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2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Boletus queletii Schulzer Agevolano il riconoscimento di Boletus queletii l’assenza di reticolo sul gambo; la carne dal sapore dolciastro, giallastra ma virante al blu alla sezione; il gambo giallo nella parte superiore ma rosso-barbabietola alla base e subito imbluente per corrusione; i tubuli gialli; la superficie poroide di un bel colore arancio (anche se gialla nei giovanissimi esemplari) e mai rosso-vivo, virante al blu alla pressione; la cuticola asciutta e vellutata. La var. lateritius è riconoscibile per la colorazione della cuticola pileica: di un bel rosso mattone (contro le tonalità da ocra-aranciate a bruno-rossastre della specie tipo) Dal TUTTO FUNGHI pag. 562: “Buon commestibile dopo adeguata cottura, almeno di 15 minuti dal primo bollore, necessari per eliminare alcune tossine termolabili; in ogni caso di qualità inferiore rispetto ai simili Boletus erythropus e Boletus luridus.” Reperiti in marroneta coltivata a metà luglio -
2009.06 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Ritrovamenti regione Toscana - Mese di Giugno 2009 Elenco delle specie trovate e determinate: Nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio Con * i messaggi con foto di microscopia Amanita franchetii (Boud.) Fayod (# 19-21, 66-68) Amanita pantherina (De Cand.: Fr.) Krombh. (# 32, 33) Amanita rubescens (Pers.: Fr) S. F. Gray (# 13, 22, 23) Boletus aereus Bull.: Fr. (# 24, 26-30, 41, 48-50) Boletus aestivalis (Paulet) Fr. (# 3, 16, 25, 31, 45, 70, 73, 74) Boletus calopus Pers.: Fr. (# 6, 60, 71) Boletus erythropus Persoon ss. Fries (# 14, 46, 47) Boletus fechtneri Velenovsky (# 38-40, 62-64) Boletus luridus Schaeff.: Fr. (# 42-44) Boletus pinophilus Pilát & Dermek (# 72, 76) Boletus queletii var. lateritius (Bres. & Schulzer) E.J. Gilbert (# 34) Boletus regius Krombh. (# 7) Lactarius piperatus (Scop.: Fr.) S. F. Gray (# 9, 10) Lactarius volemus (Fr.) Fr. (#65, 69) Leccinum carpini (Schulzer) Moser ex Reid (# 61) Lycogala epidendrum (J.C. Buxb. ex L.) Fr. (# 17, 18) Russula aurea Persoon (# 2, 11, 12) Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr. (# 4, 55) Russula heterophylla Fries (# 56) Russula melliolens Quél. (# 57, 58, 59*) Russula vesca Fries (# 15, 53) Russula violeipes Quélet (# 54) Russula virescens (Schaeff.) Fr. (# 8, 36, 51, 52) Xerocomus subtomentosus (L.: Fr.) Quélet (# 35) Altri ritrovamenti Amanita vaginata s. l. (# 5, 37) -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Boletus aereus Bull.: Fr. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 552: “Il colore del cappello può raggiungere tonalità scure più che negli altri Porcini, per arrivare a colorazioni praticamente nerastre. Il contrasto tra il bianco latteo dei pori e il bruno-nerastro del pileo è incredibilmente forte. Singoli individui raggiungono non di rado 1-2 Kg di peso, evento del tutto eccezionale per la maggioranza delle specie diffuse nella nostra penisola. Tra i Porcini è quello che con maggior frequenza ama crescere in coppia o in piccoli gruppi. Sovente gregario e associato con altri soggetti, regala sempre raccolti importanti.” -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Lactarius piperatus (Scop.: Fr.) S. F. Gray Fungo tossico dal sapore molto acre; latice bianco, lattiginoso, acre e bruciante, immutabile se isolato, con leggere sfumature giallastre se essiccato sulle lamelle; lamelle molto fitte e strette. Colori biancastri su tutta la superficie, con sfumature rugginose sul cappello in vecchiaia; cappello asciutto che a maturità tende a diventare imbutiforme; gambo di solito attenuato alla base. Ubiquitario e molto comune in estate-autunno, sotto latifoglie e aghifoglie. Gli è simile Lactarius glaucescens (più raro) che ha latice bianco ma virante al bluastro-verdastro se essiccato sulle lamelle. Gli altri “classici” lattari bianchi (L. vellereus e L. bertilloni) sono di taglia maggiore e hanno lamelle spaziate e spesse. In Italia tale fungo (o qualche specie molto affine) fu descritto per la prima volta da Giovan Battista Della Porta (1540-1615) filosofo, scienziato, alchimista e commediografo del Rinascimento italiano; nel libro X della sua opera del 1592 Villae libri XII, in cui descrive accuratamente molti esemplari fungini, troviamo scritto: “Vi è un fungo chiamato Piperitis, perché pizzica la lingua a chi ne mangia e fa bruciare le fauci come fosse pepe; anch’esso nasce d’autunno, è di colore bianco e viene chiamato dal volgo Peperella”. In tale Peperella, micologi moderni vedono appunto il L. piperatus; probabilmente nel ‘500 era un fungo apprezzato come condimento in quanto sostitutivo del pepe, spezia che veniva importata dall’Oriente a carissimo prezzo; l’uso commestibile non si è peraltro esaurito col passare dei secoli. Infatti... dal TUTTO FUNGHI, pag 466: "Consumato in alcune località del Sud Italia dopo prolungata cottura per privarlo dell’acredine, malgrado questo accorgimento rimane sempre coriaceo, amaro, disgustoso e causa vari problemi gastroenterici: pertanto se ne sconsiglia il consumo alimentare.” Lamelle fittissime, con sfumatura carnicina; latice abbondante e lattiginoso -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
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2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Russula virescens (Schaeff.) Fr. Lamelle forcate e anastomosate al gambo; color bianco crema con riflessi carnicini Particolare della areole poligonali tipiche in cui si scompone la cuticola a maturità -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Russula virescens (Schaeff.) Fr. Dal TUTTO FUNGHI pag. 456: “Questa specie, relativamente comune, viene considerata la migliore tra le Russula commestibili, è facilmente riconoscibile per il colore verde-azzurro marmorizzato della cuticola e per la peculiarità della stessa di dissociarsi in tante piccole areole che ricordano le tessere di un mosaico; per la compattezza (alto peso specifico) e il buon sapore della sua carne. Un’altra Russula la cui cuticola si frattura spontaneamente è la Russula cyanoxantha fo. cutefracta, che oltre alle colorazioni pileiche verde-olivastro, può presentarsi rosa-violacea. Sulla cuticola screpolata si disegna una sorta di reticolo dalle linee più chiare, per lo più rosacee con toni violetti tenui, come la carne immediatamente sotto la cuticola; le lamelle di consistenza lardacea al tatto; anch’essa è commestibile.” Un bell'esemplare dal cappello color verde-acqua, reperito in bosco di castagno; 700 metri -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
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Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing. La "zebratura" sul gambo La cuticola del cappello inizia qua e là a screpolarsi: da ciò si formeranno le tipiche squame degli esemplari maturi -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing. Dal TUTTO FUNGHI pag. 310: “Non confonderlo con Chlorophyllum rhacodes, tossico, con squamule fortemente infisse nel derma del cappello (dette “a tegola”), con viraggio all’arancione e poi al brunastro della carne esposta, laddove corrosa o tagliata. È prudente non mangiare Macrolepiota il cui diametro sia inferiore a 8 cm per non confonderle con le Lepiota del Gruppo helveola, o altre velenose o mortali. Macrolepiota procera essendo uno dei colossi del bosco, difficilmente può essere confuso con le piccole Lepiota. Per la misura si fa riferimento al fungo adulto e quindi con il cappello completamente aperto.” Esemplare giovane a forma di "mazza di tamburo" -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
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Xerula radicata (Relhan) Dörfelt Tipica soprattutto del faggio; con la caratteristica di avere gambo lunghissimo rispetto al cappello: anche 15 (20) cm nella parte esposta all’aria e altrettanto nella parte sotterranea (da cui il nome); odore e sapore non caratteristici. Qui un esemplare non tolto dal terreno. Dal TUTTO FUNGHI pag. 290: “Oudemansiella pudens condivide lo stesso habitat, ha una forma molto simile, stesso gambo a lungo interrato con una specie di fittone, ma ha un cappello feltrato, mai vischioso, un gambo finemente vellutato e sapore leggermente amaro.” Sotto faggio; altezza 1000 metri -
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Amanita vaginata s. l. Gambo con fini fioccosità concolori al fondo Orlo del cappello striato-pettinato -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
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Amanita vaginata s. l. Cappello con toni grigi (grigio cenere, grigio perla, grigio piombo,...) anche sfumato di ocraceo nella zona discale; umbone ampio ma non prominente; orlo pileico con evidenti striature regolari; anello assente (o, meglio, dissociato e ridotto a fioccosità che rimangono aderenti alla base del gambo e ricoperti dalla volva; quindi anello non rilevabile sul gambo); gambo slanciato, bianco, liscio o coperto di fini fioccosità concolori; volva fragile ma abbastanza spessa, aderente al piede del gambo e libera all’orlo. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 343: “Il gruppo delle Amanita del sottogenere Vaginaria è costituito da un numero di specie molto vasto e ancora non ben delimitate. Tranne rarissimi casi, per una corretta determinazione di questo gruppo è indispensabile l’attenta osservazione microscopica. Sono tutte commestibili di ottimo pregio; si usufruisce del solo cappello ed è obbligatoria una cottura adeguata (15 minuti dal primo bollore). Essendo funghi molto fragili devono essere raccolti con grande delicatezza.” In bosco misto faggio-castagno; altezza 900 metri Particolare della volva: aderente al piede del gambo e libera all’orlo -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
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2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Amanita pantherina (De Cand.: Fr.) Krombh. Fungo ubiquitario, assai comune. Molto velenoso. Cresce isolato o fortemente gregario, da giugno-luglio a novembre, al margine o nei boschi di aghifoglie e latifoglie; spesso invasivo. Caratterizzato dalla presenza di un anello posto nella parte medio-bassa del gambo, dalla volva aderente al bulbo, circoncisa e dissociata in due o tre cercini più o meno paralleli ed evidenti. Amanita simili possono essere: A. gemmata (ma con cappello giallo o giallo-ocraceo e non bruno), A. franchetii (che però ha velo generale giallastro e non bianco: quindi presenta verruche gialle sul cappello al contrario dell’A. pantherina che le presenta decisamente bianche; ha inoltre volva non circoncisa ma dissociata in fioccosità giallastre), A. rubescens (con l’anello a gonnellino e posto molto in alto sul gambo, con colori bruno-rossastri e con carne che vira al rossastro a contatto con l’aria mentre la carne di A. pantherina è bianca immutabile; ha infine volva non circoncisa ma dissociata in fioccosità rossastre) Come per Amanita muscaria può considerarsi “spia del porcino” perché ha lo stesso habitat. Dal TUTTO FUNGHI pag. 356: “Velenoso, talora mortale. Provoca avvelenamento di tipo neurotropico simile, ma più grave, a quello provocato dall’Amanita muscaria . I sintomi compaiono da trenta minuti a tre ore dopo l’ingestione. I principi tossici colpiscono prevalentemente il sistema nervoso centrale.” Reperito in faggeta pura; altezza 1150 metri -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
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2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
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Ramaria formosa (Pers.: Fr.) Quél. Ramaria tossica, da giovane individuabile sul campo grazie ad alcune caratteri tipici: presenza di tre colori (bianco alla base del tronco, rosa salmone sui rami, con giallo all’apice dei rami stessi), andamento grossolanamente parallelo dei rami (e non a rami divergenti o sparpagliati come in specie ad essa cromaticamente avvicinabili). A maturità i colori diventano uniformemente smorti, come in tutte le Ramaria; ciò rende la determinazione basata solo su caratteri macroscopici problematica e spesso improponibile. Dal TUTTO FUNGHI pag. 182: “Tossico, l'ingestione produce avvelenamenti con effetti gastroenterici importanti. È una delle poche Ramaria a poter essere classificata macroscopicamente, ciò nonostante è spesso causa di avvelenamenti, anche pesanti, per la raccolta indiscriminata delle Manine o Ditole che viene fatta senza criterio da numerosi cercatori imprudenti. Il fatto che le Ramaria a maturità assumano colori smorti e del tutto monotoni, deve invitare il principiante alla massima prudenza. Solo l’analisi microscopica riesce a delimitarle con certezza, indagine che come sappiamo, non viene svolta in cucina. Le Ramaria sono comunque funghi insipidi, poco digeribili, in molti casi seriamente velenosi, a maturità tutti molto simili e non delimitabili a prima vista. Nel loro insieme sono ottime ragioni per abbandonare l’uso alimentare di questi funghi. Del resto non tutto ciò che attrae per la sua bellezza deve necessariamente avere un interesse gastronomico; con le Ramaria è meglio orientare l’innegabile attrazione visiva allo studio, all’osservazione naturalistica e alla fotografia.” In bosco di castagno; altezza 700 metri -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Russula foetens Persoon.: Fr. Particolare dell'orlo pileico Le goccioline acquose secrete dalle lamelle -
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Russula foetens Persoon.: Fr. Russula comune e gregaria, dal portamento relativamente massiccio, presente sotto conifere o latifoglie. È caratterizzata dall’odore sgradevole e nauseante, dal sapore delle lamelle ugualmente sgradevole e molto acre, dalla cuticola del cappello nettamente vischiosa, dall’orlo del cappello scanalato in gioventù per divenire pettinato-tubercolato a maturità. Le lamelle sono abbastanza spaziate e, negli esemplari giovani e con tempo umido, secernono goccioline acquose. La carne rimane biancastra al taglio, senza ingiallire, e con presenza di macchie bruno-ruggine più evidenti a maturità. Sua simile (quasi sosia) è la Russula subfoetens che, macroscopicamente, si distingue soprattutto per la reazione positiva all’idrato di sodio (la corteccia del suo gambo diventa giallo-oro, mentre nella R. foetens rimane immutabile); altri elementi di distinzione per inquadrare la R. subfoetens possono essere la minore viscosità del cappello, le lamelle relativamente fitte, la carne che diventa giallastra all’aria, l’odore meno repellente e la taglia più piccola. Dal TUTTO FUNGHI pag. 438: “Deve essere considerata a tutti gli effetti una Russula tossica (provoca sindrome gastroenterica), anche se la sgradevolezza dell'odore costituisce un deterrente quasi automatico. Questa specie appartiene a un complesso di Russula (Foetentinae) accomunate dalla cuticola vischiosa, dalle colorazioni giallo-brune del cappello, dalla profonda pettinatura al margine dello stesso e dalla presenza di odori molto marcati, più o meno sgradevoli. Tutte le Russula del complesso Foetentinae, per il loro aspetto poco attraente, per l’odore e il sapore sono da considerare non commestibili o addirittura, almeno le più acri, tossiche e responsabili di probabili avvelenamenti gastrointestinali.” Un giovane esemplare con il cappello ancora racchiuso attorno al gambo; raccolto in marroneta coltivata; altezza 650 metri Cuticola molto vischiosa sul cappello; gambo massiccio e cilindrico, con macchie brunastre -
2009.07 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Amanita excelsa var. excelsa (Fries: Fries) Bertillon Con verruche bianche e facilmente detersili, gambo molto interrato e non napiforme, riflessi rosati tra le lamelle; portamento slanciato. Dal TUTTO FUNGHI pag. 358: “Specie commestibile dopo cottura ma di poco pregio e, pertanto, se ne sconsiglia il consumo, data anche la possibile confusione con la velenosa Amanita pantherina. Non confonderla con Amanita excelsa var. spissa che presenta verruche sul cappello più frequenti e persistenti, un bulbo napiforme molto evidente alla base del gambo, portamento più tozzo e robusto, odore e sapore rafanoide.” -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Boletus erythropus Persoon ss. Fries Buon commestibile dopo adeguata cottura che consente di eliminare alcune tossine termolabili. Tutto il carpoforo è virante al blu in maniera intensa (al taglio o anche alla pressione). Odore fruttato e sapore dolce. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 560: "Pur appartenendo a un Gruppo di Boletus critici, è facile riconoscerlo con una certa sicurezza: è l'unico Boletus a pori arancio-rossi che presenta contestualmente un cappello vellutato marrone e un gambo quasi interamente decorato con una finissima punteggiatura rossa: caratteri assolutamente univoci, compresenti solo in questa specie." -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
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Boletus edulis Bull.: Fr. Chi non lo conoscesse può consultare il Tutto Funghi a pag. 544 Alcuni esemplari reperiti il primo luglio. Casentino; faggeta con presenza di Abete bianco; quota 950 metri
