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Pietro Curti

Mespilus germanica L.

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Mespilus germanica L.

 

Sinonimi

Pyrus germanica (L.) Hook. f.,

Crataegus germanica (L.) Kuntze

 

Tassonomia

 

Regno:Plantae

Divisione:Magnoliophyta

Classe:Magnoliopsida

Ordine:Rosales

Famiglia:Rosaceae

 

Nomi italiano

Nespolo volgare

 

Etimologia

Dal latino Mespil-us, -i (femm.) oppure Mespil-um, -i (neutro) = albero, e anche frutto, delle nespole, a sua volta derivante dal greco Mespíl-ē, ēs (femm.) oppure Méspil-on, -ou (neutro), con lo stesso segnificato; germanica = della regione germanica: pare per la sua grande diffusione in Germania, Linneo, all'atto di classificarla, pensò fosse originaria di quest’area; in realtà vi fu introdotta dai romani.

 

Descrizione

Piccolo albero, più spesso arbusto, con fusti in genere sinuosi; la corteccia è brunastra con sfumature grigiastre e, negli esemplari adulti, si sfalda in placche. I rami sono provvisti di spine. Può raggiungere i 5-6 metri di altezza.

 

Foglie

Le foglie, grandi, e ellitttiche o ± oblunghe, sono caduche, alterne, semplici con picciolo molto corto e stipole ovate, hanno il margine intero, o al più dentellato nella porzione apicale; la pagina superiore è di colore verde scuro, è in genere glabra, o porta al più qualche pelo lungo il nervo mediano, mentre quella inferiore è più chiara e pubescente, con nervatura in rilievo.

 

Fiori

I fiori, solitari e portati da un breve peduncolo, sono ermafroditi e portano una brattea lineare-lanceolata verdastra alla base del ricettacolo, che è tomentoso; il calice è formato da 5 lacinie lesiniformi persistenti, tomentose su entrambe le pagine; la corolla è composta da 5 petali bianchi arrotondati; androceo con 30÷40 stami saldati alla base con filamenti bianchi e antere rossastre; gineceo con 5 stimmi concresciuti all'incirca dal terzo apicale in giù.

 

Frutti

Quella che volgarmente viene chiamata "nespola" è in realtà un falso frutto (pomo), in cui la parte carnosa deriva dallo sviluppo del ricettaccolo concresciuto con l'ovario, ha forma globosa con all'apice una corona formata dai residui delle lacinie calicine, e che delimita la porzione apicale, circolare e depressa; i frutti propriamente detti sono i 5 noccioli contenuti all'interno delle rispettive cavità loculari, questi hanno pareti assai dure, e, in genere, solo due di essi contengono all'interno un unico seme, mentre gli altri rimangono vuoti. Le nespole diventano eduli dopo un periodo di conservazione o sovramaturazione, oppure vanno lasciate sulla pianta finché rammolliscono.

 

Periodo di fioritura

Maggio/ Giugno

 

Territorio di crescita

La specie è spontanea dell'Asia Minore e dell'Europa sud-orientale, altrove è da considerarsi naturalizzata. Presente in tutto il territorio italiano, ad esclusione della Calabria; è dubbio il suo indigenato, da considerarsi verosimilmente sfuggita alla coltivazione, che avviene da tempi memorabili, è quindi da considerarsi naturalizzata.

 

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Habitat

Boschi di latifoglie, frequente nelle siepi in vicinanza delle aree antropizzate, resistente al freddo invernale, la si può trovare sino a 1000 m.

 

Somiglianze e varietà

La specie viene spesso confusa con Eriobotrya japonica (Thunb.) Lindl., il nespolo giapponese, soprattutto per il fatto che anche i pomi di questa specie vengono chiamati nespole; in realtà queste piante sono facilmente distinguibili l'una dall'altra, soprattutto perché E. japonica non porta spine, i suoi fiori sono raggrupati in infiorescenze, e si schiudono in pieno autunno, la fruttificazione è quindi primaverile; gli stessi pomi sono facilmente distinguibili per il colore, la forma e le dimensioni.

 

Costituenti chimici

Tannino, sostanze peptiche, vari acidi organici (malico, acetico, citrico, formico e tartarico), zuccheri e vitamina C.La pianta è inoltre ricca di potassio, magnesio e caroteni, Sali minerali antiossidanti.

 

Uso Alimentare

Le nespole,mature,vengono consumate per dessert e con la trasformazione si ottengono marmellate, gelatine, salse e varie preparazioni culinarie.Vengono usate inoltre per la produzione di bevande alcoliche, quali brandy,liquori,schnaps.

I frutti immaturi sono stati anche utilizzati per chiarificare vino e sidro

Nelle zone a clima più freddo non sempre il frutto riesce a maturare completamente sull’albero. In questi casi deve essere raccolto nel tardo autunno, preferibilmente dopo le prime gelate, quando è ancora duro. Messo al riparo nella paglia, in un luogo fresco, per mangiarlo bisogna attendere che sia giunto ad uno stato quasi di decadenza, quando la polpa da bianca diventa giallo arancio, soffice e dolce.

 

Uso Cosmetologico

In cosmesi la polpa, dei frutti, riesce a normalizzare le pelli grasse.

La polpa o il decotto dei frutti, soprattutto acerbi, esercitano un buon effetto astringente per le pelli infiammate. L’alto contenuto in acidi organici e tannini, inoltre, fa sì che con la polpa delle nespole, mescolata ad un cucchiaino di miele, si possa fare una maschera per il viso assai efficace per distendere la pelle.

 

Uso Farmacologico

La polpa dei frutti acerbi è antiossidante ed astringente e anche le foglie sono astringenti. Al contrario , nel frutto maturo i tannini si trasformano in zuccheri e il frutto diventa un blando lassativo.

I semi sono efficaci contro la litiasi renale e della vescica; è tuttavia necessaria cautela nel loro impiego perché contengono acido idrocianico, che è tossico

 

 

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

 

Medicina alternativa e Curiosità

Nell’antichità il frutto era assai usato, insieme al cotogno, come astringente. Lo si utilizzava, quando la polpa è ancora verde, contro la dissenteria, il vomito e la nausea. Nella tradizione popolare i frutti, secchi e polverizzati, venivano impiegati contro i dolori di stomaco mentre il decotto dei frutti freschi, non ancora maturi, veniva somministrato nelle affezioni epatiche.

La corteccia è stata utilizzata, con risultati incerti, come sostituto del chinino.

Ancora oggi un decotto di foglie e frutti freschi è un utile gargarismo contro il mal di gola.

Il frutto del nespolo, per la sua caratteristica di “essere quasi putrido prima ancora di maturare”, nella letteratura e nella poesia è spesso assurto a simbolo di prostituzione e di prematuro decadimento.

Nei secoli sedicesimo e diciassettesimo, nel linguaggio comicamente indecente di molti lavori teatrali elisabettiani e giacobiani, le nespole venivano anche chiamate “culi aperti” , a causa dell’aspetto del frutto.

 

Note

La corteccia e le foglie, ricche di tannnino, possono essere impiegate nella concia delle pelli.

Il legno di colore bruno giallastro, molto duro, è ricercato per lavori al tornio e fornisce un ottimo combustile.

Il nespolo, ormai quasi scomparso dalle campagne, viene ancor oggi, coltivato, nei monasteri, assieme ad altre piante, per preparare elisir e tonici.

 

 

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Marika, Annamaria Bononcini e G.B. Pau - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica

 

 

Link utili

 

Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT

Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

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Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

 

Rami e foglie.

 

 

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Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

 

Foglia, pagina superiore.

 

 

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Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

 

Foglia, pagina inferiore pubescente.

 

 

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Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

 

Rametto con spina.

 

 

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Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

 

Fiore.

 

 

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Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

 

Fiore aperto.

 

 

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Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

 

Macro di un Fiore.

 

 

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Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

 

Stami e stimmi.

 

 

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Mespilus germanica L. - foto di Marika

 

 

La caduta dei petali, evidenziano le 5 lacinie calicine.

 

 

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