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Gruppo Botanico AMINT

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  1. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Parte terminale di un ramo con pagina superiore ed inferiore delle foglie.
  2. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Fruttificazione.
  3. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Particolari del tronco.
  4. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Zona medio bassa della pianta.
  5. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Rami e tronco mediano.
  6. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Rami alti
  7. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Chiome nel VCO (VB)
  8. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Esemplare del Passo della Colma (VC)
  9. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Esemplare dell'appennino pistoiese.
  10. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Esemplari del Vergante (NO): specie spiccatamente pollonifera, come dimostrano le numerose nuove piantine nate dalle radici e ceppaie di piante eliminate.
  11. Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa Frassineto naturale nel Vergante (NO) con esemplari che superano i 30 metri di altezza. Questi alberi fino a poco tempo fa crescevano molto fitti e l'aspetto slanciato lo dimostra; adesso che sono stati diradati tenderanno ad assumere un aspetto più robusto.
  12. Fraxinus excelsior L. Sinonimi Non risultano sinonimi. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Magnoliopsida Ordine: Scrophulariales Famiglia: Oleaceae Nome italiano Frassino, Frassino comune, Frassino maggiore Nomi locali: Frassina, Frasin, Frassin, Vovul, Uar, Vuar, Frasœn, Fràsscia. Etimologia Il termine latino Fraxinus trae origine dal greco Phràssein che significa assiepare; Il nome della specie excelsior è comparativo di maggioranza di excelsus, che significa alto, quindi excelsior significa "più alto", con evidente riferimento alle varie specie di Frassini. Descrizione Albero eliofilo a foglia caduca dal portamento slanciato, ma maestoso negli esemplari isolati, in grado di raggiungere l’altezza di 40 metri; il tronco, che può superare il metro di diametro, è dritto e cilindrico; corteccia inizialmente liscia, di colore grigio verdastra e con macchie chiare, con l’età assume toni grigio-brunastri e fessurazioni longitudinali; i rami sono opposti, lisci e di colore verdastro chiaro; le gemme, evidenti e tomentose, sono opposte, di colore nerastro, con quella posta all’apice dei rami di dimensioni maggiori. Foglie Possono superare anche 25 cm di lunghezza; opposte, imparipennate, composte di (7) 9 ÷ 13 (15) foglioline di dimensioni fino a cm 12 x 2 ÷ 4, lanceolate, con apice acuto, sub sessili ma con la terminale picciolata; margine finemente seghettato, con nervature evidenti che si diramano verso il bordo; colore verde lucido nella pagina superiore, più chiaro e glabro in quella inferiore. Fiori Compaiono prima delle foglie sui rami dell’anno precedente e si presentano come piccole pannocchie laterali, ascellari; fiori privi di corolla e calice, ermafroditi ma anche unisessuali: in questo caso quelli maschiili sono composti di due soli stami, con antere porpora mentre quelli femminili sono muniti ovario bicarpellare ed assumono una colorazione più verdastra. Frutti Sono samare lanceolato-lineari, ottuse, lunghe fino a 60 mm, peduncolate e riunite in grappoli; inizialmente di colore verde chiaro, poi giallastre, e rossicce alla maturazione, rimangono attaccate ai rami per tutto l’inverno e, per un complesso sistema di esigenze, soprattutto climatiche, possono germinare al secondo anno dalla maturazione (in genere 18 mesi). Periodo di fioritura Legato alle condizioni ambientali, da Marzo a Maggio. Territorio di crescita Specie diffusa in tutta Europa fino al Caucaso, nel nostro Paese è presente soprattutto nelle Regioni settentrionali, la sua frequenza diminuisce scendendo verso sud; assente in Basilicata e Calabria, naturalizzata in Sardegna. Quota di diffusione dal livello del mare fino a 1500 (1600) metri. Habitat esigente in fatto di acqua lo si trova lungo le pendici umide e luminose della bassa montagna, nelle vallette golenali e, scendendo, nei freschi boschi planiziali, lungo i corsi d’acqua e, soprattutto negli alvei degli stessi. Somiglianze e varietà Può essere confuso con -Fraxinus angustifolia Vahl s.l. che ha dimensioni più ridotte, ambiente di crescita ancora più umido, foglioline più strette, margine con dentature pari alle nervature e provviste di rachide pubescente, fioritura anticipata; negli areali nei quali queste due specie si sovrappongono, si possono facilmente trovare degli esemplari ibridi, essendo queste due entità completamente interfeconde. -Fraxinus ornus L. (orniello) caratterizzato dalle dimensioni molto ridotte, foglie picciolate a margine ondulato, corteccia liscia, fioritura anticipata. Specie protetta Questa specie è protetta in Umbria. Costituenti chimici Acido ursolico, benzochinone, mannitolo, tannini, fenoli, cumarine, flavonoidi, acido ascorbico, iridoidi, siringoside e tannini Uso Alimentare Anticamente i frutti venivano messi in conserva di sale ed aceto per essere usati come condimento; questa preparazione è ancora in uso in Siberia. Dalle foglie si può ricavare un succedaneo del tea. Uso cosmetologico L'estratto di foglie di Fraxinus excelsior svolge una riconosciuta azione tonificante sulla pelle. Dal 1996, per decisione della Commissione Europea, entra nell'inventario degli ingredienti comunemente utilizzati come tonici nei prodotti cosmetici. L'infuso, ricavato dalle foglie, può essere usato come rinfrescante per la pelle irritata. Uso Farmacologico Ricerche in campo farmacologico e fitochimico hanno messo in luce che l’estratto alcolico ricavato dalla corteccia di Fraxinus excelsior sviluppa un’effettiva azione antiossidante ed antinfiammatoria. Altri usi medicinali per questa pianta sono nel trattamento dell’arteriosclerosi e della ipercolesterolemia. Medicina alternativa e Curiosità In fitoterapia i preparati di Frassino vengono utilizzati per le loro proprietà antinfiammatorie, analgesiche ed antiflogistiche: l’azione antinfiammatoria sembra possedere una specifica efficacia sulla parete colecistica, per cui viene suggerito in particolare l’uso nelle colecistiti croniche. Oltre a queste indicazioni, al Frassino sono riconosciute attività diuretica e uricosurica: quindi viene indicato in casi di artrosi, iperuricemia, gotta, ipercolesterolemia, ritenzione idrica, cellulite;le parti utilizzate sono le foglie e la corteccia di rami giovani. Per uso esterno si può utilizzare un infuso di foglie per fare impacchi in caso di dolori articolari e disturbi reumatici. Faxinus excelsior è un albero importante nella mitologia e nel folklore europei e, soprattutto nei nordici, è stato sempre considerato un albero magico e sacro; molti sono i riferimenti alle leggende legate al dio Odino: si narra che lo stesso Odino (Igg) abbia acquisito i sui poteri magici, dopo essersi impiccato ed aver trascorso un lungo tempo all’interno di un frassino; in Scandinavia questo albero viene chiamato Igg-drasil cioè cavallo di Odino. Il nome inglese moderno, Ash, deriva dalla parola Anglo-Sassone “aesc”, che significa: lancia. Nell’alfabeto celtico Ash o “Nion” rappresenta la nostra, moderna, lettera N- In Gran Bretagna l’antica saggezza popolare indica che, quando le gemme della Quercia si schiudono prima di quelle del Frassino, l’estate sarà secca e sarà invece umida se quelle del Frassino saranno le prime ad aprirsi. Note Il legno, di colore molto chiaro, quasi bianco, è compatto, resistente ed elastico e duttile: queste doti ne fanno un materiale particolarmente adatto per la costruzione di mobili, attrezzi sportivi, quali racchette da tennis, sci, mazze da golf, ma anche slitte, utensili da cucina, carri, comprese ruote e raggi ed in tutti quei casi in cui robustezza ed elasticità siano richieste; all’aperto, tuttavia, questo legno si altera facilmente, quindi, non è consigliabile utilizzarlo, ad esempio, per gli infissi. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Baruffa, G.B. Pau, Annamaria Bononcini, Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT Fraxinus excelsior L. - Foto di Giovanni Baruffa
  13. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Sezione trasversale di un frutto, si nota la disposizione radiale dei loculi.
  14. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Sezione di frutto maturo: a maturità la polpa assume un colore giallo-carico, il sapore è molto dolce, dovuto alla grande quantità di sostanze zuccherine contenute.
  15. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Frutto maturo: in questa fase i frutti diventano molto morbidi (tanto che si disfano alla minima pressione) e sono presto caduchi.
  16. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Sezione longitudinale di un frutto in fase di maturazione: si notano le cavità loculari e qualche seme; un seme in particolare è sezionato radialmente, e si nota la spigolosità della superficie esterna.
  17. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Frutti non ancora maturi.
  18. Arbutus unedo L. - fotografia di Marika Frutti.
  19. Arbutus unedo L. - fotografia di Mauro Cittadini Frutti.
  20. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Fiori e frutti in diverse fasi di maturazione.
  21. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau La fioritura avviene contemporaneamente alla maturazione dei primi frutti, cosicchè si hanno contemporaneamente frutti maturi, frutti in diverse fasi di maturazione, e fiori, dando così alla pianta un aspetto particolarmente affascinante.
  22. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Gli stami sono ancorati alla base della corolla, in modo che, una volta che l'ovario è stato fecondato, vengano eliminati assieme ad essa: nella foto la sezione di una corolla appena caduta che porta ancora gli stami.
  23. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Frutto allo stato embrionale, impiegherà un anno per trasformarsi fino a maturare.
  24. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Dopo che l'ovario è fecondato la corolla è presto caduca, lasciando libero il gineceo.
  25. Arbutus unedo L. - fotografia di G.B. Pau Sezione longitudinale dell'ampolla corollina, si nota l'androceo (con filamenti slargati alla base e dotati di lunghi peli radi, e antere rosse con le caratteristiche appendici) e il gineceo con lo stilo che arriva all'incirca all'altezza della strozzatura da cui si dipartono i lobi corollini: tale conformazione è una strategia per fare in modo che i pronubi, all'atto di entrare o uscire dall'ampolla per succhiare il nettare, si strofinino sullo stigma in modo da depositarvi i grani pollinici di cui è si intriso il loro corpo all'atto di visitare altri fiori o il medesimo fiore.
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