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Alessandro F

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  • Compleanno 26/09/1956

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  1. Alessandro F

    Cantharellus queletii ?

    Grazie mille Flavio!! L'ho manipolati abbastanza per riuscire a fargli le foto ma, a parte che mi si spezzavano appena toccati, non ho riscontrato nessun tipo di viraggio né ingiallimento. Ale
  2. Alessandro F

    Cantharellus queletii ?

    Cantharellus queletii ( = Cantharellus minimus = Cantharellus pseudominimus) ? Mai visti prima... forse anche perché sono dei "galletti" talmente bonsai che si notano a stento, se non per il colore giallo vivo che contrasta col sottobosco. Sotto Cerro; esemplari con cappello al massimo di 15-20 mm di diametro; portamento tozzo, non slanciato; carne esigua nel cappello da poterci vedere in trasparenza tra una plica e l'altra; pliche evidenti e ben formate; imenoforo più chiaro rispetto al cappello; generale e diffusa fragilità; odore non percepito; alla masticazione la carne mi sembrava leggermente elastica con sapore neutro, forse leggermente astringente dopo una trentina di secondi. *************** Non ho letteratura in proposito, ma cercando nel Forum ho visto le foto di C. queletii che mi sembra abbastanza aderente e di C. romagnesianus che sembra avere dimensioni maggiori e portamento più slanciato, con gambo non tozzo. Ale Altro gruppetto; con cappellini di non oltre i 15 mm
  3. Alessandro F

    Una rubescens con l'orlo striato... ?

    Grazie Tom! In questi giorni, ora che ho individuato il posto, cercherò di trovarne altri esemplari per fare qualche foto migliore e più dettagliata... Ale
  4. Alessandro F

    Una rubescens con l'orlo striato... ?

    Grazie mille Carlo e Mario!! Guardando in Archivio e su qualche monografia torna tutto. Mai vista prima; oppure vista ma, senza soffermarmi troppo a guardare e passando oltre senza far foto, scambiata superficialmente per una delle tante A. rubescens invasive sotto Cerro. Ale
  5. Alessandro F

    Una rubescens con l'orlo striato... ?

    Con i colori un po' sbiaditi ma, appena vista, non ho avuto dubbi sulla determinazione. Però l'orlo del cappello nella Amanita rubescens non l'avevo mai trovato striato; e poi da una parte sì e dall'altra no; e allora qualche dubbio mi è venuto; odore non percepito, sapore dolciastro da Amanita rubescens. Orlo del cappello non (o poco) striato Ma fotografata dall'altra parte si vedono nette le striature Non (o poco) striato Con le striature Ale
  6. Alessandro F

    2018.04 - Toscana - Tutor Alessandro

    Coprinopsis cfr. lagopus (Fr. : Fr) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Regione Toscana; Aprile 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Coprinus cfr. lagopus (Fr. : Fr.) Fr. Caratteristica è la sua decorazione su tutta la lunghezza del gambo composta da villosità soffici (lagopus proviene dal greco lagos = lepre e pus = piede), al contrario della maggior parte dei Coprinus che ha gambo pressoché liscio. Il cappello a maturità si apre (anche con margine rialzato) ed è quasi trasparente, decorato da fioccosità pelosette grigio-biancastre che presto svaniscono; nettamente striato (quasi plissettato) in senso radiale. Habitat terricolo, tra foglie secche di latifoglia, meno frequente tra l’erba, e mai su letame. È un Coprinus della Sezione Lanatuli: senza microscopia potrebbe essere confuso con altre specie della sua stessa sezione. Particolare del gambo "peloso" ******************************************************************** Indice della Toscana, mese di Aprile 2018, totale n° 7 (+3) specie. Astraeus hygrometricus (Pers. : Pers.) Morgan; Post # 5 Auricularia auricula-judae (Fr.) Quélet; ; Post # 2 Caloscypha fulgens (Pers. : Fr.) Boudier; Post # 9 Fomitopsis pinicola (Swartz : Fr.) P. Karst.; Post # 6 Hygrophorus marzuolus (Fr. : Fr.) Bres.; Post # 4 - 11 Phyllotopsis nidulans (Pers. : Fr.) Sing.; Post # 3 Trichaptum biforme (Fr.) Ryvarden; Post # 7 Non determinati ma generici: Coprinopsis cfr. lagopus (Fr. : Fr) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Post # 12 Entoloma cfr. hirtipes (Schum. : Fr.) Moser.; Post # 10 Mycena sp.; Post # 8
  7. Alessandro F

    Tarassaco?

    Una "esplosione gialla" in alcuni prati collinari del Mugello; possibile sia Taraxacum sp.? (non ho foto delle foglie basali) Grazie mille. Ale
  8. Alessandro F

    2018.04 - Toscana - Tutor Alessandro

    Hygrophorus marzuolus (Fr. : Fr.) Bres.; Regione Toscana; Aprile 2018; Foto di Alessandro Francolini. Continua la presenza di "Marzuoli" nelle sponde più umide, con esemplari spesso di taglia notevole. Misto Faggio e Abete bianco. Zona Vallombrosa. Assieme a Caloscypha fulgens (Pers. : Fr.) Boudier ***************** Esemplare emblematico per la bellezza (e il polimorfismo) di questa specie; già dalla quantità di terra smossa di fresco se ne poteva intuire la dimensione più che accettabile Ma la cosa particolare era la sua freschezza (poco più che un primordio a giudicare dalle lamelle ancora bianchissime-ceracee e dal margine involuto), la sua stazza boletoide e la compattezza della carne che contribuiva a dargli un inconsueto alto peso specifico. Soppesandolo dava l'idea di aver a che fare con un Boletus pinophilus!
  9. Alessandro F

    2018.04 - Toscana - Tutor Alessandro

    Entoloma cfr. hirtipes (Schum. : Fr.) Moser.; Regione Toscana; Aprile 2018; Foto di Alessandro Francolini. In misto Abete bianco – Faggio; esemplari con cappello conico. Allo strofinio si sentiva un odore un po’ pungente tra farinaceo e erbaceo; sapore sgradevole, rancido. Visto l’habitat e le caratteristiche organolettiche potrebbe essere Entoloma hirtipes; l’eventuale confusione con il sosia Entoloma vernum (che solitamente ha cappello da conico-convesso a piano-convesso e non ha odore/sapore significativo) verrebbe risolta definitivamente con l’analisi microscopica: presenza di cheilocistidi in E. hirtipes, assenza di cheilocistidi e spore più piccole in E. vernum. Gambo decisamente "tortile", spiralato:
  10. Alessandro F

    2018.04 - Toscana - Tutor Alessandro

    Caloscypha fulgens (Pers. : Fr.) Boudier; Regione Toscana; Aprile 2018; Foto di Alessandro Francolini. Piccolo ascomicete che, con il suo imenoforo, macchia di colore il sottobosco della foresta di Vallombrosa. Sotto conifere varie. Apotecio che da giovane è globoso e quasi chiuso mentre a maturità tende ad aprirsi un po’. Il gambo può essere assente o più o meno pronunciato. Imenoforo (interno alla coppetta) liscio e di un bel colore dal giallo all’arancione; la superficie sterile (esterna) ha colori variabili: da subconcolore all’imenoforo (con eventuali sfumature verdi-bluastre al margine) fino a completamente verde-bluastro. La carne è di colore aranciato come si nota in eventuali spaccature.
  11. Alessandro F

    2018.04 - Toscana - Tutor Alessandro

    Mycena sp.; Regione Toscana; Aprile 2018; Foto di Alessandro Francolini. Su tronco marcescente di Abete bianco caduto a terra.
  12. Alessandro F

    2018.04 - Toscana - Tutor Alessandro

    Trichaptum biforme (Fr.) Ryvarden; Regione Toscana; Aprile 2018; Foto di Alessandro Francolini. In bosco misto, su tronco di Quercia caduta a terra. Simile a Trichaptum abietinum che cresce su Abete oppure a Trichaptum fuscoviolaceum che cresce preferibilmente su tronchi o rami di Pino abbattuti o, più raramente, su piante ancora viventi ma ferite o debilitate.
  13. Alessandro F

    2018.04 - Toscana - Tutor Alessandro

    Fomitopsis pinicola (Swartz : Fr.) P. Karst.; Regione Toscana; Aprile 2018; Foto di Alessandro Francolini. Fungo lignicolo pluriennale, di consistenza legnosa e di dimensioni ragguardevoli: può raggiungere i 40 cm e oltre di larghezza e i 15-20 cm di spessore. Prevalentemente saprotrofo, raramente parassita, di conifere (soprattutto Abete bianco e Peccio, ma anche su Pinus spp.) o, più di rado, di latifoglie. È considerato uno dei più potenti degradatori di massa legnosa, svolgendo così una importante azione per il mantenimento dell’equilibiro ecologico delle foreste. Nella sua crescita può inglobare substrato di vario genere (rametti, corteccia, terriccio, fili d’erba,...). È frequente osservare, soprattutto in esemplari giovani, delle goccioline acquose essudate dall’imenoforo. Fomitopsis pinicola ha il cappello zonato concentricamente, glabro; nei giovani esemplari è di aspetto lucente, quasi laccato, con il margine ampio e arrotondato che solitamente ha colorazioni dal giallo all’arancio al rossastro, mentre il resto del cappello ha inizialmente tonalità simili a quelle del margine ma assume colorazioni via via più scure col passare del tempo, manifestando anche toni dal grigio al bluastro, dal verdastro al nero. Ha pori più o meno rotondi, con superficie poroide dal biancastro al crema, al bruno. Imenoforo
  14. Alessandro F

    2018.04 - Toscana - Tutor Alessandro

    Astraeus hygrometricus (Pers. : Pers.) Morgan; Regione Toscana; Aprile 2018; Foto di Alessandro Francolini. Può ricordare morfologicamente le specie del genere Geastrum per la tipica apertura a stella dell’esoperidio. A prescindere dai caratteri microscopici e dalla struttura interna della gleba, il riconoscimento a livello macroscopico verte sul caratteristico aspetto "tassellato" delle lacinie e sulla diversa apertura apicale da cui fuoriescono le spore: tale apertura è ben strutturata e circoscritta nei Geastrum mentre è imprecisa e irregolarmente lacerata in Astraeus hygrometricus. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 219, Pag. 340: “Il nome volgare di Fungo barometro gli è stato conferito per il peridio fortemente igroscopico che, come un igrometro, risente dell’umidità atmosferica. Le lacinie si distendono col tempo umido e si ritraggono a tempo secco, causando spesso uno spostamento dalla propria sede originale. La dispersione delle spore è affidata a una sinergia di acqua e vento: la pioggia, infatti, colpendo l’endoperidio fa fuoriuscire piccoli sbuffi di polvere sporale che poi sarà dispersa nell’aria grazie al vento.” 1) Giovane esemplare; l'esoperidio sta iniziando ad aprirsi "in spicchi" e si iniziano a intravedere le future lacinie; mentre l'endoperidio ancora non mostra l'apertura apicale da cui usciranno le spore 2) Esemplare maturo; lacinie ben formate e parzialmente accartocciate verso l'alto; segno che in questa parte di bosco l'umidità inizia a scarseggiare. Si nota il colore della sporata bruno-rugginosa 3) Esemplari in vari stadi di maturazione
  15. Alessandro F

    2018.04 - Toscana - Tutor Alessandro

    Hygrophorus marzuolus (Fr. : Fr.) Bres.; Regione Toscana; Aprile 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 49, Pag. 153: “Viste le caratteristiche morfocromatiche generali, l’ecologia e il periodo di crescita, risulta praticamente impossibile confondere questa specie. Semiipogeo, associato alla neve in discioglimento. Viene generalmente stimato come uno dei migliori commestibili, molto apprezzato e ricercato; la sua precocità, la fragrante e mai stucchevole sapidità della sua carne soda e compatta, fanno del Marzuolo uno dei funghi migliori e anche più versatili dal punto di vista gastronomico. Il colore grigio piombo-nerastro contrasta con il candore delle lamelle che, trattandosi di un fungo ipogeo, non mostra mai: la mimesi con i sassi del sottobosco risulta quindi perfetta; la difficoltà di ricerca e il suo mimetismo lo proteggono e ne garantiscono la possibilità di riproduzione nel migliore dei modi.” *************** Vari ambienti e modalità di crescita; polimorfismo: 1) In faggeta pura: l'esemplare già sviluppato fa la spia ad altri ancora semiipogei Spesso nelle faggete i Marzuoli hanno stazza e peso specifico maggiori rispetto a quelli nati sotto Abete bianco **************** 2) Tipica colonia reperita sotto Pino Spostare con delicatezza gli aghi nelle vicinanze per dare un'occhiata attorno dà spesso buoni risultati **************** 3) Esemplare di peso e morfologia fuori del comune. Nato tra ostacoli vari, tra gli aghi di Pino; ne usciva visibile solo la metà del cappello Gambo completamente sommerso; una volta liberato da terriccio e aghi mostra un insolito gambo boletoide, sodo e obeso **************** 4) Sotto Abete bianco; a sinistra la tipica colonia cespitosa; a destra esemplare isolato Estratto il gruppetto di Marzuoli dal terreno, si nota la crescita cespitosa-connata abbastanza frequente in questa specie **************** 5) Sotto Pino: giovani esemplari completamente bianchi in quanto sviluppati coperti da terriccio e aghi **************** 6) Esemplare di discrete dimensioni, di cui è visibile solo parte del cappello che si mostra "a filo" del terreno; ottimo mimetismo: la sua presenza è stata tradita dalla lieve ondulazione del margine pileico Crescita evidentemente semiipogea Liberato dal terriccio; appare un altro esemplare già di discrete dimensioni e ben formato che si è perciò sviluppato ipogeo, restando completamente sommerso **************** 7) Esemplare di stazza discreta, isolato, reperito sotto Abete bianco Con gambo tozzo e robusto; cappello compatto e con margine particolarmente involuto ****************** Magica Vallombrosa... con la sua atmosfera da favola!
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