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Geastrum melanocephalum (Czern.) V.J. Staněk 1956

Tassonomia
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Geastrales
Famiglia Geastraceae
Genere Geastrum

Sinonimi
Trichaster melanocephalus Czern., 1845
Geastrum melanocephalum f. pilatii V.J. Staněk, 1958

Etimologia
Geastrum dal greco gé = terra e astér = stella; melanocephalum fa riferimento al colore nero della testa.

Basidioma
Endoperidio: assente in quanto nella maturazione rimane adeso all'esoperidio; la gleba, una palla polverosa color cioccolato, rimane completamente scoperta ed esposta all'azione del vento. Primordio a forma di fico, con superficie più o meno squamulosa, bruno rossastra.
Gleba: inizialmente biancastra, con la maturazione diventa bruno cioccolato; capillizio distribuito lungo la parete e sulla columella, come tipico in questo genere.
Esoperidio: dirompente in 5-7 lacinie non igroscopiche, lunghe 6-7 cm; habitus pseudofornicato, cioè punta delle lacinie in dentro, sviluppo decisamente verticale, molto alte, assenza di coppa basale.

Habitat
Ubiquitario; dal mare fino alle alte quote, anche 2000 m s.l.m.; prativo, boschivo, dunale; specie gregaria e localizzata, comunque piuttosto rara.

Commestibilità e Tossicità
Non commestibile, senza valore.

Microscopia
Spore  globose o subglobose, di piccola taglia.

Somiglianze e Varietà
Geastrum melanocephalum non ha uno stoma e neppure un peristoma. La sua morfologia a stella con la gleba nuda è talmente tipica da non creare problemi determinativi. A volte qualche specie del genere Lycoperdon o Scleroderma, con la fissurazione del peridio, può mostrare ugualmente un aspetto stellato con una gleba polverosa color cioccolato; in queste specie le lacinie tendono ad avvolgere la gleba mentre in Geastrum melanocephalum assumono ben presto habitus pseudofornicato.

Note Tassonomiche
Nella tabella orientativa del genere Geastrum (Conserva et Al., 2017) questa specie in effetti è assente. Gli studi molecolari hanno confermato che i Gasteromycetes sono un gruppo polifiletico, le cui specie si ritrovano in diverse linee evolutive. Hibbett et al. (2007) li  posizionano nella classe Phallomicetidae con gli ordini Hysterangiales, Geastrales, Gomphales e Phallales e nella classe Agaricomicetidae con gli ordini Agaricales e Boletales.
L'ordine Geastrales include tre generi: Geastrum, funghi con habitus stellato, Myriostoma, funghi con habitus stellato ma con molti ostioli, e Sphaerobolus, noto come fungo  "cannone". Scompare in questo elenco il genere Trichaster, comprendente solo Trichaster melanocephalum, perché recenti studi molecolari ne dimostrano chiaramente l'appartenenza al genere Geastrum (Zamora et al. 2014).

Discussione
I caratteri da osservare per una determinazione morfologica nel genere Geastrum sono evidenziati nella sistematica della tabella e nella immagine successiva che illustra l'anatomia di un Geastrum.
Peristoma: solcato; liscio delimitato; o liscio indelimitato. Essendo questo l’unico carattere che si può valutare in modo corretto indipendentemente dallo stadio maturativo del carpoforo. Gli altri caratteri invece richiedono l’osservazione dei primordi, del fungo maturo o addirittura dell'exsiccata.
La distinzione sessile o peduncolato, corrispondente alla assenza/presenza del peduncolo; da valutare correttamente con l’exsiccata, diversamente è facile imboccare strade sbagliate nel percorso determinativo. 
Il  puntino rosso  evidenzia l’igroscopicità delle lacinie, che si può verificare anche col test igroscopico: trovando un esemplare cresciuto a tempo umido oppure all’ombra, e quindi con lacinie aperte, ponendolo all’asciutto o meglio al sole le lacinie igroscopiche tenderanno a richiudersi.
La colonna della tabella con i dati "p" "m" "g" riporta la taglia delle singole specie misurata a lacinie aperte ma con la variabilità ovvia di questo carattere. Orientativamente una taglia piccola comporta un endoperidio intorno al centimetro, una taglia media due, ed una taglia grande sui tre.

L’habitus di un Geastrum di solito mostra le punte delle lacinie in fuori, habitus arcuato, ma talora ha le punte in dentro, habitus saccato. La taglia colorata in rosso indica invece l’habitus fornicato, in cui le lacinie sono molto alte, formano un arco, un fornice, ed inoltre lo strato miceliare rimane staccato dal basidioma, attaccato al substrato, formando una coppa e le punte delle lacinie sono poggiate sui margini di questa coppa. Solo in Geastrum smardae si ha un habitus pseudofornicato. Le lacinie sono ugualmente molto alte e formano l’arco, ma lo strato miceliare rimane adeso al basidioma, quindi manca la coppa; solo alcuni frammenti dello strato miceliare sono visibili adesi alle punte delle lacinie.
Il  puntino nero  evidenzia lo strato miceliare dell’esoperidio, quello a contatto con la terra, e lo definisce pulito/incrostato. Nelle specie in cui le ife del micelio convergono in un punto unico, si forma una  rizomorfa, della quale rimane traccia alla base del peridio, ed in tal modo lo strato miceliare non rimane incrostato. Invece le specie a strato miceliare incrostrato sono quelle in cui il micelio non rimane raggruppato e pertanto le ife formano un groviglio filamentoso in grado di inglobare detriti di humus. Tale carattere risulta essere di buona valenza tassonomica se osservato nei primordi o nei carpofori molto giovani, mentre la maturazione e gli agenti atmosferici ne rendono più difficile una corretta valutazione.
Il 
 puntino verde  fa riferimento alla superficie dell’endoperidio, distinta in liscia o granulosa.

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Anatomia di un Geastrum.

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Bibliografia
CONSERVA, G., CANNAVICCI, D., TOZZI, F. & PARA, R., 2017. Introduzione al genere Geastrum. Micologia nelle Marche, XI(1): 20-30.
HIBBETT, D.S., BINDER, M., BISCHOFF, J.F., BLACKWELL, M., CANNON, P.F., ERIKSSON, O.E., HUHNDORF, S., JAMES, T., KIRK, P.M., LÜCKING, R., THORSTEN LUMBSCH, H., LUTZONI, F., MATHENY, P.B., MCLAUGHLIN, D.J.,  et al., 2007. A higher-level phylogenetic classification of the Fungi. Mycological re­search. 111: 509–547. DOI https://doi.org/10.1016/j.mycres.2007.03.004.
KASUYA, T., HOSAKA, K., UNO, K. & KAKISHIMA, M., 2012. Phylogenetic placement of Geastrum melanocephalum and polyphyly of Geastrum triplex. Mycoscience 53: 411-426.
ZAMORA, J.C., CALONGE, F. de D., HOSAKA, K. & MARTIN, M.P., 2014. Systematics of the genus Geastrum (Fungi: Basidiomycota) revisited. Taxon 63 (3): 477-497.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pino Conserva - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.


Regione Marche, Monti della Laga, coste M.te Vettore; Giugno 2007; Foto di Ennio Carassai
Fungaie  ad un altezza compresa fra i 1900 e i 2000 metri, su un pendio scalettato con poco substrato, con la presenza di falasco abbastanza rado e basso, a causa della presenza di vere e proprie pietraie. Non ci sono piante o arbusti nelle vicinanze.

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Primordi immaturi ed in via di maturazione; gleba inizialmente bianca poi bruno nerastra; in sezione è evidente la columella.

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Spore globose-subglobose di piccola taglia.

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Geastrum melanocephalum (Czern.) V.J. Staněk 1956; Regione Piemonte; Giugno 2010; Foto e descrizione di Fulvio Soldà.

Carpoforo epigeo a forma di cipolla, appuntito all'apice, pieno duro e squamoso di colore bruno rossatro.
Esoperidio che a maturità si apre con ampie fenditure a maturità.
Endoperidio tipicamente adnato alla carne.
Gleba subglobosa e un po' compressa ai poli. dai 3 ai 5 cm di diametro portata da un piccolo corto pedicello, tipicamente bianco in gioventù e nerastro a maturità.
Pseudocolumelle evidenti (la parte visibile in sezione nella parte bassa).
Habitat da agosto a fine ottobre sotto aceri, acacie e conifere, di nessun valore alimentare.

Primordio a fico, con toni vinosi.

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Sezione.

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