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Archivio Micologico

Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray 1821

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Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Trentino; Settembre 2016; Foto di Pietro Curti.

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Margine pileo e imenoforo.

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Villosità del cappello.

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Cappello e gambo.

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Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Un bellissimo Lactarius conosciuto anche col nome popolare di “Peveraccio delle coliche”. Sottolineando con “coliche” la sua pericolosità in quanto fungo tossico che provoca intossicazioni di tipo gastrointestinale; mentre “peveraccio” deriva dalla voce popolare “pevere” = pepe, per la piccantezza della sua carne.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 170, Pag. 287: "Con una minima esperienza questo fungo può essere facilmente riconoscibile sul campo, almeno per quanto riguarda gli esemplari tipici ed in buono stato di conservazione. Il colore rosa antico, rosa salmone, rosa-arancio, la caratteristica peluria sul cappello, la zonatura dello stesso e l'habitat specifico presso Betulla sono i migliori caratteri per una corretta determinazione.
Lactarius pubescens, che condivide lo stesso habitat, ha un cappello più chiaro, biancastro con sfumature rosate e macchie ocracee specialmente al centro, non presenta zonature, ha un gambo frequentemente corto che gli conferisce un portamento tarchiato. Lactarius tesquorum è caratteristico del Cisto in zona mediterranea, ha un cappello non zonato e colorazioni meno rosate, tipicamente giallo ocracee, peloso, lanoso in tutta la superficie del cappello ma senza peli riuniti a ciuffi. Lactarius mairei ha portamento relativamente più slanciato, colorazioni giallo ocracee, più o meno zonato con peli concentrati sul bordo del cappello, glabro al centro e reperibile sotto Quercia.

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I giovani esemplari hanno solitamente l'orlo del cappello talmente involuto che il cappello stesso risulta chiuso a riccio sul gambo

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