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Archivio Micologico

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  1. Rubroboletus pulchrotinctus (Alessio) Kuan Zhao & Zhu L. Yang; Regione Umbria; Settembre 2013; Foto e commento di Mario Iannotti.

    Bosco misto di latifoglia, in prevalenza Quercia, simile a Rubroboletus satanas, che si separa per le dimensioni maggiori e per l'assenza di toni rosati nel cappello. Il cappello dapprima è emisferico poi a maturità assume la tipica forma guancialiforme, di colore ocra chiaro, biancastro fino al beige, con la caratteristica zona rosa violetto al margine che talvolta può invadere tutta la superficie dello stesso. I pori sono gialli, con la maturità giallo arancio, virano al blu al taglio o alla contusione. Il gambo è concolore al cappello, ricoperto fino a metà da un fine reticolo concolore. La carne è dolce, l'odore è fruttato. Riguardo alla commestibilità possiamo dire che è tossico con sindrome gastroenterica importante.

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    Particolare del reticolo.

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  2. Rubroboletus pulchrotinctus (Alessio) Kuan Zhao & Zhu L. Yang; Regione Umbria; Ottobre 2010; Foto Tomaso Lezzi

    Una Boletaceae trovata durante un'escursione effettuata durante l'ultima settimana del corso Micologi a Perugia in ambiente misto di latifoglia: Cerro, Roverella, qualche Carpino. Pori rossi (poco), reticolo rosso, cappello grigio con bordo rosa, sapore dolce, odore fungino.

    In sezione la zona sottocuticolare è rosa mentre il resto della sezione ha viraggio al blu.

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    La sezione rosa nella parte alta e blu nel resto della sezione.

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    Il reticolo rosso.

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    Il bordo del cappello rosa.

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    I pori rossi (poco) in realtà molto arancioni, carattere tipico del Boletus pulchrotinctus.

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    Un particolare in cui si vedono bene i tubuli gialli, col bordo dei pori rossi, ne risulta un colore d'insieme arancione più o meno chiaro. Quando il fungo è molto maturo i pori sembrano gialli se non vengono osservati con attenzione.

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  3. Rubroboletus pulchrotinctus (Alessio) Kuan Zhao & Zhu L. Yang 2014

    Tassonomia
    Divisione Basidiomycota
    Classe Agaricomycetes
    Ordine Boletales
    Famiglia Boletaceae

    Sinonimi
    Boletus pulchrotinctus Alessio 1985
    Boletus cicognani Ubaldi 1986
    Boletus pseudofechtneri Cetto 1987
    Suillellus pulchrotinctus (Alessio) Blanco-Dios 2015

    Etimologia
    Pulchrotinctus: dal latino pulcher (bello) e tinctus (tinte) = dalle belle tinte.

    Cappello
    5-20 cm, emisferico, gibboso quindi largamente convesso. Superficie liscia, irregolare, asciutta, leggermente untuosa con tempo umido; colore colore bianco, beige, ocra chiaro, verso il margine presenta toni rosa, rosa intenso, lilla; a seconda dello stadio di maturazione questa colorazione può essere più o meno evidente ed estendersi per gran parte della superficie pileica. Il margine si presenta irregolare, incurvato, spesso ed eccedente.

    Imenoforo
    Tubuli corti in esemplari giovani, poi piuttosto lunghi in esemplari adulti, da adnati a liberi, di colore giallo in esemplari giovani, verde olivastro a maturazione delle spore. Viraggio azzurro al contatto con l'aria. Pori piccoli, rotondi, gialli, gialli-arancio, quindi verdastri a maturità, che per contatto virano all'azzurro.

    Gambo
    Obeso, massiccio, quindi bulboso, claviforme o anche cilindrico, a maturità; di colore giallo chiaro, con tonalità rosa nella parte intermedia e di colore biancastro alla base, si macchia di azzurro al tocco; presenta nella parte superiore un fine reticolo concolore.

    Carne
    Di colore giallo biancastra, rosa in prossimità della cuticola, vira all'azzurro, soprattutto nella parte alta della sezione. Odore subnullo, sapore dolce.

    Habitat
    Boschi di latifoglia, in particolare Quercus ilex L., su terreni calcarei.

    Commestibilità o Tossicità
    Si ritiene responsabile di avvelenamenti gastroenterici per lo più costanti.

    Osservazioni
    I campioni raccolti presentavano crescita fortemente interrata con colore pileico molto chiaro negli esemplari giovani.

    Specie simili
    Rubroboletus satanas (Lenz) Kuan Zhao & Zhu L. Yang = Boletus satanas Lenz, che non presenta tonalità rosa nel cappello;
    Butyriboletus pseudoregius (Heinr. Huber) D. Arora & J.L. Frank, che appartiene al gruppo dei Boletus a pori gialli;
    Butyriboletus fechtneri (Velen.) Arora & J.L. Frank, come Rubroboletus satanas non presenta toni rosa del pileo.

    Note nomenclaturali
    Specie recente, identificata nel 1985 ed inquadrata nel genere Boletus. Nell'anno 2014, con l'avvento delle analisi filogenetiche la specie è stata segregata nel neogenere Rubroboletus. Nel 2015 la specie è stata ricombinata nel genere Suillellus tuttavia persistono discordanze tra i vari autori su quale nome prioritario debba avere questo fungo. Tutte le ricombinazioni in Suillellus di Blanco Dios riferite a taxa diversi da queletii e luridus sono prive di supporto filogenetico e quindi risulterebbero non valide. Ne consegue che attualmente la collocazione corretta di questo fungo è nel genere Rubroboletus.

    Bibliografia
    KUAN, ZHAO, GANG, WU, & ZHU, L. YANG, 2014. A new genus, Rubroboletus, to accommodate Boletus sinicus and its allies. –Phytotaxa 188(2):61-77.

    Scheda di proprietà AMINT realizzata da Luigi Minciarelli - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

    Regione Umbria; Luglio 2009; Foto di Luigi Minciarelli.

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  4. Butyriboletus fuscoroseus (Smotl.) Vizzini & Gelardi; Regione Umbria; Settembre 2013; Foto e descrizione di Mario Iannotti.

    Ritrovamento in un bosco misto di latifoglia, Quercia, Frassino, Acero e Carpino. L'etimologia del vecchio nome di questa specie, cioè pseudoregius, significa "simile a regius", somigliante a Butyriboletus regius, quest'ultimo si distingue per il colore del cappello su tonalità rosa lampone molto acceso, uniforme, intenso e per il viraggio della carne molto debole o addirittura assente. Butyriboletus pseudoregius da giovane si presenta con un cappello emisferico, poi con la crescita convesso, ed a completa maturità piano convesso, la superficie è asciutta, feltrata, di colore rosa antico, rosa brunastro, il margine è eccedente, sovente ondulato. I tubuli sono lunghi gialli, poi verde oliva, viranti al blu al taglio. I pori sono piccoli, tondi, giallo oro viranti anch'essi al blu alla pressione. Il gambo di forma cilindrica, slanciato a volte tozzo, boletoide, di colore giallastro, nel terzo inferiore spesso è presente una zona rosata, coperto fino alla metà da un reticolo concolore, anche il gambo se contuso vira al blu. La carne è dolce, odore gradevole, fruttato. Gli esemplari poco tipici o decolorati possono essere confusi con Butyriboletus fechtneri, che presenta un cappello con colorazioni più grigiastre, crema rosate, caffelatte, al margine possono essere presenti toni rosati.

    Esemplari in diverso stadio di crescita.

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    Particolare del viraggio al blu dei pori e della carne alla sezione.

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    Reticolo presente fino a metà gambo.

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    Particolare del reticolo.

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  5. Butyriboletus fuscoroseus (Smotl.) Vizzini & Gelardi 2014

    Tassonomia
    Divisione Basidiomycota
    Classe Agaricomycetes
    Ordine Boletales
    Famiglia Boletaceae

    Sinonimi
    Boletus fuscoroseus Smotl. 1912
    Boletus pseudoregius Hubert ex Estades 1988
    Butyriboletus pseudoregius (Heinr. Huber) D. Arora & J.L. Frank 2014

    Foto e Descrizioni
    Boleto dalle tonalità più o meno rosate della superficie pileica, si caratterizza tra l'altro per il viraggio all'azzurro della carne al taglio nella parte alta del carpoforo similmente a Butyriboletus fechtneri.

    Note nomenclaturali
    David Arora e Jonathan L. Frank (2014) in seguito a studi molecolari hanno segregato nel nuovo genere Butyriboletus le specie appartenute al genere Boletus, contraddistinte da colorazioni tenui dell’imenio, del gambo e della carne che ricordano appunto il burro naturale; per tale motivo negli Stati Uniti tali specie vengono comunemente chiamate "Butter Boleti". Butyriboletus fuscoroseus è prioritario su Butyriboletus pseudoregius in quanto nome più antico.

    Bibliografia
    Index Fungorum. Index Fungorum no. 162. [Data di accesso: 11/12/2021].

    Regione Piemonte, Appennino alessandrino, 400 mt, in bosco di Quercus spp. e Castanea sativa; Luglio 2015; Foto e commento di Gianluigi Boerio.

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  6. Cupreoboletus poikilochromus (Pöder, Cetto & Zuccher.) Simonini, Gelardi & Vizzini; Regione Lombardia; Ottobre 2011; Foto, commento e microscopia di Sergio Mombrini.

    Rinvenuto sotto Farnia. Ha carne gialla che vira rapidamente al blu se toccata o esposta all’aria, trascorso un poco di tempo le parti corrose-manipolate passano dal blu al marrone-aranciato; colore dominante del fungo maturo. Odore marcato, dolciastro, definito come di frutta fermentata che impregna le dita e permane a lungo.

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    Cappello fino a 150 mm. di diametro da giallo a giallo-ocra fino a marrone-arancio, si macchia di blu allo sfregamento. Carne sotto i tuboli di colore giallo.

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    Gambo spesso radicante, giallo nei giovani esemplari poi marrone-arancio a volte con sfumature rosate si macchia di blu allo sfregamento; reticolo a maglie larghe.

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    Spore ellittiche-fusiformi lisce. Misure:
    Long. : N=30; D1,9 ;(11,05 )11,222 - 12,459(13,17)
    Larg. : N=30; D1,9 ;(4,54 )4,623 - 5,363(5,68)
    Q : N=30; D1,9 ;(2,18 )2,251 - 2,6(2,66)
    V : N=30; D1,9 ;(123,7 )131,46 - 184,85(210,4).

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    La pileipellis forma un tricoderma con elementi terminali da cilindrici a un poco fusiformi o subcapitati.

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    Elementi terminali settati senza giunti a fibbia e finemente incrostati.

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  7. Cupreoboletus poikilochromus (Pöder, Cetto & Zuccher.) Simonini, Gelardi & Vizzini; Regione Lazio, Bosco di Castel Fusano (RM); Ottobre 2010; Foto di Mauro Cittadini.

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    Spore (10,5)11-12,5(13) × 4,5-5,5 µm, ellittico fusiformi, bruno olivacee in massa, basidi clavati, tetrasporici.
    Epicute formata da cellule cilindracee disposte in un trichoderma confuso ed intrecciato, pigmento intracellulare brunastro.

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    Basidi con basidiospore.

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    Epicute.

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  8. Cupreoboletus poikilochromus (Pöder, Cetto & Zuccher.) Simonini, Gelardi & Vizzini 2015

    Tassonomia
    Divisione Basidiomycota
    Classe Agaricomycetes
    Ordine Boletales
    Famiglia Boletaceae

    Sinonimi
    Boletus poikilochromus Pöder, Cetto & Zuccher. 1987
    Suillellus poikilochromus (Pöder, Cetto & Zuccher.) Blanco-Dios 2015

    Foto e Descrizioni
    specie non comune, appartenuto già alla Sezione Luridi del genere Boletus, con cappello da bruno-ocraceo a bruno-rossiccio-olivastro che vira al blu-nerastro al tocco, pori giallo oro poi arancio-rossi, imbluenti; gambo giallastro-arancio con reticolo rossiccio, imbluente; odore molto caratteristico e persistente ma di difficile definizione, come di medicinali, dolciastro.

    Note nomenclaturali
    Specie rara e recente, identificata nel 1987 ed inquadrata nel genere Boletus. Nel 2015 la specie è stata ricombinata nel genere Suillellus tuttavia persistono tuttora discordanze tra i vari autori su quale nome prioritario debba avere questo fungo. Tutte le ricombinazioni in Suillellus di Blanco-Dios riferite a taxa diversi da queletii e luridus sono prive di supporto filogenetico e quindi risulterebbero non valide. Ne consegue che attualmente la collocazione corretta di questo fungo è nel nuovo genere Cupreoboletus (2015) il quale viene eretto, grazie ad esami molecolari, come un nuovo genere monospecifico di Boletaceae che comprende una specie termofila dell'Europa meridionale, caratterizzata da scolorimento verso le tinte rosso rame nel complesso, da un imenoforo che forma piccoli cristalli all'essiccamento, da un odore dolce, di lunga persistenza e dalla presenza di pseudocistidi. 

    Bibliografia
    GELARDI, M., SIMONINI, G., ERCOLE, E. & VIZZINI, A., 2015. Cupreoboletus (Boletaceae, Boletineae), a new monotypic genus segregated from Boletus sect. Luridi to reassign the Mediterranean species B. poikilochromus. Mycologia. DOI: 10.3852/15-070.

    Regione Sardegna; Anno 2006; Foto di Giovanni Solinas, descrizione di Giovanni Satta.

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  9. Boletus pinophilus Pilát & Dermek; Regione Trentino; Settembre 2009; Foto e commento di Alessandro Francolini.

    Una curiosità a proposito del cosiddetto “porcino rosso”, il Boletus pinophilus Pilát & Dermek [= Boletus pinicola (Vittad.) A. Venturi].
    Nel 1835 fu il micologo italiano Carlo Vittadini (1800-1865) ad adottare il nome “pinicola” per questo bel porcino: Boletus edulis var. pinicola Vittad., intendendo così sottolineare la caratteristica di questa varietà di B. edulis di crescere anche sotto pino puro. Fu poi un altro micologo italiano, Antonio Venturi (1803-1864), che nel 1863 promosse tale varietà a rango di specie a se stante: Boletus pinicola (Vittad.) A. Venturi.
    Purtroppo di Boletus pinicola ne esisteva già uno dall’inizio del 1800, pur se di tutt’altra natura (all'epoca molte specie a tubuli e pori erano classificate e inserite nel Genere Boletus in modo indifferenziato): si trattava del Boletus pinicola Sw., pubblicato dal botanico svedese Olaf Peter Swartz (1760-1828) nel 1810, collocato successivamente (1881) dal micologo finlandese Petter August Karsten (1834-1917) nel Genere Fomitopsis con il nome Fomitopsis pinicola (Sw.) P. Karsten.
    Furono due micologi cecoslovacchi [Albert Pilát (1903-1974) e Auel Dermek (1925-1989)] che sottolinearono, nel 1973, la violazione del codice di nomenclatura in quanto il nome Boletus pinicola del Vittadini e Venturi era “doppione” di un nome già utilizzato in precedenza; da qui è nato il nome scientifico corrente del porcino rosso: cioè Boletus pinophilus Pilát & Dermek (1973).

    Dal TUTTO FUNGHI pag 548:
    "Tinge di colore verdastro l’acqua di cottura pur non perdendo il colore granata del cappello, colore che lo distingue facilmente dagli altri porcini, in particolare dal Boletus edulis, con il quale condivide l’aspetto lucente della cuticola e la caratteristica rugosità. Il suo nome Boletus pinophilus farebbe pensare a un fungo tipico del pino, in realtà è possibile rinvenirlo anche sotto Castagni, Faggi, Abeti, Betulle, Mirtilli e altri alberi.
    Si presta a ogni uso; è comunque il meno profumato e gustoso di tutta la Sezione Edules che comprende B. edulis, B. reticulatus, B. aereus.”

    Giovane esemplare.

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