Jump to content
Sign in to follow this  
Gruppo Botanico AMINT

Rhinanthus alectorolophus (Scop) Pollich

Recommended Posts

Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich

 

Sinonimi

Rhinanthus major L. nomen ambiguum

Rhinanthus hirsutus Lam.

Alectorolophus semleri Sterneck

 

Tassonomia

Regno:Plantae

Divisione:Magnoliophyta

Classe: Magnoliopsida

Ordine: Scrophulariales

Famiglia:Scrophulariaceae

 

Nome italiano

Cresta di gallo

 

Etimologia

Il nome generico, coniato dello stesso Linneo, origina dall'unione dei termini greci ῥίς, ῥινός (ris, rinos) = naso e ἄνθος (anthos) = fiore, con il significato di fiore nasuto [nasutus (Linneo)], per la caratteristica protuberanza, sul labbro superiore della corolla, che ricorda un naso e che spinse il Tournefort (fine XVII sec.) a dare al genere il nome di Elephas, cioè Elefante.

L'attributo specifico, derivato dalla fusione dei termini greci ἀλέκτωρ (alektor) = gallo e λόφος (lophos) = cresta, mostra come la denominazione popolare, spesso molto antica, venga frequentemente ripresa nella terminologia scientifica.

 

Descrizione

Pianta erbacea annuale emiparassita, con radice a fittone e fusti eretti, cilindrici con striature longitudinali scure a volte pubescenti, ramificati e fogliosi. La specie, i cui esemplari hanno altezze variabili da 5 a 50-60 cm, è fortemente polimorfa con forme precoci slanciate, per lo più prive di ramificazioni, e forme tardive di dimensione più ridotta e ± ramificate. Le ramificazioni si presentano opposte rispetto al fusto principale.

 

Foglie

Foglie opposte, sessili, da ovate a lungamente ovate, nei fusti sterili ovato-lineari, tutte con margine seghettato, con denti ± uguali tra loro.

 

Fiori

L'infiorescenza è un racemo spiciforme di fiori ermafroditi sessili o brevemente pedicellati; ciascun fiore all'ascella di una brattea.

Brattee sessili diminuenti di dimensione verso l'apice dell'infiorescenza, quelle più in basso con lamina simile a quella delle foglie, ma più slargate alla base, diventando deltoidi, triangolari o romboidali verso l'alto, tutte a margine seghettato e sempre più lunghe del calice fiorale.

Calice tetramero, con i sepali saldati in un tubo ovale lateralmente compresso e interamente coperto da peli lanosi lunghi 1-1,5 mm, accrescente alla fruttificazione in modo da avvolgere interamente il frutto.

Corolla zigomorfa, bilabiata, lunga da 13 a 18-20 mm, di colore giallo. L'estremità del labbro superiore è ornata da una appendice (naso) violacea due o tre volte più lunga (1,3-2,5 mm) che larga; il labbro inferiore è più corto e trilobato; il tubo corollino è quasi diritto, e i labbri della corolla sono poco divergenti (corolla cleistolema - la fauce è quasi chiusa, o comunque la sua apertura non arriva mai a raggiungere i 45°).

Due carpelli formano un ovario biloculare supero; lo stilo, unico, è lievemente incurvato e porta uno stigma capitato bifido.

Gli stami sono 4, didinami (due lunghi, ospitati appena sotto il labbro superiore, e due corti).

La fecondazione avviene ad opera degli insetti impollinatori.

 

Frutti

Il frutto è una capsula di forma tondeggiante, appiattita ai lati, provvista di un mucrone, e rimane racchiuso nel calice accrescente. I semi, discoidali, sono alati ed hanno un diametro di 3-4 mm.

 

Periodo di fioritura

Maggio-Settembre. Durante questo periodo si alternano nella fioritura la forma primaverile, estiva ed autunnale.

 

Territorio di crescita

Specie a distribuzione centro-europea. Spontanea in tutta la penisola, ad eccezione della Calabria, assente nelle Isole maggiori.

 

post-9917-1232289530.gif

 

Habitat

Prati e pascoli. La specie vegeta su suoli sia silicei sia calcarei, ma con maggior predilezione verso quelli a pH neutro, dal piano basale fino a circa 2000 metri.

 

Somiglianze e varietà

Tipica del genere è la presenza di forme stagionali; nel caso di R. alectorolophus abbiamo:

  • fo. alectorolophus vernale
  • fo. patulus (Sterneck) estivale
  • fo. buccalis (Wallr.) autunnale
  • fo. modestus (Chab.) monomorfa (montana)

Delle numerose specie congeneri presenti in Italia, le più simili a R. alectorolophus, e pertanto inserite nello stesso gruppo, sono:

  • R. facchinii Chab. (presente in Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia)
  • R. helenae Chab. (presente in Veneto)
  • R. freyni (Kerner) Fiori (presente in Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia)

Le prime due specie sono ben distinguibili da R. alectorolopus (Scop.) Pollich per l'ampia divergenza dei labbri corollini (corolla anectolema), mentre la terza, assai più somigliante per avere sia labbri corollini poco divergenti (corolla cleistolema) sia calice fittamente peloso, si caratterizza per la brevità dei peli, che non misurano più di 0,2 mm.

 

Specie protetta

Non esiste in Italia alcuna norma per la protezione di questa pianta che, anzi, si presenta come infestante e dannosa per le altre specie vegetali, alle quali sottrae nutrimento ostacolandone il normale sviluppo.

 

Costituenti chimici

Studi sulla tossicità delle piante di Rhinantus alectorolophus hanno portato ad isolare nei suoi semi un glucoside iridoide, l'aucubina, già noto nelle foglie delle piante del genere Aucuba (Aucubaceae) e in altre Scrophulariaceae.

 

Uso Alimentare

Poiché la pianta contiene sostanze tossiche, è inadatta a qualsiasi uso alimentare, tanto da essere rifiutata anche dagli animali da pascolo.

 

Uso Cosmetologico

Non sono noti usi cosmetologici di questa specie.

 

Uso Farmacologico

L'aucubina - estratta però da piante del genere Aucuba, che ne contengono in maggiore quantità - ha mostrato attività

  • antispasmodica e antinfiammatoria;
  • epatoprotettiva in casi di avvelenamento da tetracloruro di carbonio, alfa-amanitina e Amanita phalloides;
  • antibatterica;
  • antivirale contro l'epatite B.

Alcuni di questi effetti, che non si manifestano nei test in vitro, appaiono legati ai composti generati dai processi metabolici cui l'aucubina viene sottoposta da parte di specifici ceppi di batteri intestinali.

Di estratti vegetali contenenti aucubina fa uso con successo la medicina cinese tradizionale per la cura delle malattie croniche infiammatorie.

 

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

 

Medicina alternativa e Curiosità

Estratti di questa pianta venivano un tempo usati contro gli insetti.

 

Note

 

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Renato M. Fondi, G.B. Pau, Annamaria Bononcini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica

 

Link utili

 

Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT

 

Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich - Regione Piemonte, Valsesia, 1200 m s.l.m., maggio 2007 - foto di R.M. Fondi

 

Inizio antesi: da notare le linee scure che percorrono longitudinalmente il fusto pubescente, nonché la fitta pelosità dei calici.

 

post-9917-1232352451.jpg

Share this post


Link to post
Share on other sites

Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich - Regione Piemonte, Valsesia, 1400 m s.l.m., giugno 2007 - foto di R.M. Fondi

 

Le foglie hanno varie forme: da ovate a romboidali a triangolari; ovato-lineari quelle dei fusti sterili.

 

post-9917-1232289725.jpg

Share this post


Link to post
Share on other sites
Sign in to follow this  

×
×
  • Create New...

Important Information