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Gruppo Botanico AMINT

Ambrosina bassii L.

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Ambrosina bassii L.

 

Sinonimi

Ambrosinia bassii L.

 

Tassonomia

Regno: Plantae

Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae)

Classe: Liliopsida (Monocotyledones)

Ordine: Alismatales

Famiglia: Araceae

Sottofamiglia: Aroideae

Tribù: Ambrosineae

 

Nomi italiano

Ambrosinia di Bassi

 

Etimologia

Il nome Ambrosinia (successivamente corretto in Ambrosina) fu coniato da Linneo in onore al botanico Bartolomeo Ambrosini (1588 - 1657), Prefetto dell'Orto Botanico di Bologna dal 1620 fino alla sua morte; l'epiteto specifico bassii in onore ad un altro botanico bolognese, Ferdinando Bassi (1710 - 1774), dal 1761 Custode, e poi, dal 1763, Prefetto del suddetto Orto Botanico; questi ebbe contatti con Linneo, e collaborò alla descrizione del genere Ambrosinia; il botanico torinese Carlo Allioni (1728-1804) gli dedicò il genere Bassia.

 

Descrizione

Pianta erbacea perenne a portamento prostrato, con rizoma tuberoso biancastro da cui si dipartono, radialmente, numerose radichette semplici e filiformi.

 

Foglie

Da 2 a 4, tutte radicali, lungamente picciolate, glabre, appressate al suolo; picciolo cilindrico verde-chiaro in alto e subito sfumante al bianco verso la base, quasi completamente interrato, lungo 2-4 cm; lamina (lunga da 2 a 4 cm) da ovata o subellittica a oblunga, ristretta alla base, con nervatura principale subparallela, quella secondaria irregolarmente reticolata da ben evidente (perché più scura rispetto al resto della lamina) sulla pagina superiore a poco evidente (quando la pagina superiore presenta una densa maculatura); pagina superiore con superficie scabra e spesso con fitta maculatura verde-scura o arrossata (a volte la maculatura non è presente ed è ben evidente la nervatura reticolata di colore verde scuro), pagina inferiore con nervatura principale verde-scura ben evidente (la nervatura secondaria è poco o per niente evidente); margine intero, spesso ondulato e ± involuto verso la base.

 

Fiori

Infiorescenza a spadice inclusa in una spata portata da un lungo peduncolo cilindrico biancastro o bianco-verdastro completamente interrato (ciascuna pianta porta 1 o 2 infiorescenze). Spata ovoidale, a cappuccio, lunga 2-3 cm, verde-brunastra, con maculatura/striatura bruno-rossiccia più scura e con superficie esterna papillosa, portante una appendice apicale allungata e incurvata, ma rigida; la medesima spata è disposta supina nel terreno in modo da rivolgere l'apertura verso l'alto (assumendo così la forma di una "barchetta"). Spadice arrossato con breve appendice apicale ricurva verso la parete posteriore della spata, sparsamente ciliato, alato; ali biancastre adnate inferiormente e lateralmente alla spata in modo da dividerla in 2 camere, una anteriore ospitante, alla base dello spadice, un unico fiore pistillifero, l'altra posteriore ospitante (lungo l'asse dello spadice) un numero variabile (generalmente 8-10) di fiori staminiferi. Fiori staminiferi ridotti, ciascuno, a 2 antere sessili appaiate, e disposti in modo da formare, nell'insieme, 2 file longitudinali parallele lungo l'asse dello spadice; fiore femminile ridotto al solo pistillo, formato da un ovario monoloculare, uno stilo ingrossato e ricurvo verso l'asse dello spadice e uno stigma discoidale giallastro.

 

Frutti

Capsula verdastra globosa e con stilo persistente, contenente numerosi semi subglobosi bruno-aranciati con arilli biancastri; la dispersione del seme è assicurata dalle formiche, che vanno ghiotte degli arilli.

 

Periodo di fioritura

Da metà novembre - primi di dicembre fino a marzo.

 

Territorio di crescita

Specie spontanea dell'Algeria, Corsica meridionale, Sardegna e Sicilia (incluso l'arcipelago delle Pelagie); la specie era segnalata anche per il Lazio e per la Calabria, ma mancano dati certi per ritenerla effettivamente presente in queste due Regioni. E' considerata rara.

 

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Habitat

Pratelli naturali, radure nella macchia, indifferente al substrato, predilige quegli spazi in cui si mantiene meglio l'umidità, dal livello del mare fino a 600 m di quota.

 

Somiglianze e varietà

Il genere Ambrosina è monospecifico, e include quindi l'unica specie A. bassii.

Il genere più affine, appartenete alla medesima subfamiglia delle Aroideae, è quello dell'Arisarum, che include tre sole specie [A. vulgare Targ.-Tozz., A. proboscideum (L.) Savi, A. simorrhinum Durieu], di cui due [A. vulgare Targ.-Tozz., A. proboscideum (L.) Savi] spontanee in territorio italiano, ed è facilmente riconoscibile per le foglie con picciolo avente una buona porzione epigea (e quindi non sono appressate al suolo) e aventi tutte lamina con base cordata, per le spate, anche queste portate da un peduncolo in gran parte epigeo (e quindi non appressate supinamente al suolo, bensì in asse con i peduncoli - verticali), per lo spadice lateralmente libero e non alato (e quindi non formante due scompartimenti, uno ginoforo e uno androforo, all'interno della spata) e con l'apice incurvato verso la fauce della spata e ± sporgente da essa. Recenti studi hanno portato alla conclusione che anche alcuni caratteri dei semi (l'ornamentazione della superficie esterna) costituiscono uno strumento utile per la distinzione dei due generi, ma la loro difficile reperibilità, unita agli altri macrocaratteri determinativi, esclusivi di questo genere, già menzionati, lo rendono, nella pratica, scarsamente fruibile a fini sistematici.

 

Specie protetta

In Italia non risulta alcun piano di salvaguardia per questa specie, che invece è protetta in Francia (Arrêté du 20 Janvier 1982 "Relatif à la liste des espèces végétales protégées sur l'ensemble du territoire national" - come già detto, la specie è presente nel sud della Corsica).

 

Costituenti chimici In assenza di studi in campo chimico e farmacologico dedicati a questa specie, è prudente ritenere che, come molte altre Araceae, essa possa contenere Ossalato di Calcio ed alcaloidi: sostanze che potrebbero risultare tossiche all'ingestione.

 

Uso Alimentare.

 

Uso cosmetologico

 

Uso Farmacologico

 

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

 

Medicina alternativa e Curiosità

 

Scheda di proprietà AMINT realizzata da G.B. Pau e Annamaria Bononcini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica

 

Link utili

Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT

 

Ambrosina bassii L., Regione Sardegna, 90 m s. l. m., 30/12/2009 - fotografia di G.B. Pau

Questa specie (unica del genere Ambrosina) è facilmente riconosibile dalle specie più affini (del genere Arisarum) per il portamento prostrato, per le foglie il cui picciolo è per lo più ipogeo, e per le infiorescenze, il cui peduncolo è anch'esso quasi completamente ipogeo; quindi foglie e spate sono appressate al suolo.

 

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Ambrosina bassii L., Regione Sardegna, 90 m s. l. m., 30/12/2009 - foto di G.B. Pau

 

Per il portamento prostrato, praticamente aderente al suolo, le piante vengono spesso celate dalle altre erbe, o sono ricoperte da fogliame, pietruzze, o ramoscelli, per cui può essere difficoltoso notarle; tale aspetto contribuisce certamente al fatto che questa specie sia considerata più rara di quanto lo sia nella realtà; in Sardegna è ben rappresentata e costituisce popolazioni localmente numerose.

 

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Ambrosina bassii L., Regione Sardegna, 90 m s. l. m., 30/12/2009 - foto di G.B. Pau

 

... a 4 foglie, densamente maculate di verde scuro o di verde-brunastro sulla pagina superiore, che ha una superficie scabra; il margine è ± ondulato e ± involuto verso la base. Il numero di foglie che si notano sulla superficie del terreno può, comunque, risultare superiore a 4, questo perchè la pianta si riproduce più facilmente per via vegetativa (grazie al rizotubero) che per via sessuata, e tende quindi a formare gruppetti ravvicinati di non molti esemplari.

 

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Ambrosina bassii L., Regione Sardegna, 90 m s. l. m., 30/12/2009 - foto di G.B. Pau

 

La pagina inferiore è all'incirca concolore al picciolo, si nota bene la nervatura principale più scura, che è parallelinervia; la nervatura secondaria, reticolata, è poco evidente e si nota meglio sulla pagina superiore.

 

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Ambrosina bassii L., Regione Sardegna, 90 m s. l. m., 30/12/2009 - foto di G.B. Pau

 

La pianta intera, si nota come le foglie e l'infiorescenza siano tutte radicali; il rizoma tuberoso porta numerose radici semplici biancastre che da esso si dipartono radialmente.

 

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Ambrosina bassii L., Regione Sardegna, 90 m s. l. m., 30/12/2009 - foto di G.B. Pau

 

L'infiorescenza, tutt'altro che vistosa, è avvolta da una spata a cappuccio portante all'apice una lunga e contorta appendice. La spata è appoggiata supinamente al terreno.

 

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Ambrosina bassii L., Regione Sardegna, 90 m s. l. m., 30/12/2009 - foto di G.B. Pau

 

La disposizione e la forma della spata la fanno assomigliare ad una piccola barca (per tale ragione viene detta "spata a barchetta").

 

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Ambrosina bassii L., Regione Sardegna, 90 m s. l. m., 30/12/2009 - foto di G.B. Pau

 

All'interno della spata si nota una parte dello spadice, le cui ali biancastre sono saldate alle pareti laterali della medesima spata in modo da formare una sorta di parete che la divide in uno scomparto ginoforo (che porta il fiore femminile) anteriore e uno androforo (che porta i fiori maschili) posteriore.

 

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