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Alessandro F

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Everything posted by Alessandro F

  1. Una avventura alla Indiana Jones Non conosco bene le Orchidee (anzi quasi per niente), ma mi affascina la loro bellezza Sicuramente ne valeva la pena di vivere quella giornata Grande Giuliano Fra l'altro anch'io ho vissuto, sulla pelle anzi sui piedi di mia cognata, un'avventura del genere quando le si staccarono tutt'e due le suole dalle scarpe da trekking al culmine di una salita, con la macchina 800 metri più in basso... panico e angoscia... tutto risolto grazie a del nastro isolante/adesivo offertoci da ciclocrossisti (un miracolo che ci fossero dei pazzi in bicicletta su quei sentieri) e con cui riuscimmo in qualche modo a "incerottare" le sue scarpe. Ale
  2. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Leccinum carpini (R. Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid Caratterizzato dal cappello con superficie “martellata”, cresce generalmente associato a Carpino o Nocciolo, mai sotto Pioppo o Betulla. Il gambo è solitamente snello e allungato, di colore di fondo da biancastro sporco a grigio o nocciola chiaro, ed è cosparso di piccole squamette grigiastre che diventano nerastre al tocco e che si rarefanno all'apice del gambo. Ha carne del cappello soda solo negli esemplari giovani, poi diventa molle e cedevole; la carne del gambo, come negli altri Leccinum, è coriacea. La carne è di colore biancastro e, alla sezione, mostra un viraggio iniziale al rosato, poi al grigio-violaceo e infine al grigio-nerastro. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 217, Pag. 338: “Viene considerata una delle meno apprezzate tra le specie del genere Leccinum a causa dell’intenso annerimento delle carni, peraltro molli ed esigue.” Sulla destra un esemplare col gambo insolitamente obeso
  3. Hydnum rufescens Pers.; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Hydnum di facile identificazione grazie ad alcune caratteristiche: la taglia mediamente piccola (con cappello al massimo di 6-7 cm di diametro), i colori del cappello relativamente vivaci (dal giallo-ocra all’arancio-fulvo più o meno carico), imenoforo con aculei non decorrenti sul gambo, carne leggermente amarognola. Raramente si presenta con esemplari concresciuti. Simile ma di taglia ben maggiore è il più noto “steccherino dorato” Hydnum repandum caratterizzato dal colore pileico pallido (dal giallastro-beige al rosa-carnicino, raramente arancio chiaro), dal crescere sovente concresciuto con numerosi altri esemplari, dagli aculei nettamente decorrenti sul gambo, dalla carne dolce o leggermente amarognola negli esemplari vetusti, dall’odore fruttato gradevole; la confusione con Hydnum albidum è scongiurata per il suo colore bianco candido nei giovani esemplari (giallastro a maturità o per contusione) e per i suoi aculei leggermente decorrenti.
  4. Laeticutis cristata (Schaeff. : Fr.) Audet; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Albatrellus cristatus (Schaeff. : Fr.) Kotl. & Pouzar Di solito si presenta gregario e con più esemplari cespitosi similmente ad altri Albatrellus. Si fa riconoscere dai suoi congeneri per il cappello un po’ scaglioso-areolato, dai colori brunastri con evidenti sfumature verdi-olivacee e per l’imenoforo dal bianco al giallo-verdastro fino al verde a maturità; caratteristica è la colorazione rosata che la superficie poroide assume dopo l’essiccazione. Il gambo è corto e tozzo, feltrato e ricoperto in gran parte dai tubuli decorrenti. È una specie terricola, autunnale, non molto comune, dei boschi di latifoglie o misti. Può essere confuso con i più comuni A. confluens e A. ovinus che hanno cappello privo delle tonalità verdognole (tutt’al più si può presentare giallastro il cappello di A. ovinus).
  5. Clitocybe nebularis (Batsch : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Dall’odore forte, aromatico, penetrante, persistente e acuto, “tipicamente da... Clitocybe nebularis” Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 55, Pag. 159: “È stato per anni il fungo più raccolto e commercializzato in Italia, ma la sua tossicità è stata ormai dimostrata con certezza ed è stato cancellato dalle liste dei funghi commercializzabili. Purtroppo viene ancora raccolto e spetta solo ai fungaioli rendersi consapevoli del rischio ed evitare di raccoglierlo e consumarlo. Può essere confuso con Entoloma lividum, velenoso, che può crescere nel medesimo habitat. La principale differenza va ricercata nel colore delle lamelle dei soggetti maturi: queste sono giallastre in Clitocybe nebularis e rosa carico in Entoloma lividum, oltre all’odore forte e caratteristico in Clitocybe nebularis, deciso di farina fresca in Entoloma lividum. Inoltre le lamelle di Clitocybe nebularis sono un poco decorrenti mentre quelle di Entoloma lividum sono da più o meno smarginate a libere al gambo.”
  6. Hygrocybe conica var. conica (Schaeffer : Fries) P. Kummer; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 44, Pag. 148: “Tutto il fungo tende a maturità ad annerire vistosamente, fino a colori cupi picei. Stesso viraggio si realizza nelle zone eventualmente corrose o rotte. Grazie a questa caratteristica, risulta essere una delle Hygrocybe più facili da determinare con il semplice esame macroscopico; per quasi tutte le altre specie, al fine di una corretta determinazione, l’indagine microscopica si rende spesso assolutamente indispensabile.”
  7. Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Moser; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Una Macrolepiota caratterizzata dalla squamatura presente al centro del cappello: negli esemplari più tipici, evidenti ed estese squame brunastre e lisce, vagamente a forma di stella, sovrastano la cuticola che si presenta di colore crema-pallido ed è più o meno feltrata; le squame, che solitamente hanno i lembi rialzati, si staccano facilmente dalla cuticola. Il cappello presenta solitamente un evidente umbone. Il gambo è liscio e crema chiaro sopra l'anello e al di sotto è screziato da fini bande bruno-rossastre-chiare che lasciano intravedere il fondo crema pallido. L'anello presenta la faccia inferiore colorata di bruno più o meno chiaro. Habitat boschivo, talvolta nei prati al limitare dei boschi. È simile a Macrolepiota excoriata che però presenta la squamatura sul cappello meno geometricamente pronunciata, ha cappello non così marcatamente umbonato ed ha il gambo più liscio, non screziato ma appena pruinoso-vellutato; ha anello biancastro anche nella faccia inferiore. Il suo habitat è praticolo.
  8. Boletus reticulatus Schaeff.; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr. Forse gli ultimi fuochi d'artificio per i "porcini estivi" (almeno qui in Mugello), dato il maltempo in arrivo, previsto prolungato e con abbassamento delle temperature
  9. Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini.
  10. Craterellus cornucopioides (L. : Fr.) Pers.; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Esemplare stranamente isolato (dato che le "trombette dei morti" sono invasive e gregarie in questo periodo) e di notevoli dimensioni
  11. Craterellus cornucopioides (L. : Fr.) Pers.; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. 2 novembre, ricorrenza dei defunti... Non poteva mancare un omaggio alla "Trombetta dei morti". Fungo gregario che cresce a gruppi anche numerosissimi durante i periodi particolarmente freschi e umidi in estate e, soprattutto, in autunno. Buon commestibile: si presta benissimo anche all'essiccazione e a successiva riduzione in polvere per essere impiegato come aromatizzante. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 33, Pag. 136: “Questo fungo è un buon commestibile, molto ricercato, anche se non tutti gradiscono un piatto ingrigito o addirittura annerito da questi funghi; essiccato ha un'ottima resa. Il nome "Trombetta dei morti" non è dovuto al colore nero ma al fatto che si sviluppa attorno al 2 novembre, ricorrenza dei defunti. Piuttosto simile per struttura e colorazione è Cantharellus cinereus, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerastra, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose Trombette. Altro esemplare somigliante a questo fungo è Færberia carbonaria, commestibile, somigliante ad un Cantharellus e infatti, in un passato lontano, veniva chiamato Cantharellus carbonarius: cresce su residui carboniosi, talvolta nel muschio e presenta un cappello più piccolo, convesso, imbutiforme, con orlo ondulato di colore grigio-brunastro ed imenio costituito da vere lamelle.”
  12. Buoni ritrovamenti Alessandro ******************* Indice della Toscana, mese di Novembre 2019, totale n° 20 specie; in rosso (*) le schede con microscopia Amanita citrina (Schaeffer) Persoon; Post # 17 Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Post # 4 Armillaria mellea (Vahl : Fr.) P. Kumm.; Post # 13 Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr.; Post # 5 Clavariadelphus pistillaris (L.) Donk; Post # 18 Clitocybe nebularis (Batsch : Fr.) Kummer; Post # 8 Coprinopsis insignis (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Post # 19 Craterellus cornucopioides (L. : Fr.) Pers.; Post # 2, 3 Fuligo candida Pers.; Post # 20 Hydnum rufescens Pers.; Post # 10 Hygrocybe conica var. conica (Schaeffer : Fries) P. Kummer; Post # 7 Infundibulicybe geotropa (Bull. : Fr.) Harmaja = Clitocybe geotropa (Pers. : Fr.) Kummer; Post # 23 Laeticutis cristata (Schaeff. : Fr.) Audet = Albatrellus cristatus (Schaeff. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Post # 9 Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara = Leccinum carpini (R. Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid; Post # 11 Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Moser; Post # 6 Panellus stypticus (Bull.: Fr.) Karsten; Post # 21 Psathyrella candolleana (Fr.: Fr.) Maire; Post # 14 Rhodocollybia butyracea (Bull. : Fr.) Lennox = Collybia butyracea (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 22 Tubaria autochthona (Berk. & Broome) Sacc. = Tubaria dispersa (L.) Singer; Post # 15(*); 16 Volvouteis gloiocephalus (DC.: Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Post # 12
  13. Hydnum repandum L. : Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Si tratta del comune e noto “Steccherino dorato” o “Dentino dorato” che deve il suo nome al colore generale e all’imenoforo ad aculei. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 22, Pag. 125: “Buono da giovane, liberato dagli aculei amarognoli. Gli esemplari maturi sono amari e indigesti. Si presta alla conservazione sott’olio. Lo “Steccherino dorato” come viene volgarmente chiamato, è un fungo comune, diffuso e ampiamente raccolto dall’inizio dell’estate fino ad autunno inoltrato. Nelle zone temperate, in assenza di gelo e neve, è possibile raccogliere questa specie fino a dicembre e gennaio. Fungo molto facile da determinare e riconoscere, la presenza degli aculei sotto il cappello è un carattere molto semplice da osservare. Non esistono funghi ad idni tossici, taluni sono solamente coriacei e legnosi, altri amarescenti, per cui indigesti e comunque immangiabili. A prima vista, forse per il suo colore, può essere scambiato per il Cantharellus cibarius, ma quest’ultimo ha delle pseudolamelle (pliche lamellari) e non gli aculei. Altra confusione possibile è con Albatrellus confluens, anch'esso però ha un diverso imenoforo (pori e non aculei). Può essere confuso con l'Hydnum rufescens, più piccolo e di colore rossastro o aranciato, con aculei non decorrenti, commestibile di minor pregio. Hydnum albidum, bianco, crescente sotto conifera, appena ingiallente, fungo che tende ad inglobare lettiere e terriccio in modo notevole, con spore più piccole, sempre commestibile, anche se difficilmente recuperabile quando totalmente intriso di terra e aghi.” *********************** Indice della Toscana, mese di Ottobre 2019, totale n° 81 specie; in rosso (*) le schede con microscopia Agaricus moelleri Wasser = Agaricus praeclaresquamosus Freeman; Post # 43 Amanita caesarea (Scop. : Fr.) Pers.; Post # 70 Amanita citrina (Schaeffer) Persoon; Post # 6 Amanita franchetii (Boud.) Fayod; Post # 48 Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Post # 26, 66 Amanita ovoidea (Bull. : Fr.) Link; Post # 77 Amanita pantherina (De Cand. : Fr.) Krombh.; Post # 50 Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link; Post # 58, 80 Amanita rubescens (Pers. : Fr.) S.F. Gray; Post # 18 Armillaria cepistipes Velen.; Post # 69 Armillaria mellea (Vahl) P. Kumm.; Post # 71 Artomyces pyxidatus (Pers. : Fr.) Julich; Post # 64 Boletus aereus Bull. : Fr.; Post # 42, 50, 56, 72, 84 Boletus edulis Bull. : Fr.; Post # 5, 40, 65 Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr.; Post # 46, 60, 81 Butyriboletus regius (Krombh.) D. Arona & J.L. Frank = Boletus regius Krombh.; Post # 67 Caloboletus calopus (Pers. : Fr.) Vizzini = Boletus calopus Pers. : Fr.; Post # 19 Calocera viscosa (Pers. : Fr.) Fr.; Post # 39 Cantharellus amethysteus (Quél.) Sacc.; Post # 9 Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.; Post # 86 Clitocybe costata Kühner & Romagnesi = Infundibulicybe costata (Kühner & Romagn.) Harmaja; Post # 35 Clitocybe nebularis (Batsch : Fr.) Kummer; Post # 13 Clitocybe odora (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 53 Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Kummer; Post # 3 Coprinopsis insignis (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Post # 45 Coprinopsis picacea (Bull. : Fr.) Redhead, Nilgalys & Moncalvo = Coprinus picaceus (Bull. : Fr.) Fr.; Post # 61 Coprinus comatus (Müll. : Fr.) Pers.; Post # 15 Cortinarius elatior Fr.; Post # 57 Cortinarius trivialis J.E. Lange; Post # 55 Craterellus cornucopioides (L. : Fr.) Pers.; Post # 54 Daedaleopsis tricolor (Bull.) Bondartsev & Singer; Post # 29 Entoloma sinuatum (Bull.) P. Kumm. = Entoloma lividum (Bull.) Quélet; Post # 44, 51 Ganoderma lucidum (Curtis : Fr.) P. Karst.; Post # 87 Hemileccinum depilatum (Redeuilh) Šutara; Post # 89 Hydnum repandum L. : Fr.; Post # 93 Hydnum rufescens Pers.; Post # 92 Hygrophoropsis aurantiaca (Wulf. : Fr.) Maire; Post # 21 Hygrophorus eburneus (Bull. : Fr.) Fr.; Post # 23 Hygrophorus penarius Fries; Post # 76 Hygrophorus russula (Schaeff. : Fr.) Kauffman; Post # 78 Hymenopellis radicata (Relhan : Fr.) R.H. Petersen = Xerula radicata (Relhan : Fr.) Dörfelt; Post # 22 Hypholoma fasciculare (Huds. : Fr.) Kumm.; Post # 10 Laccaria amethystina (Huds.) Cooke; Post # 16 Lactarius chrysorrheus Fr.; Post # 74 Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome; Post # 33 Lactarius salmonicolor Heim & Leclair; Post # 2 Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) S.F.Gray; Post # 59 Lactarius zonarius (Bull.) Fr.; Post # 88 Laeticutis cristata (Schaeff. : Fr.) Audet = Albatrellus cristatus (Schaeff. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Post # 37 Laetiporus sulphureus (Bull. : Fr.) Murrill; Post # 20 Leccinum aurantiacum (Bull.) Gray; Post # 30 Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara = Leccinum carpini (R. Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid; Post # 47 Lepiota clypeolaria (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 32 Lepiota cristata (Bolt. : Fr.) P. Kumm.; Post # 49 Lepista nuda (Bull. : Fr.) Cooke; Post # 90 Lycoperdon echinatum Pers. : Pers.; Post # 25 Lycoperdon mammiforme Pers. : Pers.; Post # 82 Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Post # 11 Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Post # 27 Marasmius wynneae Berk. & Broome; Post # 4 Megacollybia platyphylla (Pers.) Kotl. & Pouzar; Post # 41 Mycena haematopus (Pers. : Fr.) Kummer; Post # 8 Mycena rosea (Bulliard) Gramberg; Post # 73 Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gelardi, Simonini & Vizzini = Boletus erythropus Persoon ss. Fries; Post # 17 Omphalotus olearius (De Cand. : Fr.) Fayod; Post # 63 Phellodon tomentosus (L. : Fr.) Banker; Post # 52 Russula aurea Pers.; Post # 62 Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr.; Post # 12 Russula insignis Quél.; Post # 68(*) Russula rosea Pers. = Russula lepida (Fr. : Fr.) Fr.; Post # 83 Russula vesca Fries; Post # 85 Scleroderma citrinum Persoon : Persoon; Post # 28 Scutiger pes-caprae (Pers. : Fr.) Bondartsev & Singer = Albatrellus pes-caprae (Pers. : Fr.) Pouzar ; Post # 7 Stropharia aeruginosa (Curt. : Fr.) Quélet; Post # 14 Stropharia caerulea Kreisel; Post # 24 Trametes versicolor (L. : Fr.) Pilát; Post # 91 Tricholoma saponaceum (Fr. : Fr.) Kummer; Post # 36 Tricholoma sejunctum (Sow. : Fr.) Quél.; Post # 79 Tricholoma sulphureum (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 38 Tricholoma ustaloides Romagn.; Post # 31 Tricholomopsis rutilans (Scaeff. : Fr.); Post # 34 Non determinati ma generici: Ganoderma cfr. resinaceum Boud.; Post # 75
  14. Hydnum rufescens Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Hydnum di facile identificazione grazie ad alcune caratteristiche: la taglia mediamente piccola (con cappello al massimo di 6-7 cm di diametro), i colori del cappello relativamente vivaci (dal giallo-ocra all’arancio-fulvo più o meno carico), imenoforo con aculei non decorrenti sul gambo, carne leggermente amarognola. Raramente si presenta con esemplari concresciuti. Simile ma di taglia ben maggiore è il più noto “steccherino dorato” Hydnum repandum caratterizzato dal colore pileico pallido (dal giallastro-beige al rosa-carnicino, raramente arancio chiaro), dal crescere sovente concresciuto con numerosi altri esemplari, dagli aculei nettamente decorrenti sul gambo, dalla carne dolce o leggermente amarognola negli esemplari vetusti, dall’odore fruttato gradevole; la confusione con Hydnum albidum è scongiurata per il suo colore bianco candido nei giovani esemplari (giallastro a maturità o per contusione) e per i suoi aculei leggermente decorrenti.
  15. Trametes versicolor (L. : Fr.) Pilát; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Fungo annuale, molto comune e coreografico, ubiquitario, con crescita su legno guasto di latifoglie (raramente su conifere; rinvenuto anche sulle traversine ferroviarie), reperibile in ogni stagione. Si presenta con mensole assai sottili (fino a 3-4 mm) coriacee ed elastiche di diametro fino a 10 cm; la superficie sterile è vellutata, con zonature molto marcate, dai colori diversissimi (dal grigio al bruno, dal marrone all’ocra, al rossiccio, al crema e anche al blu); l’orlo è sottile, ondulato, in genere più chiaro; i pori sono solitamente piccoli e rotondi, ma talvolta anche irregolarmente allungati-angolosi; superficie poroide biancastra o crema-ocra. Il contesto è tenace e coriaceo. Imenoforo
  16. Lepista nuda (Bull. : Fr.) Cooke; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Buon commestibile (dopo adeguata cottura!), dall’odore aromatico (spesso assai forte), gradevole e caratteristico; come le altre Lepista ha le lamelle che si possono separare, con una semplice pressione delle dita, dalla carne sovrastante. Colori che gravitano sul lilla-violetto (con eventuali sfumature bruno-rossastre in vecchiaia sul cappello) e che gli hanno valso il nome volgare di Agarico violetto; l’aggettivo nuda è invece riferito al rivestimento pileico liscio e glabro. Può confondersi con Lepista sordida: quest'ultima è però più esile, ha cappello meno carnoso e più igrofano, ha odore non aromatico ma piuttosto fungino-rancido, predilige ambienti erbosi antropizzati (parchi, giardini) mentre Lepista nuda è preferibilmente boschiva. In genere tutte le Lepista hanno la caratteristica di inglobare il substrato di crescita alla base del gambo ma Lepista nuda ne ingloba almeno il doppio, se non di più, rispetto alle altre specie. Anche Lepista glaucocana che ha generalmente colorazione glauca pallida potrebbe confondersi nelle sue forme di colore più carico con alcune Lepista nuda dai colori "sbiaditi". In tal caso l'odore fortemente aromatico di Lepista nuda e quello leggero più o meno grato o di terriccio di Lepista glaucocana dovrebbero fugare ogni dubbio; inoltre il micelio di Lepista nuda è sempre di colore bluastro e quindi tinteggia di bluastro la base del suo gambo, mentre il micelio di Lepista glaucocana è biancastro e tinteggia di biancastro la base del suo gambo. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 73, Pag. 179: “Lepista nuda va raccolta con tempo asciutto, quando la carne non è intrisa d'acqua. Buono e saporito solo dopo adeguata cottura, è lievemente tossico da crudo per presenza di tossine termolabili.”
  17. Hemileccinum depilatum (Redeuilh) Šutara; Regione Toscana; Novembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Boletus depilatus Redeuilh = = Xerocomus depilatus (Redeuilh) Manfr. Binder Una boletacea non frequentissima, reperibile isolata o in piccoli gruppi su suolo calcareo, in boschi caldi di latifoglie (soprattutto Quercia e Carpino). Una delle caratteristiche che può aiutare al riconoscimento è il cappello che si presenta asciutto e da gibboso a “martellato”, con colorazioni dal bruno chiaro al bruno-nocciola fino al bruno-castano con possibili zone decolorate. Tubuli e pori inizialmente da giallo cromo a giallo oro, poi giallo-verdognoli per la maturazione delle spore che, raggruppate in massa, sono bruno-olivastre come in gran parte delle boletacee. Tubuli e pori immutabili se contusi. Ha gambo privo di reticolo, più o meno cilindrico ma con base attenuata e radicante; di colore giallastro pallido con possibile zona anulare rossiccia più o meno evidente. Carne di colore giallo pallido con sfumature rossastre soprattutto sotto la cuticola del cappello, immutabile, di sapore dolce e di odore variabile da gradevole fruttato a leggermente di fenolo o di inchiostro soprattutto alla base del gambo. Confondibile con Hemileccinum impolitum (= Boletus impolitus = Xerocomus impolitus) che ha cappello non gibboso-martellato, con colorazione più chiara e pallida; il suo gambo non è radicante, al più un poco attenuato alla base; ha carne dal sapore dolce ma dall’odore più nettamente fenolico o di inchiostro soprattutto alla base del gambo. Dal TUTTO FUNGHI, Scheda 201, Pag. 318: “Il genere Hemileccinum, da poco istituito (Šutara, anno 2008), comprende specie con caratteristiche macro e microscopiche intermedie fra i Boletus s.l. (portamento, trama dell’imenoforo), i Leccinum (superficie del gambo scabrosetta) e gli Xerocomus s. str. (struttura a trichoderma della pileipellis). La validità di questo nuovo genere è stata confermata da indagini filogenetiche che hanno dimostrato l’effettiva distanza evolutiva fra Hemileccinum, Boletus s.l. e Xerocomus. Data la compattezza delle loro carni e il gradevole sapore, H. depilatum e H. impolitum sono considerati buoni commestibili, ad eccezione del gambo, dalla consistenza fibrosa-coriacea e dal possibile odore sgradevole.” In bosco misto, con prevalenza Castagno. Odore leggero e gradevole, sapore buono, dolce
  18. Lactarius zonarius (Bull.) Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Lactarius molto comune nei boschi di latifoglie (soprattutto Quercia, Carpino e Castagno), su terreno argilloso-calcareo. Cappello da depresso a imbutiforme, con evidenti zonature concentriche più scure al margine, su colorazione generale crema o giallo-crema, tendente al brunastro in vecchiaia. Cuticola liscia, un poco untuosa a tempo umido. Lamelle fitte, da sub-decorrenti a decorrenti, solitamente non forcate nei pressi del gambo, di colore crema chiaro o crema giallino, prive di riflessi rosati. Gambo corto e tozzo, più largo all’apice, di colore da biancastro sporco a crema chiaro, da liscio a decorato con alcuni scrobicoli. Latice solitamente abbondante e fluido, bianco immutabile ma virante al crema-grigio se essiccato sulle lamelle. Carne e latice decisamente acri all’assaggio; talvolta l’acredine si avverte dopo qualche secondo. Il simile Lactarius acerrimus, che può condividere lo stesso habitat e presenta anch’esso latice bianco e acre come la carne, si distingue per la scarsa o poco marcata zonatura sul cappello, per le lamelle color crema con riflessi rosati e tipicamente forcate e anastomosate presso il gambo. Dal (nuovo) TUTTO FUNGHI, Scheda 171, Pag. 288: “Da considerarsi velenoso: provoca sindrome gastroenterica incostante. Fungo molto comune. Alcuni autori distinguono una varietà (Lactarius zonarius var. scrobipes Kühner & Romagn.) per gli scrobicoli presenti nel gambo e per la mancanza di peluria al margine del cappello, caratteri che secondo altri autori, con cui concordiamo, sono incostanti e quindi legati a un’unica entità.”
  19. Ganoderma lucidum (Curtis : Fr.) P. Karst.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Fungo lignicolo inconfondibile per il suo aspetto generale (conosciuto popolarmente anche col nome di Fungo pipa), per la consistenza coriacea o addirittura legnosa e per la superficie sterile che, sia sul cappello che sul gambo, appare come una crosta lucida e brillante, come cosparsa di ceralacca, più o meno gibbosa; sul cappello sono presenti di solito delle marcate zonature e solcature concentriche. Tale crosta è resistente anche al calore e non si deteriora neanche se esposta alla fiamma di un fiammifero. Il suo colore va dal rosso al bruno, all’arancione per scurirsi a maturità. Pori piccoli e rotondi; superficie poroide color crema da giovane, color tabacco a maturità; si scurisce alla manipolazione o alla scalfittura. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 24, Pag. 127: “Si tratta di un fungo molto vistoso: l’aspetto laccato e i colori vivi e brillanti suscitano la curiosità di tutti quelli che lo incontrano; molti lo raccolgono nei nostri boschi per usarlo come decorativo nei vasi o come soprammobile. In Oriente i cinesi lo chiamano Ling Zhi, ovvero potenza spirituale, i giapponesi Reishi e, in entrambi paesi è coltivato e viene commercializzato per uso medicinale poiché risulterebbe efficace (come altre specie del Genere Ganoderma) nella cura di molti mali. Sono in corso studi anche in Europa, in particolare in Spagna, per verificare l’effettiva efficacia terapeutica. Un suo simile è Ganoderma valesiacum, di colore più chiaro che predilige per la sua crescita il Larice, conifera di alta montagna; Ganoderma carnosum ha la superficie pileica più scura, è vistosamente più grande (30 cm) e cresce su conifere prediligendo l'Abete bianco." Particolare dell'attaccatura tra imenoforo e gambo
  20. Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 35, Pag. 138: “Cantharellus subpruinosus presenta inizialmente una sorta di pruina biancastra sul cappello e si macchia vistosamente su toni rosso-brunastri dopo manipolazione. Ottimo commestibile. Trova forti estimatori che lo preferiscono nettamente al più nobile Porcino. Viene impiegato in cucina in svariati modi: trifolato, con le lasagne, nel risotto, oppure conservato sottolio o sottaceto. Si presta invece male alla conservazione per essiccamento. Se surgelato crudo tende ad assumere una sgradevole amarescenza: per tale motivo ne consigliamo la surgelazione dopo adeguata, quanto opportuna, precottura.” Se per i Porcini la stagione 2019 sembra non finire mai in molte zone appenniniche o sub-appenniniche, per i "galletti" (come vengono chiamati in gran parte della Toscana i Cantharellus cibarius e simili) sembra invece non essere mai iniziata. Talvolta specie invasiva, quest'anno il Cantherellus subpruinosus risulta assolutamente raro.
  21. Russula vesca Fries; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Le colorazioni tipiche di questa ottima Russula commestibile vanno da un bel vinoso-bruno per gli esemplari sotto conifera al rosa-lilacino per quelli sotto latifoglia. La cuticola è asportabile per due quinti del raggio, lasciando intravedere la carne bianca sottostante. Lamelle poco decorrenti, fitte e strette, un po’ lardacee in gioventù, bianche ma macchiate di ruggine o giallastro in vecchiaia o per manipolazione. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 161, Pag. 277: “Per la colorazione pileica, la tendenza a macchiarsi di giallo-brunastro nelle zone manipolate a lungo, la sporata bianca e il sapore interamente dolce ricordante la nocciola, è una Russula di facile identificazione. Le forme decolorate al nocciola (fo. avellanea) si possono confondere con R. heterophylla fo. adusta ma il portamento più massiccio di quest'ultima, le colorazioni toccate o macchiate di bronzo, le lamelle decorrenti e biforcate all'inserzione bastano per distinguerla sul campo. Nella sua forma verde (R. vesca fo. viridata) può essere confusa con le Griseinae , ma la sporata bianca di R. vesca le esclude a priori. La caratteristica della cuticola che si ritrae lasciando intravedere le lamelle, è ritenuta oggigiorno elemento poco attendibile e non prerogativo.”
  22. Boletus aereus Bull. : Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Esemplare di grosse dimensioni, reperito in bosco misto Castagno-Cerro
  23. Russula rosea Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Russula lepida (Fr. : Fr.) Fr. È una Russula comune, reperibile in boschi caldi e asciutti sia presso latifoglie (Castagno, Quercia e Faggio in particolare) che presso conifere (Pino in particolare). Carattere distintivo è il sapore: fruttato-mentolato e “rinfrescante” (comune solo alla Russula albonigra che però si presenta con caratteristiche morfocromatiche completamente differenti). R. rosea ha cappello opaco (per la cuticola secca, vellutata e, a volte, come cosparsa di polvere di gessetto rosso), dal bel colore rosa o rosa-rosso fino a rosso carminio con eventuali macchie decolorate giallastre; il gambo è sovente clavato o ingrossato alla base, di rado interamente bianco, più frequentemente con sfumature rosate o rossastre soprattutto nella metà inferiore. Lamelle con filo intero e di solito tipicamente sfumato di rosso in vicinanza dell’orlo del cappello. Altra caratteristica importante da considerare è la durezza della sua carne (soprattutto negli esemplari giovani) unita alla notevole consistenza “gessosa-cassante” che, pur essendo tipica del Genere Russula, in questa specie è emblematica. La sporata è di colore crema pallido.
  24. Lycoperdon mammiforme Pers. : Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Un Lycoperdon di facile determinazione grazie al suo “velo esterno” che si dissocia in evidenti placchette più o meno fioccose che ricordano le coagulazioni del latte rappreso e che rimangono più o meno aderenti alla superficie dell’endoperidio, soprattutto nella sua parte inferiore (pseudogambo). La superficie dell’endoperidio è inizialmente biancastra, per diventare a maturità di colore bruno-rossiccio.
  25. Boletus reticulatus Schaeff.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini = Boletus aestivalis (Paulet) Fr. Finché permane una situazione meteo ottimale (anche se un poco inusuale in alcune zone appenniniche o sub-appenniniche della Toscana) il "porcino estivo" non fa certo distinzione tra estate e autunno... e continua imperterrito a fruttificare abbondantemente. Esemplari in vari stadi di maturità
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