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Archivio Micologico

Lepiota cristata (Bolton : Fr.) P. Kumm. 1871

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Lepiota cristata (Bolton : Fr.) P. Kumm. 1871

Tassonomia

Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae

Tribù Lepioteae
Genere Lepiota (Persoon) Gray

Sezione Stenosporae (J.E. Lange) Kühner (spore a forma di proiettile, fusiformi con base tronca e con sperone laterale, lunghe meno di 10 µm)

Etimologia
Lepiota = orecchio squamoso; dal greco lepis = squama e oûs, otós = orecchio.

L'epiteto cristata viene dal latino cristàtus = munito di cresta, crestato. Per le squamette che adornano il cappello

Sinonimi

Lepiotula cristata (Bolton : Fr.) Locq. ex E. Horak 1968

Cappello

Di piccole dimensioni, 2-4 cm, è di consistenza fragile, poco carnoso e quasi membranaceo. Si presenta conico-campanulato nei giovani esemplari, anche con profilo tronco-conico, poi convesso, infine appianato a maturazione con un evidente umbone centrale. La cuticola ha colore di fondo biancastro ed è decorata da squamette irregolarmente concentriche di colore ocra-brunastro con toni aranciati o rossastri. Tali squamette, partendo dall’umbone e proseguendo verso il margine, sono più rade, rimpiccioliscono e sbiadiscono. L’umbone centrale è pressoché liscio e di colore uniformemente bruno rossastro, più acceso rispetto a quello delle squamette. Il margine pileico si mostra eccedente le lamelle, anche appendicolato per i resti del velo; a volte è lacerato.

Lamelle

Le lamelle sono fitte, strette, libere al gambo, con presenza di lamellule irregolari. Hanno il filo leggermente eroso (seghettato) o appena fioccoso (lente). Colore inizialmente bianco, poi crema. Sporata bianca.

Gambo

4-6 × 0,3-0,5 cm, generalmente cilindrico più o meno slanciato con un piccolo bulbo presente alla base, leggermente fibrilloso e sericeo, fragile, già cavo nei giovani esemplari. Di colore bianco-sporco con toni rosa, in particolare verso la base. Facilmente separabile dal cappello. Inizialmente un velo membranaceo e fragile unisce il gambo al margine del cappello; tale velo darà luogo ad un anello più o meno afflosciato sul gambo, anche con possibili residui fibrillosi penduli sul margine pileico. La faccia superiore dell’anello è bianca, mentre quella inferiore presenta piccole squamette brunastre. L’anello si mostra fugace e, ove persistente, fisso e non scorrevole sul gambo come nelle specie del genere Macrolepiota.

Carne

Molto esigua, delicata nel cappello; fibrosetta e stopposa nel gambo. Di colore crema biancastro, più colorata sotto l’umbone, con leggere sfumature rosate nella zona corticale del gambo. Ha sapore acidulo, un poco acre, sgradevole. Odore forte, penetrante, fastidioso e caratteristico che ricorda quello del genere Scleroderma. Tale odore si può paragonare a quello della gomma bruciata con una forte componente aromatica che ricorda il pepe di Giamaica.

Habitat

Cresce dalla fine dell’estate a tutto l’autunno in prati, giardini, parchi, margini dei sentieri, nelle radure erbose dei boschi, prediligendo posizioni umide e poco soleggiate. È specie piuttosto comune.

Commestibilità e Tossicità

Specie velenosa, pericolosa, altamente tossica, genera intossicazioni di grave entità con interessamento epatico. È stata ipotizzata la presenza di amatossine e, a tal proposito, sono in corso studi più approfonditi per confermarne la presenza. Se ingerita da bambini, anziani o persone debilitate può avere conseguenze gravissime.

Microscopia

Spore lisce, a forma di proiettile, fusiformi con base tronca e sperone laterale, appendice ilare laterale, destrinoidi, non metacromatiche.

Epicute con ife terminali claviformi e piriformi (epicute di tipo imeniforme), con substrato di ife cilindrico-filiformi.

Cheilocistidi claviformi e sferopeduncolati.

Osservazioni

Specie molto comune su tutto il territorio italiano: prospera gregaria negli spazi aperti ed erbosi, anche nei parchi e giardini dei centri urbani, in presenza sia di conifere che di latifoglie,. Questa tipologia di habitat rappresenta un serio pericolo per i raccoglitori inesperti: molti infatti sono i ricoveri dovuti alla confusione con i "Prataioli" (Agaricus spp.) e soprattutto con Mariasmius oreades (Bolton : Fr.) Fr., le “Gambe secche”. Porre particolare attenzione ai bambini che giocano nei parchi pubblici: dissuaderli fermamente dal mettere in bocca un qualsiasi tipo di fungo trovato.

Le caratteristiche macroscopiche utili per la determinazione di Lepiota cristata sono la cuticola pileica dissociata in squame irregolarmente concentriche, di colore bruno fulvo che, assieme all’umbone di colore più intenso, risaltano sul colore biancastro del fondo; anello membranoso più o meno fugace, che può lasciare residui sul margine pileico; odore penetrante e caratteristico.

Somiglianze e varietà

Marasmius oreades, commestibile, fruttificante anch’esso in prati, campi o giardini, si distingue per l’assenza di squamette sul cappello, per la mancanza di un anello e per l’odore fungino gradevole.

Molte sono le Lepiota di piccola taglia simili. Ricordiamo le citotossiche Lepiota felina (Pers. : Fr.) P. Karst., Lepiota pseudofelina J.Lange, Lepiota castanea Quél. (per approfondimenti vedi la scheda di Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín).

Specie simile che condivide lo stesso areale di crescita è Lepiota lilacea Bresadola. Elementi distintivi sono il colore del cappello biancastro decorato da squamette lilla, violetto più o meno accentuato, che sbiadiscono con l’età; anello biancastro, bruno-violaceo nella parte inferiore; odore e sapore insignificanti.

A livello microscopico Lepiota cristata ha i due caratteri, quello della cuticola a imeniderma e quello delle spore speronate, che, se associati, sono caratteristici e permettono di differenziarla dalle altre specie di Lepiota.

Bibliografia

AA.VV., 2012. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp.

BON, M., 1999. Les Lepiotes. Flore Mycologique d’Europe. Vol. 3. Lille: Ed. Association d'Ecologie et de Mycologie.
CANDUSSO, M. & LANZONI, G., 1990. Lepiota s.l. Fungi Europæi. Vol. 4. Saronno: Libreria editrice Giovanna Biella.

LA CHIUSA, L., 2013. Funghi Agaricoidi. Vol. 1. Agaricaceae. Monza: Ed. Ander.

Regione Lazio, Roma, Castel Fusano; Dicembre 2011; Foto, microscopia e descrizione di Tomaso Lezzi


Una specie velenosa tra le più diffuse, una piccola Lepiota che si trova sull'intero territorio della nostra penisola.
Possiamo distinguere il genere Lepiota per i seguenti caratteri:

  • Fungo eterogeneo, cioè con cappello divisibile dal gambo, quindi le lamelle s'interrompono prima dell'inserzione al gambo;
  • Presenza di cappello, gambo e anello, più o meno fugace;
  • Colore delle lamelle bianco (fungo leucosporeo);
  • Cappello decorato dalla presenza di numerose squamule più o meno fitte, con un umbone centrale colorato uniformemente;
  • Dimensioni mediamente piccole e gambo che si allarga in modo rettilineo verso la base, mai bulboso.

Cappello con colore bene differenziato al disco, squamette che si diradano verso il bordo del cappello, anello bene definito, odore forte, pungente, di "Lepiota cristata".

Cuticola formata da un imeniderma; stenospore (spore tronche a forma di proiettile).

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Cappello con colore ben differenziato al disco, squamette che si diradano verso il bordo del cappello.

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Anello ben definito, ma spesso fugace.

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Un particolare dei resti fioccosi del velo sul gambo.

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Osservazione in Floxina. Stenospore, cioè spore tronche, a forma di proiettile, con apicolo evidente.

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