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Gruppo Botanico AMINT

Anemone coronaria L.

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Anemone coronaria L.

 

Sinonimi

 

Tassonomia

Regno:Plantae

Divisione:Magnoliophyta (Angiospermae)

Classe:Magnoliopsida (Dicotyledoneae )

Ordine:Ranunculales

Famiglia:Ranunculaceae

 

Nome italiano

Anemone dei fiorai

 

Etimologia

Anemone deriva dal greco ἄνεμος (anemos) = vento, per una credenza, risalente ai tempi dell'antica Grecia, che ci espone Plinio il Vecchio (I sec. d. C.): flos numquam se aperit, nisi vento spirante: unde et nomen accepere [Plin., Nat. Hist. lib. XXI: cap. XCIV (XXIII)] [trad.: il fiore si apre solo quando soffia il vento, per tal motivo ha preso questo nome]; anche Dioscoride (I sec. d. C.) chiama questo genere di piante ἀνεμώνη (anemone), e ne identifica due distinti generi: uno ἄγρια (agria) = selvatico, l'altro ἥμερος (emeros) = coltivato, di quest'ultimo cita altresì alcune specie (Diosc., Mat. Med., lib. II: CCVII).

Per quanto riguarda l'epiteto specifico coronaria, sappiamo che con Anemona coronaria Plinio il Vecchio identificava una specie di anemone (dal bulbo grossolano) non utilizzabile a scopi medicinali: Anemonas coronarias tantum diximus*: nunc reddemus et medicas [Plin., Nat. Hist., lib. XXI: XCIV (XXIII)] (abbiamo poc'anzi parlato degli Anemonae coronariae, ed ora torniamo a discutere di quelli medicamentosi): da studi filologici sappiamo che il termine coronarius veniva usato dai latini per indicare colui che realizza o vende corone (anche di fiori), tanto che il medesimo Plinio il Vecchio identificava col sostantivo coronaria colei che realizza corone e ghirlande di fiori, e cioé la fioraia, quindi tale nome usato come epiteto sta semplicemente ad indicare che questo anemone veniva coltivato e venduto a scopi ornamentali (già dai tempi dell'antica Roma); il nome volgare anemone dei fiorai, dunque, deriva giustappunto dal nome scientifico, che fu ripreso da Linneo sull'esempio di Plinio, in quanto la specie in esame era (ed è) quella più apprezzata a fini ornamentali e per questo è stata introdotta nel Continente Europeo da tempi remoti.

 

* Plinio rimanda evidentemente a questo precedente periodo: Nam in Graecia tardius etiamnum anemone. Est autem haec silvestrium bulborum flos, aliaque quam quae dicetur in medicinis [Plin., Nat. Hist., lib. XXI: XXXVIII], trad.: e certamente l'anemone è ancora più tardivo (dei narcisi e dei "gigli d'oltre mare"). Vi è poi quel fiore (anemone) dal bulbo grossolano, diverso da quello di cui si parlerà nella sezione dedicata alle piante medicinali.

 

Descrizione

Pianta erbacea perenne con rizotubero scuro dalla forma abbastanza irregolare; stelo fiorifero lungo fino a circa 35 (50) cm, densamente peloso (peli da suberetti a eretti-appressati allo stelo, semplici o in fascetti) portante un unico fiore apicale e un verticillo di foglie ad esso ravvicinato; le restanti foglie sono tutte radicali. Decidua nel periodo estivo, riprende l'attività vegetativa nel tardo autunno o durante l'inverno con la riemissione di nuove foglie.

 

Foglie

Quelle basali ternate con segmenti a loro volta ternati o pennatosetti con ulteriori divisioni ± profonde, con lungo picciolo, spesso arrossato, densamente peloso per peli sub-eretti o ad esso appressati, semplici o riuniti in fascetti; quelle caulinari sessili, profondamente (2-) 3-lobate, con lobi variamente sfrangiati.

 

Fiori

Attinomorfi, ermafroditi, diametro 3,5-6,5 (8) cm; sepali petaloidi 5-8, obovati, largamennte obovati, o subrotondi, blu-violetti, scarlatti (in questo caso possono essere bianchi alla base), rosei (o bianco-violacei) o completamente apocromici (albini); stami numerosi, con antere da biancastre (generalmente negli stami più interni) a blu-nerastre (negli esemplari apocromici giallastre); gineceo apocarpico con stili violaceo-scuri (negli esemplari apocromici giallastri) persistenti ma non accrescenti.

 

Frutti

Poliachenio; acheni lanosi con rostro affusolato.

 

Periodo di fioritura

Da gennaio ad aprile.

 

Territorio di crescita

Specie originaria del Medio Oriente, subspontanea nel resto della Regione mediterranea; in Italia è stata inserita per scopi ornamentali da tempi remotissimi, e grazie alla relativa facilità con cui si riproduce, sia per seme che per via vegetativa (rizotuberi), è presto sfuggita alle colture, tanto che oggi può essere considerata spontanea in alcune Regioni, in altre naturalizzata.

 

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Habitat

Incolti, prati, limiti di aree coltivate o di giardini, da 0 a 800 m di quota.

 

Somiglianze e varietà

Per la forma della lamina foliare e la morfologia fiorale è facilmente distinguibile da tuttte le altre specie del genere Anemone.

 

Specie protetta

Molise: L. R. n. 9 del 22/02/1999, "Norme per la tutela della flora in via di estinzione e di quella autoctona ed incentivi alla coltivazione delle piante del sottobosco e officinali", rientra tra le specie rare a protezione assoluta.

Piemonte: L. R. n. 32 del 02/11/1982, "Norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell' assetto ambientale", specie a protezione assoluta nella Prov. di CN.

Toscana: L. R. n. 56 del 06/04/2000 "Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche - Modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1998, n. 7 - Modifiche alla legge regionale 11 aprile 1995, n. 49", compare tra le specie animali e vegetali di interesse regionale, la cui conservazione può richiedere la designazione di SIR.

 

Costituenti chimici

 

Uso Alimentare

La pianta non è commestibile.

 

Uso Cosmetologico

Nessun uso cosmetico è conosciuto: tutte le parti della pianta fresca contengono protoanemonina, una sostanza che può provocare serie irritazioni topiche.

 

Uso Farmacologico

 

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

 

Medicina alternativa e Curiosità

La protoanemonina, contenuta nella specie ed in altre congeneri, ha azione rubefacente o vescicatoria, a seconda dell'intensità e della durata dei cataplasmi ricavati dalle parti verdi della pianta. In passato questo rimedio veniva utilizzato, nella medicina popolare, per lenire i dolori articolari ma già da tempo è caduto in disuso.

 

Note

 

 

Scheda di proprietà AMINT realizzata da G. B. Pau e Annamaria Bononcini- Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica

 

Link utili

 

Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT

 

Anemone coronaria L., Regione Sardegna, 75 m s. l. m., 6 febbraio 2010 - foto di G. B. Pau

 

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Anemone coronaria L., Regione Sardegna, 75 m s. l. m., 29 marzo 2009 - foto di G. B. Pau

 

Oltre ai classici esemplari con sepali scarlati o blu-violetti, si possono trovare con elementi peranziali rosati o bianco-violetti.

 

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