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Archivio Micologico

Russula farinipes

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Russula farinipes Romell

Tassonomia

Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae
Genere Russula
Sottogenere Ingratula
Sezione Ingratae
Sottosezione Farinipedes

Etimologia

Dal latino farina = farina e pes = piede, dal gambo farinoso, pruinoso.

Cappello

Di dimensioni medio-piccole, 3,5-8 cm, all'inizio convesso, poi appianato e infine depresso, scanalato per un lungo tratto verso il margine, cuticola liscia, leggermente viscida a tempo umido, di colore ocra abbastanza uniforme.

Lamelle

Inizialmente abbastanza fitte, ma ben spaziate a maturità, ad andamento rettileneo, poco fragili e un po' decorrenti al gambo, di colore biancastro anche a maturità, inframmezzate da qualche lamellula. Sporata bianco puro, Ia.

Gambo

Di forma tendenzialmente cilindrica, inizialmente sodo e pieno, poi cavernoso e infine cavo, bianco, talvolta con qualche macchia gialla verso la base, si tinge di giallo-ocra alla manipolazione, superficie pruinosa per la presenza di caulocistidi.

Carne

Soda e abbastanza elastica per il genere, bianca, lievemente ingiallente verso la superficie, con odore lieve fruttato e sapore nettamente piccante.

Reazioni chimiche

Non testate personalmente. Solfato ferroso rosa-arancio, Guaiaco subnullo, KOH negativo.

Habitat

Specie poco comune, si riviene nei boschi di latifoglie, sopratutto sotto querce a foglia caduca, Fagus sylvatica e Corylus avellana.

Microscopia

Spore di piccole dimensioni, 6,5-8 × 5,8-6,7 µm ornate da piccole verruche appuntite prive di connessioni. Basidi tetrasporici, clavati.
Cistidi imeniali fusiformi larghi 8-10 µm. Pileipellis formata da peli a volte nodosi, dermatocistidi fusiformi e unicellulari larghi fino a 10-11 µm, presenti numerose ife laticifere in profondità. Caulocistidi a contenuto giallo-oro.

Commestibilità e tossicità

Specie tossica e responsabile di forme gastroenteriche incostanti.

Osservazioni

Russula farinipes appartiene alla Subsezione Farinipedes che si distingue all'interno della Sezione Ingratae per comprendere specie a sporata bianca di dimensioni contenute, con carne moderatamente elastica e odore gradevole fruttato. L'unica altra specie di questa Subsezione è Russula pallescens Karsten, specie presente in nord Europa che si distingue agevolmente per la taglia ancora più minuta, l'habitat di conifere e le spore con verruche interconnesse da creste. Caratteristica peculiare di questa Russula è la tendenza del gambo a ingiallire alla manipolazione a causa dello schiacciamento dei caulocistidi a contenuto giallo-oro che ne ricoprono l'intera superficie.

Somiglianze e varietà

Alcune Russula della Subsezione Foetentinae possono a prima vista apparire simili, tuttavia si possono agevolmente riconoscere per la sporata crema e non bianca. Russula fellea si riconosce per la taglia maggiore e la microscopia totalmente diversa. Russula solaris si distingue per il cappello più marcatamente giallo, la consistenza fragile e la sporata crema carico.

Bibliografia

SARNARI, M., 1998. Monografia illustrata del Genere Russula in Europa. Tomo Primo. Trento: Ed. AMB.

CONSIGLIO, G. & PAPETTI, C., 2009. Atlante dei Funghi d’Italia. Vol. 3. Ed. AMB.

GALLI, R., 2003, 2a Ed. Le Russule. Ed. Galli

ROMAGNESI, H., 1967. Les Russules d'Europe et d'Afrique du Nord. Ed. Bordas. (Parigi)

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Marco Barbanera - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

Regione Lombardia, località Mandello del Lario; Settembre 2015; Foto di Marco Barbanera, microscopia di Angelo Mariani.

Crescita sotto latifoglie in un bosco formato principalmente da Ostrya carpinifolia e Corylus avellana.

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Particolare delle lamelle appena decorrenti e del gambo macchiato di giallastro in seguito a manipolazione.

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Spore 6,5-8 × 5,8-6,7 µm ornate da verruche isolate. Osservazione in Melzer a 1000×.

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Basidi clavati tetrasporici. Osservazione in rosso congo a 1000×.

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Cistidi imeniali fusiformi, larghi fino a 8-10 µm. Osservazione a 1000×.

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Caulocistidi a contenuto in parte giallo-oro. Osservazione in acqua a 1000×.

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Ife della pileipellis. Osservazione a 1000×.

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Dermatocistidi fusiformi e unicellulari, larghi fino a 10-11 µm.

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Dermatocistidi fusiformi e unicellulari, larghi fino a 10-11 µm.

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Ife laticifere.

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