Amanita pantherina Foto e descrizioni
#1
Pubblicato 03 gennaio 2004 - 11:19
Amanita pantherina (DC.) Krombh.
Tassonomia
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Sottoclasse Holobasidiomycetidae
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Sottogenere Amanita
Sezione Amanita
Nome italiano
Tignosa bruna, Bigia.
Sinonimi
Agaricus maculatus Schaeff.
Etimologia
Dal latino pantherinus per l'aspetto maculato del cappello.
Cappello
(5)7-10(16) cm, globoso poi aperto, infine completamente disteso, striato al margine, ricoperto da tantissime piccole verruche (resti del velo generale) fioccose, di colore bianco, disposte regolarmente in senso circolare, caduche e detersibili, tanto che possono lasciare il cappello quasi nudo. Colore brunastro che può diluirsi eccezionalmente fino al nocciola. Lamelle pressochè libere, arrotondate al gambo, abbastanza serrate, alte, intercalate da numerose lamellule, bianche.
Gambo
8-15(18) × 1-2,5(3) cm, rettilineo, liscio, sottile all'apice, privo di residui velari, di colore bianco, compatto, fibroso, poi cavernoso e infine vuoto, con base ampiamente bulbosa. Anello concolore al gambo, pendulo, fragile, tipicamente basso negli esemplari adulti, da membranoso a evanescente, talora appena percettibile, bianco e spesso decorato al margine dal alcune fioccosità concolori. Nella zona basale è ricoperto da una volva aderente, stretta attorno al bulbo, bianca, adnata, di consistenza cremosa, soprattutto in alto, dove è circoncisa, poco sopra al bulbo forma attorno al gambo due o tre anelli più o meno concentrici.
Carne
Bianca anche sotto il rivestimento pileico, ricca di cavernosità nel gambo, poco consistente. Odore quasi nullo o appena di terriccio, rafanoide. Sapore dolciastro.
Habitat
Fungo ubiquitario, assai comune. Cresce isolato o fortemente gregario, da luglio a novembre, al margine o nei boschi di aghifoglie e latifoglie.
Commestibilità e tossicità
Velenoso, talora mortale. Provoca avvelenamento di tipo neurotropico simile, ma più grave, a quello provocato dall’Amanita muscaria. I sintomi compaiono da trenta minuti a tre ore dopo l’ingestione. I principi tossici colpiscono prevalentemente il sistema nervoso centrale.
Osservazioni
Veramente invasivo, alcune volte riveste interamente vasti tratti del bosco.
Somiglianze e varietà
Da segnalare la varietà abietum, con portamento decisamente più robusto, crescita prevalentemente montana, pressoché assenza di rigatura al margine del pileo rispetto alla specie tipo, cappello bruno scuro e residui velari decisamente piatti e farinosi. Amanita rubescens, commestibile dopo cottura, avente verruche grigie, anello alto, carne frequentemente con macchie vinose, colorazioni più o meno rossastre. Amanita gemmata, ha il cappello generalmente giallo o giallo-ocraceo, grigiastro crema nella fo. amici. Amanita vaginata (gruppo) tutte commestibili, ma prive di anello e con diversa volva. Infine ricordiamo come fenomeni di decolorazione del cappello, o forme ecologiche che possono arrivare al bianco (fo. albida Schulz.) o giallo-crema, mantenedo comunque inalterati gli altri elementi morfocromatici.
Curiosità
Anche questa specie si rileva una validissima spia per la ricerca dei pregiati porcini, stesso habitat.
Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.
Regione Sardegna, Dicembre 2008, foto di Franco Sotgiu.
http://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_12_2008/post-1526-1228857433.jpg
Tassonomia
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Sottoclasse Holobasidiomycetidae
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Sottogenere Amanita
Sezione Amanita
Nome italiano
Tignosa bruna, Bigia.
Sinonimi
Agaricus maculatus Schaeff.
Etimologia
Dal latino pantherinus per l'aspetto maculato del cappello.
Cappello
(5)7-10(16) cm, globoso poi aperto, infine completamente disteso, striato al margine, ricoperto da tantissime piccole verruche (resti del velo generale) fioccose, di colore bianco, disposte regolarmente in senso circolare, caduche e detersibili, tanto che possono lasciare il cappello quasi nudo. Colore brunastro che può diluirsi eccezionalmente fino al nocciola. Lamelle pressochè libere, arrotondate al gambo, abbastanza serrate, alte, intercalate da numerose lamellule, bianche.
Gambo
8-15(18) × 1-2,5(3) cm, rettilineo, liscio, sottile all'apice, privo di residui velari, di colore bianco, compatto, fibroso, poi cavernoso e infine vuoto, con base ampiamente bulbosa. Anello concolore al gambo, pendulo, fragile, tipicamente basso negli esemplari adulti, da membranoso a evanescente, talora appena percettibile, bianco e spesso decorato al margine dal alcune fioccosità concolori. Nella zona basale è ricoperto da una volva aderente, stretta attorno al bulbo, bianca, adnata, di consistenza cremosa, soprattutto in alto, dove è circoncisa, poco sopra al bulbo forma attorno al gambo due o tre anelli più o meno concentrici.
Carne
Bianca anche sotto il rivestimento pileico, ricca di cavernosità nel gambo, poco consistente. Odore quasi nullo o appena di terriccio, rafanoide. Sapore dolciastro.
Habitat
Fungo ubiquitario, assai comune. Cresce isolato o fortemente gregario, da luglio a novembre, al margine o nei boschi di aghifoglie e latifoglie.
Commestibilità e tossicità
Velenoso, talora mortale. Provoca avvelenamento di tipo neurotropico simile, ma più grave, a quello provocato dall’Amanita muscaria. I sintomi compaiono da trenta minuti a tre ore dopo l’ingestione. I principi tossici colpiscono prevalentemente il sistema nervoso centrale.
Osservazioni
Veramente invasivo, alcune volte riveste interamente vasti tratti del bosco.
Somiglianze e varietà
Da segnalare la varietà abietum, con portamento decisamente più robusto, crescita prevalentemente montana, pressoché assenza di rigatura al margine del pileo rispetto alla specie tipo, cappello bruno scuro e residui velari decisamente piatti e farinosi. Amanita rubescens, commestibile dopo cottura, avente verruche grigie, anello alto, carne frequentemente con macchie vinose, colorazioni più o meno rossastre. Amanita gemmata, ha il cappello generalmente giallo o giallo-ocraceo, grigiastro crema nella fo. amici. Amanita vaginata (gruppo) tutte commestibili, ma prive di anello e con diversa volva. Infine ricordiamo come fenomeni di decolorazione del cappello, o forme ecologiche che possono arrivare al bianco (fo. albida Schulz.) o giallo-crema, mantenedo comunque inalterati gli altri elementi morfocromatici.
Curiosità
Anche questa specie si rileva una validissima spia per la ricerca dei pregiati porcini, stesso habitat.
Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.
Regione Sardegna, Dicembre 2008, foto di Franco Sotgiu.
http://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_12_2008/post-1526-1228857433.jpg
#4
Pubblicato 21 gennaio 2005 - 11:05
Amanita pantherina (DC.) Krombh., Ottobre 2004, foto e commento di Pietro Curti.
Due incredibili paralignicole, il micelio si è arrampicato sopra una vecchia ceppaia per poi fruttificare al suo apice creando l'illusione di una crescita lignicola di Amanita pantherina.
Due incredibili paralignicole, il micelio si è arrampicato sopra una vecchia ceppaia per poi fruttificare al suo apice creando l'illusione di una crescita lignicola di Amanita pantherina.
Immagine(i) allegate
#6
Pubblicato 30 gennaio 2006 - 02:31
Amanita pantherina (DC.) Krombh., Regione Lombardia, foto di Federico Calledda.
http://www.funghiitaliani.it/angizio/enc.gif
http://www.funghiitaliani.it/angizio/enc.gif
Immagine(i) allegate
#8
Pubblicato 21 luglio 2006 - 09:27
Amanita pantherina (DC.) Krombh., Regione Toscana, Settembre 2005, foto di Tomaso Lezzi.
http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-2993-1126528627.jpg
Particolare delle verruche del cappello.
http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-2993-1126528672.jpg
Particolare del gambo e della volva.
http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-2993-1126528711.jpg
http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-2993-1126528627.jpg
Particolare delle verruche del cappello.
http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-2993-1126528672.jpg
Particolare del gambo e della volva.
http://www.funghiitaliani.it/uploads/post-2993-1126528711.jpg

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