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Agaricus cupreobrunneus (Jul. Schäff. & Steer ex F.H. Møller) Pilát 1951


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Agaricus cupreobrunneus (Jul. Schäff. & Steer) Pilát 1951

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae
Genere Agaricus
Sottogenere Agaricus
Sezione Agaricus

Sinonimi
Psalliota campestris var. cupreobrunnea Jul. Schäff. & Steer 1939
Psalliota cupreobrunnea (Jul. Schäff. & Steer) F.H. Møller 1950

Etimologia
L'epiteto Agaricus deriva dal greco αγαρικόν = fungo degli Agari; perché secondo Dioscoride proveniva dall'Ucraina, che a quel tempo veniva chiamata "Terra di Agaria".

Bigliografia
PARRA SÁNCHEZ L.A., 2008. Agaricus L., Allopsalliota Nauta & Bas. Fungi Europæi. Vol 1. Alassio (SV): Ed. Candusso.
PARRA SÁNCHEZ L.A., 2013. Agaricus L., Allopsalliota Nauta & Bas. Fungi Europæi. Vol 2. Alassio (SV): Ed. Candusso.

Foto e Descrizioni
Trovato in prato a sfalcio sicuramente ben concimato, odore grato, sapore dolce, alla sezione nessun viraggio né immediato né tardivo, anello semplice.

Regione Piemonte; Ottobre 2008; Foto e commento di Giuseppe Vanoli.

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Microscopia e foto di Felice Di Palma.

La specie in questione appartiene alla Sezione Agaricus del Genere Agaricus. La notevole variabilità, anche nell'ambito della stessa specie, dei caratteri normalmente presi a riferimento per separare le varie specie appartenenti alla citata Sezione (dimensione sporale, colorazione pileica, struttura dell'anello e viraggio della carne al taglio) rende molto difficoltosa questa differenziazione. Si tratta di un gruppo, quindi, nell'ambito del quale studi sul DNA sarebbero veramente necessari per cercare di capire se si tratta di poche (e molto variabili) o di tante specie.

In particolare, Agaricus cupreobrunneus è specie molto prossima ad Agaricus campestris (alcuni autori li considerano sinonimi), dal quale differisce quasi unicamente per la particolare ornamentazione pileica (anche la microscopia sostanzialmente coincide). Noi abbiamo preferito mantenere separate le due specie, così come fatto da Luis Alberto Parra nel suo ultimo lavoro monografico (2008) della serie Fungi Europaei, sebbene lo stesso autore abbia manifestato qualche perplessità riguardo alla differenziazione in questione e ritenuto imprescindibile un'indagine molecolare per dirimere definitivamente la problematica.

Spore (6,50)6,64-7,386(7,59)x(4,22)4,541-5,299(5,34) µm.

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Occasionalmente con poro apicale rudimentale (o pseudoporo) tipico della Sezione.

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Filo lamellare: come per tutte le altre specie della Sezione, è composto da cheilocistidi cosiddetti "basidioliformi", cioè sono talmente simili ai basidi immaturi da confondersi con quest'ultimi; per questo motivo in passato le specie appartenenti alla Sezione Agaricus venivano considerate (da molti autori) come "a filo lamellare fertile".

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