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Cortinarius caperatus (Pers.) Fr.

Tassonomia
Ordine Agaricales
Famiglia Cortinariaceae

Etimologia
Dal latino caperatus = corrugato, con rughe, per l’aspetto del cappello.

Sinonimi
Rozites caperatus.

Cappello
3-10(12) cm, inizialmente subgloboso, poi convesso ed infine più o meno disteso con tipico umbone ottuso; di colore variabile da beige-nocciola a rossiccio; in gioventù rivestito da una pruina bianco-violetta che talvolta permane al centro del cappello anche nei soggetti maturi. Superficie asciutta e caratteristicamente grinzosa. Lamelle moderatamente rade, uncinate, serpeggianti, con filo irregolare e biancastro; di color paglierino all’esordio, giallo-ocra per la maturazione delle spore.

Gambo
5-10(15) × 1,2-2,5 cm, carnoso, duro, poi midolloso, per lo più cilindrico o leggermente ingrossato alla base. Superficie fioccosa nella parte superiore l’anello, di color giallo pallido o paglierino; può presentare resti del velo generale alla base del gambo di colore violetto. Anello doppio a polsino, biancastro e striato nella parte superiore.

Carne
All’esordio soda poi fibrosa, di color crema-biancastro; sapore grato e odore non distintivo.

Habitat
Predilige le peccete in zone umide; si può rinvenire occasionalmente anche sotto latifoglie come Faggio e Castagno. Crescita gregaria, dall’estate all’autunno.

Commestibilità e tossicità
Buon commestibile, è molto ricercato in alcune regioni italiane dove viene raccolto per la preparazione di misti o per essere conservato sott’olio.

Osservazioni
Cortinarius caperatus è un fungo che concentra cesio radioattivo, in passato è stato tolto dal consumo e dal commercio per diverso tempo in seguito al disastro nucleare di Chernobyl, che ne aveva causato un pericoloso innalzamento dei valori di radioattività. Dal 2002 è stato riammesso al consumo ed alla vendita, in quanto, i valori di radioattività negli esemplari italiani sono rientrati sotto i parametri di tolleranza Europea.

Somiglianze e varietà
Questa specie è ben riconoscibile per via della superficie pileica pruinosa e grinzosa, l’anello doppio a polsino e la carne biancastra. Particolare da sottolineare è l’evidente fioccosità presente alla sommità del gambo che risulta fondamentale nel riconoscimento della specie nei casi in cui l’anello fosse mancante. Soprattutto negli stadi giovanili, dove la pruina che ricopre il cappello conferisce un aspetto sericeo, può esser confuso con alcune specie congeneri vicine a Cortinarius traganus e Cortinarius laniger; queste ingannevoli specie risultano ben distinguibili per il colore e l’odore della carne e per le tinte diverse del cappello e delle lamelle. Alcune specie del Genere Cortinarius con cui condivide l’habitat di crescita e che, alla stadio giovanile, possono risultare ingannevoli. Questa specie apparteneva al Genere Rozites ma recenti studi molecolari (Peintner et al. 2004) la collocano nel Genere Cortinarius.

Curiosità
Come in alcune specie del Genere Amanita, anche all’interno del Genere Cortinarius sono frequenti casi in cui si ritrovano resti del velo generale sulla superficie del cappello; in questa specie sono sotto forma di pruina violetta perfettamente adesa al pileo.

Scheda AMINT tratta da "Tutto Funghi".


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Cortinarius caperatus (Pers.) Fr.; Regione Trentino; Settembre 2009; Foto e commento di Alessandro Francolini.

Carne bianco-crema dal sapore gradevole; lamelle dall’andamento serpeggiante e flessuoso, di colore paglierino in gioventù, poi giallo-ocra con la maturazione delle spore; cappello dalla superficie asciutta e caratteristicamente grinzosa di colore dal beige al beige-rossiccio o nocciola, cosparso di pruina bianco-violetta soprattutto in gioventù; anello doppio, a polsino, biancastro e striato nella parte superiore; gambo fioccoso nella porzione sopra l’anello; habitat preferenziale presso le peccete umide, occasionalmente sotto Faggio e Castagno: sono alcune delle caratteristiche utili per il riconoscimento.
Dal TUTTO FUNGHI, pag. 396:
"Buon commestibile, è molto ricercato in alcune regioni italiane dove viene raccolto per la preparazione di misti o per essere conservato sott’olio.
Questa specie è ben riconoscibile grazie alla superficie pileica pruinosa e grinzosa, l’anello doppio a polsino e la carne biancastra. Particolare da sottolineare è l’evidente fioccosità presente alla sommità del gambo che risulta fondamentale nel riconoscimento della specie nei casi in cui l’anello fosse mancante. Soprattutto negli stadi giovanili, in cui la pruina che ricopre il cappello conferisce un aspetto sericeo, può essere confuso con alcune specie congeneri vicine a Cortinarius traganus e a Cortinarius laniger; queste ingannevoli specie risultano ben distinguibili per il diverso colore e odore della carne e per le tinte diverse del cappello e delle lamelle.”

Con la tipica pruina biancastra sul cappello. Particolare dell'anello doppio, a polsino.


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