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Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer

Tassonomia
Ordine Agaricales
Famiglia Tricholomataceae

Etimologia
Dal latino nebula = nebbia, attinente la nebbia.

Cappello
Cappello 4-10(15) cm di diametro, da convesso a spianato o anche depresso, carnoso, fibrilloso, coperto da una pruina biancastra ed evanescente; il colore è grigio-cenerino, grigio-ocra, a volte biancastro; il margine è regolare, involuto, spesso più chiaro. Lamelle strette, fitte, separabili dalla trama del cappello, poco decorrenti, biancastre poi giallastre a maturità.

Gambo
5-10 × 3-4 cm, robusto, cilindrico, con fibrille longitudinali, attenuato all'apice ed ingrossato, anche clavato, alla base, che è decorata da residui miceliari bianchi; il colore è appena più chiaro del cappello.

Carne
Biancastra, tenace poi molle, stopposa nel gambo; odore forte e caratteristico non gradevole, più marcato nei soggetti cresciuti in boschi caldi di latifoglia; il sapore è leggero, dolciastro.

Habitat
Specie ubiquitaria, molto comune e diffusa; cresce in gruppi numerosi, in lunghe file ed in "cerchi delle streghe", nel substrato di residui vegetali in decomposizione, nei boschi di conifere e latifoglie, dall'autunno fino ai primi geli invernali.

Commestibilità e tossicità
Nonostante in molte zone dell'Italia venga ancora consumato -per fortuna sempre da meno persone- Clitocybe nebularis è un fungo velenoso per consumo ripetuto: le tossine si accumulano progressivamente nel nostro corpo fino a provocare intossicazioni di tipo gastrointestinale e neurologico. Si sono verificati casi di persone colpite da forti mal di testa, dovuti all'inalazione dei vapori, solo perchÉ si trovavano nell'ambiente dove questi funghi venivano sbollentati.

1) Contiene tossine volatili che si possono allontanare con la prebollitura, responsabili del forte mal di testa citato prima.

2) Contiene tossine idrosolubili che possono essere eliminate buttando l'acqua di prebollitura.

3) Contiene tossine termostabili quindi -NON ELIMINABILI- che permangono anche dopo prolungata cottura, e che danno intossicazione per accumulo.

Osservazioni
È stato per anni il fungo più raccolto e commercializzato in Italia, ma la sua tossicità è stata ormai dimostrata con certezza ed è stato cancellato dalle liste dei funghi commercializzabili. Purtroppo viene ancora raccolto da alcuni anche se è ormai evidente il rischio di raccoglierlo e consumarlo.

Somiglianze e varietà
Può essere confuso con Entoloma lividum, velenoso, che può crescere nel medesimo habitat. La principale differenza va ricercata nel colore delle lamelle dei soggetti maturi: queste sono giallastre in Clitocybe nebularis e rosa carico in Entoloma lividum, oltre all'odore forte e caratteristico inClitocybe nebularis, deciso di farina fresca in Entoloma lividum. Clitocybe alexandri gli è molto simile ma ha odore leggero e colorazioni bruno-argilla o grigio-giallastro; Clitocybe clavipes più piccolo e tossico, ha la base del gambo tipicamente clavata ed acquosa, la carne biancastra con odore di mandorla amara e sapore dolce.

Curiosità
Clitocybe nebularis ha un ospite speciale: Volvariella surrecta, un piccolo fungo che cresce sui vecchi cappelli ormai in disfacimento di Clitocybe nebularis; li invade con il suo micelio biancastro ben visibile ancora prima che appaiano i basidiomi dotati di una bella volva rosata.

Scheda AMINT tratta da "Tutto Funghi"


Regione Marche; Foto di Pietro Curti.

 

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Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer, foto di Pietro Curti.

Viene spesso confuso con Entoloma lividum ed è per questo causa di numerosi avvelenamenti. Presenta tossine termolabili e termostabili per cui una preparazione sommaria lo mantiene tossico. Esistono molti casi d'intolleranza soggettiva immediata che producono forti emicranie e avvelenamenti di natura gastroenterica al primo consumo. Cosa più grave, sono documentati numerosi avvelenamenti a lungo termine in soggetti che per anni avevano consumato questo fungo in modo asintomatico e cioè senza manifestare alcun malessere.

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Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer; Regione Lazio; Ottobre 2005; Foto e commenti di Tomaso Lezzi.

Ritrovamento in faggeta (1800 m s.l.m.) salendo a M.te Crepacuore. Gli esemplari più giovani presentano il tipico colore grigio giallognolo, i più maturi e grandi sempre meno grigi e più imbutiformi.

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Esemplari più grandi e più maturi. Faggete di Campocatino. Un'altra località di raccolta per i campioni esposti il giorno seguente la raccolta alla mostra AMINT di Torre di Perna (Roma).

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Macro delle lamelle e attacco al gambo.

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