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Paeonia officinalis L.

 

Sinonimi

Paeonia peregrina Auct.fl.ital. non Miller

 

Tassonomia

Regno: Plantae

Divisione: Magnoliophyta

Classe: Magnoliopsida

Ordine: Dilleniales

Famiglia: Paeoniaceae

 

Nome italiano

Peonia selvatica.

 

Etimologia

Plinio afferma che Paeonia derivi dal nome del medico greco Peone che guarì con la paionia il Dio Marte ferito in battaglia da Diomide; lo stesso guarì anche Plutone ferito da Ercole.

Altri affermano che questo nome possa derivare da Paeonia, la regione greca a Nord della Macedonia, ove questa pianta cresce spontaneamente.

 

Descrizione

Pianta erbacea perenne, con radice a rizoma legnoso che forma numerosi tuberi ipogei; il portamento è eretto con fusti cilindrici ed erbacei alti da 40 a 120 cm, sono di colore verdastro e pubescenti soprattutto all'apice.

 

Foglie

Grandi, picciolate, palmatosette, composte da più elementi di forma lanceolato-ellittica, ramificati e confluenti in un unico picciolo; la pagina superiore è glabra e lucida, la pagina inferiore e soprattutto il rachide sono ricoperti di peluria.

 

Fiori

Il fiore è unico e posto al termine del fusto, è ermafrodita, dialipetalo, diametro fino a 2,5 cm nel bocciolo, mentre aperto arriva fino a 10 (12) cm; il calice è peloso, con sepali interni carenati e 2 sepali esterni triangolari; la corolla ha 7-8 petali di colore rosso con toni vinosi, di forma spatolata ad apice arrotondato, ha numerosi stami con antere gialle.

 

Frutti

I frutti sono formati da un involucro verde vellutato, composto generalmente da due follicoli, i semi sono di forma oblunga, inizialmente rossi, poi neri a maturità.

 

Periodo di fioritura

Maggio-giugno.

 

Territorio di crescita

Originaria dell'Europa e del Caucaso, in Italia si trova nelle regioni settentrionali e centrali fino all'Abruzzo.

 

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Habitat

Boschi chiari di latifoglie, faggete termofile, preferisce substrato calcareo; cresce dal livello planiziale, fino a 1800 m s.l.m..

 

Somiglianze e varietà

Nel tempo sono state create una quantità di sottospecie, soprattutto per errori di interpretazione, infatti i caratteri risultano estremamente variabili anche all'interno di una stessa popolazione; attualmente si considerano le seguenti subsp.:

Paeonia officinalis L. subsp. huthii Soldano presente in Liguria, Emilia Romagna e Toscana.

Paeonia officinalis L. subsp. italica N. G.Passal. presente in Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo.

Paeonia officinalis L. subsp. officinalis presente nelle regioni settentrionali fino alla Toscana, assente in Liguria.

Paeonia officinalis L. subsp. peregrina Mill. presente in Basilicata e Calabria.

Paeonia officinalis L. subsp. banatica (Rochel) Soò presente in Friuli Venezia Giulia.

Le seguenti specie potrebbero essere distrattamente confuse con Peonia officinalis L.:

Paeonia mascula (L.) Miller, che è presente in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, si differenzia per parte terminale dei fusti arrossata, petali bianchi o rosso porpora.

Paeonia morisii Cesca, Bernardo & N.G. Passal. molto rara, è presente in Sardegna, dubbia in Sicilia, possiede foglie coriacee, lucide nella pagina superiore e munite di lunghi peli in quella inferiore; lo stelo è verde-violaceo.

 

Specie protetta

Specie protetta in Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo e Marche.

 

Costituenti chimici

Paenolo, paeoniflorina, flavonoidi (antociani), tannini, amido, triterpeni.

 

Uso Alimentare

L’intera pianta se assunta in dosi elevate, è tossica e provoca vomito e diarrea.

I semi, polverizzati, venivano utilizzati per aromatizzare la birra.

 

Poiché la specie è protetta in numerose regioni del nostro paese (vedi sopra), è opportuno astenersi dal coglierla.

 

Uso Cosmetologico

Non si conoscono usi cosmetologici per questa specie.

 

Uso Farmacologico

C’è una buona evidenza scientifica che i principi attivi contenuti nella specie siano efficaci come antispastici e sedativi; inoltre nell’ambito della Medicina Tradizionale Cinese, un consistente gruppo di ricerche su formule terapeutiche contenenti paenolo e paeoniflorina, sta dimostrando la validità di questi principi come inibitori della prolattina e quindi nella cura di svariati disturbi femminili, come i problemi mestruali, i fibromi uterini e la regolazione ormonale.

 

La specie è protetta in dieci regioni del nostro paese e lo studio e l’utilizzo dei componenti attivi è opportunamente dirottato su altre specie che li contengono, non rare e coltivabili, come ad es. Paeonia lactiflora Pall..

 

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

 

Medicina alternativa e Curiosità

Delle radici di Peonia (varie specie) si è fatto uso medicinale per oltre 2000 anni come rimedio contro l’epilessia, per favorire le mestruazioni e come antispastico. Le radici, colte in autunno da piante vecchie di almeno due anni, venivano seccate e utilizzate successivamente anche nel trattamento di tossi, spasmi intestinali e come diuretico.

L'infuso ricavato dai petali disseccati di varie specie di Peonia veniva utilizzato come rimedio per la tosse e per trattare emorroidi e vene varicose.

I fiori, ricchi in tannini e antociani, rientrano anche in formulazioni ad uso esterno, per fistole e ragadi anali associate ad emorroidi.

La moderna erboristeria ne fa un uso limitato poiché la pianta è tossica se assunta in dosi elevate.

Anticamente si credeva che, facendo mordere una radice di Peonia dagli epilettici quando sentivano sopraggiungere un attacco, questo si sarebbe arrestato. Vi era anche l’uso di fare collane coi fiori da mettere al collo dei bambini, per prevenire le convulsioni febbrili.

 

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giuliano Gnata, Giovanni Baruffa, Annamaria Bononcini, Renato M. Fondi, Marika. Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica

 

Paeonia officinalis L., Regione Veneto, 800 m s.l.m., Maggio 2009, foto di Giuliano Gnata.

 

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