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2008.12 - Toscana - Tutor Paolo Benelli


Alessandro F
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Marasmius cfr. bulliardii Quélet

Delizioso Marasmius che cresce di preferenza su foglie (in genere faggio e quercia) e che presenta di solito una papilla bruno-rossiccia al centro del cappello. Le tipiche solcature del cappello (dovute alla presenza delle lamelle sottostanti) ricordano un paracadute in miniatura. Le lamelle sono inserite in un evidente collarium, concolori al cappello; assenza di lamellule; gambo molto sottile, liscio lucido, da nerastro a bruno, più chiaro nei pressi del collarium.

Gli è molto simile M. rotula che cresce di preferenza su detriti legnosi (più raramente su foglie) più o meno interrati e non presenta (di solito) la papilla bruno-rossiccia al centro del cappello; tali caratteri non sono però sufficienti a separare macroscopicamente le due specie.

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Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer

Dall’odore forte, aromatico e “tipicamente da... Clitocybe nebularis

Dal TUTTO FUNGHI pag. 216:

“E’ stato per anni il fungo più raccolto e commercializzato in Italia, ma la sua tossicità è stata ormai dimostrata con certezza ed è stato cancellato dalle liste dei funghi commerciabilizzabili. Purtroppo viene ancora raccolto e spetta solo ai fungaioli rendersi consapevoli del rischio ed evitare di raccoglierlo e consumarlo. Può essere confuso con Entoloma lividum, velenoso, che può crescere nel medesimo habitat. La principale differenza va ricercata nel colore delle lamelle dei soggetti maturi: queste sono giallastre in C. nebularis e rosa carico in E. lividum, oltre all’odore forte e caratteristico in C. nebularis, deciso di farina fresca in E. lividum.”

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Lepista inversa (Scop.: Fr.) Patouillard

Fungo ubiquitario, con habitat sia in boschi di latifoglie che di aghifoglie; molto gregario, anche cespitoso, a volte nei cosiddetti cerchi delle streghe. Caratterizzato, come le altre Lepista dalle lamelle che si possono separare, con una semplice pressione delle dita, dalla carne sovrastante; e come nelle altre Lepista il gambo reca alla base micelio e substrato di crescita; colori pileici variabili: dal giallo-arancio chiaro all’arancio-rossastro-bruno con margine più chiaro. La carne è bianca, tenace ed elastica, con odore fungino-aromatico gradevole e sapore dolce; commestibile.

Dal TUTTO FUNGHI, pag 215:

“Allo stato attuale non c’è molta chiarezza sulle varietà di questa specie; alcuni autori considerano tre specie distinte e altri le ritengono sinonimi o degni solo del rango di forma. La fo. gilva infatti si distinguerebbe dalla specie tipo per il colore giallastro senza tratti di colore fulvo. Lepista inversa var. fibrillosa invece è caratterizzata dal cappello con la superficie fibrilloso-asperulata, la carne con odore di farina e le spore rosa in massa (bianche in L. inversa); per tali caratteristiche potrebbe essere elevata al rango di specie a se stante. L. flaccida può essere considerata sinonimo di L. inversa.”

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Ale, la Mycena, se era su legno, con quel gambo striato, può essere Mycena polygramma, ciao,

Piero

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Xylaria hypoxylon (Linné) Greville

Qui nella forma imperfetta, con i caratteristici colori... “yuventini”: parte basale nera e decisamente peloso-vellutata; parte apicale bianca (a volte con toni aranciati), pruinosa, ramificata oppure cilindrico-fusiforme (come nella foto); la forma perfetta, che diventa tutta nera e con superficie bitorzoluta, si sviluppa in primavera.

In foto una bella colonia che ha invaso un tronco tagliato e marcescente

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:)

 

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