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2008.10 - Toscana - Tutor Paolo Benelli


Robinho
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Cortinarius trivialis Lange

 

Relativamente facile da determinare nella foltissima popolazione dei cortinari. Fa parte del sottogenere Myxacium (caratterizzato da cappello e gambo vischiosi, con gambo non di rado fusoide oppure più o meno ingrossato alla base, ma sempre privo di bulbo marginato); il C. trivialis ha la caratteristica del gambo adornato da "ghirlande" scagliose in rilievo (residui del velo); il cappello può variare dal bruno-ocraceo al color miele fino all'olivastro; carne biancastra-ocracea pallida, senza odore e sapore significativi. Molto frequente (fine estate-autunno) nei boschi di latifoglie (soprattutto pioppi, querce e anche betulle)

 

Dal TUTTO FUNGHI pag. 413:

"Cortinarius trivialis presenta due veli generali di diversa natura: l'uno glutinoso, l'altro membranoso. La non omogenea frammentazione di questi due strati è all'origine della caratteristica ornamentazione presente sul gambo."

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Dal raduno di Valle Dame; nel versante toscano

Psathyrella conopilus (Fr.: Fr.) A. Person & Dennis

(La determinazione definitiva verrà data in post successivi, come risultato di analisi microscopica)

 

Le Psathyrella (tipici funghi a sporata scura-nerastra) si distinguono da altri Generi simili per portamento e per colore di sporata per alcuni caratteri macroscopici; ad esempio:

# i Panaeolus (e l'Anellaria semiovata = Panaeolus semiovatus) hanno le lamelle "papillonacee" (in questo Genere le spore -nere a maturità- non maturano mai contemporaneamente, e quindi le lamelle presentano colorazione variegata sia nerastra che meno scura)

# i Coprinus sono deliquescenti

# gli Hypholoma hanno lamelle inizialmente grigio-verdine

# le Psathyrella possono avere un portamento simile ai Coprinus, ma non sono deliquescenti; hanno le lamelle sempre a tinta unita (brunastra) e mai papillonacea.

 

P. conopilus è di grandi dimensioni (relativamnete al genere; cappello fino a 6-7 cm di diametro; gambo alto fino a 15-20 cm); presenta cappello conico-campanulato anche a maturità (che può ricordare quello di alcuni Panaeolus o di alcuni Coprinus), igrofano (bruno-rossastro negli esemplari "umidi", giallastro o bruno-grigio-chiaro negli esemplari "secchi": nella foto si nota tale variazione di colore nei due esemplari a destra); margine pileico striato, senza velo; lamelle fitte, adnate, a maturità bruno-porpora con filo bianco; relativamente comune, estate-autunno, gregaria, in siti erbosi di boschi o al bordo dei sentieri, tra l'erba.

Sua simile può essere P. marcescibilis che è però più piccola (cappello fino a 3 cm) e presenta residui biancastri del velo al margine dl cappello.

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Coprinus cfr. plicatilis (Curt.: Fr.) Fr.

Praticamente privo di carne; il cappello (sui 3 cm) presenta un disco centrale ocraceo, grigiastro altrove; caratterizzato dalle tipiche pieghettature (pliche) del cappello: superficie fortemente plicata e striata fino quasi al disco; nonché nettamente feltrata. Il gambo è molto sottile e sericeo; all'esame organolettico si presenta privo di odori e sapori particolari. Non è particolarmente deliquescente.

Suoi simili per il portamento possono essere C. auricomus (con cappello rosso vivo al disco e beige-grigiastro altrove), C. leiocephalus (con cappello bruno-mattone), C. miser (con cappello più piccolo, da bruno-rossastro a bruno-grigio); questi 3 ultimi coprini sono inoltre molto deliquescenti.

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Andando avanti con le specie di Valle Dame (versante Toscana)....

 

Ancora un coprino esteticamente molto bello da osservare: Coprinus cfr. lagopus (Fr.: Fr.) Fr. ;)

Caratteristica è la sua decorazione su tutta la lunghezza del gambo composta da villosità soffici (lagopus proviene dal greco lagos = lepre e pus = piede), al contrario della maggior parte dei Coprinus che ha gambo pressoché liscio. Il cappello a maturità si apre (anche con margine rialzato) ed è quasi trasparente, decorato da fioccosità pelosette grigio-biancastre che svaniscono in maturità; nettamente striato (quasi plissettato) in senso radiale. Habitat terricolo, tra foglie secche di latifoglia, raramente tra l’erba, e mai su letame.

Nella foto è evidente il gambo decorato dell’esemplare a destra; per quello di sinistra (di cui si vede l'imenoforo) non mi pronuncio

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Dal raduno di Valle Dame; nel versante toscano

Macrolepiota mastoidea (Fr.: Fr.) Singer

Ha il cappello con cuticola dissociata in fini squamette ocra appressate al centro e poi diradate via via verso il margine dove lasciano intravedere il fondo più chiaro; cappello dotato di un evidente e pronunciato umbone a base stretta che (nel fungo ormai maturo e col cappello disteso) sembra “fuoriuscire improvvisamente dalla pianura sottostante”; nel fungo ancora chiuso l’effetto non è dissimile (vedi foto) anche se “il terreno sottostante” non è una pianura ma una “mazza”; il gambo appare liscio ad un frettoloso esame ma in realtà, al di sotto l’anello, è finemente decorato da squamette ocracee su fondo biancastro. L’umbone giustifica il nome specifico ricordando un capezzolo (dal latino mastoideus = simile a una mammella).

In letteratura esistono 3 varietà: M. mastoidea var. mastoidea (a cui dovrebbe corrispondere l’esemplare in foto), M. mastoidea var. atrobrunnea (con colorazione del cappello più scura e squamette bruno-nerastre) e M. mastoidea var. coccineobasalis (con decorazioni sul gambo molto più evidenti e con la base del gambo dalle sfumature vinoso-rossastre).

Possibile confusione con M. rickenii (che ha gambo più slanciato e con squamosità più evidenti, con colori pileici più marrone scuro, dalle squamette brunastre) e con M. affinis (che ha un umbone a base più larga, di colore bruno-rossastro; fini squamosità bruno-ocracee sul cappello che risaltano sullo sfondo biancastro).

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