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  1. Xerocomus silwoodensis A.E. Hills, U. Eberhardt & A.F.S. Taylor, 2007 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Etimologia L'epiteto Xerocomus deriva dal greco ξηρός [xerós] = arido e da κόμη [kóme] = chioma, per il cappelo asciutto. L'epiteto silwoodensis deriva dal luogo del primo ritrovamento: Silwood Park (Berkshire, UK). Cappello 25-60 (80) mm, inizialmente emisferico, da convesso a piano convesso, pulvinato, di colore bruno aranciato, laterizio con leggere tonalità rosate, fino a marrone scuro, più pallido verso il margine; cuticola asciutta, opaca, da tomentosa a finemente vellutata, non fessurata; margine sottile, dapprima involuto poi ricurvo verso il basso, talvolta debolmente lobato e ondulato, leggermente eccedente oltre i tubuli. Pori Superficie leggermente concava, con pori dapprima labirintici ma presto più ampi, angolosi, poligonali, concolori ai tubuli ma con tenui toni rosato-aranciati, permangono di forma irregolare, a labirinto nei pressi del margine e via via sono sempre più ampi verso il gambo, dove diventano arrotondati, con macchie aranciato-rugginose nelle zone contuse e/o manipolate. Tubuli Dapprima abbastanza stretti e sottili, poi gradualmente più larghi, più corti dello spessore della carne del cappello, depressi intorno all'apice e decorrenti per un breve tratto lungo il gambo, di colore giallo intenso, immutabile al taglio. Gambo 25-70 (120) × 10-20 (25) mm, generalmente più o meno sinuoso, ingrossato all'apice tende ad essere affusolato alla base, di colore bianco-giallastro, giallo-aranciato pallido, più chiaro rispetto alla colorazione pileica, con evidenti costolature rilevate di colore rosso-ruggine, formanti un reticolo grossolano ed irregolare costituito da maglie allungate più o meno complete, distribuite lungo tutta la superficie, più marcate nei due terzi superiori. Quando il reticolo è confinato nella parte apicale del gambo, come si può notare in uno degli esemplari qui descritti, le costolature, mano a mano che scendono verso il basso, si dissolvono in una fine punteggiatura aranciata, che ricopre buona parte della superficie dello stipite fin quasi all'estrema base, la quale è ricoperta da tomentosità biancastra, con evidente micelio basale sempre di colore giallo. Carne Soda, consistente, giallastra nel cappello, tendente progressivamente ad assumere tonalità più intense fino al giallo cromo, a seguito di esposizione all’aria e durante il processo di disidratazione/essiccazione, biancastra nel gambo, ma giallo pallida lungo il perimetro corticale; immutabile al taglio; odore non significativo, indistinto; sapore mite, delicato. Habitat X. silwoodensis ha un rapporto di tipo simbiontico con diverse essenze arboree, ma in particolar modo ama stringere uno stretto legame con Populus spp. Gli esemplari descritti, sono stati rinvenuti in un bosco planiziale, ad un'altitudine che oscilla circa dai 300 ai 400 metri s.l.m. L'ambiente boschivo in questione, è punteggiato da abbondanti Pioppi bianchi (Populus alba L.), anche se è costituito come specie dominanti da Querce caducifoglie, (Quercus cerris L.), con presenza di altre essenze quali Carpino nero (Ostrya carpinifolia Scop.), Nocciolo (Corylus avellana L.) e altre specie arbustive. Commestibilità e tossicità Commestibile, ma specie da preservare per la sua rarità. Microscopia Nella stessa area boschiva sono stati effettuati due ritrovamenti, il primo nell'anno 2021 ed il secondo a distanza di un anno nel mese di agosto 2022. Primo ritrovamento (exsiccatum GG211005-01), microscopia di Giovanni Galeotti. Spore (9,6) 10,1-11,9 (12,3) × (3,9) 4,4-5,1 (5,2) µm; Q = (2,0) 2,2-2,5 (2,6); N = 50; Media = 11,0 × 4,7 µm; Qm = 2,3; da largamente ellittiche a ellittico fusiformi in vista laterale, ellittiche in vista frontale, parete liscia, da sottile a moderatamente spessa, apicolo evidente non molto pronunciato, con depressione più o meno accennata nella zona soprailare. Basidi in prevalenza tetrasporici, scarsi bisporici o monosporici, da cilindrico-clavati a decisamente clavati con presenza di lunghi sterigmi. Cheilocistidi fusiformi e clavati, con pareti spesse e apice arrotondato. Pleurocistidi simili ai cheilocistidi. GAF non osservati. Pileipellis di tipo tricoderma, formata da ife allungate, cilindriche, settate e catenulate, con apici arrotondati. Stipitipellis formata da ife sottili, parallele, cilindriche e ricurve, con margini arrotondati. Caulobasidi e Caulocistidi la parte apicale dello stipite è rivestita da uno strato imeniale fertile, si osservano caulobasidi tetrasporici e caulocistidi simili a quelli osservati nell'imenoforo. Secondo ritrovamento (exsiccatum MI220828-01), microscopia di Mario Iannotti. Spore (10,2) 10,3-12,9 (13,2) × (3,9) 4,1-5,0 µm; Q = 2,3-2,8; N = 32; Media = 11,7 × 4,5 µm ; Qm = 2,6; cilindrico-fusiformi, apicolo evidente, con presenza di piccole guttule e netta depressione nella zona soprailare. Basidi tetrasporici, clavati. Cheilocistidi 42,1-58,3 × 9,0-12,4 µm, simili ai pleurocistidi, ma anche cilindrico-claviformi. Pleurocistidi 44,6-57,0 × 9,1-14,4 µm, fusiformi, lisci ed a parete sottile. GAF non osservati. Pileipellis formata da un tricoderma di ife più o meno erette, 10,7-15,3 µm di diametro, poco intrecciate, con cellule terminali arrotondate. Specie simili X. chrysonemus A.E. Hills & A.F.S. Taylor, cappello di colore variabile, con tonalità che vanno da grigio-giallo a senape e bruno-olivastro. Come X. silwoodensis a volte presenta, limitatamente al terzo superiore del gambo, uno pseudoreticolo bruno rossiccio, più o meno accennato, a maglie allungate e irregolari, che diventa meno marcato nei due terzi inferiori e si trasforma in areole sempre più sottili, fino a divenire una finissima punteggiatura con i medesimi cromatismi; alla sezione mostra carne di colore giallastro nel pileo, progressivamente più intenso verso il basso, da giallo senape a giallo brillante alla base (LEZZI et al., 2021), soprattutto negli esemplari giovani, carne immutabile quando esposta all'aria. Micelio basale giallo dorato. Fruttifica associato ad alberi decidui, principalmente Quercus spp. Le principali differenze tra X. chrysonemus e X. silwoodensis riguardano la diversa colorazione del pileo, che in X. silwoodensis si presenta con tonalità più rosso-brune, rosso-rugginose fino a marrone scuro, un gambo con base attenuata, profondamente infissa nel substrato e lo stretto legame con essenze arboree del genere Populus, differentemente da X. chrysonemus che predilige boschi termofili di latifoglie con presenza dominante di Quercus spp. X. ferrugineus (Schaeff.) Alessio e X. subtomentosus (L.) Quél. sono le due specie di Xerocomus più comuni e diffuse in Italia, la prima presente nei boschi di montagna per lo più associata a Picea abies e Fagus sylvatica, la seconda che cresce in zone più calde, sotto latifoglie come Castanea sativa Mill., Corylus avelana e Quercus spp., in ambiente anche mediterraneo. X. subtomentosus, con colorazione pileica molto variabile, spazia dal giallo, al verde, al rosso, passando attraverso i toni che variano dall'ocra al bruno; alla sezione presenta carne da giallo pallida a giallo vivace, con debole e lento viraggio all’azzurro, soprattutto sopra i tubuli e all’inserzione tra gambo e cappello, e mostra colorazioni rosato incarnate nella parte inferiore del gambo. Micelio basale biancastro. Legato a boschi caldi e aperti di latifoglia, fruttifica ad altitudini inferiori rispetto a X. ferrugineus. X. silwoodensis si distingue da X. subtomentosus per la differente reazione della carne in sezione, infatti in X. silwoodensis non vi è alcun accenno di viraggio all'azzurrognolo verdastro, la colorazione della carne è inizialmente biancastra, poi rapidamente giallastra, con assenza della caratteristica colorazione rosata o brunastra alla base del gambo; diversamente la carne in sezione in X. subtomentosus, a contatto con l’aria, tende debolmente verso tonalità azzurro-verdastre, principalmente nella zona di inserzione tra gambo e cappello e nei pressi dei tubuli, mentre nella porzione basale assume toni rosato-incarnati. X. ferrugineus, ha colorazioni del cappello molto variabili, da giallo-verdastro a olivastro-giallastro, bruno-olivastro, bruno, bruno-rossastro, bruno scuro; alla sezione mostra carne di colorazione quasi bianca, a volte con delle sfumature giallastre alla estrema base del gambo, nella zona in cui è presente il micelio. Assenza di viraggio alla sezione. Micelio basale da giallo a giallo vivace; specie legata ad ambienti più temperati (sub)montani. Tra le specie affini X. ferrugineus è la specie che predilige fruttificare ad altitudini maggiori. Aureoboletus moravicus (Vacek) Klofac va inoltre citato per la sua somiglianza, anche se non appartiene al genere Xerocomus s.s.; Il portamento xerocomoide, l'aspetto tomentoso e asciutto della cuticola, la colorazione pileica e non per ultimo l'assenza di viraggio della carne alla sezione, fanno sì che A. moravicus sia morfologicamente molto vicino a X. silwoodensis. Le due specie rimangono comunque distinte a livello macromorfologico per l'assenza del grossolano reticolo aranciato, presente nel tratto superiore del gambo di X. silwoodensis, per la cuticola che negli esemplari maturi di A. moravicus tende gradualmente a fessurarsi in minute areolature, per la carne non giallastra, ma biancastra alla sezione e per l'odore che in A. moravicus risulta essere dolciastro, fruttato, intenso e molto gradevole. Note nomenclaturali La specie X. silwoodensis è stata istituita nel 2007 (TAYLOR et al. 2006). Come riportato da LEZZI et al., (2021) il genere Xerocomus Quél. ha subito negli ultimi anni un notevole sconvolgimento basato sull'indagine morfologica e sugli studi molecolari effettuati da BINDER & HIBBERT (2006); EBERHARDT & TAYLOR (2005); BAKKER & NOORDELOOS (2005) e ŠUTARA (2008). In particolare, diversi nuovi generi sono stati segregati da Xerocomus come delimitato tradizionalmente (vale a dire Hemileccinum, Hortiboletus, Imleria, Pseudoboletus, Rheubarbariboletus, Xerocomus s.s. e Xerocomellus s.s.), oppure alcune specie sono state trasferite a generi preesistenti (Phylloporus e Aureoboletus), vedi TAYLOR et al. (2006); ŠUTARA (2008); BINDER & HIBBERT (2006); KLOFAC (2010). Attualmente il genere Xerocomus s.s. comprende quattro specie europee: X. chrysonemus, Xerocomus ferrugineus, X. subtomentosus e X. silwoodensis. Il genere è caratterizzato da pileipellis a tricoderma, con cellule terminali prive di incrostazioni, spore bacillate al SEM e trama dell'imenoforo divergente bilaterale di “tipo Phylloporus” (REDEUILH 1994; TAYLOR et al. 2001; TAYLOR et al. 2002, LADURNER & SIMONINI 2003; GELARDI 2011; SIMONINI et al. 2016; LEZZI et al., 2021). Ringraziamenti Si ringraziano Francesca Barchiesi per la tavola ad acquarello, Giancarlo Angeles per aver curato l'analisi filogenetica del campione GG211005-01, che verrà pubblicata a breve in un articolo dettagliato e Giulio Savatonio sia per il ritrovamento dell'esemplare GG211005-01 che per la descrizione dell'habitat di rinvenimento dello stesso. Bibliografia citata BAKKER H.C. & NOORDELOOS M.E., 2005. A revision of European species of Leccinum Gray and notes on extralimital species. Persoonia 18: 511-587. BINDER M. & HIBBERT D.S., 2006. Molecular systematic and biological diversification of Boletales. Mycologia 98 (6): 971-981. EBERHARDT U. & TAYLOR A.F.S., 2005. Molecular systematics of boletoid fungi. In Muñoz J.A., Boletus s. l. Fungi Europæi 2: 35-43. GELARDI M., 2011. A noteworthy british collection of Xerocomus silwoodensis and a comparative overview on the european species of X. subtomentosus complex. Boll. AMER 84, XXVII, 2011 (3): 28-38. KLOFAC W., 2010. The genus Aureoboletus, a world-wide survey. A contribution to a monographic treatment. Österr. Z. Pilzk. 19: 133-174. LADURNER, H. & SIMONINI G., 2003. Xerocomus s.l. Fungi Europæi. Vol. 8 Ed. Candusso. LEZZI L., GENNARI A. & IANNOTTI M., 2021. Descrizione del primo ritrovamento in Italia di Xerocomus chrysonemus. RMR, Boll. AMER 114, XXXVII, 2021 (3): 145-153. REDEUILH G., 1994. La reazione ammoniacale nei Boleti del gruppo subtomentosus. Atti delle 2e giornate C.E.M.M., Oliena: 35-44. SIMONINI G., GELARDI M. & VIZZINI A., 2016. Xerocomellus redeuilhii sp. nov. RdM 59 (2): 123-127. ŠUTARA J., 2008. Xerocomus s. l. in the light of the present state of knowledge. Czech Mycol. 60 (1): 29-62. TAYLOR A.F.S., JONSSON L., JONSSON M., ROSLING A., HILLS A.E. & SIMONINI G., 2001. Species delineation within European species of Xerocomus using Internal Transcriber Spacer sequence data. Micol. e Veget. Medit. 16 (2): 171-192. TAYLOR A.F.S., HILLS A.E. & SIMONINI G., 2002. A fresh look at European Xerocomoid fungi. Field Mycol. 3 (3): 89-102. TAYLOR A.F.S., HILLS A.E., SiIMONINI G., BOTH E.E. & EBERHARDT U., 2006. Detection of species within the Xerocomus subtomentosus complex in Europe using rDNA-ITS sequences. Mycol. Res. 110: 276-287. TAYLOR A.F.S., HILLS A.E., SIMONINI G., MUNOZ J.A. & EBERHARDT U., 2007. Xerocomus silwoodensis sp. nov., a new species within the European X. subtomentosus complex. Mycological research III :403-408. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Galeotti, Alessandro Gigli e Mario Iannotti - Revisionata da Tomaso Lezzi, approvata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Ottobre 2021; Legit Giulio Savantonio, Foto e microscopia di Giovanni Galeotti. (exsiccatum GG211005-01) Soggetti rinvenuti durante un'uscita didattica del 12° corso di formazione per Micologi, organizzato dalla Scuola di Amministrazione Pubblica di Villa Umbra (PG). Particolare dello stipite che mette in evidenza le costolature rosse in rilievo, e la base assottigliata. Pileipellis. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Pileipellis. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Pileipellis. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Caulobasidi e Caulocistidi sulla parte alta dello stipite. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Caulocistidi sulla parte alta dello stipite. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Caulipellis. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Pleurocistidi e Basidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Pleurocistidi e Basidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Spore. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Spore (9,6) 10,1-11,9 (12,3) × (3,9) 4,4-5,1 (5,2) µm; Q = (2,0) 2,2-2,5 (2,6); N = 50; Media = 11,0 × 4,7 µm; Qm = 2,3; Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Regione Umbria; Agosto 2022; Foto e microscopia di Mario Iannotti. (exsiccatum MI220828-01) Spore (10,2) 10,3-12,9 (13,2) × (3,9) 4,1-5,0 µm; Q = 2,3-2,8; N = 32; Media = 11,7 × 4,5 µm ; Qm = 2,6; cilindrico-fusiformi, apicolo evidente, con presenza di piccole guttule e netta depressione nella zona soprailare. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Basidi tetrasporici, clavati. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Cheilocistidi 42,1-58,3 × 9,0-12,4 µm, simili ai pleurocistidi, ma anche cilindrico-claviformi. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Pleurocistidi 44,6-57,0 × 9,1-14,4 µm, fusiformi, lisci ed a parete sottile. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Pileipellis formata da un tricoderma di ife più o meno erette, poco intrecciate, con cellule terminali arrotondate 10,7-15,3 µm di diametro. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 400×. Regione Umbria; Ottobre 2021; Legit Giulio Savantonio, Foto di Francesca Barchiesi. (exsiccatum GG211005-01) Acquarello di Francesca Barchiesi. (exsiccatum GG211005-01)
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