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2008.12 - Toscana - Tutor Paolo Benelli


Alessandro F
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Trichia cfr. decipiens (Pers.) T. Macbr.

Un mixomicete relativamente comune, appartenente all’Ordine Trichiales; gregario, di solito con numerosi esemplari appressati, che coprono una superficie legnosa più o meno estesa. Caratteristica la sua forma simile a un piccolo bulbo sorretto da un peduncolo. Il bulbo è all’inizio di colore rosso-brillante per poi divenire brunastro a maturazione delle spore; in piena maturità i bulbo si lacera in alto aprendosi a coppa per lasciare uscire le spore. Il nome specifico decipiens viene dal latino decipere = ingannare: per la non facile determinazione e per la possibile confusione con specie congeneri.

 

Questo gruppo ha colonizzato la parte inferiore del tronco di un albero caduto

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Staccandone una parte si individua la "pellicola" sulla quale sono inseriti i peduncoli

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Auricularia auricula-judae (Fr.) Quélet

L’inconfondibile “Orecchia di Giuda” con il suo colore bruno sfumato di rossastro, la consistenza della carne tenace, elastica e gelatinosa assieme, l’imenoforo liscio e traslucido con andamento ondulato simile alle pieghe del padiglione auricolare. L’imenoforo è un po’ più chiaro della parte pileica che si presenta apparentemente liscia ma che in realtà è finemente pruinosa. Habitat: tipicamente saprotrofa su legno guasto preferibilmente di Sambuco, ma anche parassita su piante viventi.

Dal TUTTO FUNGHI, pag. 134:

“Probabilmente molti occidentali avranno inconsapevolmente gradito l’assaggio di questo fungo, o almeno lo avranno fatto quelli che sono usi frequentare ristoranti cinesi e giapponesi. Le prelibatezze a base di funghi che possono essere gustate in questi ambienti contemplano infatti, nella maggior parte dei casi, il suo utilizzo.”

E, dal capitolo "Le intossicazioni da funghi" del dott. Claudio Angelini, sempre su TUTTO FUNGHI (pag. 64):

"È un fungo considerato commestibile e largamente coltivato in tutto l'Oriente, anche per le proprietà benefiche e terapeutiche che gli sono attribuite soprattutto dagli "avanguardisti" della medicina naturale. Se consumato troppo di frequente e in quantità eccessive, o peggio ancora associato ad altre sostanze (lo zenzero, altro tipico ingrediente della cucina cinese) o a particolari farmaci (fra cui l'aspirina), questo fungo può provocare porpore emorragiche cutanee ed emorragie interne ed esterne più o meno gravi. Le sostanze responsabili di questa sindrome (Sindrome di Szechwan) non sono ancora identificate."

 

In foto: i due esemplari più grandi si stavano scongelando...

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Stereum hirsutum (Wild.: Fr.) Pers.

Piccolo funghetto (largo al massimo 4-5 cm) a forma di mensola-crosta appoggiata sul legno; molto comune e diffuso, presente durante tutto l’anno; dalla consistenza quasi coriacea (suberosa-tenace da secco) e dallo spessore piuttosto fine; può presentarsi in fitti esemplari confluenti o sovrapposti, su legno guasto di latifoglie. Caratteristico il cappello di aspetto feltrato e peloso (irsuto), zonato, con vari colori (giallo, arancio, brunastro, verdastro); il margine è più chiaro e lobato; l’imenoforo è liscio o appena gibboso, di colore giallo-arancio.

Possibile la confusione sia con specie congeneri (più rare) che però virano al rossiccio alla manipolazione, sia con Stereum ochraceoflavum (non virante), dall’imenoforo bruno-ocraceo e con la superficie sterile grigio-biancastra, poco o per niente zonata.

Dalla “Chiave di orientamento ai generi” del TUTTO FUNGHI, pag. 78 e 96:

“Corpo fruttifero composto dal solo cappello o a forma di mensola >>>

Imenoforo liscio. Corpo fruttifero adeso al legno, distaccantesi brevemente per formare piccole mensole >>>

Genere Stereum

 

Parte sterile

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Imenoforo liscio

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Flammulina velutipes (Curt.: Fr.) Karsten

Uno dei lignicoli (di preferenza su latifoglie) commestibili e reperibili anche durante l’inverno, in quanto resistente al gelo. Visto il periodo di crescita e i caratteri morfocromatici (cappello vischioso di un bel colore giallo-arancio, lamelle giallo-paglierino macchiate di bruno a maturità, gambo vellutato alla base, carne con odore e sapore non particolari, sporata bianca in massa) è difficile scambiarlo con altre specie. Fare comunque attenzione agli Hypholoma tossici (dal sapore amaro, con lamelle giallo-verdognole e con sporata bruno-porpora in massa) e, cosa più grave, con Galerina marginata: lignicola (di preferenza su conifere), con gambo non vellutato, piccolo anellino più o meno fugace, odore e sapore lievi ma farinacei, sporata bruno-ruggine in massa.

Dal TUTTO FUNGHI, pag. 293:

“Essendo un fungo invernale che resiste molto bene al gelo (a volte si trova immerso nella neve), può capitare di trovare degli esemplari che sono sul posto ormai da alcune settimane e quindi assolutamente da scartare.

Come avviene per diversi altri funghi eduli saprotrofi, anche la Flammulina velutipes viene coltivata. Nell’estremo Oriente, in particolare in Giappone e Cina, viene commercializzata come ingrediente per la preparazione di zuppe.”

 

L'attacco sul tronco

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I colori del cappello

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Mycena pura (Pers.:Fr.) Kummer

Dal TUTTO FUNGHI pag. 283:

“E’ una delle più belle specie di Mycena, per i suoi colori violetti e la carne esigua, sottile, di colore biancastro. Si tratta in assoluto di una delle specie a maggiore diffusione ecologica: può essere rinvenuta in prossimità del mare, nei boschi litoranei mediterranei, sino ai boschi di Abete montani; oltre alla diffusione, grande è la sua variabilità cromatica che ha spinto vari autori a crearne molte forme e varietà. Possibile la confusione con Mycena rosea dalla taglia più grande, con cappello a lungo campanulato-parabolico e dal colore rosa-pallido, rosa-lilla, con il gambo fragile e non fibroso.”

 

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:)

 

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:)

 

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Clitocybe phaeophtalma (Pers.) Kuyper

Clitocybe tossica, presente nei boschi sia di latifoglie che di aghifoglie, di piccole o medie dimensioni, con colorazioni dal biancastro fino al beige-ocraceo; cappello depresso, imbutiforme, igrofano con margine striato, lamelle decorrenti; gambo concolore con fini fibrille longitudinali e con base coperta da feltro miceliare biancastro. Caratteristico è l’odore della carne, definito dalla maggior parte dei micologi come “di pollaio”: dall’odore tipico di sterco di pollo depositato nei pollai di una volta, all’odore di piume bagnate; anche con nota mielosa.

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