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Paralepistopsis amoenolens (Malençon) Vizzini

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Tricholomataceae

Sinonimi
Clitocybe amoenolens Malençon

Etimologia
Paralepistopsis da para = affine a Lepista e amoenolens = esaltante profumo, dal latino amoenus = gaiamente e oleo = odorare.

Cappello
Il portamento generale è clitociboide, il cappello è carnoso, di colore beige pallido, ocra-aranciato, inizialmente convesso poi piano-convesso, con basso umbone, infine depresso-imbutiforme, il margine è ondulato, involuto anche a maturità. La superficie della cuticola è liscia e ricoperta all'inizio da una pruina biancastra, che con la crescita si dissolve lasciando tracce solo al margine, mentre al disco si nota una fine squamosità. Alcuni esemplari lungo il margine presentano delle guttule disposte concentricamente.

Imenoforo
Le lamelle sono abbastanza fitte, basse, decorrenti, secedenti, concolori al cappello con tonalità più pallide, intervenate e forcate al gambo, intervallate da lamellule di varia dimensione.

Gambo
Cilindrico, anche leggermente ricurvo, con colorazioni più pallide del cappello, pruinoso, centrale ma anche leggermente eccentrico, pieno, poi fistoloso, leggermente ingrossato verso la base, dove ingloba residui della lettiera costituiti da aghi e detriti legnosi.

Carne
Biancastra nel cappello, beige-biancastra nel gambo. Sapore farinaceo, dapprima dolce, diviene amara dopo lunga masticazione. Questa specie si caratterizza per un forte odore, complesso, aromatico, un insieme di composta di pere mature misto a aromi floreali (gelsomino), che assomiglia molto a quello di Tricholoma caligatum (Viviani) Ricken.

Habitat
Ritrovamento in un bosco misto con prevalenti Abeti bianchi, ma con presenza considerevole nelle vicinanze di Pioppo bianco, Pioppo tremulo, Cerri e Faggi.

Commestibilità e tossicità
Tossico. Questa specie e la simile Paralepistopsis acromelalga causano la sindrome acromelalgica (o eritromelalgica), che è caratterizzata (Saviuc et al. 2006) da diversi gradi di formicolio, seguiti da intensa sofferenza e bruciore, che interessa le estremità delle mani e soprattutto dei piedi. Per maggiori dettagli consultare la sezione di micotossicologia.

Microscopia
Spore 4,0-5,1 × 3,1-4,3 µm, media 4,6 × 3,6 µm, Q = 1,2-1,4; Qm = 1,3, ellissoidali, ialine, lisce, inamiloidi, con grossa guttula centrale ed apicolo evidente.
Basidi clavati, in prevalenza tetrasporici, osservati anche bisporici.
Cheilocistidi e Pleurocistidi non osservati
Pileipellis tipo cutis, costituita da ife cilindriche intrecciate con pigmento parietale giallastro e terminali rialzati con escrescenze laterali (diverticoli), settate, con GAF.
Stipitipellis una cutis di ife cilindriche con escrescenze laterali, simili a quelle dei terminali della pileipellis (diverticolate), parallele, settate, con presenza di GAF. Caulocistidi non osservati (le cause sono da imputare alla ripetuta manipolazione del gambo degli esemplari freschi, che hanno alterato le condizioni ottimali dell'osservazione del campione in exsiccata).
Trama lamellare subregolare, con ife ampie, settate e presenza di GAF.

Osservazioni e Discussione
Negli ultimi dieci anni da parte di vari studiosi del mondo della micologia internazionale sono stati condotti diversi studi molecolari sulle specie appartenenti al genere Clitocybe (Fr.) Staude, che hanno dimostrato che i taxa di questo genere non formano un gruppo monofiletico, ma al contrario un insieme eterogeneo di specie a volte distanti tra di loro ed in molti casi filogeneticamente non riunite nello stesso gruppo.
Due specie appartenenti a questo numeroso genere, Clitocybe amoenolens Malençon e Clitocybe acromelalga Ichimura, sono state responsabili di alcuni casi di intossicazione per eritromelalgia indotta.Clitocybe amoenolens è una specie poco comune e piuttosto localizzata, è provata la sua presenza in alcune zone di Marocco, Francia meridionale, Spagna settentrionale e centrale, Italia (Abruzzo, Piemonte e Puglia), è stata raccolta e
consumata in quanto scambiata con funghi simili commestibili, come Paralepista flaccida (Sowerby : Fr.) Vizzini, Lepista gilva (Pers.) Pat. e Infundibulicybe gibba (Pers.), mentre Clitocybe acromelalga è una specie asiatica trovata in Giappone e Corea del Sud.
Di recente anche in Italia sono stati effettuati studi molecolari (Vizzini et al., 2012), che hanno dimostrato che Clitocybe amoenolens e Clitocybe acromelalga sono due specie ben distinte e che formano un gruppo separato dalle altre specie del genere Clitocybe.
Dagli autori è stato proposto un nuovo inquadramento tassonomico con la creazione del genere Paralepistopsis formato da:
- Paralepistopsis amoenolens (Malençon) Vizzini;
- Paralepistopsis acromelalga (Ichimura) Vizzini.
Paralepistopsis amoenolens si caratterizza per portamento clitociboide, colorazioni generali ocra-arancio, lamelle decorrenti, fitte e secedenti, odore aromatico complesso, con note floreali, molto simile a Tricholoma caligatum, per la pileipellis con le ife diverticolate, basidiospore piccole e non lacrimoidi, con parete cellulare liscia, leggermente cianofila e inamiloide, abbondanti ife oleifere nella trama lamellare e della subpellis e per la presenza di acidi acromelici tossici.
Paralepistopsis acromelalga differisce morfologicamente da Paralepistopsis amoenolens per le colorazioni generali più scure, per il cappello presto depresso, le lamelle più fitte, un odore diverso, spore di dimensioni più piccole, presenza sporadica di ife oleifere nella trama lamellare e della subpellis e per la presenza di acidi acromelici tossici più complessi dal punto di vista chimico.

Bibliografia
SAVIUC, P.F., DANEL V.C., MOREAU P.A., GUEZ D.R., CLAUSTRE A.M., CARPENTIER P.H., MALLARET M.P., DUCLUZEAU R. 2001.Erythromelalgia and mushroom poisoning. Clin. Toxicol. 39: 403–407. http://dx.doi.org/10...1/CLT-100105162
VIZZINI A., ERCOLE, E., 2012. Paralepistopsis gen. nov. and Paralepista (Basidiomycota, Agaricales). Mycotaxon . Volume 120: 253-267. DOI.org/10.5248/120.253. ISSN 0093-4666, Online ISSN: 2154-8889.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti e Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

 

Regione Abruzzo, Palena (AQ), località bosco Scaricaturo, Ottobre 2014; Foto e microscopia di Mario Iannotti.
(Exsiccatum MI20141003-05)

Habitat bosco misto con prevalenti Abeti bianchi, ma con presenza considerevole nelle vicinanze di Pioppo bianco, Pioppo tremulo, Cerri e Faggi. XXI Convegno GEMA "Taxa e Cenosi Fungine nell'Area del Mediterraneo", Rivisondoli Parco Nazionale della Maiella.

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Nella foto si nota l'evidente pruina biancastra del cappello che con la crescita si dissolve lasciando tracce solo al margine e nell'esemplare più piccolo le guttule disposte concentricamente.

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Nella foto si nota l'evidente pruina biancastra del cappello.

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Un'altra caratteristica macroscopica molto importante e tipica di questa specie sono le lamelle forcate non solo al gambo.

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Microscopia
Spore 4,0-5,1 × 3,1-4,3 µm, media 4,6 × 3,6 µm, Q = 1,2-1,4; Qm = 1,3, ellissoidali, ialine, lisce, inamiloidi, con grossa guttula centrale ed apicolo evidente. Osservazione in Melzer anionico a 1000×.

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Basidi clavati, in prevalenza tetrasporici, osservati anche bisporici. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

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Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

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Pileipellis tipo cutis, costituita da ife cilindriche intrecciate, con pigmento parietale giallastro e terminali rialzati con escrescenze laterali (diverticoli), settate, con GAF. Osservazione in acqua a 100×.

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Osservazione in acqua a 400×.

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Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

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Stipitipellis una cutis di ife cilindriche con escrescenze laterali, simili a quelle dei terminali della pileipellis (diverticolate), parallele, settate, con presenza di GAF. Caulocistidi non osservati. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

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Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

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Trama lamellare subregolare, con ife ampie, settate, con presenza di GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

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Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

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