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Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Quel.; Regione Umbria; Settembre 2013; Foto e commento di Mario Iannotti.

Cappello finemente vellutato, opaco, su toni bianco-grigiastri, di forma irregolare, con margine ondulato, lobato, gambo concolore. Al fine di non conforderlo con alcune Clitocybe bianche tossiche, molto simili, accertarsi che siano presenti questi elementi: la carne sia friabile, cedevole, odore intenso di farina fresca e la sporata rosa. Le Clitocybe bianche al contrario hanno le lamelle bianche, la carne fibrosa, elastica e non hanno odore di farina fresca.

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Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Quel.; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

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Lamelle che iniziano a mostrare un colore rosato dovuto al deposito sporale. Lamelle facilmente staccabili dalla soprastante carne del cappello.

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Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Quel.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. 

Con lamelle decorrenti (a volte anche adnate in giovani esemplari), fitte, facilmente staccabili dalla carne del cappello, inizialmente bianche, poi rosate e infine rosa-carne per deposito sporale (spore rosa-salmone in massa). Carne più o meno fragile-gessosa, con odore che ricorda l’impasto del pane, a volte anche spermatico. Sapore farinaceo.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 131, Pag. 244: “Habitat pressoché ubiquitario, cresce dall’estate all’autunno nei boschi di latifoglie e conifere; condivide l’habitat del Boletus edulis e del Boletus reticulatus, ed è per questo chiamato “Spia del porcino” in molte regioni. È possibile che venga confuso con le tossiche Clitocybe bianche quali C. rivulosaC. dealbata C. phyllophila, le quali presentano però carne elastica, tenace e fibrosa, lamelle bianche o crema e non rosa, odore sgradevole rancido.”

Un cespo di 4 giovani esemplari con i cappelli "malformati" su cui sono evidenti grosse e strane escrescenze che li rendevano quasi irriconoscibili. Il colore, le lamelle decorrenti e l'odore intenso di farina (impasto per il pane) sono però inconfondibili.

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