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Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Tricholomataceae

Genere Lyophyllum

Sezione Difformia

Subsezione Difformia

Sinonimi
Agaricus loricatus Fr.

Gyrophila cartilaginea var. loricata (Fr.) Quél.

Lyophyllum decastes var. loricatum (Fr.) Kühner

Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner ex Kalamees

Tricholoma loricatum (Fr.) Gillet

Lyophyllum loricatum f. loricatum (Fr.) Kühner

Etimologia
Lyophyllum: dal greco lyo = liberare e phyllon = lamella; per l'aspetto delle lamelle e loricatum: dal latino loricatus, a, um = corazzato.

Cappello

Diametro 4-12 cm, inizialmente globoso, lungamente convesso, poi con la crescita piano-convesso, nella parte centrale si nota un basso umbone, soprattutto nei giovani esemplari, poi con la crescita anche depresso, igrofano, di colore da marrone scuro a castano abbastanza omogeneo, anche con piccole zone decolorate su toni ocra chiaro. La cuticola è glabra, untuosa, leggermente fibrillosa, non pruinosa, elastica-cartilaginea. Il margine è intero, involuto, con andamento sinuoso, ondulato. La carne del cappello ha una consistenza dura e cartilaginea (si apprezza al tatto ed alla rottura con un scrocchio).

Imenoforo

Smarginate, anche un po’ decorrenti, spesse, mediamente spaziate, biancastre crema pallide, in vecchiaia ingiallenti, intercalate da lamellule di varie dimensioni, se strofinate virano all’ocra pallido, ma non sono annerenti.

Gambo
Cilindrico, tenace, centrale, striato, di colore grigio-ocra, non diritto, da sinuoso a ritorto, influenzato dalle condizioni di crescita, spesso molto interrato e cespitoso.

Sporata
Bianca.

Carne
Tenace, bianca, elastica, odore sub-farinoso erbaceo, sapore dolce.

Microscopia

Spore globose, di colore ialino, molte con grossa guttula centrale, con apicolo evidente, 5,5-6,4 × 5,5-6,3 µm, Q = 1,0-1,07; Qm = 1,0 misurazioni su 32 spore da sporata.

Basidi clavati, tetrasporici, da 31 a 39 µm. Reazione siderofila positiva, nei basidi si notano le tipiche granulazioni nerastre.

Cistidi non osservati.

Pileipellis di tipo cutis. Le ife sono cilindriche, molto intrecciate, settate con GAF, con pigmento parietale incrostante a placche e fini granuli.

Habitat
Campioni rinvenuti in un prato sotto piante di Cedrus deodara (Roxb.) G. Don. In gruppi cespitosi ma anche esemplari gregari.

Commestibilità e Tossicità

Commestibile.

Somiglianze e varietà

Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner è compreso nella sezione Difformia, subsez. Difformia, dove ritroviamo specie con crescita cespitosa, consistenza elastica, lamelle non annerenti, cuticola con ife a pigmento intraparietale o incrostante, basidi con lunghezza maggiore di 30 µm. Le altre specie appartenenti a questa sezione:

Lyophyllum subglobisporum Consiglio & Contu, si separa per le spore da subglobose a largamente ellissoidali,

Lyophyllum calabrum Lavorato & Contu, ha un cappello con colorazioni rosa brunastre pallide, abbastanza originali e distintive rispetto alle altre specie europee. Localizzato e conosciuto in Calabria.

Lyophyllum decastes (Fr.) Singer, si caratterizza per il cappello dalle tinte grigio-bruno, grigio cenere, crescita cespitosa, portamento e consistenza della carne fragile.

Lyophyllum littorale (Ballero & Contu) Contu, assomiglia molto a Lepista panaeola, per il cappello con una abbondante pruinosità, decorato da guttule nerastre, ha spore subglobose ed habitat caratteristico in pinete marittime su terreno sabbioso.

Lyophyllum conglobatum (Vittad.) Bon = Lyophyllum fumosum (Pers.) P.D. Orton, ha una crescita caratteristica, con esemplari cespitosi che si sviluppano da una massa carnosa basale, molto interrata. Ha colorazioni grigio scure.

Osservazioni

Nonostante dagli anni 1990 in avanti siano stati compiuti molti studi sui taxa della subsezione Difformia, sembra che oggi non si sia ancora raggiunta una convergenza di vedute tra i vari autori di rilevanza internazionale che hanno compiuto studi sugli stessi. Di conseguenza il rango e la denominazione della specie nella sezione è variato nel tempo a seconda di come i diversi autori hanno interpretato i caratteri morfologici, che ha portato alla sinonimia di diverse specie. Il problema è che le specie di questa sezione sono difficili da separare perché spesso non presentano differenze significative dal punto di vista microscopico.

Come detto la microscopia, e in particolare la forma globosa delle spore ci permettono di riconoscere la sezione Difformia, mentre per definire la specie, sono stati individuati i caratteri più significativi di questa raccolta sotto l’aspetto macroscopico, ecologico, ambientale, modalità di crescita, colore del pileo, consistenza della carne. Lyophyllum loricatum è, quindi, un fungo di non facile riconoscimento, la letteratura consultata sembra essere concorde su alcuni elementi che possono aiutare nella determinazione delle specie e da noi riscontrati nella raccolta: la consistenza dura e cartilaginea della carne (si apprezza al tatto ed alla rottura con un scrocchio), le colorazioni omogenee marroni-castano del cappello fino a toni più pallidi castano-seppia, anche influenzati dall’igrofaneità della carne che sembra essere una prerogativa di questa specie, la crescita in tratti erbosi di boschi, sovente anche in prati e giardini in gruppi cespitosi ma anche singola, ai piedi di grandi piante in gruppi cospicui; mentre Lyophyllum decastes, la specie più prossima, viene descritto sempre con un pileo con carne elastica, fragile, non cartilaginea, con colorazioni bruno-grigiastre e con crescita generalmente fascicolata non gregaria.

Per le criticità evidenziate in questa discussione e in attesa che si faccia maggiore chiarezza soprattutto con l’ausilio dell’analisi del DNA e si individuino aspetti e caratteri dirimenti tra i vari taxa della sezione Difformia, questa determinazione si fonda prevalentemente sull’aspetto morfomacroscopico e viene ascritta a Lyophyllum loricatum.

Bibliografia
CONSIGLIO, G. & CONTU, M., 2002. Il Genere Lyophyllum P. Karst. emend. Kühner, in Italia. Rivista di Micologia. Anno XLV, 2: 99-181.

GENNARI, A., 2005. Funghi. Arezzo: Ed. Antonio Gennari.

BOCCARDO, F. et al., 2008. Funghi d'Italia. Bologna: Ed. Zanichelli.

BREITENBACH, J. & KRÄNZLIN, F., 2000. Champignons de Suisse. Cortinariaceae. Vol. 5. Lucerna: Ed. Verlag Mykologia.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti. Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.


Regione Umbria; Dicembre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti.

(Exsiccata MI20141209-02 - MI20141217-01)

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Microscopia

Spore globose, di colore ialino, molte con grossa guttula centrale, con apicolo evidente, 5,5-6,4 × 5,5-6,3 µm, Q = 1,0-1,07; Qm = 1,0 misurazioni su 32 spore da sporata. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

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Basidi clavati, tetrasporici, da 31 a 39 µm. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

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Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

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Reazione siderofila positiva, nei basidi si notano le tipiche granulazioni nerastre. Osservazione in Carminio Acetico a 400×.

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Osservazione in Carminio Acetico a 1000×.

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Pileipellis di tipo cutis. Le ife sono cilindriche, molto intrecciate, settate con GAF, con pigmento parietale incrostante a placche e fini granuli. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

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Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

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GAF.

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Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner; Regione Umbria; Novembre 2012; Foto e commenti di Stefano Rocchi.


Rinvenuto tra un muro di cinta e l'asfalto della strada, con Pini nelle vicinanze. Connato in numerosi esemplari, cappello umbonato, bruno, marrone, con il centro più scuro e il bordo più chiaro, la cuticola al centro appare leggermente feltrata, la stessa è spessa, dura e si rompe con uno schiocco, il bordo risulta striato, scanalato. Lamelle bianche non annerenti al tocco. Il filo lamellare in alcuni punti diviene marrone-rossastro. Le lamelle ingialliscono in vecchiaia. Gambo clavato, brunastro, fibrilloso, bianco e pruinoso all'apice. Carne bianca elastica; odore fungino-erbaceo con componente farinosa. Sapore buono.


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Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner ex Kalamees; Regione Lazio; Ottobre 2006; Foto e commenti di Mauro Cittadini.


Ritrovato ai bordi di un viale tra Pini e Lecci, la cuticola molto spessa e di consistenza elastico-cartilaginea aiuta nel riconoscimento. La vicina specie L. littorale (con microscopia identica) si presenterebbe più scuro nel pileo e nel gambo, con cappello zonato e guttulato come ad evocare Lepista panaeola o Melanoleuca sp. Tra questo ed il Lyophyllum loricatum classico con cappello bruno camoscio, non zonato, non guttulato, il mio ritrovamento appare in situazione... intermedia.


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Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner; Svizzera; Novembre 2014; Foto di Roberto Cagnoli.

Due esemplari isolati in un prato nei pressi di latifoglie.

Spore praticamente sferiche 5-7 µm, con evidente guttula centrale.

Cistidi imeniali e peli marginali assenti.

Basidi tetrasporici.

Pileipellis formata da ife cilindriche parallele e un po' intrecciate con pigmento parietale incrostante.

GAF presenti, abbondanti e di grandi dimensioni.

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Spore.

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Pileipellis e GAF.

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Filo lamellare.

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Sezione lamellare.

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