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2017.09 - Toscana - Tutor Alessandro


Alessandro F
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Buoni ritrovamenti   :) 

 :bye:     Alessandro 

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Indice della Toscana, mese di Settembre 2017, totale n° 26 specie.

Amanita franchetii (Boud.) Fayod; Post # 21
Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Post # 15
Amanita pantherina (De Cand. : Fr.) Krombh.;  Post # 20
Amanita rubescens (Pers. : Fr.) S.F. Gray; Post # 19
Amanita vaginata (Bull. : Fr.) Vittadini Post # 18
Artomyces pyxidatus (Pers. : Fr.) Julich;  Post # 22
Boletus aereus Bull. : Fr.Post # 28
Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr.;  Post # 16
Clitocybe gibba (Pers. : Fr.) KummerPost # 12
Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Kummer;  Post # 2
Fistulina hepatica (Schaeff. : Fr.) With.; Post # 3; 10
Ganoderma lucidum (Curtis : Fr.) P. Karst.; Post # 5
Gymnopus dryophilus (Bull. : Fr.) Murril = Collybia dryophila (Bull. : Fr.) Kummer;  Post # 6
Hapalopilus rutilans (Fr.) P. Karst.;  Post # 4
Imleria badia (Fr. : Fr.) Vizzini = Boletus badius (Fr. : Fr.) Fr. Xerocomus badius (Fr. : Fr.) E.-J.; Post # 8
Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara  = Leccinum carpini (R. Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid; Post # 29
Lepiota cristata (Bolt. : Fr.) Kummer; Post # 24
Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.Post # 26
Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) M.M. Moser; Post # 17
Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.;  Post # 9
Megacollybia platyphylla (Pers.) Kotl. & Pouzar;  Post # 25
Mycena pura (Pers. : Fr.) P. Kummer; Post # 13
Mycena rosea (Bulliard) Gramberg; Post # 14
Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers.) Fr.; Post # 7
Suillellus luridus (Schaeff. : Fr.) Murril = Boletus luridus Schaeff. : Fr; Post # 27
Xerocomus subtomentosus (L. : Fr.) Quélet;  Post # 11; 23

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  • 4 weeks later...

Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Settembre 2017; Foto di Alessandro Francolini.

 Con lamelle decorrenti (a volte anche adnate in giovani esemplari), fitte, facilmente staccabili dalla carne del cappello, inizialmente bianche, poi rosate e infine rosa-carne per deposito sporale (spore rosa-salmone in massa). Carne più o meno fragile-gessosa, con odore che ricorda l’impasto del pane, a volte anche spermatico. Sapore farinaceo.

 Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 131, Pag. 244: “Habitat pressoché ubiquitario, cresce dall’estate all’autunno nei boschi di latifoglie e conifere; condivide l’habitat del Boletus edulis e del Boletus reticulatus, ed è per questo chiamato “Spia del porcino” in molte regioni. È possibile che venga confuso con le tossiche Clitocybe bianche quali C. rivulosaC. dealbata C. phyllophila, le quali presentano però carne elastica, tenace e fibrosa, lamelle bianche o crema e non rosa, odore sgradevole rancido.”

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Fistulina hepatica (Schaeff. : Fr.) With.; Regione Toscana; Settembre 2017; Foto di Alessandro Francolini.

 Di facile determinazione: la cosiddetta “lingua di bue” si fa riconoscere per l’habitat lignicolo (con preferenza di Quercia e Castagno), per il colore della superficie sterile che ricorda il rosso-fegato (con tonalità più arancio da giovane e più brunastre a maturità), per la forma a mensola (simile a una lingua) sessile o con uno pseudo-gambo laterale e ben radicato nel substrato legnoso. La sua carne è succulenta, spessa ed elastica, di colore dal biancastro iniziale al rosso (con venature più chiare) a maturità; al taglio secerne goccioline rosso-sangue; l’odore è gradevole e il sapore dolce-acidulo. Se tagliata a fettine per la preparazione di un carpaccio, può ricordare delle fette di speck. I tubuli sono ben separabili l’uno dall’altro (carattere insolito per le Poliporacee); i pori sono rotondi e molto piccoli, da biancastri a giallognoli in gioventù ma bruno-rossastri in vecchiaia o per strofinio.
Confondibile grossolanamente con qualche Ganoderma: ma questi ultimi hanno superficie dura e laccata con carne dura e legnosa. 

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 25, Pag. 128: “Discreto commestibile, è uno dei pochi funghi che è possibile mangiare crudo senza correre rischi. Molti apprezzano la sua carne succulenta e leggermente elastica, tagliata a fettine sottili, condita con olio e limone e accompagnata da scaglie di parmigiano (in questo modo non si perde la vitamina C di cui è ricco). Da cotto assume un aspetto e una consistenza molto simile al fegato: possiamo consigliare di friggerlo in padella con le cipolle o arrostito alla brace.
Parassita dei Castagni e delle Querce, è agente di carie bruna che si sviluppa molto lentamente: in questo modo il legno continua a vivere, assumendo delle colorazioni bruno-rossastre con sfumature simili a disegni e si indurisce più del normale. Queste due caratteristiche rendono il legname ricercato per utilizzi artistici e ornamentali.”

Nell'incavo della base di un Castagno

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In sezione

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Hapalopilus rutilans (Fr.) P. Karst.; Regione Toscana; Settembre 2017; Foto di Alessandro Francolini. 

Lignicolo annuale, stipitato o sessile con la caratteristica di avere la carne soffice: prendendolo fra le dita sembra infatti di schiacciare uno strato compatto di gommapiuma. È una caratteristica insolita per le Poliporacee ma comune al Genere Hapalopilus (che, infatti, deriva dal greco hapalós = molle, soffice e pílos = cappello).
Si distingue per la colorazione complessiva di colore uniforme (ocra o cannella-brunastro), per la superficie sterile un poco tomentosa e ruvida, non zonata. Tutto lo sporoforo diventa poi leggerissimo una volta essiccato. I pori si presentano da rotondi ad angolosi. Cresce preferibilmente su legno di latifoglie (in particolare Quercia), più raro presso conifere.
Altri congeneri sono H. croceus dal color rosso-arancio (rarissimo in Italia) e H. salmonicolor di color arancio vivo anche con sfumature rosate, raro anch’esso e reperito limitatamente all’arco alpino presso Pino.

Su un rametto di Cerro

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Imenoforo

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In sezione

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Ganoderma lucidum (Curtis : Fr.) P. Karst.; Regione Toscana; Settembre 2017; Foto di Alessandro Francolini.

Fungo lignicolo inconfondibile per il suo aspetto generale (conosciuto popolarmente anche col nome di Fungo pipa), per la consistenza coriacea o addirittura legnosa e per la superficie sterile che, sia sul cappello che sul gambo, appare come una crosta lucida e brillante, come cosparsa di ceralacca, più o meno gibbosa; sul cappello sono presenti di solito delle marcate zonature e solcature concentriche. Tale crosta è resistente anche al calore e non si deteriora neanche se esposta alla fiamma di un fiammifero. Il suo colore va dal rosso al bruno, all’arancione per scurirsi a maturità.
Pori piccoli e rotondi; superficie poroide color crema da giovane, color tabacco a maturità come nelle foto; si scurisce alla manipolazione o alla scalfittura. 

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 24, Pag. 127: “Si tratta di un fungo molto vistoso: l’aspetto laccato e i colori vivi e brillanti suscitano la curiosità di tutti quelli che lo incontrano; molti lo raccolgono nei nostri boschi per usarlo come decorativo nei vasi o come soprammobile. In Oriente i cinesi lo chiamano Ling Zhi, ovvero potenza spirituale, i giapponesi Reishi e, in entrambi paesi è coltivato e viene commercializzato per uso medicinale poiché risulterebbe efficace (come altre specie del Genere Ganoderma) nella cura di molti mali. Sono in corso studi anche in Europa, in particolare in Spagna, per verificare l’effettiva efficacia terapeutica. Un suo simile è Ganoderma valesiacum, di colore più chiaro che predilige per la sua crescita il Larice, conifera di alta montagna; Ganoderma carnosum  ha la superficie pileica più scura, è vistosamente più grande (30 cm) e cresce su conifere prediligendo l'Abete bianco."

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Gymnopus dryophilus (Bull. : Fr.) Murril; Regione Toscana; Settembre 2017; Foto di Alessandro Francolini.
= Collybia dryophila (Bull. : Fr.) Kummer

Piccolo fungo da lettiera; molto comune e abbondante sia sotto latifoglia che aghifoglia. La sua crescita si può protrarre dalla primavera fino all’autunno inoltrato e contribuisce a tenere puliti i boschi liberandoli dai residui che si depositano al suolo, come foglie e aghi. Il cappello è nettamente igrofano e le sue colorazioni vanno dal fulvo all’arancio al giallo-ocra, diventando più pallide a tempo asciutto; l'orlo pileico può mostrarsi striato per trasparenza negli esemplari inumiditi; le lamelle, abbastanza fitte, sono bianche almeno nei giovani esemplari, poi gialline a maturità; il gambo è concolore al cappello, cartilaginoso e tenace, cilindrico ma con base di solito un po’ ingrossata.
Può confondersi con Collybia aquosa che ha colori più chiari, base del gambo nettamente bulbosa e, soprattutto, rizomorfe biancastre alla base del gambo, mentre le rizomorfe in Collybia dryophila sono di colore rosato. 

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Alla base del gambo le rizomorfe rosate

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Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers.) Fr.; Regione Toscana; Settembre 2017; Foto di Alessandro Francolini.

Poliporo assai comune, rinvenibile su legno marcescente di latifoglia (come questi esemplari, su cerro) oppure emergente da uno sclerozio duro formato da un intreccio compatto tra micelio, terra, sassi e radici (questo sclerozio è quindi una sorta di consistente conglomerato, detto “pietra fungaia”, che può pesare anche 10 kg e oltre).
Cappello di diametro massimo sui 15 cm, circolare o reniforme, depresso al centro, cosparso, almeno nei giovani esemplari, di piccole squamule più scure del colore di fondo che può variare dal giallo-ocra al bruno.
Margine sottile, un poco fibrilloso-ciliato. Imenoforo di color crema chiaro, con pori angolosi, anche a forma poligonale allungata; con tubuli disposti su un singolo strato, decorrenti sul gambo. Il gambo è di solito laterale, talvolta centrale, di colore ocra chiaro, spesso ricurvo alla base che si presenta cosparsa di fine peluria biancastra.
Carne soda ma non coriacea, di colore crema biancastro, con odore fungino leggero e gradevole.

Polyporus tuberaster può confondersi con Polyporus squamosus che tuttavia è di dimensioni assai più imponenti (cappello di diametro fino a 50 o 60 cm di diametro) e che ha carne dura e coriacea con odore di cocomero o di farina bagnata. Inoltre il suo gambo è, in proporzione al cappello, corto e quasi rudimentale, di colore bruno o bruno nerastro.

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Imleria badia (Fr. : Fr.) Vizzini; Regione Toscana; Settembre 2017; foto di Alessandro Francolini.
Boletus badius (Fr. : Fr.) Fr. 1821
Xerocomus badius (Fr. : Fr.) E.-J. Gilbert 1931 

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 200, Pag. 317: “Imleria badia, dalla controversa tassonomia, in passato è stato classificato dai vari Autori ora come Xerocomus [Xerocomus badius (Fr. : Fr.) E.-J. Gilbert, 1931] ora come Boletus [Boletus badius (Fr. : Fr.) Fr., 1821] , presentando caratteristiche morfologiche intermedie tra i due Generi. Tuttavia sulla base di nuovi studi supportati da analisi filogenetiche, è stato recentemente inserito nel nuovo Genere Imleria Vizzini 2014.
Imleria badia risulta fino ad ora l’unica rappresentante di questo Genere presente in Italia. Facilmente riconoscibile dalle altre Boletaceae xerocomoidi per la carne bianca leggermente virante a un debole verde-azzurrino passeggero, soprattutto alla giunzione tra cappello e gambo e per la cuticola con colorazione bruna, liscia e untuosetta con tempo piovoso.”

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Ritrovamenti presso Castagno, con un gambo inaspettatamente e insolitamente cavo:

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Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Regione Toscana; Settembre 2017; Foto di Alessandro Francolini.

 Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 98, Pag. 206: “Non confonderlo con Chlorophyllum rhacodes, tossico, con squamule fortemente infisse nel derma del cappello (dette “a tegola”), con viraggio all’arancione e poi al brunastro della carne esposta, laddove corrosa o tagliata. 
È prudente non mangiare Macrolepiota il cui diametro sia inferiore a 8 cm per non confonderle con le Lepiota del Gruppo helveola, o altre velenose o mortali. Macrolepiota procera essendo uno dei colossi del bosco, difficilmente può essere confuso con le piccole Lepiota. Per la misura si fa riferimento al fungo adulto e quindi con il cappello completamente aperto.”

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Fistulina hepatica (Schaeff. : Fr.) With.; Regione Toscana; Settembre 2017; Foto di Alessandro Francolini.

Invasiva questo Autunno, come non mai, in qualsiasi bosco di Castagno che abbia visitato.  

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Vista dell'imenoforo

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Primo piano sui pori

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In sezione

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Un grosso e contorto esemplare, all'apparenza terricolo

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In realtà aveva sviluppato un massiccio e voluminoso gambo per andare a "pescare" la radice interrata

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In sezione, con il colore che ricorda una fetta di prosciutto o di speck

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