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Archivio Micologico

Amanita pantherina (DC. : Fr.) Krombh. 1846

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Amanita pantherina (DC. : Fr.) Krombh. 1846

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Sottogenere Amanita
Sezione Amanita

Nome italiano
Tignosa bruna, Bigia.

Sinonimi
Agaricus maculatus Schaeff. 1774

Etimologia
Dal latino pantherinus per l'aspetto maculato del cappello.

Cappello
(5)7-10(16) cm, globoso poi aperto, infine completamente disteso, striato al margine, ricoperto da tantissime piccole verruche (resti del velo generale) fioccose, di colore bianco, disposte regolarmente in senso circolare, caduche e detersibili, tanto che possono lasciare il cappello quasi nudo. Colore brunastro che può diluirsi eccezionalmente fino al nocciola. Lamelle pressochè libere, arrotondate al gambo, abbastanza serrate, alte, intercalate da numerose lamellule, bianche.

Gambo
8-15(18) × 1-2,5(3) cm, rettilineo, liscio, sottile all'apice, privo di residui velari, di colore bianco, compatto, fibroso, poi cavernoso e infine vuoto, con base ampiamente bulbosa. Anello concolore al gambo, pendulo, fragile, tipicamente basso negli esemplari adulti, da membranoso a evanescente, talora appena percettibile, bianco e spesso decorato al margine dal alcune fioccosità concolori. Nella zona basale è ricoperto da una volva aderente, stretta attorno al bulbo, bianca, adnata, di consistenza cremosa, soprattutto in alto, dove è circoncisa, poco sopra al bulbo forma attorno al gambo due o tre anelli più o meno concentrici.

Carne
Bianca anche sotto il rivestimento pileico, ricca di cavernosità nel gambo, poco consistente. Odore quasi nullo o appena di terriccio, rafanoide. Sapore dolciastro.

Habitat
Fungo ubiquitario, assai comune. Cresce isolato o fortemente gregario, da luglio a novembre, al margine o nei boschi di aghifoglie e latifoglie.

Commestibilità e tossicità
Velenoso, talora mortale. Provoca avvelenamento di tipo neurotropico simile, ma più grave, a quello provocato dall’Amanita muscaria. I sintomi compaiono da trenta minuti a tre ore dopo l’ingestione. I principi tossici colpiscono prevalentemente il sistema nervoso centrale.

Osservazioni
Veramente invasivo, alcune volte riveste interamente vasti tratti del bosco.

Somiglianze e varietà
Da segnalare la varietà abietum (E.-J. Gilbert) Neville & Poumarat, con portamento decisamente più robusto, crescita prevalentemente montana, pressoché assenza di rigatura al margine del pileo rispetto alla specie tipo, cappello bruno scuro e residui velari decisamente piatti e farinosi. Amanita rubescens Pers. : Fr., commestibile dopo cottura, avente verruche grigie, anello alto, carne frequentemente con macchie vinose, colorazioni più o meno rossastre. Amanita gemmata, (Fr.) Bertill. ha il cappello generalmente giallo o giallo-ocraceo, grigiastro crema nella fo. amici Gillet. Amanita vaginata (gruppo) tutte commestibili, ma prive di anello e con diversa volva. Infine ricordiamo come fenomeni di decolorazione del cappello, o forme ecologiche che possono arrivare al bianco (fo. albida Schulz.) o giallo-crema, mantenedo comunque inalterati gli altri elementi morfocromatici.

Curiosità
Anche questa specie si rileva una validissima spia per la ricerca dei pregiati porcini, stesso habitat.


Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.


Regione Sardegna; Dicembre 2008; Foto di Franco Sotgiu.

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Amanita pantherina (DC. : Fr.) Krombh.; Regione Marche; Ottobre 2008; Foto di Pietro Curti.

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Volva circoncisa e dissociata in cercini.

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