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Gruppo Botanico AMINT

Allium schoenoprasum L.

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Allium schoenoprasum L.

 

Sinonimi

Cepa schoenoprasa (L.) Moench

Cepa tenuifolia Gray

Schoenissa schoenoprasa Salisb.

Schoenissa rosea Salisb.

Ascalonicum schoenoprasum P. Renault

Schoenoprassum vulgare Fourr.

Allium sibiricum L.

Porrum sibiricum (L.) Schur

Allium schoenoprasum var. sibiricum (L.) Garcke

Allium schoenoprasum L. var. vulgare Alef.

Allium scorodoprasum L. subsp. scorodoprasum var. alvarense Hyl.

Allium foliosum Clarion ex DC.

Allium gredense Rivas Mateos

Allium schoenoprasum L. var. gredense (Rivas Mateos) Rivas Mart.

Allium schoenoprasum L. subsp. gredense (Rivas Mateos) Rivas Mart.

Allium schmitzii Cout. var. duriminum Cout.

Alium schoenoprasum var. duriminum (Cout.) Cout.

Allium schoenoprasum L. subsp. schoenoprasum var. duriminium (Cout.) Cout.

Allium montanum Schrank, non F.W.Schmidt

Allium riparium Opiz

Allium schoenoprasum subsp. riparium (Opiz) Celak.

Allium alpinum (DC.) Hegetschw.

Allium purpurascens Losa

Allium buhseanum Regel

Allium acutum Spreng.

Allium punctulatum Schltdl.

Allium lusitanicum Link ex Regel

Allium foliosum Clar. ex DC.

Allium carneum Hort. ex Schult. f.

Allium glaucum Hort. Par. ex Ledeb.

Allium tenuifolium Pohl

Allium tenuifolium Salisb.

Allium reflexum F. Dietr.

Allium palustre Pourr. ex Lag.

Allium palustre Chaix

Allium palustre Salisb.

Allium roseum Krock.

Allium purpurascens Losa

Allium schoenoprasum L. subsp. orosiae P. Monts.

Allium schoenoprasum L. var. latiorifolium Pau

Allium schoenoprasum L. subsp. latiorifolium (Pau) Rivas Mart.

Allium schoenoprasum L. var. pumilum Bunge

Allium schoenoprasum L. var. schoenoprasoides Briq., nom. illeg.

Allium coloratum Dulac, nom. illeg.

 

Tassonomia

Regno: Plantae

Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae)

Classe: Liliopsida (Dicotyledones)

Ordine: Liliales (Asparagales - APG)

Famiglia: Liliaceae (Alliaceae - APG)

 

Nome italiano

Erba cipollina, Aglio ungherese, Porro sottile.

 

Etimologia

Il nome del genere è lo stesso usato dagli antichi Romani: allium = aglio, delle cui specie parlano ampiamente Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia e Columella nella Res Rustica (entrambi I sec. d. C.); l'origine di questo nome è ignota e lascia spazio solo a congetture: per alcuni affonderebbe le radici nel verbo greco άλλεσθαι (allesthai) = saltar fuori, sbalzare, in riferimento alla crescita repentina degli scapi fioriferi o da un altro verbo greco ἀλέω (aleo) = fuggire, per l'odore repellente per tanti animali e poco gradito anche dall'uomo, ma il fatto che in lingua greca gli Allium sp. venissero chiamati con tutt'altro nome σχόροδον (scorodon) - secondo Caspar Bauhin derivato da σχαῖον ρόδον (scaion rodon) = "rude rosa" , per l'odore sgradevole [rudis rosa, propter odorem gravem (C. Bauh., Pin: 73 (ed. 1671)] - alimenta solo dubbi su tale derivazione; per altri ancora allium non sarebbe altro che la storpiatura, dovuta a una errata pronuncia da parte dei latini, di una parola greca che dovrebbe indicare la testa (il bulbo) dell'aglio: potrebbe trattarsi della parola άγλιθας (aglithas) con cui, secondo Dioscoride, i greci chiamavano gli spicchi (bulbilli) delle teste dell'aglio coltivato; ulteriori autori ritengono che la radice ALL- derivi da una parola celtica che significa "acre", "che brucia", in riferimento alla particolare sensazione che dà l'aglio quando viene messo in bocca.

Il nome schoenoprasum fu dato a questa specie da Dodoens: quasi dicas, Junceum Porrum: unde nomen illi facere ausi σχοινόπρασον, Schœnoprasum appellavimus [trad.: come che dica Porro dalle fattezze di giunco, per cui ho voluto renderlo (in greco) σχοινόπρασον (scoinoprason), (che in latino) abbiamo definito (come) Schoenoprasum] [Dod., Pempt.: 689 (ed. 1616)], indi formato dalle parole greche σχοϊνος (scoinos) = fune fatta con giunchi, o, per estensione, giunco, con evidente riferimento alle foglie che somigliano a giunchi, e πράσον (prason) = porro, in riferimento all'odore che emanano le foglie quando vengono tagliate, simile a quello della pianta del porro. Lo stesso termine (σχοινόπρασο) è utilizzato, ancor oggi, nel greco moderno per indicare questa medesima specie.

 

Descrizione

Pianticella bulbifera erbaceo-scaposa, perenne; per riproduzione agamica (per mezzo di bulbilli) tende a formare gruppi isolati di numerosi esemplari, assumendo l'aspetto di cespi ampi e molto fitti.

Bulbo ovoidale (12-15 x 15-20 mm), con tuniche papiracee grigio-brunastre, dapprima intero, a maturità composto da numerosi spicchi (bulbilli); scapo fiorale singolo, cilindrico (diametro 2-4 mm), cavo, glauco, lungo fino a 40 cm.

 

Foglie

Le foglie, 3-4 per esemplare, sono cilindrico-fistolose (come lo stelo), glabre, lisce, guainanti lo scapo fiorale alla base, ad esso concolori e di questo poco più sottili e poco più brevi o al più di egual lunghezza; al taglio emanano un caratteristico aroma che ricorda quello del porro o delle foglie di cipolla.

 

Fiori

Fiori ermafroditi, riuniti in dense infiorescenze apicali a ombrella, da globose a emisferiche, larghe fino 3-4 cm, senza bulbilli. Spata divisa in 2-3 valve ovate, scariose, brevemente apicolate, all'antesi più brevi dell'infiorescenza (e quindi la avvolgono solo nella prima porzione basale), generalmente persistenti alla fruttificazione. Peduncoli di lunghezza variabile, ma subeguali in una stessa infiorescenza, privi di brattee; tepali 6 (in 2 verticilli di 3) liberi, ellittici, acuti, spesso con breve apicolo, eretti in modo da conferire al perigonio una forma sub campanulata, da roseo-porporini a rosei, con linea longitudinale mediana più scura, raramente bianchi; stami inclusi, con filamenti semplici (non tricuspidati come in altre specie congeneri); ovario supero 3-loculare.

 

Frutti.

Il frutto è una capsula loculicida portante 1-2 semi spigolosi e nerastri in ciascun loculo.

 

Periodo di fioritura

Giugno - agosto.

 

Territorio di crescita

Specie diffusa nella fascia temperato-fredda dell'emisfero boreale; spontanea in tutta l'Italia settentrionale, Toscana, Lazio e Abruzzo.

 

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Habitat

Allium schoenoprasum trova il suo ambiente d'elezione nei prati umidi e ricchi di nutrienti, popolando spontaneamente anche terreni coltivati, sia in pianura sia in montagna fino a 2600 metri s.l.m.

 

Somiglianze e varietà

Le entità un tempo definite come A. schoenoprasum subsp. sibiricum (L.) Hartm. e subsp. schoenoprasum (quest'ultima indicata come alloctona e spontaneizzata in aree marginali nell'Italia settentrionale) sono oggi considerate semplici forme prive di valore tassonomico e ricondotte al taxon principale Allium schoenoprasum L.

Tra le numerosissime congeneri presenti in Italia, la specie che condivide con Allium schoenoprasum L. la maggior parte dei caratteri distintivi, e quindi potrebbe con quella essere confusa, è Allium moschatum L., noto per Toscana, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia, dubbio per il Lazio. Questa specie si distingue tuttavia per l'infiorescenza più lassa e assai meno ricca di fiori, questi con tepali esterni di lunghezza < 8 mm (in A. shoenoprasum > 8 mm), per le foglie molto più sottili (larghezza sempre < 1 mm, in A. schoenoprasum sempre > 1mm), filiformi, non fistolose, e per il bulbo intero (a maturità non suddiviso in spicchi). Oltre a condividere solo una piccola parte dell'areale di distribuzione, questa specie è anche adattata ad un habitat differente, prediligendo ambienti aridi e rocciosi.

 

Specie protetta

La specie risulta protetta in Friuli Venezia Giulia dall'art. 6 della L.R. n° 34 del 03/06/1981, "Norme per la tutela della natura e modifiche alla legge regionale 27 dicembre 1979, n. 78" - consentita la raccolta di non più di 1kg/die di parti edibili per persona.

 

Costituenti chimici

I principali sono proteine, grassi, carboidrati, fibre, minerali (calcio, fosforo, ferro, potassio), composti organici solforati (alliina, alliacina), vitamine (A, C e del gruppo B: tiamina, riboflavina, niacina), flavonoidi, acido glicolico, polifenoli, antocianine nei fiori.

 

Uso Alimentare

Sono commestibili sia i bulbi, che le foglie, che i fiori. Le foglie, che spesso vengono prodotte dalla pianta fino alle soglie dell'inverno, hanno un leggero aroma di cipolla. Costituiscono un eccellente complemento per insalate miste o una guarnizione per zuppe e tartine. Seccate o surgelate perdono gran parte delle qualità organolettiche e quindi è consigliabile utilizzarle fresche. I piccoli bulbi, colti a primavera insieme alle foglie, possono essere usati come un più delicato sostituto delle comuni cipolle, in varie ricette e preparazioni. Anche i fiori possono essere utilizzati per guarnire le insalate ma risultano piuttosto secchi e meno gradevoli al consumo di quelli di altre specie.

 

Uso Cosmetologico

Le proprietà antisettiche e battericide della pianta fresca consentono di utilizzarla per ricavarne cataplasmi, da applicare sulla pelle per curare l'acne, i foruncoli, per lenire le punture di insetti e per l'effetto cheratolitico.

 

Uso Farmacologico

La ricerca in campo fitofarmacologico ha dimostrato l'efficacia degli estratti metanolici della pianta come vasodilatatori ed ipotensivi. Uno studio in ambito universitario, condotto in Iugoslavia, ha indicato che gli estratti della pianta intera, ma soprattutto delle foglie, hanno anche proprietà antiossidanti. Dimostrata è inoltre l'efficacia diuretica della specie, che è fra quelle che sono in grado di aumentare l'eliminazione dell'urea. I bulbi freschi contengono il glucoside alliina, che ha azione antibatterica, antielmintica, ipotensiva, diuretica e stimolante per la mucosa gastrica.

 

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

 

Medicina alternativa e Curiosità

Questa specie è stata tradizionalmente usata, insieme ad altre congeneri, nella medicina popolare, per i suoi effetti benefici sul sistema digestivo, come ipotensivo e come tonico. Il succo, unito a zucchero, veniva usato in passato per curare la tosse e i disturbi da raffreddamento nei bambini. Un cataplasma, ricavato dai bulbi arrostiti, veniva impiegato per far suppurare le otiti. Un impacco dalla pianta fresca, applicato per svariati giorni, serve a curare brufoli e fistole. Per le proprietà antibatteriche la pianta è stata inoltre a lungo usata come antibiotico naturale, per trattare svariati tipi di infezioni e come disinfettante. Si racconta che i soldati, durante la Grande Guerra, ne facessero un uso sistematico per disinfettare le ferite. Un altro utilizzo tradizionale di confermata efficacia è quello sulle micosi cutanee, candida e vaginite, per le proprietà antisettiche e fungicide. Nell'uso interno qualche cautela è consigliata nelle persone che soffrono di gastrite e di ulcera, poiché alcuni dei principi attivi presenti hanno l'effetto di aumentare la produzione dei succhi gastrici.

Nella medicina tradizionale cinese Allium schoenoprasum L. è un rimedio disintossicante, stomachico, antifebbrile, antiparassitario ed antidissenterico.

Il succo della pianta fresca può essere utilizzato come repellente per gli insetti. Questo uso non è mai diventato molto popolare a causa dell'odore forte, che finisce per respingere anche l'uomo.

 

Note

La specie può venire utilizzata, negli orti, per allontanare insetti e le talpe. Il taglio ripetuto delle foglie ne garantisce un approvvigionamento continuo ed impedisce la fioritura delle piante.

Si sono verificati casi di intossicazione in alcuni mammiferi, dovuti all'ingestione di grandi quantità di specie appartenenti a questo genere. Pare che a questa disavventura vadano soggetti soprattutto i cani.

 

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Nino Bertozzi, Annamaria Bononcini, Marika- Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica

 

Link utili

 

Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT

 

Allium schoenoprasum L Regione Emilia-Romagna, Bologna 50 m s.l.m., marzo 2009 - foto di Nino Bertozzi

 

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