caso non avrebbero un gambo rosso brunastro. Curiosità Si tratta sicuramente del porcino che raggiunge le taglie maggiori, non sono infrequenti i ritrovamenti di esemplari che raggiungono i 2 kg e oltre. Pur avendo una diffusione ampia e generalizzata, ci sono dei siti dove con maggiore insistenza ed abbondanza è residente. La foresta di Varena alle spalle dell'omonimo paese, in Val di Fiemme in Trentino, è per esempio una di queste zone privilegiate per la raccolta del Boletus pinophilus. Chi fosse mai interessato alla raccolta o alla fotografia di questa specie, può essere certo che non resterebbe mai deluso da un'eventuale escursione in quel sito. Notizie utili - Ultimamente i boschi dove raccogliamo i nostri funghi sono sempre più infestati da ectoparassiti, insetti che si nutrono del sangue dei mammiferi e quindi anche dell'uomo. I più pericolosi sono le zecche, l'eventualità di trovarle attaccate al nostro corpo è purtroppo diventata una triste realtà comune e da tutti prima o poi subita. Le zecche sono portatrici di numerose patologie in alcuni casi persino letali, non esistono trattamenti preventivi utili ad allontanare le zecche, solo un'adeguata protezione di natura meccanica ci protegge efficacemente da questo parassita. Sempre pantaloni lunghi e calzettoni tirati sopra gli stessi, sempre camicie lunghe con polsini e collo ben abbottonati. Normalmente questi insetti attendono sui fili d'erba il passaggio dell'ospite su cui ancorarsi, se come detto abbiamo adottato le protezioni meccaniche necessarie, in nessun caso riescono ad ancorarsi sul nostro derma. Riscontrando la presenza di una o più zecche ancorate al corpo è necessario ricorrere a cure mediche competenti, l'estrazione di una zecca deve essere fatta da mani esperte, pena il provocare eritemi o infezioni pericolose, un medico deve somministrare la terapia adeguata in modo da prevenire l'insorgenza di patologie, anche gravi. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Continente Europa; Agosto 2008; Foto di Federico Calledda.
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