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2017.05 - Toscana - Tutor Alessandro


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Cantharellus cinereus (Pers. : Fr.) Fr.; Regione Toscana; Maggio 2017; Foto di Alessandro Francolini. 

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 33, Pag. 136: “Piuttosto simile a Craterellus cornucopioides per struttura e colorazione è Cantharellus cinereus, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerastra, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose Trombette.”

Fotografati in marroneta coltivata, tra il muschio:

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Primo piano dell'imenoforo con le pliche evidenti e anastomosate:

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Boletus reticulatus Schaeff. ; Regione Toscana; Maggio 2017; Foto di Alessandro Francolini.
= Boletus aestivalis (Paulet) Fr.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 210, Pag. 330-331: “Abbastanza comune e molto ricercato. Inizia la sua crescita qualche settimana dopo i temporali primaverili del mese di maggio e continua a fruttificare, nelle aree mediterranee, fino a metà novembre. Quando l’aria è secca, tutta la superficie del cappello si screpola e rende visibile la carne bianca sottostante. 
Nel periodo estivo e all’inizio dell’autunno il Boletus reticulatus in particolare viene invaso da larve anche quando si trova allo stadio di primordio. Questi insetti fanno parte principalmente di due famiglie di ditteri: la Famiglia Mycetophilidae e la Famiglia Sciaridae. Questi piccoli insetti micetofili hanno la consuetudine di insediarsi nel luogo dove c’è la fungaia. Le femmine iniziano a penetrare nel terreno e raggiungono la base del fungo, deponendovi 50-70 uova che subito dopo si schiudono. 
Le larve iniziano a cibarsi della carne invadendo e fagocitando l’intero fungo; una volta compiuto il loro stadio di larva, si impupano in un bozzoletto e così il ciclo ricomincia per numerose generazioni annuali.”

A proposito di questo nome specifico (reticulatus), il Cetto riporta in nota alla scheda 265 della sua collana I funghi dal vero: “Si può determinare con una certa sicurezza (...) se si nota il tipico screpolarsi della cuticola del cappello, carattere che, contrariamente a quanto si crede, gli ha dato il nome. Qualcuno crede che il nome specifico derivi dalla presenza del reticolo sul gambo. Tale reticolo invece, presente anche nelle altre varietà dell’ edulis, non è per nulla determinante agli effetti di una sicura determinazione.”
Altri micologi ritengono invece che il nome specifico derivi dal fine reticolo che tale specie presenta sul gambo.

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Russula vesca Fries; Regione Toscana; Maggio 2017; Foto di Alessandro Francolini.

Le colorazioni tipiche di questa ottima Russula commestibile vanno da un bel vinoso-bruno per gli esemplari sotto conifera al rosa-lilacino per quelli sotto latifoglia. La cuticola è asportabile per due quinti del raggio, lasciando intravedere la carne bianca sottostante. Lamelle poco decorrenti, fitte e strette, un po’ lardacee in gioventù, bianche ma macchiate di ruggine o giallastro in vecchiaia o per manipolazione.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 161, Pag. 277: “Per la colorazione pileica, la tendenza a macchiarsi di giallo-brunastro nelle zone manipolate a lungo, la sporata bianca e il sapore interamente dolce ricordante la nocciola, è una Russula di facile identificazione. Le forme decolorate al nocciola (fo. avellanea) si possono confondere con R. heterophylla fo. adusta ma il portamento più massiccio di quest'ultima, le colorazioni toccate o macchiate di bronzo, le lamelle decorrenti e biforcate all'inserzione bastano per distinguerla sul campo. Nella sua forma verde (R. vesca fo. viridata) può essere confusa con le Griseinae , ma la sporata bianca di R. vesca le esclude a priori. La caratteristica della cuticola che si ritrae lasciando intravedere le lamelle, è ritenuta oggigiorno elemento poco attendibile e non prerogativo.”

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Helvella lacunosa  Afzel. : Fr.; Regione Toscana; Maggio 2017; Foto di Alessandro Francolini.

Ritrovamento su muschio in marroneta coltivata.
Specie velenosa. Responsabile di sindrome giromitrica come tutte le altre specie del Genere Helvella.
Il gambo di questa specie si presenta costolato-alveolato; da giovane di colore biancastro o grigio chiaro, tende con l’età a diventare concolore alla mitra cioè grigio o bruno più o meno scuro.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 8, Pag. 110: “La specie più simile a Helvella lacunosa è Helvella juniperi, taxon di recente creazione che cresce nei litorali sabbiosi o nelle pinete marine in presenza di cespugli di Ginepro (ma non sembra esclusiva di questa essenza); macroscopicamente le due specie sono pressoché identiche e differenziabili solo dopo analisi microscopica. Un’altra specie simile è Helvella crispa: quest’ultima presenta una mitra di colore più chiaro, biancastro-crema e il gambo sempre biancastro, anch’esso cavernoso e solcato. Helvella leucopus invece, pur avendo una mitra dello stesso coloro di Helvella lacunosa, possiede però il gambo liscio, pieno e non costolato né alveolato. Helvella albella è molto simile a Helvella leucopus ma ha dimensioni ridotte e gambo sempre cilindrico e liscio.”

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Collybia aquosa (Bull. : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Maggio 2017; Foto di Alessandro Francolini.

Piccolo fungo da lettiera; molto comune e abbondante preferibilmente sotto latifoglia. La sua crescita è precoce iniziando ad apparire ad aprile-maggio; come altri funghi da lettiera contribuisce a tenere puliti i boschi liberandoli dai residui che si depositano al suolo su foglie e aghi.
Suo sosia è Collybia dryophila che non ha base così nettamente bulbosa, ha colorazioni più accese e presenta rizomorfe di colore rosato e non biancastre o ocra come in Collybia aquosa.

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La base nettamente bulbosa:

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Boletus reticulatus Schaeff. ; Regione Toscana; Maggio 2017; Foto di Alessandro Francolini.
= Boletus aestivalis (Paulet) Fr.

Iniziano a spuntare i primi bocciotti nelle zone che hanno mantenuto un po' di umidità:

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Molti esemplari, all'inizio della stagione, presentano un gambo ben sviluppato e obeso, ma che spesso (come in questo caso) si rivela invaso dalle larve e inutilizzabile:

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Primo piano del reticolo in rilievo sul gambo:

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La tipica reticolatura / screpolatura sul cappello di alcuni esemplari reperiti in spazi più aperti, assolati e esposti al vento:

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Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin; Regione Toscana; Maggio 2017; Foto di Alessandro Francolini. 

Specie lignicola, sessile, pluriannuale. Si presenta sia isolata che embricata assieme ad altri esemplari a cui si può sovrapporre, su legno di latifoglie (rara presso conifere).
Può assumere dimensioni notevoli arrivando fino al mezzo metro di diametro per 15 cm di spessore; con forma a ventaglio o irregolarmente circolare. Superficie sterile gibbosa, solcata, ondulata, tomentosa e di colore bruno scuro o bruno-rossiccio. Non di rado l'ampia superficie sterile fa da supporto a formazioni di muschio. 
Superficie poroide dal color cannella più o meno scuro, con pori piccoli e rotondi; al taglio i tubuli si presentano pluristratificati a seconda degli anni di vita. Carne di consistenza suberosa, tenace e compatta.

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Lactarius piperatus (Linnaeus : Fries) Persoon; Regione Toscana; Maggio 2017; Foto di Alessandro Francolini. 

Fungo tossico dal sapore molto acre; latice bianco, lattiginoso, acre e bruciante, immutabile se isolato, con leggere sfumature giallastre se essiccato sulle lamelle; lamelle molto fitte e strette. Colori biancastri su tutta la superficie, con sfumature rugginose sul cappello in vecchiaia; cappello asciutto che a maturità tende a diventare imbutiforme; gambo di solito attenuato alla base. Ubiquitario e molto comune in estate-autunno, sotto latifoglie e aghifoglie. 
Gli è simile Lactarius glaucescens (più raro) che ha latice bianco ma virante al bluastro-verdastro se essiccato sulle lamelle. Gli altri “classici” lattari bianchi (L. vellereus e L. bertilloni) sono di taglia maggiore e hanno lamelle spaziate e spesse.
In Italia tale fungo (o qualche specie molto affine) fu descritto per la prima volta da Giovan Battista Della Porta (1540-1615) filosofo, scienziato, alchimista e commediografo del Rinascimento italiano; nel libro X della sua opera del 1592 Villae libri XII, in cui descrive accuratamente molti esemplari fungini, troviamo scritto: “Vi è un fungo chiamato Piperitis, perché pizzica la lingua a chi ne mangia e fa bruciare le fauci come fosse pepe; anch’esso nasce d’autunno, è di colore bianco e viene chiamato dal volgo Peperella”.
In tale Peperella, micologi moderni vedono appunto il L. piperatus; probabilmente nel ‘500 era un fungo apprezzato come condimento in quanto sostitutivo del pepe, spezia che veniva importata dall’Oriente a carissimo prezzo; l’uso commestibile non si è peraltro esaurito col passare dei secoli.  

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 167, Pag. 284: “Specie velenosa, responsabile di sindrome gastroenterica incostante. Chiamato volgarmente Peveraccio, è ancor oggi praticata l’usanza di ridurlo in polvere dopo averlo essiccato al sole, e utilizzarlo come surrogato del pepe per speziare carni e pietanze, usanza che ovviamente deploriamo. Altre dicerie popolari vogliono che la sua comparsa nei boschi preceda di qualche giorno la crescita dei primi porcini estivi (Boletus reticulatus).”

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Latice. Lamelle forcate:

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Indice della Toscana, mese di Maggio 2017, totale n° 16 specie. 

Amanita excelsa (Fr. : Fr.) Bertill.Post # 10
Amanita rubescens (Pers. : Fr) S.F. Gray; Post # 4
Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr.;  Post # 12, 16
Cantharellus cinereus (Pers. : Fr.) Fr.; Post # 11
Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.;  Post # 7
Clathrus ruber P. Micheli ex Pers. Clathrus cancellatus Tourn. ex Fr.; Post # 2
Collybia aquosa (Bull. : Fr.) Kummer;  Post # 15
Coprinopsis insignis (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo;  Post # 5
Helvella lacunosa  Afzel. : Fr.;  Post # 14
Lactarius piperatus (Linnaeus : Fries) Persoon; Post # 18
Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin; Post # 17
Polyporus arcularius (Batsch) Fr.; Post # 8
Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers.) Fr.; Post # 9
Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr.;  Post # 3
Russula vesca Fries; Post # 13
Stereum hirsutum (Wild. : Fr.) Pers.;  Post # 6

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