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2019.09 - Toscana - Tutor Alessandro


Alessandro F
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Butyriboletus subappendiculatus (Dermek, Lazebn. & J. Veselský) Arora & J.L. Frank; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini.
Boletus subappendiculatus Dermek, Lazebn. & J. Veselský

Ricorda Butyriboletus appendiculatus (= Boletus appendiculatus) che fruttifica in area mediterranea termofila presso latifoglie, ha gambo attenuato-radicante e ha colorazioni del cappello sul bruno-rossastro. B. subappendiculatus cresce invece presso boschi di conifere, con preferenza per l’Abete bianco, presenta il gambo non (o appena) radicante ma arrotondato alla base e ha colorazione del cappello più chiara. All’assaggio la carne è dolce in entrambe le specie.

In bosco misto, Abete bianco, Faggio, Pino

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Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gelardi, Simonini & Vizzini; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini.
Boletus erythropus Persoon ss. Fries

Buon commestibile dopo adeguata cottura che consente di eliminare alcune tossine termolabili. Tutto il carpoforo è virante al blu in maniera intensa (al taglio o anche alla pressione). Odore fruttato e sapore dolce.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 206, Pag. 323: "Pur appartenendo a un Gruppo di Boletaceae critiche, per via del viraggio della carne, è abbastanza agevole riconoscerlo con sufficiente sicurezza in quanto è l'unico fungo boletoide con cuticola vellutata marrone, pori arancio-rossastri e gambo quasi interamente decorato da fine punteggiatura rossa.

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Particolare del gambo; con la tipica puntinatura rossastra, su fondo giallino

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Mycena pura (Pers. : Fr.) P. Kummer; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. 

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 85, Pag. 192: “È una delle più belle specie di Mycena, per i suoi colori violetti e la carne esigua, sottile, di colore biancastro. Si tratta in assoluto di una delle specie a maggiore diffusione ecologica: può essere rinvenuta in prossimità del mare, nei boschi litoranei mediterranei, sino ai boschi di Abete montani; oltre alla diffusione, grande è la sua variabilità cromatica che ha spinto vari autori a crearne molte forme e varietà. Possibile la confusione con Mycena rosea dalla taglia più grande, con cappello a lungo campanulato-parabolico e dal colore rosa-pallido, rosa-lilla, con il gambo fragile e non fibroso.”

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Orlo pileico striato per trasparenza

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Fuligo septica (Linné) Wiggers; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Uno dei più comuni Myxomycetes che si possono incontrare nei boschi è la Fuligo septica; facilmente identificabile per la sua consistenza molliccia e quasi inconsistente (basta sfiorarla perché si disfaccia sotto le dita, con una sensazione simile a quando si tocca la schiuma di un bagno-schiuma), e per il colore giallo o giallo-rossiccio. Irregolarmente distribuita sul substrato, vive fagocitando legno guasto, foglie, pigne, muschi, erba, ecc. Frequente nei periodi piovosi.

Dal Forum AMINT: “I Myxomycetes (Mixomiceti) sono protozoi particolari che prendono normalmente la forma delle amebe. Alcuni di loro, ed in determinate circostanze, sviluppano corpi fruttiferi (sporangi) deputati alla disseminazione delle spore (mixospore), ed è per questo motivo che spesso in passato sono stati assimilati ai funghi. Alcuni sono piccolissimi altri presentano estensioni notevoli. Sia nella fase di "plasmodio" (unione di più cellule, che perdono la parete fondendosi in un'unica grande cellula plurinucleata) che negli sporangi il fenomeno va interpretato come aggregazione di cellule non formanti un organismo complesso od un tessuto (pseudotessuto). Rimane in questo modo fatta salva la definizione di organismi monocellulari. Si nutrono per "fagocitosi” (un processo che prevede l’ingestione da parte della cellula di particelle di grandi dimensioni, tali da essere visibili al microscopio).”

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Suillus luteus (L. : Fr.) Roussel; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 193, Pag. 310: “Suillus granulatus e Suillus collinitus sono le due specie maggiormente confondibili con Suillus luteus. La presenza dell’anello infero bianco-brunastro e i residui di velo sul bordo del cappello in Suillus luteus, facilitano la determinazione.”

Esemplare ancor più viscido del solito per l'ambiente estremamente umido

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