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Alessandro F

2009.01 - Toscana - Tutor Paolo Benelli

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Bjerkandera adusta (Willd.: Fr.) Karsten

Ancora l’imenoforo

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Con l’evidente annerimento della superficie poroide. Anche dove è stata toccata (vedi l’impronta digitale lasciata in basso sulla sinistra) tende subito ad annerire.

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Visto da sopra (superficie sterile del cappello) non è un fungo dalle caratteristiche appariscenti: la superficie è nettamente feltrata-lanosa, con colori prevalentemente chiari (panna, crema, grigiastro, rosa sporco), anche con macchie verdi per la presenza di alghe. In genere si presenta sessile o tutt’al più con gambo rudimentale, laterale e brevissimo. La forma del cappello varia dal rotondeggiante a quella di un ventaglio; l’orlo è lanoso, irregolare, lobato e involuto. Le dimensioni variano da 1 a poco più di 5 cm. Comune durante tutto l’anno, soprattutto su legno di latifoglie.

Schizophyllum commune Fr.: Fr.

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Schizophyllum commune Fr.: Fr.

La caratteristica fondamentale è data dalle lamelle o, meglio, dal loro filo che è tipicamente fessurato longitudinalmente sì da far apparire le lamelle stesse come sdoppiate. Sembra infatti che le lamelle siano “incollate” due a due con le loro facce. In realtà è solo il filo della singola lamella che è sdoppiato e che crea questa particolare illusione ottica. Il nome del Genere Schizophyllum deriva dal greco skhízo = fendere e phýllon = foglia [col significato di foglia (= lamella) divisa]. Il colore delle lamelle varia dal crema-carnicino al rosa-rosso

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Trichaptum fuscoviolaceum (Ehrenb.) Ryvarden

Lignicolo annuale, con superficie sterile vellutata, tomentosa-feltrata, anche zonata e quasi sempre coperta in parte da alghe verdi che contribuiscono alla colorazione complessiva; la colorazione (a prescindere dalle alghe) è biancastra o grigia; il margine è sottile, di colore violetto. Imenoforo dal colore violaceo da giovane, poi brunastro; la sua struttura è fessurata a pseudolamelle irregolari che in vecchiaia o da secco possono assumere un aspetto quasi a forma di rastrello (irpicoidi) o idnoidi. La struttura è più marcatamente lamellata e con orientamento radiale verso il margine. Habitat preferito su Pino, ma anche su Peccio e Larice. Gli è simile T. abietinum con habitat preferenziale su Abete e con imenoforo dalla struttura meno lamellare e più poroide, con pori irregolari rotondo-angolosi. T. biforme, anch’esso simile, cresce su latifoglie.

 

Una colonia ormai alla fine del ciclo, quasi tutta invasa dalle alghe verdi e con l’imenoforo che ha preso la caratteristica struttura irpicoide

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Le pseudolamelle si sono completamente lacerate: ora sembrano proprio denti di un rastrello. Per avere un’idea di come si presenta il fungo da giovane cliccare qui

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