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Lactarius tuomikoskii Kytövuori

Tassonomia
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae
Genere Lactarius
Sezione Scrobiculati

Etimologia
In onore del Prof. Risto Tuomikoski, uno studioso di Lactarius Finlandesi.

Cappello
5-13 cm, piano-convesso, con depressione già a partire dai giovani esemplari, disteso e imbutiforme a maturità, sodo e carnoso. Margine fortemente involuto all'esordio, un po' meno in esemplari adulti, decisamente tomentoso all'inizio, con ciuffetti raggruppati e coperti di glutine, che formano delle scalanature sul margine stesso dei carpofori maturi. Cuticola vischiosetta, granulosa e coperta da fitta e corta peluria, priva di zonature. Cromatismi variabili tra crema-giallastro, giallo-ocraceo e giallo-miele. Ocra sulle lesioni.

Lamelle
Piuttosto fitte, elastiche e sottili, da adnate a subdecorrenti, talvolta arcuate e anastomosate, intercalate da lamellule. Spesso ondulate nei giovani esemplari. Biancastre o soffuse di giallognolo. Brunastre sulle lesioni. Filo intero e concolore.

Gambo
3,5-10 × 1,5-3 cm, slanciato, di forma cilindrica, spesso ingrossato alla base. Liscio, tendenzialmente privo di scrobicoli (talvolta presenti in numero esiguo alla base). Fragile poiché presto cavo. Pruinoso, biancastro-giallognolo, si macchia di ruggine a maturazione o con la manipolazione. Alla base sono evidenti i residui miceliari.

Carne
Non molto spessa, cedevole, biancastra ma leggermente giallina al taglio, soprattutto nella zona corticale. Sapore prima mite, poi leggermente piccante e infine con sentore amarognolo. Odore debole, fruttato.

Latice
Piuttosto scarso, bianco ma presto giallo zolfo se esposto all'aria.

Habitat
Cresce in foreste umide associato a Picea abies.

Reazioni macrochimiche
Arancio sul latice con KOH, come in tutti i Lactarius della sua sezione.

Microscopia
Spore ellissoidali misuranti 7,5-9,5(10,5) × 6-7,5 µm, decorate da creste, spesse fino a un 1 µm, e connessioni che formano una sorta di reticolo con verruche sparse.
Basidi di forma subclavata, tetrasporici.
Macrocistidi poco numerosi, cilindrico-fusiformi con apice assottigliato, di dimensioni 29-40 × 6-8 µm.
Pleurocistidi rari, di dimensioni 55-90 × 5,5-8,5 µm, moniliformi.

Commestibilità o Tossicità
Tossico, produce sindrome gastroenterica incostante.

Osservazioni
Diffuso in Fennoscandia ma segnalato anche nel Nord Italia. Si riconosce per la peluria "agglutinata che forma dei solchi al margine", il portamento slanciato, i cromatismi pileici giallognoli uniformi, la superficie priva di zonature, le lamelle biancastre, ocracee sulle lesioni, il latice scarso e bianco, presto giallo zolfo, l'assenza di scrobicoli sul gambo (se non sporadicamente alla base) e la particolarità dello stesso di macchiarsi di ocraceo alla manipolazione.

Somiglianze e Varietà
La Sezione Scrobicolati comprende Lactarius aventi tutti colorazioni pileiche che spaziano dal giallo al biancastro-giallognolo. Può quindi risultare difficile separare le varie specie ad un primo esame macroscopico.
Nelle peccete di montagna cresce il simile Lactarius leonis distinguibile per il cappello più scuro, con zonature giallo-ocracee, le lamelle con riflessi rosati, il gambo scrobicolato e le spore mediamente più piccole.
Lactarius scrobicolatus ha colorazioni più cariche, è più carnoso e possiede un gambo tozzo con evidenti scrobicoli.
Lactarius intermedius tipicamente associato ad Abies alba, ha colorazioni crema-gialline, lamelle soffuse di rosa e gambo tipicamente costellato da scrobicoli giallo-ocracei.
Lactarius resimus e Lactarius aquizonatus hanno colorazione pileica tendente al biancastro.
Lactarius auriolla segnalato nel Nord Europa, è caratterizzato dalle piccole dimensioni. Ha ciuffetti di peli lunghi e poco fitti che sporgono dal margine.
Lactarius citriolens che ha odore di buccia di limone e foglia di erba cedrina, può essere separato dagli altri taxa con l'ausilio della macrochimica: la carne a contatto con base forte (NaOH) diventa velocemente arancio vivo.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo e Marco Mantovani - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

Regione Lombardia; Agosto 2009; Foto di Massimo Mantovani.

Raccolta fatta in bosco di Abete rosso.

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Le lamelle macchiate di ruggine sulle lesioni.

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Foto di Massimo Biraghi.

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Particolare della lanosità nell'esemplare maturo che forma delle costolature sul margine.

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Regione Lombardia, Trivigno; agosto 2009; Foto di Massimo Mantovani.
(Exsiccatum MB20090830-86)

Ritrovamento in un bosco misto di Abete rosso e Pino silvestre. Nella foto si evidenziano le differenti tonalità del gambo dei due esemplari "abbattuti". Infatti questa specie si presenta con gambo ricoperto da una pruina biancastra che viene meno con la manipolazione, evidenziando tinte brunastre.

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In questo trio si sottolinea l'imbrunimento del margine pileico.

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Spesso i giovani esemplari mostrano lamelle ondulate.

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Lactarius tuomikoskii Kytövuori; Foto dei rilevamenti microscopici di Massimo Biraghi.
(Exsiccatum MB20090830-86)

Basidi di forma subclavata, tetrasporici.

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Spore ellissoidali misuranti 7,5-9,5(10,5) × 6-7,5 µm, decorate da creste, spesse fino a un 1 µm, e connessioni che formano una sorta di reticolo con verruche sparse. Osservazioni in Melzer.

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Macrocistidi rari, difficilmente osservabili in quanto poco emergenti, le dimensioni ridotte sono un elemento di differenzazione col vicino L. leonis.

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Lactarius tuomikoskii Kytövuori, Regione Trentino; Luglio 2008; Foto di Pietro Curti.

Con peluria al margine agglutinata, con lamelle flessuose e gambo cavo.

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Particolare dell'imenoforo dove si nota come i peli al margine sono parzialmente inglobati dal glutine che riveste il pileo.

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Lactarius tuomikoskii Kytövuori, Regione Lombardia; Agosto 2009; Foto di Massimo Biraghi.

Esemplare giovane, margine revoluto e presenza di glutine che avvolge la peluria presente sul cappello.

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Dettaglio macro.

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Lactarius tuomikoskii Kytövuori; Regione Lombardia; Settembre 2012; Foto, descrizione e microscopia di Massimo Mantovani.

Assai presente in questa annata, bosco puro di Picea abies in una zona assai muscosa e umida.
Lactarius tuomokoskii è una specie tipicamente nordica che trova però collocazione anche sulle nostre Alpi, dove è stato segnalato per la prima volta in Trentino Alto Adige. All'interno della sezione scrobicolati, è possibile distinguere questo taxon per i seguenti caratteri:

  • pileo uniformemente pigmentato, da biancastro-giallino fino a giallo, giallo miele;
  • assenza di zonature;
  • evidente tendenza ad imbrunire alla manipolazione;
  • presenza di peluria immersa in una discreta quantità di glutine, che seccando forma ciuffetti triangolari soprattutto al margine;
  • lamelle con evidenti sfumature rosate;
  • gambo poco scrobicolato, laddove questa caratteristica è presente, si manifesta soprattutto alla base.


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Altra raccolta.


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Microscopia

L'ananlisi microscopica evidenzia una pileippellis di tipo ixocutis, ovvero formata da elementi filamentosi più o meno paralleli alla superifice, subcilindrici, in questo caso intrecciati, con presenza di gelificazione. Tutto ciò ha perfettamente riscontro nell'aspetto macroscopico, essendo la cuticola liscia ma viscida e glutinosa.


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Se il prelievo viene eseguito in prossimità del margine, dove i peli tendono a riunirsi in ciuffi, la pileippelis assume una conformazione a ixotricoderma, con elementi perpendicolari alla superficie.


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I macrocistidi non sono numerosi. Pleurocistidi (in basso) per lo più fusiformi, misurano 30-80 × 5-8 μm. Basidi quadrisporici, clavati. Il filo lamellare presenta rari Cheilocistidi (in alto a sinistra) ed è invece ricco di cellule marginali.

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Spore 7,5- 9,5 × 6-7,5 μm, largamente ellissoidali caratterizzate da creste alte fino a 1 μm e sottili connettivi che formano una reticolazione anche con maglie chiuse. Sono presenti comunque verruche isolate.

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