Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'Orchidee spontanee'.

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica - A.M.I.N.T.
    • A.M.I.N.T. La nostra Associazione Micologica
    • Raduni e Manifestazioni A.M.I.N.T.
    • Nuclei Territoriali AMINT
  • C.S. AMINT - Area Riservata Micologica
  • Discussioni Micologiche
    • Foto Funghi trovati divisi per Anno di Competenza
  • Didattica Micologica
    • Legge 124/2017 - Art.1 commi 125-129
  • Archivio Micologico Generale Fotografico
    • Indice dei contenuti
    • Novità!
    • Funghi Commestibili
    • Funghi Velenosi
    • Funghi Non Commestibili o Sospetti
  • C.S. AMINT - Area Riservata Botanica
  • Discussioni Botaniche
    • Novità!
    • Schede di Alberi e Arbusti
    • Schede delle erbe, piante e fiori spontanei
    • Flora Mediterranea
    • Un Fiore alla volta di Giorgio Venturini
  • Orchidee Italiane
    • Collaborazioni
    • Forum G.I.R.O.S.
    • Galleria Fotografica AMINT delle Orchidee Italiane
    • Segnalazione Ritrovamenti delle Orchidee nelle Regioni Italiane
    • Schede delle Orchidee Italiane
    • Schede Fotografiche degli Ibridi di Orchidee
    • Schede Fotografiche dei Lusus di orchidee
  • Zoologia

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Residenza


Interessi

  1. Epipactis microphylla (Ehrh.) Sw. Sinonimi Serapias microphylla Ehrh. Elleborine microphylla (Ehrh) Schinz & Thell. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Elleborine minore Elleborine a foglie piccole Etimologia Dal greco mikros (piccolo) e phyllon (foglie); con riferimento alle foglie molto piccole. Descrizione Pianta rizomatosa, con fusto di 15-50 cm di altezza, pubescente, verde violaceo. Foglie Foglie amplessicauli, un pò carenate, di 2,5-5 cm di lunghezza per 0,5-2,5 cm di larghezza, più corte degli internodi; di colore verde-grigiastro. Fiori Fiori piccoli da 4 a 30 spesso penduli, bianco-verdastro macchiati di viola, profumati di vaniglia. Ipochilo nettarifero, verde lucente o violetto; epichilo cordiforme bianco-verdastro a bordi ondulati, con due callosità molto increspate alla base. Rostello ben sviluppato anche se la specie e spesso autogama a causa del rapido disseccamento dei pollinii che diventano presto pulverulenti, sperone assente. Tipo corologico Eurocaucasico Periodo di fioritura Maggio-agosto Territorio di crescita presente su tutto il territorio italiano (escluso val d'aosta) Habitat Boschi ombrosi di latifoglie raramente di conifere, preferibilmente su terreni calcarei. Somiglianze e varietà Epipactis atrorubens (hoffm. ex Bernh.) Besser che si differenzia per il numero superiore delle foglie, e di dimensioni maggiori. Note Questa specie usa entrambi i meccanismi riproduttivi: L'autogamia e la fecondazione incrociata. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Epipactis microphylla (Ehrh.) SW., Regione Emilia Romagna, Luglio 2006 - foto di Gianni Bonini
  2. Epipogium aphyllum Sw. Sinonimi Satyrium epipogium L. Orchis aphylla F.W. Schmidt Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Epipogio Etimologia Il nome del genere dal greco epi=sopra e pogon=labello, a causa della mancata torsione dell'ovario, il labello e rivolto in alto rispetto alle altre specie di orchideacee. il nome specifico dal latino aphyillus=senza foglie. Descrizione Pianta saprofita alta 5-20 cm, con fusto gracile eretto o scadente, privo di clorofilla e di foglie, con scaglie menbranacee bianche giallicce. Fiori Infiorescenza rada di 2-10 fiori penduli, piuttosto grandi, penducolati, non resupinati. Brattee membranose, lineari, lunghe fino a 1 cm, sepali e petali sub-uguali rivolti in basso, giallastri o leggermente rosati, lanceolati; labello biancastro, grande, articolato in ipochilo ed epichilo: il primo con due lobi laterali molto corti ed ampia cavità prolungata in uno sperone ascendente, nettarifero; epichilo cordiforme, concavo, con bordi crestati e papillosi, traslucido. Ovario non contorto. Tipo corologico Eurasiatico Periodo di fioritura Giugno-agosto Territorio di crescita Presente in quasi tutte le regioni italiane (escluso Val d'Aosta, Umbria, Puglia e isole) Habitat All'ombra di foreste di conifere, più raramente in faggeta, su terreno ricco di humus. Note Specie rara e instabile, può scomparire dalle zone abituali di crescita per diversi anni, in quanto può riprodursi sotto terra per autofecondazione. I rizomi formano spesso numerosi bulbilli per cui gli scapi si trovano spesso in gruppetti. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Epipogium aphyllum Sw., Regione Trentino Alto Adige, Agosto 2006 - foto di Gianni Bonini
  3. Epipactis placentina Bongiorni & Grùnanger Sinonimi Epipactis muelleri subsp. cerritae M.P. Grasso Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Epipactis di Piacenza Elleborine piacentina Etimologia Il nome del genere dal greco "Epipaktis" , nome con cui era nota la pianta del veratro, per la somiglianza delle foglie. Il nome specifico dal latino Placentia=Piacenza, per la provincia di Piacenza nel cui territorio è stata segnalata per la prima volta. Descrizione Pianta alta fino a 40 cm, solitamente a fusto isolato, eretto, abbastanza robusto. Rosato verso il basso e pubescente nella parte alta. Foglie Foglie da 4 a 7, sessili, amplessicauli, sempre più lunghe degli internodi, a margine ondulate; le basali sono ovato-lanceolate, le caulinari sono lanceolate poi bratteiformi e sempre più lunghe dell'ovario. Fiori Inflorescenza allungata, densa, multiflora. Fiori leggermente profumati; piccoli, autogami, penduli. Sepali lunghi fino a 9 mm e larghi fino a 4 mm, ovato.lanceolati, verdastri con sfumature rosate al margine. Petali dimensionati come i sepali, di colore rosa carico in particolare all'apice. Venature verdastre poco marcate. Labello da 6 a 8 mm; ipochilo semiglobato, più o meno tondo 3,5-4,5 mm, contiene nettare, colore rosa all'esterno e porpora all'interno; epichilo triangolare, piano, con i bordi revoluti. Ginostemio biancastro. Mancano clinandrio e viscidio; polline giallo che cade disgregato sullo stigma. Ovario ritorto, clavato, brevemente pedicellato. Tipo corologico Euromediterraneo; segnalata in europa ma localizzata in Francia, Svizzera e slovacchia. Periodo di fioritura Giugno, Luglio, Agosto. Territorio di crescita Segnalata sporadicamente in diverse regioni. Habitat Boschi luminosi e ombrosi, radure, cespuglieti. Su terreno neutro o acido da 100 a 1200 m. Somiglianze e varietà Epipactis muelleri Godfrey, che si distingue principalmente da E. Plancentina per l'epichilo cordiforme, biancastro, con callosità molto attenuate. Note Entità autogama che si riproduce per autoimpollinazione. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini - Emilio Pini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Epipactis placentina Bongiorni & Grùnanger, Regione Liguria, Luglio 2010 – Foto di Antonia e Massimo Puglisi
  4. Epipactis leptochila (Godfery) Godfery Sinonimi Epipactis viridiflora var. leptochila Godfery Epipactis helleborine subsp. leptochila (Godfery) Soó Epipactis cleistogama C. Thomas Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Elleborina viride. Etimologia Il nome del genere dal greco "Epipaktis" nome con cui si intendeva la pianta del veratro per la somiglianza delle foglie. Il nome specifico dal greco lepto = sottile - cheilos = labbro, in riferimento alla forma dell'epichilo. Descrizione Pianta verde pallido, con rizoma portante da 1 a 5 fusti piuttosto spessi, flessuosi, a volte sterili, alti da 20 a 80 cm., pubescenti in alto. Foglie 3-10 foglie caulinari, più lunghe degli internodi, curvate verso il basso, dai bordi ondulati e finemente denticolati, le mediane ovato lanceolate, strettamente lanceolate e bratteiformi le superiori. Brattee inferiori pendule, molto lunghe, fino a 8 cm., progressivamente decrescenti verso l'alto. Fiori Infiorescenza lassa, subunilaterale, composta da numerosi ( fino a 35 ) fiori grandi, quasi sempre autogami, poco aperti, spesso penduli, di colore verde biancastro o giallastro, a volte sfumati di porpora. Sepali lanceolati, acuminati, carenati; petali subuguali, meno carenati dei sepali, sovente più rosati. Ipochilo nettarifero, rosa verdastro all'esterno, bruno rossastro e lucido all'interno. Epichilo da biancastro a verdastro, sensibilmente più lungo che largo, cordiforme, più o meno acuminato, con apice non riflesso, munito alla base di gibbosità arrotondate, a volte di colore rosato. Rostello assente o inefficace alla fioritura, pollinodi friabili poi polverulenti. Ovario peduncolato. Tipo corologico Centroeuropeo. Periodo di fioritura Giugno, Luglio, Agosto. Territorio di crescita Specie rara e localizzata, è sporadicamente segnalata in alcune regioni del Centro_nord e in Puglia. Habitat Boschi freschi e ombrosi, di latifoglie e a nocciolo. Su terreno calcareo. Somiglianze e varietà Epipactis leptochila subsp. neglecta Kümpel ( =Epipactis leptochila var. neglecta Kümpel), che si differenzia principalmente per la fioritura più precoce e l'epichilo ad apice riflesso. La posizione tassonomica di questa specie è alquanto dubbia e, almeno per quanto riguarda gli esemplari segnalati nel nostro paese, alcuni ricercatori la ritengono più vicina al gruppo di E. helleborine. Note Le epipactis sono piante nettarifere, il nettare attira gli insetti impollinatori, tra cui vespe, api e ditteri. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Epipactis leptochila (Godfery) Godfery, Regione Liguria, Luglio 2010 - foto di Antonia e Massimo Puglisi
  5. Epipactis persica subsp. gracilis (B. Baumann & H. Baumann) W. Rossi Sinonimi Epipactis baumanniorum Strohle Epipactis exilis P. Delforge Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Elleborine gracile Epipactis gracile Etimologia Il nome del genere dal greco "Epipaktis" , nome con cui era nota la pianta del veratro, per la somiglianza delle foglie. Il nome specifico dal latino persicus = della Persia e gracilis= gracile, per l'esilità della pianta. Descrizione Pianta esile, alta 15-45 cm., con fusto sottile, verdastro, pubescente nella parte superiore, munito di 2-3 guaine basali. Foglie 2-4 foglie caulinari, tutte inserite nella metà superiore del fusto, con margini muniti di impercettibili papille, Quelle inferiori ellittiche, lanceolate le superiori. Brattee lanceolate, quella inferiore più lunga del fiore, le altre progressivamente più corte. Fiori Infiorescenza lassa, più o meno unilaterale, composta da 3-15 piccoli fiori penduli e campanulati. Sepali verdi, ovato lanceolati. Petali poco più corti e larghi, di colore generalmente più chiaro dei sepali. Labello più corto dei sepali; epichilo triangolare, bianco verdastro, con apice più o meno ripiegato all'indietro, munito di due gibbosità basali talora sfumate di rosa. Ovario allungato e con un breve peduncolo. Rostello assente o inefficace. Tipo corologico Subendemico. L'areale, ancora in fase di determinazione, è disgiunto: Europa sud-orientale, dalla Sardegna alla Bulgaria e dall'Ungheria alla Grecia. Periodo di fioritura Luglio-Agosto. Territorio di crescita Segnalata in varie regioni dell'Italia centrale e meridionale. Habitat Boschi di latifoglie, specialmente bosco maturo di faggio, su substrato calcareo. Dai 400 ai 1800 mt. Somiglianze e varietà Epipactis leptochila (Godfery) Godfery , segnalata sporadicamente in diverse regioni dell'Italia settentrionale e centrale, che si distingue da Epipactis persica (Soò) Nannf. Subsp. gracilis (B. Baumann & H. Baumann) W. Rossi principalmente per l'epichilo più lungo che largo, anche se di poco. Note Entità autogama, che si riproduce per autoimpollinazione. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Epipactis persica subsp. gracilis (B. Baumann & H. Baumann) W. Rossi, Regione Sardegna, Giugno 2009 - Foto di Franco Sotgiu
  6. Neotinea ustulata (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase Sinonimi Orchis parviflora Willd. Orchis ustulata L. Orchis ustulata var. aestivalis Kumpel Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Orchide bruciacchiata. Etimologia Il nome del genere deriva dall'aggettivo greco neòs = nuovo e dal nome del botanico siciliano V. Tineo, cui è dedicato. Il nome specifico dal latino ustulare = bruciacchiare, in riferimento al colore porpora scuro del fiore in boccio e del casco. Descrizione Pianta generalmente di piccole dimensioni, con fusto alto da 10 a 50 cm., eretto, angoloso verso l'infiorescenza, dotata di due rizotuberi ovoidali ed alcune radici. Foglie 5-10 foglie non maculate, oblungo lanceolate, le basali raccolte in rosetta, le caulinari guainanti. Brattee membranacee, rosso brune, lunghe come l'ovario o poco più corte. Fiori Infiorescenza dapprima densa, corta, conica, con l'avanzare della fioritura diviene ovoidale e alquanto lassa nella parte inferiore, composta da numerosissimi piccoli fiori profumati, di colore rosso scuro quando in boccio; sepali e petali brunastri all'esterno, verdastri venati di porpora all'interno, conniventi a formare un casco arrotondato. Labello trilobato, bianco con poche macchie rosso violacee; lobi laterali divergenti, ottusi o denticolati all'apice, più corti del lobo mediano che è diviso in due lobuli, separati da un dentino. Sperone cilindrico, corto, discendente. Tipo corologico Eurosiberiano. Periodo di fioritura Da Aprile ad Agosto. Territorio di crescita Presenta in tutta la penisola, manca in Sicilia e Sardegna. Habitat Prati soleggiati e aridi, cespuglieti, soprattutto nelle zone montane, su substrato calcareo o poco acido, fino a oltre i 2000 mt. Somiglianze e varietà Specie poco variabile, ben distinguibile per la piccola taglia ed il colore dei fiori. Note Specie isolata, impollinata da Echinomya magnicornis, un Dittero della famiglia delle Tachinidae. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Neotinea ustulata (L.) Bateman, Pridgeon & M.W. Chase, Regione Emilia Romagna, Giugno 2008- foto di Annamaria Bononcini.
  7. Dactylorhiza sambucina (L.) Soò Sinonimi Dactylorhiza latifolia (L.) H.Baumann & Kunkele Orchis sambucina L. Orchis lutea Dulac Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Orchidea sambucina Giglio sambucino Etimologia Il nome del genere (Dactylorhiza ) deriva dal greco. La prima parte daktulus significa dito e la seconda rhiza significa radice e si riferiscono alla forma dei tuberi che ricordano le dita delle mani. Il nome specifico sambucina fa riferimento all’ odore di sambuco che, si dice, sia emanato dal fiore. Descrizione Come per le altre specie appartenenti a questo genere i tuberi sono digitati e, di frequente, profondamente divisi. La pianta è robusta, alta da 20 a 40 cm. Foglie Distribuite lungo l’intero fusto, le inferiori ovate, le superiori lanceolate, lunghe dai 5 ai 12 cm e larghe da 1 a 3 cm. Fiori Infiorescenza densa, con brattee lanceolate, le inferiori più lunghe del fiore intero. Fiori gialli o porpora che, meno di frequente, possono presentare entrambi i colori o sfumature intermedie. Labello vagamente trilobato, con punteggiatura rossastra più o meno evidente alla base e margine spesso ondulato. Sepali laterali ovati, eretto-patenti, il mediano diretto in avanti e connivente con i petali, a formare un casco lasso. Lo sperone è cilindrico, robusto, più o meno arcuato e diretto verso il basso, lungo circa come l’ovario. Tipo corologico Euro-caucasico Periodo di fioritura Da aprile a giugno Territorio di crescita Presente su tutto il territorio italiano,manca in Sardegna Habitat Prati aridi, pascoli montani, boschi aperti e luminosi, diffusa dai 300 a oltre 2000 mt. Predilige i terreni alcalini o leggermente acidi e piuttosto asciutti. Somiglianze e varietà Dactylorhiza romana subsp. romana (Sebast.) Soó, che presenta il labello non maculato e sperone più o meno arcuato verso l’alto. Dactylorhiza insularis (Sommier) Landwehr il cui carattere distintivo più sicuro è costituito dallo sperone orizzontale ( discendente nella sambucina e arcuato verso l’alto nella romana). Note I fiori sono privi di nettare, l'impollinazione è entomofila e viene operata dai bombi, imenotteri della famiglia delle Apidae. Si basa sull'inganno visivo poichè questi insetti vengono attratti dall'aspetto dei fiori, che ricorda quello di altre specie nettarfere. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Dactylorhiza sambucina (L.) Soò, Regione Emilia Romagna, Giugno 2006 - foto di Emilio Pini
  8. Barlia robertiana (Loisel.) Greunter =Himantoglossum robertianum (Loisel.) P. Delforge Sinonimi Aceras longibracteatum (Biv.) Rchb. Fil. Orchis robertiana Loisel. Orchis longibracteata Biv. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Orchidea di robert Barlia di robert Etimologia Il nome del genere dedicato al botanico francese G.B. Barla (1817-1896) Il nome specifico dedicato al botanico francese G.N. Robert (1776-1857) Descrizione Pianta robusta alta fino a 80 cm, con fusto verde nella parte inferiore e sfumato di violetto alla sommità. Foglie Foglie carnose di colore verde brillante, ovato-lanceolate, riunite in rosetta basale, guainanti le superiori. Fiori Infiorescenza molto densa con fiori grandi e brattee fogliacee violette. Labello trilobato, allungato, di colore bianco-rosato nel centro con macchie più scure ai bordi; lobo mediano allungato, lobi laterali falciformi più corti del mediano, con bordi crespati, diritti in avanti, sperone corto. Tipo corologico Stenomediterranea Periodo di fioritura Gennaio-aprile Territorio di crescita italia centro-meridionale isole comprese. Habitat Prati, garighe, cespuglieti e margini delle strade. Somiglianze e varietà Questo genere in Italia è presente con questa unica specie. Note I fiori sono nettariferi, l'impollinazione entomofila (soprattutto bombi) talora autofecondazione. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Barlia robertiana (loisel.) Greunter, Regione Sardegna, Marzo 2008 - foto Franco Sotgiu =Himantoglossum robertianum (Loisel.) P. Delforge
  9. Ophrys classica Devillers-Tersch. & Devillers Sinonimi O. sphegodes subsp. classica (Devillers-Tersch. & Devillers) Kreutz Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Ofride verde Fior di ragno Etimologia Il nome del genere deriva dal greco ophrys = sopracciglio, forse perchè questo tipo di fiore veniva utilizzato per ricavare tinture per capelli e sopracciglia o, forse, per la forma dei tepali interni, simili appunto a sopracciglia. Il nome specifico dal latino classis = flotta, in riferimento al locus classicus, l'Argentario, per le stazioni localizzate vicine alla costa. Discussione Gli autori hanno descritto Ophrys classica come anello mancante tra le arachnitiformis francesi e le exaltata del Sud Italia, affermando che il colore e la dimensione degli pseudoocchi la avvicinano al gruppo di O. passionis ed O. garganica. Noi riteniamo che questi caratteri la avvicinino soprattutto alla serie Sphegodes/Araniferae. Descrizione Pianta slanciata alta 25-40 cm. Foglie Foglie ovato-lanceolate riunite in rosetta basale, le cauline guainanti il fusto. Fiori Infiorescenza lassa, con numerosi fiori di medie dimensioni, disposti in alto sul fusto. Sepali distesi di colore verde o verde-biancastro; petali distesi lateralmente e verso l'alto glabri, oblungo-lanceolati, con margine ondulato ed estremità tronca, più scuri dei sepali. Labello intero, molto convesso, globoso, di forma squadrata, marrone, vellutato, con pelosità bruno rossiccia, con margine glabro più chiaro e giallastro. Macula basale dal disegno semplice, solitamente a forma di H. Gibbosità importanti. Campo basale concolore al labello; cavità stigmatica più chiara al centro, con due pseudo-occhi verdastri, grigiastri o nerastri. Appendice molto piccola, inserita in una incisura. Ginostemio a rostro lungo, formante un angolo acuto col labello. Tipo corologico Centro mediterraneo. Periodo di fioritura Da febbraio a maggio. Territorio di crescita Regioni del Centro Sud, Liguria ed Emilia-Romagna Habitat Prati aridi ed incolti, garighe, uliveti e radure boschive. Somiglianze e varietà Ophrys aranifera s.l., da cui si differenzia per avere il labello più globoso e convesso, per le gibbosità pronunciate, il campo basale concolore al labello, il rostro più allungato e per l'areale di crescita, che nella O. aranifera è al Nord del Po. Ophrys passionis subsp. passionis Sennen ex Devillers-Tersch. & Devillers che si differenzia per i petali più grandi, labello generalmente più ampio, con gibbosità basali assenti o quasi, apicolo piccolo sempre presente. Ophrys passionis subsp. majellensis (Helga & Herm. Daiss.) Romolini e Soca che si differenzia per l'altezza della pianta fino a 70 cm, fiori più grandi con labello quasi rotondo, fioritura più tardiva. Ophrys sphegodes subsp. praecox Corrias che si differenzia per la fioritura più precoce, i sepali di norma biancastri, i petali bianco-crema o giallastri, apicolo piccolo generalmente presente. Note L'impollinazione è entomofila, ad opera degli Imenotteri appartenenti al genere Andrena. Scheda di proprietà AMINT realizzata dai Coordinatori Area Orchidee Spontanee - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane
  10. Anacamptis pyramidalis (L.) Rich. Sinonimi Aceras pyramidale (L.) Rchb.f. Orchis pyramidalis L. Anacamptis urvilleana Sommier & Caruana Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Orchide piramidale Etimologia La definizione del Genere è derivata dal greco "anakamptein", si pensa per i due segmenti eretti posti sul labello, il nome di specie "pyramidalis" deriva dal latino piramidale, per la caratteristica forma che assume all'esordio l'infiorescenza di questa orchidea. Descrizione Tuberi ovoidi, pianta esile con fusto slanciato alto 20-60 cm, spesso flessuoso, verde, glabro. Foglie Inferiori lineari-lanceolate 4-10, acute lunghe fino a 25 cm, le superiori guainanti o addirittura bratteiformi. Fiori Infiorescenza densa, inizialmente conica, formata da piccoli fiori rosa (raramente bianchi) sepali laterali patenti, il mediano connivente con i petali a formare un casco. labello trilobato a lobi subuguali, sperone sottile, filiforme curvato verso il basso. Tipo corologico Euromediterraneo (presente in europa e nel bacino del mediterraneo) Periodo di fioritura Da Maggio a Giugno ed in alcune zone può spingersi fino a Luglio. Territorio di crescita Presente nell'intera penisola, isole comprese. Habitat Diffusa in suoli particolarmente calcarei e asciutti, la troviamo presente e ben diffusa nell'intero territorio nazionale, oltre che nei prati collinari e montani, mi capita spesso d'incontrarla ai bordi delle strade interne delle aree boschive più aperte. Somiglianze e varietà Non esistono specie simili, questo Genere in Italia è presente con questa unica specie. Note L'impollinazione di questa specie avviene grazie all'azione di lepidotteri notturni e diurni, le due alette laterali collocate alla base del labello inferiore guiderebbero gli insetti impollinatori verso il nettare provocando con il necessario passaggio la fecondazione del fiore. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Anacamptis pyramidalis (L.) Rich., Regione Marche, Giugno 2008 - Foto di Pietro Curti
  11. Limodorum abortivum (L.) Sw. Sinonimi Orchis abortiva L. Ionorchis abortiva (L.) G. Beck. Bor. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Fior di legna Fiammone Etimologia Abbastanza controversa l'origine del nome di questo genere, per alcuni deriva dal greco "leimòdoron"= dono del prato, per altri da limòdes=affamato con riferimento alla mancanza di clorofilla. Il nome specifico dal latino "abortivum" in quanto molti bottoni fiorali appassiscono ancora prima di sbocciare. Descrizione Pianta rizomatosa, saprofita, fusti robusti alti fino a 90 cm, di colore bruno o violaceo. Foglie Foglie assenti, che sono sostituite da scaglie guainanti. Fiori Infiorescenza lassa, allungata, composta da 6-20 fiori grandi, spesso chiusi. Sepali laterali molto aperti, quello mediano piegato sul ginostemio; petali più piccoli dei sepali sempre molto aperti. Labello articolato con ipochilo concavo, giallastro rigato di viola; epichilo biancastro all'interno con margini rialzati, ondulati. Sperone lungo circa come l'ovario, nettarifero, allungato, rivolto verso il basso. Tipo corologico Euromediterraneo Periodo di fioritura Aprile-luglio Territorio di crescita Presente su tutto il territorio italiano. Habitat Boschi misti, luoghi ombrosi e caldi, preferibilmente su suolo calcareo. Somiglianze e varietà Limodorum trabutianum Batt. che si differenzia per il fusto più gracile e di colore verde-violaceo, per lo sperone assai corto o assente, ed il labello più stretto. Note L'impollinazione può avvenire per vie entomofile ad opera di alcuni imenotteri (bombus e anthidium) o per via autogama. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Limodorum abortivum (L.) Sw., Regione Sardegna, Maggio 2008 - foto di Franco Sotgiu
  12. Anacamptis longicornu (Poir.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase Sinonimi Orchis longicornu Poir. Orchis morio L. subsp. longicornu (Poiret) Douin in Bonnier Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Orchide cornuta Galletti di lungo corno Etimologia La definizione del Genere è derivata dal greco anakamptein=ripiegarsi, probabilmente riferito ai tepali incurvati verso l'alto, o forse ai due segmenti eretti posti sul labello. Il nome specifico deriva dal latino longus=lungo e cornus=corno, con riferimento significativo "dal lungo corno". Descrizione Pianta alta 10-35 cm., fusto eretto, abbastanza robusto, di colore verde alla base, tendente al bruno-violaceo nella parte superiore. Foglie Foglie basali a rosetta, le superiori verdi-violacee, guainanti il fusto. Fiori Infiorescenza piuttosto lassa, cilindrica; brattee membranose poco più corte dell'ovario. Sepali e petali di colore chiaro, più o meno rosati, con nervature verdi, ovati e arrotondati all'apice, a formare un casco più o meno chiuso; labello trilobato, più largo che lungo, con lobi laterali di colore viola, lobo centrale bianco, con piccole macchie viola. Sperone arcuato, ascendente o quasi verticale, più lungo dell'ovario. Tipo corologico Stenomediterranea Periodo di fioritura Marzo-maggio Territorio di crescita Sardegna e Sicilia Habitat Prati magri, macchie, radure dei boschi e garighe, fino a 1200 mt. Somiglianze e varietà Anacamptis morio (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase, che si differenzia per l'infiorescenza meno lassa, lobi laterali di colore più chiaro, numero maggiore di macchioline sul labello, spesso in ordine sparso, sperone mediamente più corto. Note L'impollinazione di questa specie è entomofila, ad opera di Imenotteri. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Anacamptis longicornu (Poiret) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase, Regione Sardegna, Marzo 2007 - foto di Franco Sotgiu
  13. Ophrys forestieri (Rchb. f) Lojac. = Ophrys fusca subsp. lupercalis (Devillers-Tersch. & Devillers) Kreutz Sinonimi O. fusca Link subsp. iricolor Desf. var. forestieri Rchb.f. O. lupercalis Devillers-Tersch. & Devillers Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Ofride di Forestier Etimologia Il nome del genere deriva dal greco ophrys=sopracciglio, forse perchè questo tipo di fiore veniva utilizzato per ricavare tinture per capelli e sopracciglia o, forse, per la forma dei tepali interni, simili appunto a sopracciglia. Il nome specifico dal latino fuscus = fosco-scuro, in riferimento al colore del labello. Descrizione Pianta di piccole dimensioni, di altezza dai 10 ai 30 cm., più spesso intorno ai 15 cm. Fusto eretto, abbastanza robusto in proporzione, verde giallastro sotto l'infiorescenza. Foglie 3-6 foglie basali, oblunghe e piuttosto corte, disposte a rosetta, di colore verde chiaro; 1-2 foglie caulinari più acute, avvolgenti il fusto. Brattee larghe, poco più lunghe dell’ovario. Fiori Infiorescenza spesso piuttosto lassa, composta da 2-8 fiori, di media grandezza. Sepali verde-giallastri, i laterali opposti e ad apice ottuso, il centrale ad apice arrotondato, piegato in avanti sul ginostemio. Petali più piccoli dei sepali, stretti, con apice tronco, glabri, di colore da giallo olivastro a bruno, a bordi più o meno ondulati. Labello trilobato allungato, poco convesso, tomentoso, di colore dal bruno rossastro al nerastro, con margine ribattuto in basso e bordato da una striscia glabra, talora di colore giallo o verdastro; lobo mediano leggermente bilobato; disegno composto da due macchie ovali di colore variabile da bluastro a grigiastro, talvolta con macchie o strie più scure. La pare posteriore del labello è normalmente di colore olivastro, a volte sfumato di rosso. Cavità stigmatica ampia, con rostro corto e ad apice ottuso. Tipo corologico Stenomeditterraneo Periodo di fioritura Da fine Gennaio a Giugno Territorio di crescita Presente in tutte le regioni ad esclusione di Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia. Habitat Pascoli più o meno aridi e sassosi, macchie, garighe, su suolo basico o argilloso, fino a 1400 mt. Somiglianze e varietà La specie è polimorfa e assai variabile. Secondo alcuni autori in Italia sarebbe presente Ophrys lupercalis Devillers-Tersch. & Devillers, mentre la specie descrtta da Link si troverebbe, in Europa, solo nella Penisola Iberica e nelle Baleari e avrebbe una fioritura più tardiva e un labello più lungo e meno scuro di O. lupercalis. Note L’impollinazione è entomofila ed avviene ad opera di Imenotteri, in special modo della famiglia delle Colletidae e delle Andrenidae. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica
  14. Anacamptis papilionacea (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase Sinonimi Orchis decipiens Tod. Orchis expansa Ten. Orchis papilionacea L. Orchis rubra Jacq. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Lliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Cipressino Orchidea farfalla Etimologia La definizione del Genere è derivata dal greco anakamptein=ripiegarsi, probabilmente riferito ai tepali incurvati verso l'alto, o forse ai due segmenti eretti posti sul labello. Il nome specifico deriva dal latino papilio=farfalla, per la forma del labello, simile alle ali di una farfalla. Descrizione Pianta alta fino a 15-50 cm, con fusto robusto e rigido. Foglie Foglie basali distese o semierette, lineari-lanceolate; le cauline guainanti il fusto. Fiori Infiorescenza lassa, più o meno densa, con brattee membranacee soffuse di porpora. Fiori vistosi, con sepali e petali nettamente venati di rosso-porpora con strie scure, conniventi in casco piuttosto lasso; di colore rosa-rosso violaceo; labello intero, con il bordo crenulato, di colore più chiaro e brillante rispetto ai tepali, la base ed il centro più chiari; sperone conico, lungo come l'ovario, orizzontale o lievemente piegato in basso. Tipo corologico Euromediterranea Periodo di fioritura Marzo-giugno Territorio di crescita Presente su tutto il territorio Italiano (escluso il Trentino A.A.) Habitat Prati magri e incolti, garighe, boschi aperti. Somiglianze e varietà Anacamptis papilionacea var. grandiflora (Boiss.) H. Baumann che si differenzia principalmente per i fiori più grandi, ed il labello a ventaglio con striature purpuree. Note La specie, ma questo dato vale solo per l'Italia, sembra impollinata da una piccola vespa, Eucera-tuberculata, i cui maschi, attratti da un inganno visivo (la specie non è nettarifera) lasciano i loro fermoni sul labello, questi attireranno le femmine della stessa specie. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Anacamptis papilionacea (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase, Regione Sardegna, Febbraio 2008 - foto di Gian Battista Pau
  15. Gennaria diphylla (Link) Parl. Sinonimi Orchis diphylla (Link) Samp. Orchis cordata Willd. Coeloglossum diphyllum (Link) Fiori & Paol. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Gennaria Etimologia Il nome del genere (Gennaria) dedicato a P. Gennari botanico sardo (1820-1897). Il nome specifico dal latino diphyllus=con due foglie. Descrizione Pianta slanciata alta 15-20 cm., fusto eretto, gracile, cilindrico di colore verde. Foglie Due foglie caulinari, alterne e ben distanziate tra loro, patenti, guainanti alla base. Fiori Infiorescenza più o meno densa, allungata, formata da numerosi fiori molto piccoli, verdognoli o giallo-verdastri; brattee corte, acuminate, più lunghe dell'ovario. Tepali esterni oblunghi, a formare un casco allungato, con apice ottuso; gli interni con la parte apicale rivolta verso l'alto; labello trilobo, con lobo mediano triangolare, più lungo dei laterali; sperone molto corto, sacciforme; ovario fusiforme, ritorto. Tipo corologico Stenomediterraneo Periodo di fioritura Gennaio-aprile Territorio di crescita Presente in Sardegna e Toscana (Isola d'Elba). Habitat boschi e luoghi ombrosi, macchie e garighe, prevalentemente su suolo acido. Si spinge dal livello del mare fino a 400 m di altitudine. Somiglianze e varietà Non si conoscono varietà, nel nostro paese, per questa specie i cui caratteri morfologici, abbastanza tipici, la rendono difficilmente confondibile con altre. Note Non ci sono notizie sul meccanismo di impollinazione di Gennaria diphylla, probabilmente la specie si propaga anche attraverso la nuova produzione di rizotuberi all'apice di radici lunghe e sottili. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Gennaria diphylla (Link) Parl., Regione Sardegna, Aprile 2008 - foto Franco Sotgiu
  16. Anacamptis laxiflora (Lam.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase Sinonimi Orchis ensifolia Villars Orchis laxiflora Lam. Orchis laxiflora subsp. ensifolia (Villars) Ascherson et Graebner Orchis palustris subsp. laxiflora Friedrichsthal Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Lliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Galletto di palude Orchidea acquatica Orchide palustre Etimologia La definizione del Genere è derivata dal greco anakamptein=ripiegarsi, probabilmente riferito ai tepali incurvati verso l'alto, o forse ai due segmenti eretti posti sul labello. Il nome specifico deriva dal latino laxus =lasso e flos=fiore e fa riferimento all'infiorescenza piuttosto lassa. Descrizione Pianta snella 20-80 cm, fusto eretto, sottile, soffuso di violetto nella parte superiore. Foglie Foglie caulinari abbraccianti, erette, lineari o lineari-lanceolate, carenate, acute. Fiori Infiorescenza lassa con fiori relativamente grandi, di colore violetto o porpora-violaceo scuro; brattee poco più lunghe dell'ovario, verdastre, soffuse di violetto. Sepali ovali, ottusi, i laterali eretti ed addossati; sepalo dorsale da suberetto a bassamente connivente con i petali; Labello più largo che lungo, trilobato con il lobo mediano più corto dei lobi laterali; con base e centro biancastri non maculati o con tenui macchioline violette; sperone lungo 10-20 mm ascendente, cilindrico, leggermente dilatato all'apice. Tipo corologico Euromediterraneo Periodo di fioritura Aprile-giugno Territorio di crescita Presente su tutto il territorio Italiano (escluso la val d'Aosta e Trentino A.A.) Habitat Luoghi paludosi e prati umidi. Somiglianze e varietà Si distingue dalla vicina anacamptis palustris (Jacq.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase, per il colore più scuro dei fiori, per il labello largo, vagamente trilobato, con il lobo mediano più corto dei laterali. Note L'impollinazione di questa specie è entomofila, ad opera di imenotteri. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Anacamptis laxiflora (Lam.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase, Regione Emilia Romagna, Giugno 2008 - foto di Annamaria Bononcini
  17. Cephalanthera longifolia (L.) Fritsch Sinonimi Cephalanthera ensifolia (Murray) L.C.M. Richard Cephalanthera Xiphophyllum Rchb. Serapias helleborine L. var. longifolia L. Cephalanthera angustifolia Simonk. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Cefalantèra maggiore Elleborina bianca Elleborina a foglie lunghe Etimologia Il nome del genere (cephalanthera) deriva dal greco, la prima parte significa "testa" (chepalos) la seconda "anthera" (antheros) ed indica la forma del fiore simile ad una testa. Il nome specifico dal latino longus (lungo e folium (foglia) con chiaro riferimento alle foglie. Descrizione Pianta con rizoma breve, fusto slanciato, sinuoso, alto fino a 60 cm. Foglie Foglie lineari-lanceolate, acute disposte su due file, lunghe fino a 18 cm. Fiori Inflorescenza allungata con fiori di colore bianco puro, semichiusi. Brattee fiorali piccole, le superiori più corte dell'ovario, sepali e petali accuminati. Labello concavo alla base, epichilo cordiforme dotato di 4-7 creste giallo-arancio, ovario sessile , ritorto, sperone assente. Tipo corologico Euro-asiat. Periodo di fioritura Aprile-giugno Territorio di crescita Presente su tutto il territorio italiano. Habitat Boschi di latifoglie e aghifoglie in luoghi ombrosi. Somiglianze e varietà Cephalanthera damasonium (Miller) Druce che si differenzia per il colore del fiore più giallognolo e le foglie più corte. Cephalanthera rubra (L.) L.C. Rich. con fiori rosa o porporino-violaceo. Note I fiori di cephalanthera vengono impollinati da imenotteri che scambiano le creste gialle presenti sul labello per stami ricchi di polline, che servono per nutrire le proprie larve. I pollinii rimangono attaccati al dorso dell'insetto reso appiccicoso dalle sostanze collose del ginostemio che l'imenottero ha toccato. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Cephalanthera longifolia (L.) Fritsch, Regione Toscana, Maggio 2008 - foto di Gianni Bonini
  18. Anacamptis morio (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase Sinonimi Orchis morio L. Orchis morio subsp. picta (Loisel.) K. Richt. Orchis Picta Loisel. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Giglio caprino Pan di cùculo Orchide minore Salep Etimologia La definizione del Genere è derivata dal greco anakamptein=ripiegarsi, probabilmente riferito ai tepali incurvati verso l'alto, o forse ai due segmenti eretti posti sul labello. Il nome specifico secondo alcuni deriverebbe dal latino morio=buffone, per le striature del casco che ricordano il berretto di un giullare. Per altri la derivazione è dal nome dell'elmo dei soldati spagnoli del XVI secolo, morion. Descrizione Pianta alta 10-40 cm, robusta; il fusto è verdastro nella parte inferiore e tende al rosso violaceo in alto Foglie Le foglie inferiori sono allungate e acute e quasi sempre formano una rosetta basale, le caulinari sono erette e guainanti Fiori Infiorescenza più o meno densa e allungata, con brattee lanceolate e violacee. Fiori di colore variabile dal viola scuro al porpora, al lilla, fino al bianco. Sepali e petali conniventi, a formare un casco striato di verde. Labello più largo che lungo, con lobi laterali più ampi, a margini ondulati o anche crespati. La base e il centro del labello sono più chiari e picchiettati di rosso-violaceo. Lo sperone è robusto, clavato, orizzontale o leggermente ascendente, lungo circa come l'ovario. Tipo corologico Euromediterraneo Periodo di fioritura Da marzo a giugno Territorio di crescita Segnalata in tutte le regioni italiane,manca in Sardegna Habitat Pascoli, garighe, radure, su suolo calcareo o debolmente acido, più o meno arido, da 0 a 1900 mt. Somiglianze e varietà Anacamptis picta (Lois.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase, che si differenzia per la pianta più gracile, fino 30 cm, con infiorescenza più corta; i fiori di colore rosato e sperone più lungo dell'ovario, arcuarto e nettamente ascendente. Note Impollinazione entomofila: i fiori, privi di nettare attraggono api e bombi con l'inganno visivo, imitando i fiori che ne sono provvisti. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Anacamptis morio (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase, Regione Emilia Romagna, Marzo 2008 - foto di Gianni Bonini
  19. Himantoglossum adriaticum H. Baumann Sinonimi Himantoglossum hircinum subsp. adriaticum (H. Baumann) Sundermann Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Barbone adriatico Fior cappuccio Etimologia Il nome del genere viene dai termini greci himantos = cinghia, e glossa = lingua e, tradotto letteralmente, significa” lingua a forma di cinghia”, in riferimento alla forma allungata del labello. Il nome specifico è in riferimento all’area principale di diffusione. Descrizione Pianta alta da 30 a oltre 90 cm. Con fusto abbastanza robusto alla base, che si assottiglia in alto, più o meno tinto di bruno porpora nella parte superiore. Foglie 5-12 foglie piuttosto grandi che tendono a seccare precocemente; le basali ovato lanceolate, le superiori più strette e acute, abbraccianti il fusto. Brattee acuminate, lunghe più dell’ovario alla base dell’infiorescenza e decrescenti verso l’alto. Fiori Infiorescenza lassa e multiflora, Quasi inodore. Petali e sepali strettamente conniventi a formare un casco bianco-verdastro, bordato di porpora all’esterno e rigato verticalmente di porpora all’interno. Labello bianco, con macchie di peluria rosso porpora al centro, trilobo; lobi laterali brevi e appuntiti, lobo mediano lungo 3-4 volte più dei laterali, normalmente rosso-bruno, più raramente verde oliva, piatto, contorto a spirale, spesso diviso in due all’apice. Sperone breve e sacciforme Tipo corologico Submediterraneo centrale Periodo di fioritura Da maggio a giugno. Territorio di crescita Presente in tutto il territorio nazionale ad esclusione di Val d’Aosta, Puglia e Sardegna. Habitat In piena luce o a mezz’ombra, su substrato calcareo ed asciutto, in pascoli, garighe, macchie e margini di boschi. Fino a 1400 mt. Somiglianze e varietà Himantoglossum hircinum (L.) Sprengel che si distingue da H.adriaticum per l’aspetto più robusto, l’infiorescenza più densa, di sgradevole odore caprino e il colore del lobo mediano che solitamente, anche se non costantemente, è più tendente al verdastro. Note I fiori, anche se scarsamente nettariferi, sono molto odorosi ed attirano un buon numero di impollinatori di varie famiglie: imenotteri, ditteri, coleotteri, ecc. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Himantoglossum adriaticum H. Baumann, Regione Emilia Romagna, Maggio 2007 - Foto di Gianni Bonini
  20. Himantoglossum hircinum (L.) Spreng Sinonimi Satyrium hircinum L. Orchis hircina (L.) Crantz Loroglossum hircinum (L.) Rich. Aceras hircinum (L.) Lindl. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Barbone di becco. Etimologia Il nome del genere viene dai termini greci himantos = cinghia, e glossa = lingua e, tradotto letteralmente, significa" lingua a forma di cinghia", in riferimento alla forma allungata del labello. Il nome specifico dal latino hircus= caprone, in riferimento all'odore dei fiori. Descrizione Pianta alta da 20 a 90 cm., con fusto robusto, più o meno tinto di rosso brunastro. Foglie Foglie grandi, ellittico-lanceolate, le superiori più corte e acute, guainanti il fusto.Brattee lanceolate, le inferiori più lunghe dei fiori, le superiori più o meno uguali ai fiori. Fiori Infiorescenza densa, composta da numerosi ( fino a 80 ) fiori emananti uno sgradevole odore caprino. Petali e sepali strettamente conniventi a formare un casco bianco-verdastro, bordato di porpora all'esterno e rigato verticalmente di porpora all'interno. Labello trilobo, con lobo mediano nastriforme e brevemente bifido, ripetutamente ritorto, di colore verde brunastro, con macchie di peluria rosso porpora al centro. Tipo corologico Mediterraneo atlantico. Periodo di fioritura Maggio, Giugno, Luglio. Territorio di crescita Toscana. Italia meridionale, Sicilia, Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna. Habitat Prati magri, boscaglie, scarpate, su terreno calcareo. Somiglianze e varietà Himantoglossum adriaticum H. Baumann, , che si distingue per l'aspetto meno robusto, l'infiorescenza più lassa, per i fiori quasi inodori, per il lobo mediano più brevemente bifido e per il colore del lobo mediano che può essere, se pure non costantemente, più tendente al bianco. Note I fiori, anche se scarsamente nettariferi, sono molto odorosi ed attirano un buon numero di impollinatori di varie famiglie: imenotteri, ditteri, coleotteri, ecc. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane
  21. Gymnadenia conopsea (L.) R. Br. Sinonimi Orchis conopsea L. Habenaria gymnadenia Druce Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Manina rosea Orchidea delle zanzare Zonzella Etimologia Il nome del genere, Gymnadenia, dal greco gimnòs = nudo e adèn = ghiandola, per l’assenza di una borsicola a contenere i retinacoli. Il nome specifico dal latino Konops = zanzara , per la somiglianza del lungo sperone con l'apparato boccale di questo dittero. Descrizione Pianta vigorosa, con fusto diritto, alta fino a 60 cm, ; provvista di due rizotuberi digitati. Foglie 3-8 foglie lineari, lanceolate, erette, carenate, non maculate, decrescenti verso l’alto, le caulinari bratteiformi; brattee lunghe almeno come l’ovario. Fiori Infiorescenza densa, prima conica poi cilindrica, con numerosi fiori profumati, di colore da rosa a lilla a violaceo, più raramente bianchi. Sepali laterali patenti; quello mediano curvato in avanti, a formare coi petali un casco piuttosto aperto. Labello trilobo, più largo che lungo; sperone sottile, arcuato verso il basso, lungo fino a due volte l’ovario. Tipo corologico Euroasiatico Periodo di fioritura Da maggio ad agosto Territorio di crescita E’ presente in tutte le regioni, ad esclusione di Sicilia e Sardegna. Più frequente sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale. Habitat Praterie, pascoli, su cigli e scarpate, in posizioni ben esposte, di preferenza su terreno alcalino, fino a oltre 2000 mt. Somiglianze e varietà Gymnadenia odoratissima (L.) L. C. M. Richard, che si distingue per la taglia più esile e meno alta, per i fiori più piccoli e di colore generalmente più chiaro, intensamente profumati di vaniglia. Due importanti caratteri distintivi in G. odoratissma sono il labello, per nulla o appena trilobato, e lo sperone che è lungo al massimo come l’ovario e meno arcuato che in G. conopsea. Note La forma stretta ed allungata dello sperone condiziona l’impollinazione, che avviene attraverso lepidotteri notturni, dotati di una sottile spiritromba. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Gymnadenia conopsea (L.) R. Br., Regione Emilia Romagna, Giugno 2007 - Foto di Annamaria Bononcini
  22. Listera ovata (L.) R. Br. Sinonimi Ophrys ovata L. Neottia ovata (L.) Rich. Neottia latifolia Rich. Epipactis ovata (L.) Crantz Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Listera maggiore Giglio verde Etimologia Il nome del genere ( listera ) è dedicato al medico e naturalista inglese Martin Lister (1638-1712). Il nome specifico viene dal latino ovata ( ovale ), in riferimento alla forma delle foglie. Descrizione Pianta esile, con rizoma orizzontale breve, radici secondarie carnose, fusto alto da 20 a 60 cm., di colore da verde a brunastro, pubescente sopra l’inserzione delle foglie. Foglie Due foglie opposte, ovate, che si inseriscono circa al terzo inferiore del fusto. Fiori Infiorescenza rada, allungata,composta da numerosi piccoli fiori da verdastri a giallastri, brattee piccole e appuntite. Petali e sepali di uguale lunghezza, conniventi a formare un casco abbastanza lasso. Labello nastriforme, profondamente bilobato, lungo circa il doppio dei sepali. Ovario pubescente, peduncolato. Sperone assente. Tipo corologico Euro-asiatico Periodo di fioritura Maggio-luglio Territorio di crescita Presente su tutto il territorio italiano, progressivamente più rara al Centro-Sud Habitat Specie comune, abbastanza indifferente al substrato, vive in terreni sia acidi che basici e anche fertili, da 0 a 2000 mt. circa. Predilige tuttavia i boschi di latifoglia termofili. Somiglianze e varietà Listera cordata (L.) R. Br., presente sporadicamente nelle regioni settentrionali fino alla Toscana, che vive nelle peccete ed ha le foglie cordate, aspetto più esile, e un minor numero di fiori di L. ovata. Note La specie è nettarifera e viene impollinata da vari piccoli insetti ( coleotteri, ditteri, imenotteri ) che, sfiorando la punta del rostello, provocano la fuoriuscita di una goccia di liquido vischioso che incolla i pollinodi al capo dell’insetto. Listera ovata può propagarsi anche per via vegetativa, per mezzo di getti che originano dal rizoma. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Listera ovata (L.) R. Br., Regione Emilia Romagna, Aprile 2008 - foto di Gianni Bonini
  23. Anacamptis coriophora (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase Sinonimi Anteriorchis coriophora (L.) E. Klein & Strack Orchis coriophora L. Orchis cimicina Crantz Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Orchidea cimicina Cimiciattola Etimologia La definizione del Genere è derivata dal greco anakamptein=ripiegarsi, probabilmente riferito ai tepali incurvati verso l'alto, o forse ai due segmenti eretti posti sul labello. Il termine coriophora dal greco Kòris = cimice e Phéro = porto, e si riferisce allo sgradevole odore dei fiori della pianta tipo, simile a quello della cimice. Descrizione Pianta slanciata alta fino a 40 cm, con fusto piuttosto esile. Foglie Foglie erette, lineari-lanceolate, carenate, le superiori guainanti. Fiori Infiorescenza densa, compatta, lievemente profumata di vaniglia nella subsp. fragrans, dall'odore sgradevole nella subs. tipo, dal colore molto variabile da rosso-vinoso a verde quasi biancastro; brattee membranose poco più lunghe dell'ovario; sepali e petali conniventi a formare un elmo acuminato, a forma di becco. Labello trilobo, convesso alla base, con lobo mediano più stretto e più lungo dei lobi laterali, punteggiato di porpora; i lobi laterali denticolati. Sperone conico, arcuato verso il basso, subuguale all'ovario. Tipo corologico Euromediterranea Periodo di fioritura Aprile-giugno Territorio di crescita Presente su tutto il territorio Italiano. Habitat Prati magri, sia aridi che umidi, scarpate e radure boschive. Somiglianze e varietà Il Italia la sottospecie tipo è presente al Nord, mentre al centro Sud è predominante Anacamptis coriophora subsp. fragrans (Pollini) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase che, oltre che per l'odore gradevole, si differenzia principalmente per lo sperone che è sempre rossastro nella subsp. coriophora, anche negli esemplari più chiari. Nella subsp. fragrans è invece biancastro, anche quando presenta tonalità rosate. Note L'impollinazione di questa specie è entomofila, ad opera di imenotteri. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Anacamptis coriophora (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase, Regione Emilia Romagna, Maggio 2008- foto di Annamaria Bononcini
  24. Dactylorhiza majalis P.F. Hunt & Summerth. Sinonimi Orchis comosa Scop. Orchis latifolia L. p.p. Orchis fistulosa Moench. Orchis majalis Rchb. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Orchide a foglie larghe Orchidea palmata Etimologia Il genere dactylorhiza deriva dal greco dactylos=dito e rhiza=radice, con riferimento alla forma dei tubercoli. Il nome della specie majalis deriva dal latino e significa "del mese di maggio." Descrizione Pianta alta fino a 20-80 cm, piuttosto tozza, fusto cavo, robusto tendente al violetto verso la sommità, la parte sotterranea è costituita da rizotuberi profondamente divisi. Foglie 3-6 foglie culinari oblungo-lanceolate, verde scuro, pesantemente maculate di bruno-violaceo nella faccia superiore. Fiori Infiorescenza densa e lunga, fiori viola scuro, raramente lilacini, brattee prima verdi poi porporine, le inferiori più lunghe dei fiori. Sepali laterali da patenti ad eretti, sepalo dorsale connivente in casco con i petali; labello trilobato, più largo che lungo, disegno composto da righe e punti ben marcati. Sperone conico, discendente, un po’ più corto dell’ovario. Tipo corologico Centroeuropea Periodo di fioritura Da Maggio a Luglio Territorio di crescita Italia Settentrionale. Habitat Sorgenti, praterie umide, sponde dei ruscelli, fino a 2200 metri di altitudine. Somiglianze e varietà Dactylorhiza majalis subsp. Alpestris (Pugsley) Senghas, presente nelle alte quote alpine, si distingue per il fusto robusto e corto 10-25 cm, con foglie più corte e larghe, labello subintero (il lobo centrale è poco evidente). Note Incapace di produrre nettare, attira gli insetti impollinatori (pronubi) con l'inganno visivo: i pronubi sono attirati dall'aspetto del fiore che ricorda quello di altre specie nettarifere. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Dactylorhiza majalis(Rchb.) P.F. Hunt & Summaerh., Regione Valle d'Aosta, Giugno 2009, foto di Giovanni Malvicino
  25. Neottia nidus-avis (L.) Rich. Sinonimi Ophrys nidus-avis L. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Liliopsida Ordine: Orchidales Famiglia: Orchidaceae Nome italiano Nido d'uccello Etimologia Il nome del genere deriva dal greco neottia=nido, per le radici intricate che ricordano un nido. il nome specifico deriva dal latino nidus-avis=nido d'uccello. Descrizione Pianta rizomatosa, con radici micorizzate a forma di nido, completamente di colore giallo-ocra o brunastra, robusta, con fusto eretto ricoperto di guaine allungate, alto fino a 50 cm. Fiori Infiorescenza densa, multiflora, composta da numerosi fiori (fino a 50) relativamente grandi bruno-giallastri, emananti un leggero profumo di miele, con petali e sepali ovato-ellittici, conniventi in casco; labello pendulo, espanso, bilobo, con lobi divergenti e arrotondati, nettarifero. privo di sperone. Tipo corologico Euroasiatico Periodo di fioritura Maggio-luglio Territorio di crescita Presente su tutto il territorio italiano. Habitat Terreni freschi in boschi di latifoglie (raramente di conifere). Note Può venire impollinata da diverse specie di ditteri, più frequentemente autogama. ha la proprietà di poter fiorire e riprodursi per autogamia sotto terra. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Annamaria Bononcini e Gianni Bonini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane Neottia nidus-avis (L.) Rich., Regione Lazio, Maggio 2007 - foto di Tomaso Lezzi
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use Privacy Policy