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Francesco Tozzi

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  1. Ciao, si tratta di Leucocoprinus birnbaumii, una specie non autoctona che solitamente cresce nelle serre o nei vasi di piante in appartamento. Ciccio
  2. Esattamente di quel substrato parlavo. Tuttavia Lepista nuda spesso ne presenta ancora di più e date anche le piccole dimensioni dello sporoforo forse continuerei a propendere per Lepista sordida, ma non è assolutamente detto che non abbia ragione tu: sono specie di non semplicissima separazione. Ciccio
  3. Ciao Federico, se effettivamente è presente un reticolo ipotizzerei Butyriboletus fechtneri (=Boletus fechtneri), anche se mi stupisce l'apparente assenza di tonalità rosate nella carne della base del gambo, un marchio di fabbrica della Sezione a cui appartiene. Ciccio
  4. Ciao Arturo, senza dubbio se non ci hai preso ci sei per lo meno molto vicino. Forse per il portamento esile e il poco substrato adeso al piede (Lepista nuda tende a venire via con un bel blocco di materiale vegetale e micelio) si potrebbe ipotizzare Lepista sordida. Ciccio
  5. Ciao Giovanni, concordo con la tua determinazione! Ciccio
  6. Sorry, arrivato in ritardo, ma non abbastanza affinché il messaggio del Presidente fosse stato già caricato sul forum. Ciccio
  7. Ciao Arturo, si tratta di Armillaria mellea. A presto, Ciccio
  8. Sorry, ho risposto un attimo dopo di Flavio perchè non mi ero accorto che aveva già risposto lui Ciccio
  9. Ciao Alessandro, per me siamo vicino a Cortinarius largus. Se puoi cerca di effettuare la reazione al KOH su carne e pileo nei cortinari, perchè è spesso molto utile e talvolta indispensabile. A presto, Ciccio
  10. Ciao Alessandro. Il gruppo è senz'altro quello, però Cortinarius odoratus presenta tinte più francamente olivastre e odore simile a Hebeloma sacchariolens, quindi decisamente particolare... non penso sia confondibile con un odore farinoso. Nel tuo habitat di ritrovamento (quercia) e con odore farinoso è reperibile Cortinarius flavovirens, che però non presenta molto comunemente quelle placchette brunastre sul pileo (evidenti nei tuoi esemplari). Una sezione e soprattutto la reazione al KOH su carne e pileo avrebbero aiutato. A presto, Ciccio
  11. Ciao Flavio, allora la situazione delle sinonimie dovrebbe essere questa: Macrolepiota rachodes = Chlorophyllum rachodes Macrolepiota rachodes var. bohemica = Chlorophyllum brunneum Per quanto concerne Macrolepiota venenata la situazione non è molto chiara. Else Vellinga nel suo articolo del 2003 lo definisce nome invalido. Nel 2006 lo porta in sinonimia con Chlorophyllum brunneum. Poi in un articolo del 2008 nemmeno cita il taxon, nè fra le Macrolepiota nè fra i Cholorophyllum. Infine nello stesso anno (2008) nell'articolo Rabarber-Parasolhat holder flyttedag – molekylærgenetiske - studier omkring slægten Macrolepiota pubblicato su Svampe, parla di un certo "Chlorophyllum venenatum" che lei stessa mette tra virgolette, in quanto asserisce che la ricombinazione da Macrolepiota venenata non è ancora avvenuta. Comunque nell'articolo specifica che Chlorophyllum venenatum si differenzierebbe rispetto a Chlorophyllum brunneum fondamentalmente per l'assenza di GAF alla base di basidi e cistidi. A mio avviso, fino a pubblicazione specifica su Chlorophyllum venenatum conviene parlare unicamente di Chlorophyllum brunneum. Detto ciò, per le differenze di cui chiedevi basta che guardi il mio post precedente tenendo conto delle sinonimie che ho appena riportato. A presto, Ciccio
  12. Ciao Augusto, a mio avviso si tratta di Chlorophyllum rachodes. Come forse saprai, tutte le specie a gambo liscio e carne arrossante alle abrasioni del genere Macrolepiota sono state spostate nel genere Chlorophyllum; per questo Tom parlava di "Macrolepiota nel senso ampio del termine." Le specie simili sono Chlorophyllum brunneum e Chlorophyllum olivieri. Chlorophyllum rachodes e Chlorophyllum brunneum condividono la crescita in habitat antropizzati, il portamento tozzo (lunghezza gambo = diametro cappello) e le tipiche squame pileiche brunastre su fondo più chiaro; si differenziano perche il primo presenta anello doppio e stipite con base ingrossata (no bulbo marginato), mentre il secondo anello semplice e bulbo nettamente marginato. Chlorophyllum olivieri cresce invece in habitat boschivo, per lo più montano, presenta habitus slanciato (lunghezza gambo > diametro cappello), squame pileiche quasi concolori al fondo, anello doppio e bulbo nettamente ingrossato, ma non marginato. Spero di essere stato utile. A presto, Ciccio
  13. Ciao Brumo Io ci vedo un Cortinarius trivialis molto asciutto. A presto, Ciccio
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