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Archivio Micologico

Russula consobrina

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Russula consobrina (Fr.: Fr.) Fr.

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae
Genere Russula
Sottogenere Russula
Sezione Russula
Sottosezione Consobrinae

Sinonimi
Agaricus consobrinus Fr.

Etimologia
Dal latino consubrinus = cugino, per la stretta parentela con specie affini.

Cappello
Cappello di medie dimensioni, compatto, subgloso-emisferico in gioventù, poi espanso, ombelicato, margine revoluto in vetustà. Cuticola di aspetto lucido e viscosa con tempo umido, corrugata con tempo secco. Colorazioni pileiche bruno-grigiastro, bruno-avana, bruno-bistro, con a volte delle sfumature rossastre o verde oliva, impallidente verso il margine.

Lamelle
Inizialmente fitte, più spaziate con l’età, attenuate-arrotondate al gambo e intramezzate da lamellule di varia lunghezza, da biancastre a crema chiaro, spesso con una leggera sfumatura rosa, filo concolore, brunastro a maturazione, abbastanza fragili, sporata crema, intorno a IIb.

Gambo
Generalmente robusto e moderatamente rigido, irregolarmente cilindrico o claviforme, spesso con rigonfiamenti nella parte centrale, pieno in gioventù poi midolloso, molliccio e cavernoso in vecchiaia, inizialmente di colore bianco-grigiastro tende a sporcarsi di grigio-brunastro con l’età.

Carne
Soda e abbastanza dura in gioventù, poi un poco fragile, biancastra ma con la tendenza ad ingrigire con forte umidità o per l’azione della pioggia. Sapore molto acre, odore subnullo o leggermente fruttato.

Reazioni chimiche
Rosa-grigiastro con Solfato ferroso; positiva, ma spesso lenta e poco intensa con Guaiaco.

Habitat
Specie esclusiva delle foreste umide montane di Picea excelsa e Betula alba, in particolare in zone acquitrinose, poco comune in Italia, più frequente nelle foreste nordiche.

Microscopia
Spore 8,07-9,10 × 6,20-7,90 µm, subglobose, con verruche basse di poco superiori a 0,5 µm, unite da linee di connessione che formano un reticolo ben delineato, con rare creste catenulate. Basidi tetrasporici, clavati.
Cistidi imeniali generalmente fusiformi, alcuni con restringimento apicale (oginali). Pileipellis composta da peli irregolari con dermatocistidi spesso inseriti nella subcutis, da clavati a capitolati, irregolari per le evidenti strozzature, spesso settati, assenza di incrostazioni.

Commestibilità e tossicità
Tossico, provoca sindrome gastrointestinale incostante.

Osservazioni
La sottosezione Consobrinae è stata creata da Sarnari per ovviare ad una disputa tassonomica tra due dei più illustri specialisti di questo genere. Da un lato Singer che anche nella sua ultima edizione di "Agaricales" (1986) per le proprietà macrochimiche, quali l'ingrigimento della carne (naturale) e la reazione rossastra al contatto con la Formalina, colloca questo taxon nella sezioneDecolorantes. Di contro Romagnesi (1967) annovera Russula consobrina nella sezione Ingratae e in particolare nella sottosezione Fellinae, riscontrando alcune caratteristiche proprie di Russula fellea e Russula ochroleuca. Nella diagnosi originale Fries descrive molto bene le caratteristiche morfocromatiche di questa specie, che sommate all'habitat di crescita denotano una identità ben delimitabile. Sarnari per questi motivi colloca Russula consobrina nella sezione Russula, sottosezione Consobrinae, la cui la specie qui considerata risulta essere l'unica rappresentante.

Somiglianze e varietà
Le caratteristiche morfocromatiche di Russula consobrina possono a prima vista far pensare ad alcune specie della sottosezione Foetentinae seriePectinata.
Russula amoenolens Romagnesi si riconosce per il margine pileico scanalato-tubercolato e per la crescita nei boschi asciutti di latifoglie e di conifera, comune anche in fascia prettamente mediterranea.
Russula sororia Fries predilige anch'essa i boschi continentali e mediterranei, ed è molto affine a Russula consobrina, tanto da essere stata annoverata in passato come varietà di questo taxon,ma presenta macroscopicamente una taglia più massiccia, oltre che avere come Russula amoenolens un rivestimento pileico scanalato-tubercolato. Microscopicamente è però ben riconoscibile per le spore con verruche isolate, la pileipellis formata da ife a "corna di cervo" e i dermatocistidi conici.

Bibliografia
AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp.
BOCCARDO, F. et al., 2008. Funghi d'Italia. Bologna: Ed. Zanichelli.
CONSIGLIO, G. & PAPETTI, C., 2009. Atlante dei Funghi d’Italia. Vol. 2. Ed. AMB.
GALLI, R., 2003, 2a Ed. Le Russule. Ed. Galli
KRÄNZLIN, F., 2005. Champignons de Suisse. Russulales. Vol.6.Lucerna:Ed.Verla.
ROMAGNESI, H., 1967. Les Russules d'Europe et d'Afrique du Nord. Ed. Bordas. (Parigi)
SARNARI, M., 1998. Monografia illustrata del Genere Russula in Europa. Tomo Primo. Trento: Ed. AMB.
SINGER, R., 1986. The Agaricales in Modern Taxonomy. 4th edition. Koeltz Scientific Books, Koenigstein, Germany.


Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo Biraghi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

Regione Lombardia; località Trivigno, Aprica; Luglio 2009, foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi.
(Exsiccata MB20090816-65)

Habitat bosco umido di Picea excelsa.

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Spore 8,07-9,10 × 6,20-7,90 µm, subglobose, con verruche basse di poco superiori a 0,5 µm, unite da linee di connessione che formano un reticolo ben delineato, con rare creste catenulate .

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Pileipellis composta da peli irregolari con dermatocistidi spesso inseriti nella subcutis, da clavati a capitolati, irregolari per le evidenti strozzature, spesso settati, assenza di incrostazioni. Osservazione 400× in Fucsina anionica.

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Osservazione 1000×.

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