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Alessandro F

2019.10 - Toscana - Tutor Alessandro

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Megacollybia platyphylla (Pers.) Kotl. & Pouzar; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 88 Pag. 195: “Si può trovare principalmente nei boschi di latifoglie, più raramente in quelli di conifere. Presenta alla base delle caratteristiche rizomorfe bianche, molto lunghe e resistenti, simili a radici, che formano delle matasse intrecciate di dimensioni considerevoli rispetto al fungo. Fungo apparentemente terricolo, cresce in realtà collegato dalle robuste rizomorfe ai residui legnosi o nei dintorni di grosse ceppaie quasi completamente decomposte. Specie tossica, causa sindrome gastroenterica.”

Due esemplari, apparentemente terricoli, ma con le rizomorfe ancorate a un vecchio tronco di Cerro in decomposizione

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Boletus aereus Bull. : Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 209, Pag. 328: “Ottimo commestibile, può essere consumato crudo. Si tratta certamente del Porcino di qualità migliore: la compattezza delle carni, il suo delicato sapore, unito a un profumo soave e mai eccessivo, lo rendono sicuramente il più ricercato e appetibile. Adatto anche all’essiccazione dopo essere stato tagliato a fette. 
Il colore del cappello può raggiungere tonalità scure più che negli altri Porcini, per arrivare a colorazioni praticamente nerastre. Il contrasto tra il bianco latteo dei pori e il bruno-nerastro del pileo è incredibilmente forte. Singoli individui raggiungono non di rado 1-2 Kg di peso, evento del tutto eccezionale per la maggioranza delle specie diffuse nella nostra penisola. Tra i Porcini è quello che con maggior frequenza ama crescere in coppia o in piccoli gruppi. Sovente gregario e associato con altri soggetti, regala sempre raccolti importanti.”

Esemplare a cui ben si addice il nome popolare di "Nero"

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Agaricus moelleri Wasser; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini.
Agaricus praeclaresquamosus Freeman 

Agaricus tossico; sue caratteristiche sono: viraggio (per taglio o sfregamento) al giallo intenso, giallo cromo nel cappello e alla base del gambo; odore di fenolo o di inchiostro soprattutto allo sfregamento e alla base del gambo; anello supero, doppio, spesso giallo vivo al bordo; cuticola asciutta, grigio-fuligginosa, dissociata in fini squamette scure che da molto addensate al centro tendono a diradarsi verso il bordo, lasciando intravedere il fondo biancastro. 

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 106, Pag. 214: “Le squamette nerastre del cappello, in contrasto con il colore chiaro del fondo, sembrano quasi i puntini del piumaggio di una faraona. Il tipico odore di fenolo, e cioè di inchiostro, con temperature basse può risultare poco percepibile. In questo caso si suggerisce di tenere tra le mani, e quindi scaldare, il pezzetto di fungo che si desidera odorare.”

Esemplari maturi, a fine ciclo quello a sinistra

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Esemplari più giovani

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Entoloma sinuatum (Bull.) P. Kumm.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini.
Entoloma lividum (Bull.) Quélet

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 130, Pag. 242: “Tossico. Provoca disturbi gastro-intestinali acuti e intensi, con possibili complicazioni in relazione alla quantità ingerita. I francesi lo chiamano “le perfide” perché il suo aspetto invitante, unito al buon sapore a odore in gioventù, possono indurre al tragico errore di superficialità il principiante che, attratto dall’aspetto gradevole, potrebbe raccoglierlo e incautamente consumarlo. Si tratta di un fungo poco conosciuto che provoca numerose intossicazioni per la sua somiglianza con alcune specie eduli o diversamente ormai riconosciute al pari tossiche come Clitocybe nebularis, sospetto di tossicità, che ha lamelle bianche e non rosa, decorrenti sul gambo e non libere, più fitte e regolari, e con odore caratteristico non di farina.”

Due esemplari in perfette condizioni morfocromatiche

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Liberati dalle foglie si mostrano in tutto il loro splendore. Peccato che sia specie altamente tossica e che tale bellezza non corrisponda ad altrettanto ottima bontà :think:

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Coprinopsis insignis (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. 

Ha cappello fibrilloso-peloso, con fibrille argentate che dal margine del cappello arrivano fino al disco. Il disco mostra una zona più scura e brunastra, apparentemente glabra e, di solito, ben differenziata e delimitata dal resto del cappello (uno dei suoi sinonimi è infatti Coprinus alopecia, come a sottolineare la caratteristica “calvizie” della zona discale). Il gambo è leggermente fioccoso/pruinoso su tutta la superficie. Predilige crescere in habitat xerofilo, in particolare su residui legnosi o nelle cavità di Quercia.
A livello macroscopico può ricordare Coprinopsis atramentaria che ha gambo liscio (tutt’al più, negli esemplari giovani, un po’ pruinoso nella parte superiore) e presenta frequentemente una zona pseudoanulare formata da un ispessimento della corteccia nella zona basale, quella all’altezza del livello del terreno; il suo disco mostra colori più carichi del resto del cappello ma, solitamente, non in modo così netto come in C. insignis. A livello microscopico C. insignis ha spore verrucose mentre sono lisce in C. atramentaria.

Alla base di un Cerro: esemplari maturi che hanno già sporulato, cospargendo di sporata nerastra i cappelli degli esemplari sottostanti

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Boletus reticulatus Schaeff.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini
Boletus aestivalis (Paulet) Fr.

Sotto Castagno

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Sotto Cerro

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Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara ; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini.
 = Leccinum carpini (R. Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid

Caratterizzato dal cappello con superficie “martellata”, cresce generalmente associato a Carpino o Nocciolo, mai sotto Pioppo o Betulla. Il gambo è solitamente snello e allungato, di colore di fondo da biancastro sporco a grigio o nocciola chiaro, ed è cosparso di piccole squamette grigiastre che diventano nerastre al tocco e che si rarefanno all'apice del gambo. Ha carne del cappello soda solo negli esemplari giovani, poi diventa molle e cedevole; la carne del gambo, come negli altri Leccinum, è coriacea. La carne è di colore biancastro e, alla sezione, mostra un viraggio iniziale al rosato, poi al grigio-violaceo e infine al grigio-nerastro. 

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 217, Pag. 338: “Viene considerata una delle meno apprezzate tra le specie del genere Leccinum a causa dell’intenso annerimento delle carni, peraltro molli ed esigue.”

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Amanita franchetii (Boud.) Fayod; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Amanita relativamente rara, reperibile in boschi termofili di latifoglie (Faggio, Castagno, Quercia). Potrebbe essere scambiata a prima vista per Amanita pantherina o per Amanita rubescens. Rispetto all’Amanita pantherina la contraddistinguono le verruche giallognole, il margine non striato, l’anello alto sul gambo, la volva aderente al bulbo e dissociata in piccole fioccosità giallastre (Amanita pantherina presenta verruche bianche, margine striato, anello basso sul gambo e volva circoncisa e dissociata in più cercini). Rispetto all’Amanita rubescens la contraddistinguono i colori sia esterni (mai con tonalità rosa-rossastre come in Amanita rubescens) che della carne (bianca, con tonalità gialline sotto la cuticola; contro l’arrossamento della carne in A. rubescens). 
Anche l’anello di Amanita franchetii presenta una caratteristica particolare: è striato superiormente (come in Amanita rubescens) ma ha l’orlo fioccoso e giallo.

Giovani esemplari: in quello di destra il velo parziale è ancora intatto e a protezione dell'imenoforo; in quello di sinistra il velo parziale si è invece staccato dal margine pileico e ha dato origine all'anello

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Lepiota cristata (Bolt. : Fr.) P. Kumm.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Lepiota di piccola taglia (al massimo sui 4 cm di diametro pileico), facilmente confondibile con altre congeneri simili. Dal punto di vista macroscopico possono aiutare nel riconoscimento: il colore biancastro di fondo del cappello; le squamette ocra-rossastre-brune irregolarmente concentriche e sempre più rade andando verso il margine, mentre l’umbone (sempre presente) è liscio e di colore uniforme come quello delle squamette; il gambo fragile, più o meno slanciato, bianco, finemente fibrilloso e sericeo, con toni rosati-brunastri verso la base; l’anellino membranaceo ma fugace, imbutiforme nei giovani esemplari, poi afflosciato e aderente al gambo a maturità; la carne piuttosto esigua dall’odore tipico, forte e acidulo che può paragonarsi a quello della gomma più o meno bruciata, del copertone surriscaldato delle ruote o simili (o all’odore di Scleroderma).

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 94, Pag. 202: "Specie velenosa, pericolosa, altamente tossica, genera intossicazioni di grave entità con interessamento epatico. È stata ipotizzata la presenza di amatossine; sono in corso studi più approfondii per confermarne la presenza. Se ingerita da bambini, anziani o persone debilitate può avere conseguenze gravissime. Cresce dalla fine dell’estate a tutto l’autunno nei prati, giardini, parchi, margini dei sentieri, nelle radure erbose dei boschi, prediligendo posizioni umide e poco soleggiate. Questa tipologia di habitat rappresenta un serio pericolo per i raccoglitori inesperti: molti infatti sono i ricoveri dovuti alla confusione con i Prataioli e soprattutto con Marasmius oreades (gambe secche). Il suo particolare odore è considerato un riferimento per descrivere quello di altri funghi: odore come di Lepiota cristata.”

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Anello fugace in questo esemplare maturo: ne sono rimaste pochissime tracce nella parte alta del gambo

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Boletus aereus Bull. : Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Con gambo bifido e cappelli confluenti

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Variabilità cromatiche; il cappello è spesso cosparso di pruina biancastra e detersile

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