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2008.12 - Toscana - Tutor Paolo Benelli


Alessandro F
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Ritrovamenti regione Toscana - Mese di Dicembre 2008

Nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio

Elenco delle specie trovate e determinate:




Agaricus praeclaresquamosus Freeman (# 44)
Auricularia auricula-judae (Fr.) Quélet (# 24, 25)
Boletus edulis Bull.: Fr. (# 84)
Boletus pinophilus Pilát & Dermek (# 85)
Cladonia fimbriata (Linneo) Fr. (# 61, 62)
Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer (# 16, 53)
Clitocybe phaeophtalma (Pers.) Kuyper (# 30-32)
Collybia butyracea (Bull.: Fr.) Kummer (# 51)
Collybia maculata (Alb. & Schw.: Fr.) Kummer (# 33)
Daedaleopsis confragosa (Bolt.: Fr.) Schröter (# 75-78)
Flammulina velutipes (Curt.: Fr.) Karsten (# 27, 28)
Gymnopilus spectabilis (Weinmann: Fr.) A.H.Smith (# 40)
Hygrophorus eburneus var. quercetorum (Orton) Arnolds (# 63, 64)
Hygrophorus persoonii Arnolds (# 79-83)
Lepista inversa (Scop.: Fr.) Pat. (# 17)
Lepista nuda (Bull.: Fr.) Cooke (# 10, 11, 52)
Mycena pura (Pers.: Fr.) P. Kumm. (# 29, 54)
Mycena rosea (Bulliard) Gramberg (# 2, 55)
Pulcherricium caeruleum (Schrad.: Fr.) Parmasto (# 50)
Stereum hirsutum (Wild.: Fr.) Pers. (# 26)
Stropharia caerulea Kreisel (# 45-49)
Trametes hirsuta (Wulfen) Pilát (# 35, 36)
Tremella mesenterica Retzius ex Fries (# 34)
Trichaptum fuscoviolaceum(Ehrenb.) Ryvarden (# 56-59)
Tricholoma myomyces(Pers.: Fr.) Lange (# 70-72)
Xylaria hypoxylon (Linné) Greville (# 20, 21)




Altri ritrovamenti:



Crepidotus sp. (# 6, 37, 38)
Entoloma sp. (# 60)
Galerina sp. (# 41-43)
Hebeloma cfr. sinapizans (Paulet) Gillet (# 8, 9)
Laccaria laccata s.l. (# 3)
Marasmius cfr. bulliardii Quélet (# 12, 13)
Mycena cfr. polygramma (Bull.) S. F. Gray (# 14, 15)
Mycena sp. (# 5, 7, 39, 73, 74)
Mycena sp. della Sezione Supinae (# 4)
Trichia cfr. decipiens (Pers.) T. Macbr. (# 22, 23, 65-69)

************************************************


Apro al posto di Paolo, sotto nubifragi di varia entità, venti fortissimi, con nevicate sui rilievi e previsioni non buone per la prima settimana di dicembre... angry.gifsad.gif
Sperem dry.gif
Alessandro

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Mycena rosea (Bulliard) Gramberg

4 dicembre; bosco misto: quercia-conifere.

Nella foto con il caratteristico colore del cappello “rosa antico".

M. pura (con cui si può confondere) è più esile, ha colori variabilissimi sul cappello (bianco, grigio, rosato, violaceo, bluastro, ecc. ma non così “rosa antico”), ha gambo più corto, meno fragile.

I caratteri microscopici sono (quasi) sovrapponibili e, dal Robich: "non sempre consentono una netta distinzione fra M. pura e M. rosea. Tuttavia, il più delle volte, M. rosea ha un cappello più grande e il gambo più largo e più lungo di M. pura."

Dal TUTTO FUNGHI pag. 284:

"La taglia, i cromatismi e il modo di crescere con cappello a lungo campanulato, la rendono in assoluto uno dei funghi più belli ed eleganti che si possono incontrare nel bosco"

 

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:)

 

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  • 2 weeks later...

Laccaria laccata s.l.

Senza microscopia si può solo inquadrare il raggruppamento che fa capo a L. laccata, e che comprende specie macroscopicamente molto simili come L. affinis e L. macrocystidiata

Dal TUTTO FUNGHI, pag 228:

"E' un fungo non comune; la maggioranza delle raccolte è da attribuire al sosia Laccaria affinis, microscopicamente diverso per avere spore tonde e non ellittiche.”

 

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Particolare delle lamelle

 

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Crepidotus sp.

Coreografico Genere di funghi dall’aspetto pleurotoide ma in miniatura (con cappelli di dimensioni massime sui 7 cm in C. mollis; ma in genere con specie di dimensioni più ridotte): vi appartengono specie poco carnose, con lamelle regolari e con sporata da ocra-rosata a bruna; il gambo può essere ridotto o addirittura assente; la forma del cappello è generalmente semicircolare. In molte specie di Crepidotus l’imenoforo è rivolto verso lì’alto anziché verso il basso. Microscopia d'obbligo per delimitere le specie.

 

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La parte sterile

 

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Hebeloma cfr. sinapizans (Paulet) Gillet

Fotografati in bosco misto con prevalenza di quercia; dimensioni grandi, fino a 12 cm di diametro pileico.

Specie tossica (come la maggior parte degli Hebeloma): provoca sindrome gastrointestinale. Sapore molto amaro e odore forte e rafanoide. Caratteristica è la sorta di stalattite che dalla carne del cappello s'insinua nel gambo, anche se non esclusiva del solo Hebeloma sinapizans.

Tra le altre specie che possono presentare la stalattite:

H. populinum (con odore cioccolato; praterie sotto pioppi);

H. crustuliniforme (lamelle con filo secernente piccole goccioline opalescenti; che seccandosi lasciano punteggiature scure sul filo lamellare);

H. psammophilum (su sabbia; presso dune litoranee);

H. cistophilum (che può avere stalattite, come ha specificato tempo fa Mauro in un post su “Funghi da determinare” a cui partecipava anche l’ex pin; habitat sotto cisto e dimensioni medio-piccole 5-6 cm);

H. quercetorum (quasi un sosia in miniatura)

E proprio a causa di quest’ultimo nasce la necessità del “cfr.”: solo se volessimo considerare le dimensioni come carattere importante e differenziale il riconoscimento degli esemplari in foto sarebbe certo.

Dal TUTTO FUNGHI, pag. 388:

“Il genere Hebeloma è contraddistinto da una certa monotonia delle caratteristiche morfocromatiche: per questo non troviamo difficoltoso il riconoscimento di tale genere, ma può risultare problematica la determinazione delle singole specie. Tuttavia non vi sono molti taxa di taglia simile a H. sinapizans: H. crustuliniforme è identificato da un cappello molto pallido crema-ocraceo, dalle lamelle con filo secernente piccole gocce opalescenti. La specie più simile ci sembra però H. quercetorum, di taglia sicuramente inferiore e con gambo solo finemente pruinoso.”

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Lepista nuda (Bull.: Fr.) Cooke

Buon commestibile (dopo adeguata cottura!), dall’odore aromatico (spesso assai forte), gradevole e caratteristico; come le altre Lepista ha le lamelle che si possono separare, con una semplice pressione delle dita, dalla carne sovrastante. Colori che gravitano sul lilla-violetto (con eventuali sfumature bruno-rossastre in vecchiaia sul cappello) e che gli hanno valso il nome volgare di Agarico violetto; l’aggettivo nuda è invece riferito al rivestimento pileico liscio. Può confondersi con Lepista sordida: quest'ultima è però più esile, ha cappello meno carnoso e più igrofano, ha odore non aromatico ma piuttosto fungino-rancido, predilige ambienti erbosi antropizzati (parchi, giardini) mentre L. nuda è preferibilmente boschiva. In genere tutte le Lepista hanno la caratteristica di inglobare il substrato di crescita alla base del gambo ma L. nuda ne ingloba almeno il doppio, se non di più, rispetto alle altre specie.

Dal TUTTO FUNGHI, pag 246:

"Lepista nuda va raccolta con tempo asciutto, quando la carne non è intrisa d'acqua. Buono e saporito solo dopo adeguata cottura, è lievemente tossico da crudo per presenza di tossine termolabili."

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