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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. 1888


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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Toscana; Luglio 2009; Foto di Alessandro Francolini.

Ramaria tossica, da giovane individuabile sul campo grazie ad alcune caratteri tipici: presenza di tre colori (bianco alla base del tronco, rosa salmone sui rami, con giallo all’apice dei rami stessi), andamento grossolanamente parallelo dei rami (e non a rami divergenti o sparpagliati come in specie ad essa cromaticamente avvicinabili). A maturità i colori diventano uniformemente smorti, come in tutte le Ramaria; ciò rende la determinazione basata solo su caratteri macroscopici problematica e spesso improponibile.
Dal TUTTO FUNGHI pag. 182:
“Tossico, l'ingestione produce avvelenamenti con effetti gastroenterici importanti. È una delle poche Ramaria a poter essere classificata macroscopicamente, ciò nonostante è spesso causa di avvelenamenti, anche pesanti, per la raccolta indiscriminata delle Manine o Ditoleche viene fatta senza criterio da numerosi cercatori imprudenti. Il fatto che le Ramaria a maturità assumano colori smorti e del tutto monotoni, deve invitare il principiante alla massima prudenza. Solo l’analisi microscopica riesce a delimitarle con certezza, indagine che come sappiamo, non viene svolta in cucina. Le Ramaria sono comunque funghi insipidi, poco digeribili, in molti casi seriamente velenosi, a maturità tutti molto simili e non delimitabili a prima vista. Nel loro insieme sono ottime ragioni per abbandonare l’uso alimentare di questi funghi. Del resto non tutto ciò che attrae per la sua bellezza deve necessariamente avere un interesse gastronomico; con le Ramaria è meglio orientare l’innegabile attrazione visiva allo studio, all’osservazione naturalistica e alla fotografia.”

In bosco di Castagno; altezza 700 m s.l.m.

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I tre colori che sfumano l'uno nell'altro.

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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Abruzzo, Parco Nazionale; Ottobre 2012; Foto di Mauro Cittadini.

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Microscopia: spore (11)12 -16(18) x 4-5(5,5) µm, cilindriche, strettamente ellissoidi, distintamente verrucose. Basidi sia tetra che bisporici, clavati. GAF presenti ma non diffusissimi.

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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél.; Regione Umbria; Luglio 2013; Foto e commento di Mario Iannotti.

Specie velonosa, provoca intossicazioni a sindrome gastro-intestinale di una certa gravità, quando il carpoforo è giovane e fresco si riconosce dalle altre specie simili per la presenza di tre diversi colori, la base ed il tronco bianchi, i rami da rosa salmone ad arancio e le estremità di colore giallo intenso. Tuttavia, a maturità, l'intero carpoforo si colora un modo uniforme di ocra-giallo per la maturazione delle spore, ed è per questo motivo che molte Ramaria sono confondibili tra di loro e quindi si consiglia di astenersi dal loro consumo.

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Particolare macro, in evidenza il colore rosa salmone dei rami e le estremità giallo limone.

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