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Gruppo Botanico AMINT

Achillea moschata Wulfen subsp. moschata

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Achillea moschata Wulfen subsp. moschata

 

Sinonimi

Ptarmica moschata (Wulfen) DC.

Achillea moschata Wulfen subsp. moschata var. moschata

 

Tassonomia

Regno: Plantae

Divisione: Magnoliophyta (Angiospermae)

Classe: Magnoliopsida (Dicotyledones)

Ordine: Asterales

Famiglia: Asteraceae (Compositae tubuliflorae)

 

Nome italiano

Erba iva, Erba bianca; millefoglio del granito; nota col nome di Taneda in Valtellina, di Ebo-Lebo in Val d’Aosta.

 

Etimologia

Già nell’antichità il nome Achillea veniva attribuito alla congenere A. millefolium, ritenendo che quest’ultima, per le sue proprietà vulnerarie, avesse curato le ferite di Achille, l’eroe del poema omerico.

L’attributo specifico, moschata, è riferito all’aroma muschiato delle sue parti aeree.

 

Descrizione

Pianta erbacea perenne di piccola dimensione (10-20 cm), fortemente aromatica e totalmente glabra, con l’eventuale eccezione di rari peli sulle foglie e sui peduncoli dei capolini. Fornita di fusti legnosi prostrati, da cui originano scapi fiorali eretti e getti sterili, forma solitamente tappeti erbosi di discreta estensione.

 

Foglie

Sia le foglie inferiori, che misurano 1 × 5 cm circa, sia quelle superiori, sono semplicemente pennatosette, a contorno lanceolato, divise fino alla rachide in segmenti lineari larghi 1-2 mm e ad apice acuto; nelle foglie superiori la rachide si allarga e i segmenti laterali si riducono a 7-10 per lato.

 

Fiori

Come in tutte le Asteraceae, i fiori sono riuniti in capolini. Caratteristica di molte specie del genere Achillea è l’infiorescenza corimbosa che riunisce numerosi capolini.

In Achillea moschata il corimbo ha peduncoli cilindrici che raggiungono i 2 cm, e conta da 3-4 a 10-15 capolini. I fiori tubulosi del disco sono di colore bianchiccio, ermafroditi, con stami liberi ed antere saldate a manicotto intorno allo stilo; il loro diametro raggiunge un massimo di 3 mm.

I fiori periferici, femminili, sono provvisti di una ligula bianca ovale (3 × 4 mm) brevissimamente incisa all’apice da una o due tacche superficiali.

 

Frutti

Come nelle congeneri, il frutto è un achenio compresso e privo di pappo.

 

Periodo di fioritura

Luglio-Agosto

 

Territorio di crescita

Endemica dell’arco Alpino, Achillea moschata Wulfen subsp. moschata ha un areale che si estende dal Monte Bianco alle Caravanche.

 

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Habitat

Questa specie vegeta nei pascoli sassosi di alta montagna, su terreno siliceo dai 1800 ai 3000 m s.l.m. di altitudine, e diviene progressivamente più rara all’innalzarsi della quota; nelle Alpi Occidentali, dove è presente anche Achillea nana L., il suo limite superiore coincide mediamente con il limite inferiore della congenere, dando luogo ad una vicarianza altitudinale.

 

Somiglianze e varietà

Caratteristiche distintive di Achillea moschata Wulfen sono:

-l’infiorescenza a corimbo

-le dimensioni (da 10 a 20 cm)

-le foglie pennatosette

-la presenza di pochi peli sparsi lunghi fino a 0,2 mm

L’unica congenere che condivide parte di queste caratteristiche e che perciò può dare adito a confusione, è Achillea atrata L., tipica delle montagne calcaree, della quale osserveremo, come caratteri differenziali rispetto ad Achillea moschata Wulfen, l’ulteriore divisione delle lacinie fogliari (foglie bi-pennatosette) e la lanosità dei peduncoli fiorali.

 

Specie protetta

Come tutte le piante che vegetano nel difficile ambiente dell’alta montagna, anche Achillea moschata Wulfen, pur non essendo tra le specie protette in senso assoluto, è soggette a limitazioni di raccolta stabilite dalla legislazione locale nei territori di crescita.

 

Costituenti chimici

Olio essenziale, sostanze amare ( achilleina ).

 

Uso Alimentare

Le parti aeree della pianta sono ampiamente utilizzate in liquoreria per la preparazione di amari a base di erbe. Poste in infusione nella grappa, le conferiscono un piacevole gusto amaro, meno aromatico rispetto alla congenere A. nana.

 

Uso Cosmetologico

Non si conoscono usi cosmetici per questa specie.

 

Uso Farmacologico

Il genere Achillea è stato ampiamente studiato da un punto di vista farmacologico, a causa dell’ampio spettro di disturbi per i quali trova indicazione nella medicina tradizionale. Gli innumerevoli dati ricavati sono tuttavia in larga parte di difficile valutazione per la variabilità della nomenclatura tassonomica utilizzata dai ricercatori per identificare le oltre 140 specie presenti nell’emisfero a nord dell’equatore. In linea generale si ritiene sufficientemente dimostrata l’azione aperitiva e antidispeptica e, per uso esterno, antinfiammatoria e antibatterica.

 

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

 

Medicina alternativa e Curiosità

In erboristeria si utilizzano le sommità fiorite Achillea moschata Wulfen per disturbi a carico dell’intestino, dello stomaco e, in genere, degli organi digestivi. E’ quindi indicata come digestivo, analgesico gastrico, antidiarroico.

 

Note

Per alcuni autori questa specie viene considerata come subspecie di Achillea erba-rotta All.

 

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Renato M. Fondi, Annamaria Bononcini, Giovanni Baruffa - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica

 

Achillea moschata Wulfen subsp. moschata, Regione Piemonte, Valsesia, Alpe Vigne m 2300 s.l.m., 13 agosto 2008, foto di R.M.Fondi.

 

Questa pianta forma solitamente tappeti erbosi di discreta estensione.

 

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Achillea moschata Wulfen subsp. moschata, Achillea erba-rotta All. Regione Valle d'Aosta, altitudini varie, foto di Giovanni Malvicino

 

Confronto tra le due specie: a sinistra A. moschata Wulfen subsp. moschata e a destra A. erba-rotta All.

 

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