Vai al contenuto

Recommended Posts

Inviato

Butyriboletus fechtneri (Velen.) D. Arora & J.L. Frank 2014

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae

Sinonimi
Boletus fechtneri Velen. 1922
Boletus appendiculatus var. pallescens Konrad 1929

Etimologia
Dal latino fechtneri = di Fechtner, da nome proprio.

Cappello
8-20 cm, inizialmente emisferico poi convesso-pulvinato, carnoso, con il margine eccedente, regolare; cuticola vellutato-feltrata, pruinosa, sericea, di colore da grigio-biancastro a grigio-crema, grigio-bruno, nocciola, talvolta con lievi sfumature rosate sul bordo.

Imenoforo
Tubuli lunghi, arrotondato-adnati, inizialmente gialli poi giallo-olivastri, viranti all'azzurro-verdastro alla sezione; pori molto piccoli, stretti, arrotondati, concolori ai tubuli, azzurro-bluastri alla pressione.

Gambo
8-15 × 3-6 cm, cilindraceo, ventricoso, ingrossato alla base, talvolta subradicante, di colore generale giallo cromo, con colorazioni rosato-rossastre più o meno persistenti, sovente organizzate in una zona anulare, talvolta diffuse su tutta la superficie o ancora appena accennate; leggero reticolo a maglie sottili e allungate, di norma concolore al fondo.

Carne
Soda e compatta nei giovani poi molle negli esemplari maturi, giallina, virante all'azzurro-verdastro alla sezione, in maniera più evidente sul cappello e all'apice del gambo, talvolta rosato-rossastra alla base; sapore dolce, odore gradevole negli esemplari giovani, invecchiando assume un'odore sgradevole di fermentazione, di sostanze chimiche o di pittura a tempera.

Habitat
Cresce isolato o in piccoli gruppi in boschi caldi di latifoglie (Faggio, Castagno, Quercia), più raramente sotto conifere associato a Peccio, spesso su suolo calcareo, dall'estate all'autunno.

Commestibilità e Tossicità
Buon commestibile dopo cottura, al pari delle altre specie appartenenti a questo Genere.

Specie simili
Il genere Butyriboletus (ex sezione Appendiculati del genere Boletus) comprende funghi boletoidi aventi imenio (tubuli e pori) e carne dolciastra di colore giallastro, fino reticolo concolore e viranti, o non, alla sezione o per manipolazione. Stabilito che Boletus è monofiletico e usato per B. edulis e relativo gruppo, è stato creato il genere Butyriboletus. Il nome del genere è dovuto alla colorazione dell’imenio, del gambo e della carne che ricorda appunto il burro naturale, tanto che in alcuni stati in U.S.A. vengono comunemente chiamati “butter boleti”. Butyriboletus appendiculatus = Boletus appendiculatus, è caratterizzato da tinte pileiche bruno-rossastre e base del gambo tipicamente attenuata e radicante. Le forme del nostro fungo con cappello particolarmente chiaro potrebbero generare confusioni con le specie del genere Caloboletus (C. radicans e C. calopus) dalla carne tipicamente amara e dall’odore sgradevole di colla vinilica. Rubroboletus pulchrotinctus (Alessio) Kuan Zhao & Zhu L. Yang è diversamente caratterizzato da cuticola con colorazioni rosate diffuse, più cariche al margine e carne rosata sotto la cuticola. Altra possibile confusione potrebbe avvenire con le forme a pori gialli di Rubroboletus satanas.

Osservazioni
I pori gialli, i toni del pileo grigio-caffèlatte e le sfumature rosato-rossastre sul gambo agevolano la determinazione. La carne di questa specie, in particolar modo nei periodi caldi, è facilmente invasa da larve.

Regione Emilia Romagna; Settembre 2012; Foto di Massimo Biraghi.

Bosco di Faggio, il suo habitat tipico. Questo fungo raggiunge dimensioni importanti, il cappello è carnoso, asciutto, feltrato ma appena lucido se in ambiente umido, la cuticola eccede il margine; il colore è di tonalità chiara tra il nocciola il bruno e il grigio; i pori sono gialli come pure i tubuli e virano al verdastro o azzurrognolo al tocco o al taglio.
Il gambo è cilindrico ingrossato alla base; giallo carico; a volte con sfumature rossicce che formano una zona anulare nella sua parte bassa ma che possono occuparne anche tutta la superficie. La carne è biancastra, soda negli esemplari giovani, di solito vira leggermente all'azzurro nel cappello. Sapore dolce, odore gradevole ma solo negli esemplari giovani. Ottimo commestibile dopo cottura.

Scheda di proprietà AMINT realizzata dal CLR Micologico di AMINT.

post-2286-0-23570300-1348261596.jpg

post-2286-0-11501800-1348261702.jpg

post-2286-0-69066300-1348261723.jpg

post-2286-0-44067000-1348261762.jpg

post-2286-0-11468300-1348261743.jpg

Inviato

Butyriboletus fechtneri (Velen.) D. Arora & J.L. Frank; Regione Toscana; Giugno 2009; Foto di Alessandro Francolini.

Boletalecea tipica della stagione calda, con habitat presso latifoglie (Castagno, Quercia, Faggio) e più raramente presso conifere (peccio). Cuticola asciutta, vellutata o sericea di colore variabile dal grigio-biancastro al bruno-nocciola ma sempre con tonalità chiare; il margine pileico è eccedente e a volte sfumato di rosa. Tubuli gialli nei giovani esemplari, poi giallo-olivastri, viranti all’azzurro-verde al taglio; pori piccolissimi, concolori ai tubuli, bluastri al tocco. Il gambo ha forma da cilindrica a ingrossata alla base, con colore di fondo giallo-cromo ma presenta sovente sfumature rosate più o meno diffuse o disposte in una fascia anulare. Reticolo a maglie piccole e concolori al fondo. Carne dal sapore dolce e dall’odore (più gradevole negli esemplari giovani) che alcuni Autori paragonano a quello dei coloranti a tempera. Commestibile buono solo dopo adeguata cottura, così come le altre specie appartenenti alla Sezione Appendiculati.

post-4417-1245487168.jpg

post-4417-1245487183.jpg

Superficie poroide giallo-cromo, così come il colore di fondo del gambo, con sfumature rosate.

post-4417-1245487313.jpg

Reticolo.

post-4417-1245487329.jpg

ll cappello, screpolato per la stagione secca; carne giallina sotto la cuticola.

post-4417-1245487913.jpg

Particolare delle maglie del reticolo.

post-4417-1245487488.jpg

×
×
  • Crea Nuovo...

Important Information

Termini d'uso Informativa sulla riservatezza