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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Mycena haematopus (Pers. : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Al taglio del gambo o del cappello essuda latice colorato (rosso-vinoso-bruno) come la simile M. sanguinolenta; una differenza macroscopica è il filo delle lamelle: lamelle prima biancastre poi rosate e con sfumature bruno-vinose ma con filo concolore in M. haematopus; lamelle rosate ma con il filo discolore: rosso-vinoso-bruno in M. sanguinolenta. Anche la pruinosità evidente del gambo in M. haematopus può aiutare nel differenziare le due specie visto che M. sanguinolenta ha gambo più o meno glabro e lucente. Il margine pileico, inoltre, è caratteristicamente e coreograficamente denticolato nelle giovani M. haematopus, più uniforme e appena ondulato in M. sanguinolenta. Un’altra Mycena che essuda latice colorato è M. crocata che ha però gambo interamente liscio con base coperta di peluria bianco-giallastra (mentre M. haematopus ha gambo interamente ricoperto da pruina biancastra, oltre alla peluria basale) ed essuda copiosamente latice giallo-arancio da qualsiasi parte (cappello, lamelle, gambo). Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 84, Pag. 191: “Basta ferire leggermente il gambo con la punta di un coltellino o di una pinzetta per vedere questo fungo emettere una goccia di liquido rassomigliante, sia per densità che per colore, al sangue.” Decine e decine di esemplari hanno spettacolarmente colonizzato un tronco deteriorato di Faggio a terra
  2. Scutiger pes-caprae (Pers. : Fr.) Bondartsev & Singer; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Albatrellus pes-caprae (Pers. : Fr.) Pouzar La superficie del cappello si presenta sempre asciutta, da squamulosa a decisamente squamata; di colore variabile dal bruno-rossiccio al marrone scuro. Il cappello, di solito spatuliforme, può assumere anche forme irregolari, più o meno lobate. Il gambo è eccentrico o laterale di colore da bianco a giallastro. Pori abbastanza larghi, da arrotondati-angolosi a poligonali; tubuli decorrenti sul gambo. La superficie poroide è biancastra in gioventù, giallina a maturità o al tocco. La carne è soda e compatta, con sapore molto gradevole di nocciola e odore buono, fungino. Buon commestibile, si presta a vai modi di preparazione: dalla frittura alla conservazione sott’olio. Dal TUTTO FUNGHI, Scheda 21, Pag. 124: “Fungo poco frequente ma abbondante nelle stazioni di crescita, predilige il Faggio, ma cresce anche sotto Castagno. Segnalato anche in boschi di conifere (Peccio). Buon commestibile, carnoso e di buona resa.” Imenoforo, con pori di forma irregolare; tubuli decorrenti sul gambo
  3. Amanita citrina (Schaeffer) Persoon; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Amanita molto comune sia in boschi di latifoglie che di aghifoglie. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 126, Pag. 238: “Ubiquitario, in particolare su terreni acidi e sabbiosi, dall’estate fino ai primi freddi dell’inverno; molto comune. Riconoscibile abbastanza agevolmente per il suo bulbo basale molto grosso ed evidente, la volva circoncisa, le placche sul cappello e il tipico odore di patate crude.” Ovoli e giovane esemplare Esemplari maturi
  4. Boletus edulis Bull. : Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Presso Faggio
  5. Marasmius wynneae Berk. & Broome; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Reperibile soprattutto nella lettiera delle faggete, con crescita solitamente fascicolata di numerosi esemplari. Cappello igrofano, da bianco a grigiastro, con tonalità lilla-pallido a maturità, striato per trasparenza all’orlo. Lamelle rade, da arrotondate a più o meno libere nell’inserzione al gambo, di colore da biancastro a grigio-lilla pallido, con filo concolore. Caratteristico è il gambo, lungo e cilindrico, pallido e un po' pruinoso all’apice ma, nella parte inferiore, colorato di bruno-rossastro o bruno-grigiastro.
  6. Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Con lamelle decorrenti (a volte anche adnate in giovani esemplari), fitte, facilmente staccabili dalla carne del cappello, inizialmente bianche, poi rosate e infine rosa-carne per deposito sporale (spore rosa-salmone in massa). Carne più o meno fragile-gessosa, con odore che ricorda l’impasto del pane, a volte anche spermatico. Sapore farinaceo. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 131, Pag. 244: “Habitat pressoché ubiquitario, cresce dall’estate all’autunno nei boschi di latifoglie e conifere; condivide l’habitat del Boletus edulis e del Boletus reticulatus, ed è per questo chiamato “Spia del porcino” in molte regioni. È possibile che venga confuso con le tossiche Clitocybe bianche quali C. rivulosa, C. dealbata e C. phyllophila, le quali presentano però carne elastica, tenace e fibrosa, lamelle bianche o crema e non rosa, odore sgradevole rancido.” Un cespo di 4 giovani esemplari con i cappelli "malformati" su cui sono evidenti grosse e strane escrescenze che li rendevano quasi irriconoscibili. Il colore, le lamelle decorrenti e l'odore intenso di farina (impasto per il pane) sono però inconfondibili.
  7. Lactarius salmonicolor Heim & Leclair; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Si tratta di uno dei Lactarius a latice colorato sui toni arancio-rosso. Si può distinguere dai suoi simili analizzando con attenzione alcune caratteristiche: habitat esclusivo sotto Abete bianco; assenza di macchie o sfumature verdastre; zonature concentriche sul cappello poco evidenti o assenti; latice da arancio a arancio-rossastro (virante al rosso-vinoso dopo qualche ora dalla frattura) dal sapore mite fino ad amarognolo; presenza sul gambo di scrobicoli più o meno allungati; il colore “salmone” su tutto lo sporoforo gli ha dato il nome. Nei boschi misti può essere confuso con Lactarius deliciosus (che cresce sotto Pino; ha evidenti zonature concentriche sul cappello che di solito è di colore rosso-arancio; ha latice rosso-arancio dal sapore mite; presenta rare macchie verdi e limitatamente alle fratture), con Lactarius deterrimus (che è esclusivo del Peccio; si macchia nettamente di verde in modo spontaneo fin da giovane), con Lactarius semisanguifluus (che è esclusivo di Pino silvestre; ha cappello arancio più o meno incarnato che si macchia progressivamente di verde o di verde-bluastro; sul cappello ha zonature poco evidenti da giovane, più evidenti a maturità quando il cappello comincia ad assumere le tipiche sfumature verdastre; ha latice arancio che vira al rosso-vinoso dopo pochi secondi), con Lactarius sanguifluus (che è esclusivo di Pino; presenta lamelle di colore lilla-vinoso, latice e carne immutabili di colore rosso-violacei o rosso scuro, senza toni arancio; cappello e gambo inverdenti leggermente e soprattutto nelle fratture).
  8. Buoni ritrovamenti Alessandro **************************** Indice della Toscana, mese di Ottobre 2019, totale n° 81 specie; in rosso (*) le schede con microscopia Agaricus moelleri Wasser = Agaricus praeclaresquamosus Freeman; Post # 43 Amanita caesarea (Scop. : Fr.) Pers.; Post # 70 Amanita citrina (Schaeffer) Persoon; Post # 6 Amanita franchetii (Boud.) Fayod; Post # 48 Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Post # 26, 66 Amanita ovoidea (Bull. : Fr.) Link; Post # 77 Amanita pantherina (De Cand. : Fr.) Krombh.; Post # 50 Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link; Post # 58, 80 Amanita rubescens (Pers. : Fr.) S.F. Gray; Post # 18 Armillaria cepistipes Velen.; Post # 69 Armillaria mellea (Vahl) P. Kumm.; Post # 71 Artomyces pyxidatus (Pers. : Fr.) Julich; Post # 64 Boletus aereus Bull. : Fr.; Post # 42, 50, 56, 72, 84 Boletus edulis Bull. : Fr.; Post # 5, 40, 65 Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr.; Post # 46, 60, 81 Butyriboletus regius (Krombh.) D. Arona & J.L. Frank = Boletus regius Krombh.; Post # 67 Caloboletus calopus (Pers. : Fr.) Vizzini = Boletus calopus Pers. : Fr.; Post # 19 Calocera viscosa (Pers. : Fr.) Fr.; Post # 39 Cantharellus amethysteus (Quél.) Sacc.; Post # 9 Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.; Post # 86 Clitocybe costata Kühner & Romagnesi = Infundibulicybe costata (Kühner & Romagn.) Harmaja; Post # 35 Clitocybe nebularis (Batsch : Fr.) Kummer; Post # 13 Clitocybe odora (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 53 Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Kummer; Post # 3 Coprinopsis insignis (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Post # 45 Coprinopsis picacea (Bull. : Fr.) Redhead, Nilgalys & Moncalvo = Coprinus picaceus (Bull. : Fr.) Fr.; Post # 61 Coprinus comatus (Müll. : Fr.) Pers.; Post # 15 Cortinarius elatior Fr.; Post # 57 Cortinarius trivialis J.E. Lange; Post # 55 Craterellus cornucopioides (L. : Fr.) Pers.; Post # 54 Daedaleopsis tricolor (Bull.) Bondartsev & Singer; Post # 29 Entoloma sinuatum (Bull.) P. Kumm. = Entoloma lividum (Bull.) Quélet; Post # 44, 51 Ganoderma lucidum (Curtis : Fr.) P. Karst.; Post # 87 Hemileccinum depilatum (Redeuilh) Šutara; Post # 89 Hydnum repandum L. : Fr.; Post # 93 Hydnum rufescens Pers.; Post # 92 Hygrophoropsis aurantiaca (Wulf. : Fr.) Maire; Post # 21 Hygrophorus eburneus (Bull. : Fr.) Fr.; Post # 23 Hygrophorus penarius Fries; Post # 76 Hygrophorus russula (Schaeff. : Fr.) Kauffman; Post # 78 Hymenopellis radicata (Relhan : Fr.) R.H. Petersen = Xerula radicata (Relhan : Fr.) Dörfelt; Post # 22 Hypholoma fasciculare (Huds. : Fr.) Kumm.; Post # 10 Laccaria amethystina (Huds.) Cooke; Post # 16 Lactarius chrysorrheus Fr.; Post # 74 Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome; Post # 33 Lactarius salmonicolor Heim & Leclair; Post # 2 Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) S.F.Gray; Post # 59 Lactarius zonarius (Bull.) Fr.; Post # 88 Laeticutis cristata (Schaeff. : Fr.) Audet = Albatrellus cristatus (Schaeff. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Post # 37 Laetiporus sulphureus (Bull. : Fr.) Murrill; Post # 20 Leccinum aurantiacum (Bull.) Gray; Post # 30 Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara = Leccinum carpini (R. Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid; Post # 47 Lepiota clypeolaria (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 32 Lepiota cristata (Bolt. : Fr.) P. Kumm.; Post # 49 Lepista nuda (Bull. : Fr.) Cooke; Post # 90 Lycoperdon echinatum Pers. : Pers.; Post # 25 Lycoperdon mammiforme Pers. : Pers.; Post # 82 Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Post # 11 Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Post # 27 Marasmius wynneae Berk. & Broome; Post # 4 Megacollybia platyphylla (Pers.) Kotl. & Pouzar; Post # 41 Mycena haematopus (Pers. : Fr.) Kummer; Post # 8 Mycena rosea (Bulliard) Gramberg; Post # 73 Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gelardi, Simonini & Vizzini = Boletus erythropus Persoon ss. Fries; Post # 17 Omphalotus olearius (De Cand. : Fr.) Fayod; Post # 63 Phellodon tomentosus (L. : Fr.) Banker; Post # 52 Russula aurea Pers.; Post # 62 Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr.; Post # 12 Russula insignis Quél.; Post # 68(*) Russula rosea Pers. = Russula lepida (Fr. : Fr.) Fr.; Post # 83 Russula vesca Fries; Post # 85 Scleroderma citrinum Persoon : Persoon; Post # 28 Scutiger pes-caprae (Pers. : Fr.) Bondartsev & Singer = Albatrellus pes-caprae (Pers. : Fr.) Pouzar ; Post # 7 Stropharia aeruginosa (Curt. : Fr.) Quélet; Post # 14 Stropharia caerulea Kreisel; Post # 24 Trametes versicolor (L. : Fr.) Pilát; Post # 91 Tricholoma saponaceum (Fr. : Fr.) Kummer; Post # 36 Tricholoma sejunctum (Sow. : Fr.) Quél.; Post # 79 Tricholoma sulphureum (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 38 Tricholoma ustaloides Romagn.; Post # 31 Tricholomopsis rutilans (Scaeff. : Fr.); Post # 34 Non determinati ma generici: Ganoderma cfr. resinaceum Boud.; Post # 75
  9. Lactarius controversus Pers. : Fr.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Un Lactarius che può raggiungere dimensioni importanti, col cappello di diametro fino a 35 (40) cm; specie abbastanza comune in autunno, cresce solitamente gregario in gruppi anche numerosi presso latifoglie (preferibilmente Pioppo ma anche Castagno e Faggio). Nasce quasi sempre molto interrato e per questo viene, in parte o totalmente, ricoperto da residui del sottobosco e da terriccio. Si fa riconoscere per il cappello con la cuticola vellutata a tempo asciutto, un po’ untuosa e lucida a tempo umido, bianca ma spesso con macchie rosa o rossastre presenti soprattutto al centro che è generalmente depresso; il margine del cappello è spesso, molto involuto (anche arrotolato) soprattutto negli esemplari giovani; imenoforo con lamelle fitte, di colore rosato chiaro; ha latice abbondante e bianco, cremoso, inizialmente immutabile sia isolato che lasciato sulle lamelle, successivamente di colore giallo-verdastro se essiccato sulle lamelle, di sapore dapprima amaro, poi acre anche bruciante (così come la carne); il gambo corto e tozzo, talvolta eccentrico, è concolore al cappello, anche con sfumature rosate, e si può macchiare di ocra al tocco; il gambo talvolta presenta rari scrobicoli non ben delimitati. Qualche vago scrobicolo può presentarsi anche all'orlo del cappello, concolore alla cuticola. Esemplari determinati grazie alle indicazioni di Mario (Iannotti) e di Flavio (Pilobolus) che hanno corretto la mia iniziale ipotesi verso altri Lactarius (L. bertilloni e L. vellereus che però hanno lamelle più rade e più spesse, non rosate; non presentano macchie rossastre su cappello; hanno altro portamento e, per quanto riguarda L. vellereus, latice non acre) Molta umidità in ambiente; riscontrabile come essudato sulle lamelle e sul gambo ************************ Indice della Toscana, mese di Settembre 2019, totale n° 46 specie Agaricus campestris L. : Fr.; Post # 57 Amanita caesarea (Scop. : Fr.) Pers.; Post # 22 Amanita franchetii (Boud.) Fayod; Post # 25 Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Post # 30, 48 Amanita pantherina (De Cand. : Fr.) Krombh.; Post # 15, 37 Amanita rubescens (Pers. : Fr.) S.F. Gray; Post # 42, 43 Boletus aereus Bull. : Fr.; Post # 11, 20 Boletus edulis Bull. : Fr.; Post # 12, 34 Boletus pinophilus Pilát & Dermek; Post # 18 Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr.; Post # 9, 35 Butyriboletus regius (Krombh.) D. Arona & J.L. Frank = Boletus regius Krombh.; Post # 14 Butyriboletus subappendiculatus (Dermek,Lazebn.& J.Veselský) Arora & J.L.Frank=Boletus subappendiculatus Dermek, Lazebn. & J. Veselský; Post # 31 Caloboletus calopus (Pers. : Fr.) Vizzini = Boletus calopus Pers. : Fr.; Post # 10, 53 Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.; Post # 51 Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Kummer; Post # 3 Desarmillaria tabescens (Scop. : Fr.) R.A. Koch & Aime = Armillaria tabescens (Scop. : Fr.) Emel; Post # 23 Entoloma sinuatum (Bull.) P. Kumm. = Entoloma lividum (Bull.) Quélet; Post # 24 Fistulina hepatica (Schaeff. : Fr.) With.; Post # 4 Fomitopsis pinicola (Swartz : Fr.) P. Karst.; Post # 44 Fuligo candida Pers.; Post # 52 Fuligo septica (Linné) Wiggers; Post # 36 Gymnopus fusipes (Bull. : Fr.) Gray = Collybia fusipes (Bull. : Fr.) Quélet; Post # 6 Hypholoma fasciculare (Huds. : Fr.) Kumm.; Post # 47 Imperator rhodopurpureus (Smotl.) Assyov, Bellanger, Bertéa, Courtec., Koller, Loizides, G. Marques, J.A. Muñoz, N. Oppicelli, D. Puddu, F. Rich. & P.-A. Moreau = Boletus rhodopurpureus Smotl.; Post # 27 Infundibulicybe gibba (Pers. : Fr.) Harmaja = Clitocybe gibba (Pers. : Fr.) Kummer; Post # 54 Lactarius controversus Pers. : Fr.; Post # 58 Laetiporus sulphureus (Bull. : Fr.) Murrill; Post # 5 Lycoperdon echinatum Pers. : Pers.; Post # 13 Lycoperdon perlatum Pers. : Pers; Post # 50 Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Post # 41 Mucidula mucida (Schrad. : Fr.) Pat. = Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel; Post # 29 Mycena haematopus (Pers. : Fr.) Kummer; Post # 19 Mycena pura (Pers. : Fr.) P. Kummer; Post # 33 Mycena rosea (Bulliard) Gramberg; Post # 46 Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gelardi, Simonini & Vizzini; Regione Toscana = Boletus erythropus Persoon ss. Fries; Post # 32 Omphalotus olearius (De Cand. : Fr.) Fayod; Post # 21 Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers.) Fr.; Post # 56 Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Post # 16 Rubroboletus dupainii (Boud.) Kuan Zhao & Zhu L. Yang = Boletus dupainii Boud.; Post # 28 Rubroboletus satanas (Lenz) Kuan Zhao & Zhu L. Yang = Boletus satanas Lenz; Post # 26 Russula rosea Pers. = Russula lepida (Fr. : Fr.) Fr.; Post # 49 Stereum hirsutum (Wild. : Fr.) Pers.; Post # 55 Suillellus luridus (Schaeff. : Fr.) Murril = Boletus luridus Schaeff. : Fr.; Post # 17 Suillus luteus (L. : Fr.) Roussel; Post # 40 Xerocomellus pruinatus (Fr. & Hök) Šutara = Xerocomus pruinatus (Fr. & Hök) Quél.; Post # 45 Xerocomus subtomentosus (L. : Fr.) Quél.; Post # 8 Non determinati ma generici: Calocera cfr. cornea (Batsch : Fr.) Fr.; Post # 39 Marasmius cfr. rotula (Scop. : Fr.) Fr.; Post # 7 Mycena sp.; Post # 38 Pyronema cfr. domesticum (Sowerby : Fr.) Saccardo; Post # 2
  10. Agaricus campestris L. : Fr.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Elementi caratterizzanti per questo prataiolo sono: lamelle rosa carico fin dallo stadio di primordio, nessun viraggio alla sezione (al limite solo leggermente rosato all'attaccatura tra gambo e cappello), odore fungino gradevole, gambo rastremato alla base, anello molto evanescente, cuticola asciutta coperta da piccole squame concolori al fondo cha può variare dal biancastro al grigio cenere al grigio-brunastro. Dal Nuovo TUTTO FUNGHI Pag. 208, Scheda n° 100: “Buon commestibile, da giovane può essere consumato crudo in insalata. Allo stadio adulto devono essere cotti e consumati quando le lamelle sono ancora rosee e non bruno-nerastre (inizio della putrefazione). Si tratta del prataiolo spontaneo più diffuso e raccolto. Si riconosce per il cappello bianco e pressoché liscio, per le lamelle di un bel rosa carico già dall’esordio, per l'anello che di solito è abbastanza esile e spesso evanescente. La sua variabilità ha fatto sì che ne fossero descritte alcune forme o varietà. Tra queste ricordiamo l’Agaricus campestris var.squamulosus, che si differenzia per la presenza di squame, specialmente al disco, abbastanza rade e brunastre. Può essere confuso con specie vicine: Agaricus bitorquis che cresce nei giardini ed ha due anelli separati; Agaricus arvensis che vira lentamente al giallo e con anello sviluppato; Agaricus cumtulus simile ma più piccolo, con lieve odore di mandorle, cresce nei campi concimati e vira al giallognolo, come Agaricus xanthoderma avente odore d'inchiostro e viraggio giallo cromo alla base del gambo, tossico, col quale potrebbe esser scambiato. Infine le lamelle rosate e l’assenza di volva lo distinguono da Amanita verna e Amanita virosa sempre aventi lamelle bianche anche in età adulta. Come tutti gli Agaricus commestibili non deve mai essere raccolto quando cresce in prossimità o all’interno di ambienti antropizzati, industrializzati e inquinati (strade, discariche, depuratori, parchi cittadini, ecc.). Infatti molti funghi assorbono e sono accumulatori delle sostanze nocive presenti nell’ambiente, in particolare dei metalli pesanti come il piombo.” Esemplari (un primordio e uno già maturo) rinvenuti su un sentiero erboso Lamelle rosa nel primordio Lamelle colorate di bruno-cioccolata nell'esemplare giunto quasi alla fine del ciclo. Margine pileico un poco eccedente e fioccoso; anello ormai scomparso. Odore buono, "fungino".
  11. Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers.) Fr.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Poliporo assai comune, rinvenibile su legno marcescente di latifoglia oppure emergente da uno sclerozio duro formato da un intreccio compatto tra micelio, terra, sassi e radici (questo sclerozio è quindi una sorta di consistente conglomerato, detto “pietra fungaia”, che può pesare anche 10 kg e oltre). Cappello di diametro massimo sui 15 cm, circolare o reniforme, depresso al centro, cosparso, almeno nei giovani esemplari, di piccole squamule più scure del colore di fondo che può variare dal giallo-ocra al bruno. Margine sottile, un poco fibrilloso-ciliato. Imenoforo di color crema chiaro, con pori angolosi, anche a forma poligonale allungata; con tubuli disposti su un singolo strato, decorrenti sul gambo. Il gambo è di solito laterale, talvolta centrale, di colore ocra chiaro, spesso ricurvo alla base che si presenta cosparsa di fine peluria biancastra. Carne soda ma non coriacea, di colore crema biancastro, con odore fungino leggero e gradevole. Polyporus tuberaster può confondersi con Polyporus squamosus che tuttavia è di dimensioni assai più imponenti (cappello di diametro fino a 50 o 60 cm di diametro) e che ha carne dura e coriacea con odore di cocomero o di farina bagnata. Inoltre il suo gambo è, in proporzione al cappello, corto e quasi rudimentale, di colore bruno o bruno nerastro. Esemplari giovanissimi, teneri, con diametro del cappello che non arrivava ai 2 cm; su legnetto a terra di Cerro
  12. Stereum hirsutum (Wild. : Fr.) Pers.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Piccolo funghetto (largo al massimo 4-5 cm) a forma di mensola-crosta appoggiata sul legno; molto comune e diffuso, presente durante tutto l’anno; dalla consistenza quasi coriacea (suberosa-tenace da secco) e dallo spessore piuttosto fine; può presentarsi in fitti esemplari confluenti o sovrapposti, su legno guasto di latifoglie. Caratteristico il cappello di aspetto feltrato e peloso (irsuto), zonato, con vari colori (giallo, arancio, brunastro, verdastro); il margine è più chiaro e lobato; l’imenoforo è liscio o appena gibboso, di colore giallo-arancio. Possibile la confusione sia con specie congeneri (più rare) che però virano al rossiccio alla manipolazione, sia con Stereum ochraceoflavum (non virante), dall’imenoforo bruno-ocraceo e con la superficie sterile grigio-biancastra, poco o per niente zonata. Dalla “Chiave di orientamento ai generi” del (nuovo) Tutto Funghi, pag. 79 e 97: “Corpo fruttifero composto dal solo cappello o a forma di mensola >>> Imenoforo liscio. Corpo fruttifero adeso al legno, distaccantesi brevemente per formare piccole mensole >>> Genere Stereum”
  13. Infundibulicybe gibba (Pers. : Fr.) Harmaja; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Clitocybe gibba (Pers. : Fr.) Kummer Detto anche imbutino per la caratteristica forma imbutiforme del cappello. Ha dimensioni medio piccole arrivando il suo diametro pileico a 7-8 cm di diametro. La cuticola del cappello è liscia e feltrata, su varie tonalità del beige, mai bianca; le lamelle sono biancastre o crema chiaro, molto fitte e nettamente decorrenti sul gambo; il gambo è cilindrico, di solito non più lungo del diametro pileico, un poco ingrossato alla base dove è presente una zona feltrata biancastra; sempre alla base del gambo si nota spesso, una volta tolto dal terreno, una copiosa parte di substrato (foglie, residui vegetali e altro) inglobato dal suo micelio; la colorazione del gambo è leggermente più chiara di quella del cappello; la carne è elastica e tenace, bianca, fibrosa nel gambo, con odore di mandorle amare e sapore gradevole. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 53, Pag. 157: “Si tratta di un buon commestibile ma è meglio utilizzare solo i cappelli. Si presta bene per la preparazione dei misti, specialmente quando scarseggiano altre specie più ricercate. Quando in cucina si impiega tale fungo nei misti, va tenuto presente che possiede carne elastica e tenace e che, come tutti gli altri funghi di consistenza simile, richiede tempi di cottura più lunghi; si consiglia quindi di precuocere per qualche minuto, prima di aggiungere esemplari di altre specie con carni più tenere. È un fungo di medie dimensioni; nonostante ciò è forse il più conosciuto di tutto il Genere Clitocybe perché è comune, abbondante e relativamente facile da riconoscere. La specie di Clitocybe che più gli si avvicina è senza dubbio Clitocybe costata che, morfologicamente ed ecologicamente, sembra quasi il suo sosia: si differenzia per il margine del cappello ornato da costolature a forma di “Y”, il gambo concolore al cappello e l’odore più marcato. Per distinguere con certezza le due specie si rende però necessario un test macrochimico: se mettiamo una goccia di idrossido di Potassio (KOH) sulla superficie del cappello di Clitocybe costata otteniamo una colorazione marrone scuro che non si verifica in Clitocybe gibba. La confusione più pericolosa avviene con Clitocybe phaeophtalma, fungo tossico, appena più esile, avente il cappello solo infossato al centro (ombelicato) e difficilmente imbutiforme; la carne ha però un cattivo e netto odore di rancido. Il nostro funghetto può essere confuso anche con Lepista inversa che cresce nel medesimo habitat ma che ha colori aranciati, margine del cappello involuto, lamelle che si staccano facilmente dalla trama del cappello, carne con odore fungino e sapore un po’ astringente.”
  14. Caloboletus calopus (Pers. : Fr.) Vizzini; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Boletus calopus Pers. : Fr.
  15. Fuligo candida Pers.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Un Myxomycetes dai colori biancastri, frequente nei periodi piovosi o quando vi è molta umidità nell’aria. Stava “fagocitando” alcuni rametti assieme a steli d’erba. Simile a Fuligo septica che ha colorazioni brillanti giallo-oro, o a Fuligo cinerea con colorazioni grigio-biancastre. Dal Forum AMINT: Introduzione alla Sistematica e Tassonomia: “I Myxomycetes (Mixomiceti) sono protozoi particolari che prendono normalmente la forma delle amebe. Alcuni di loro, ed in determinate circostanze, sviluppano corpi fruttiferi (sporangi) deputati alla disseminazione delle spore (mixospore), ed è per questo motivo che spesso in passato sono stati assimilati ai funghi. Alcuni sono piccolissimi altri presentano estensioni notevoli. Sia nella fase di "plasmodio" (unione di più cellule, che perdono la parete fondendosi in un'unica grande cellula plurinucleata) che negli sporangi il fenomeno va interpretato come aggregazione di cellule non formanti un organismo complesso od un tessuto (pseudotessuto). Rimane in questo modo fatta salva la definizione di organismi monocellulari. Si nutrono per "fagocitosi” (un processo che prevede l’ingestione da parte della cellula di particelle di grandi dimensioni, tali da essere visibili al microscopio).”
  16. Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 35, Pag. 138: “Cantharellus subpruinosus presenta inizialmente una sorta di pruina biancastra sul cappello e si macchia vistosamente su toni rosso-brunastri dopo manipolazione. Ottimo commestibile. Trova forti estimatori che lo preferiscono nettamente al più nobile Porcino. Viene impiegato in cucina in svariati modi: trifolato, con le lasagne, nel risotto, oppure conservato sottolio o sottaceto. Si presta invece male alla conservazione per essiccamento. Se surgelato crudo tende ad assumere una sgradevole amarescenza: per tale motivo ne consigliamo la surgelazione dopo adeguata, quanto opportuna, precottura.”
  17. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. È tra le “vescie” quella più facile da incontrare essendo ubiquitaria, terricola ma non di rado reperita su residui legnosi in decomposizione e, raramente, su pigne. Gli aculei conici (alti fino a 2 mm soprattutto all’apice dell’esoperidio) sono contornati alla base da piccole verruchine o da aculei più tozzi che permangono anche dopo la caduta degli aculei più grandi: ne risulta una caratteristica areolatura a maglie pseudo-poligonali. Commestibile, come le sue congeneri, quando la gleba è ancora perfettamente bianca. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 226, Pag. 347: “Si tratta di una specie polimorfa ma, nel contempo, molto costante nel presentare aculei conici. Questa caratteristica è davvero la più importante per una corretta determinazione ed è apprezzabile anche in esemplari vetusti, laddove si possono individuare le cicatrici circolari lasciate dopo la caduta degli aculei. Benché non sia tossico dal punto di vista alimentare, si ritiene utile citare un’allergia presente in letteratura medica, chiamata Lycoperdonosi. Si tratta di una polmonite allergica dovuta all’inalazione, fortuita o voluta, di buone quantità di polvere sporale.” Giovani esemplari
  18. Russula rosea Pers.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Russula lepida (Fr. : Fr.) Fr. È una Russula comune, reperibile in boschi caldi e asciutti sia presso latifoglie (Castagno, Quercia e Faggio in particolare) che presso conifere (Pino in particolare). Carattere distintivo è il sapore: fruttato-mentolato e “rinfrescante” (comune solo alla Russula albonigra che però si presenta con caratteristiche morfocromatiche completamente differenti). R. rosea ha cappello opaco (per la cuticola secca, vellutata e, a volte, come cosparsa di polvere di gessetto rosso), dal bel colore rosa o rosa-rosso fino a rosso carminio con eventuali macchie decolorate giallastre; il gambo è sovente clavato o ingrossato alla base, di rado interamente bianco, più frequentemente con sfumature rosate o rossastre soprattutto nella metà inferiore. Lamelle con filo intero e di solito tipicamente sfumato di rosso in vicinanza dell’orlo del cappello. Altra caratteristica importante da considerare è la durezza della sua carne (soprattutto negli esemplari giovani) unita alla notevole consistenza “gessosa-cassante” che, pur essendo tipica del Genere Russula, in questa specie è emblematica. La sporata è di colore crema pallido. Esemplare un poco malconcio, unico avvistato. In alcuni boschi la stagione è "ancora indietro" e molte specie ancora non hanno fruttificato
  19. Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Già messe in posa per la foto...
  20. Hypholoma fasciculare (Huds. : Fr.) Kumm.; Regione Toscana; Settemobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Fungo tossico. Colore del cappello che può variare dal giallastro-arancio al giallo zolfo (anche con sfumature verdastre); il centro del cappello presenta una colorazione più vivace sul bruno-arancio, mentre il margine è più pallido; lamelle giallo-verdastre (più chiare da giovane, poi più scure, grigio-verdastre fino a nerastre); sapore nettamente amaro. Confondibile con l'altrettanto tossico Hypholoma sublateritium = Hypholoma lateritium che ha taglia maggiore, cappello e base del gambo di colore simile a quello dei mattoni (rosso-laterizio; da cui il nome) e lamelle giallo-grigiastre e poi olivastre. Il commestibile (con cautela) Hypholoma capnoides ha carne dolce e non amara, le sue lamelle non hanno tonalità giallo-verdastre e il cappello ha cromatismi più caldi (giallo-aranciati, con centro rossastro). Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 150, Pag. 265: “Capita di trovare Hypholoma fasciculare nello stesso ceppo assieme a esemplari di Armillaria mellea: un motivo in più per aprire bene gli occhi nella determinazione.” A cespi sparsi, con giovani esemplari: Un piccolo cespo, con esemplari più maturi:
  21. Mycena rosea (Bulliard) Gramberg; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Mycena pura (con cui si può confondere) è più esile, ha colori variabilissimi sul cappello (bianco, grigio, rosato, violaceo, bluastro, ecc. ma non così “rosa antico”), ha gambo più corto, meno fragile. I caratteri microscopici sono (quasi) sovrapponibili e, dal volume “Mycena d'Europa” di Giovanni Robich, “non sempre consentono una netta distinzione fra Mycena pura e Mycena rosea. Tuttavia, il più delle volte, Mycena rosea ha un cappello più grande e il gambo più largo e più lungo di Mycena pura.” Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 86, Pag. 193: “La taglia, i cromatismi e il modo di crescere con cappello a lungo campanulato, la rendono in assoluto uno dei funghi più belli ed eleganti che si possono incontrare nel bosco.”
  22. Xerocomellus pruinatus (Fr. & Hök) Šutara; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. = Xerocomus pruinatus (Fr. & Hök) Quél. Dal TUTTO FUNGHI, Scheda 199, Pag. 316: “Xerocomellus pruinatus condivide gli stessi habitat di Xerocomellus chrysenteron (preferibilmente nelle foreste di conifere o nelle fresche faggete dall’estate al tardo autunno); si distingue da X. chrysenteron per avere pileo più scuro, presenza di pruina argentea nei giovani esemplari, evidente fiammatura rossastra alla base del gambo e carne giallina praticamente immutabile.” Inoltre la cuticola di X. chrysenteron è quasi sempre caratteristicamente screpolata-areolata, mentre quella di X. pruinatus, oltre ad essere pruinosa negli esemplari giovani, è quasi mai screpolata. In bosco misto Abete bianco-Faggio
  23. Fomitopsis pinicola (Swartz : Fr.) P. Karst.; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Fungo lignicolo pluriennale, di consistenza legnosa e di dimensioni ragguardevoli: può raggiungere i 40 cm e oltre di larghezza e i 15-20 cm di spessore. Prevalentemente saprotrofo, raramente parassita, di conifere (soprattutto Abete bianco e Peccio, ma anche su Pinus spp.) o, più di rado, di latifoglie. È considerato uno dei più potenti degradatori di massa legnosa, svolgendo così una importante azione per il mantenimento dell’equilibiro ecologico delle foreste. Nella sua crescita può inglobare substrato di vario genere (rametti, corteccia, terriccio, fili d’erba,...). È frequente osservare, soprattutto in esemplari giovani, delle goccioline acquose essudate dall’imenoforo. Fomitopsis pinicola ha il cappello zonato concentricamente, glabro; nei giovani esemplari è di aspetto lucente, quasi laccato, con il margine ampio e arrotondato che solitamente ha colorazioni dal giallo all’arancio al rossastro, mentre il resto del cappello ha inizialmente tonalità simili a quelle del margine ma assume colorazioni via via più scure col passare del tempo, manifestando anche toni dal grigio al bluastro, dal verdastro al nero. Ha pori più o meno rotondi, con superficie poroide dal biancastro al crema, al bruno. Giovani esemplari, con colore giallo-arancio chiaro
  24. Amanita rubescens (Pers. : Fr.) S.F. Gray; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Alcuni esemplari in piena maturità. Il cappello è dilavato per l'intensa pioggia caduta durante la notte. Di conseguenza molte delle caratteristiche verruche sono sparite L'intensa pioggia notturna ha dilavato le verruche sul cappello dell'esemplare più alto che però ha "fatto da ombrello" per gli esemplari inferiori: infatti su di essi le verruche sono ancora presenti
  25. Amanita rubescens (Pers. : Fr.) S.F. Gray; Regione Toscana; Settembre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Robusta Amanita dal cappello rossastro, rosso-brunastro, rivestito di piccole scaglie acute che si stagliano sul fondo per il loro colore grigio, grigio-rosato; anello carnoso, ampio e a gonnellino, striato sulla faccia esterna e posizionato in alto sul gambo; gambo che si allarga verso la base quasi bulbosa, bianco in alto e poi sfumato di rosa scendendo verso la base. La carne è biancastra ma tende ad arrossarsi nelle ferite e nelle contusioni. La volva non è ben visibile: il velo generale alla base si frammenta fin da giovane, lasciando alla base del gambo soltanto residui in forma di protuberanze più o meno accentuate. Contiene tossine termolabili. Dal (nuovo) TUTTO FUNGHI, Scheda 121, Pag. 231: “Discreto commestibile da consumare cotto, contiene tossine termolabili che si disgregano e svaniscono con adeguata cottura. Cotto alla griglia risulterebbe quasi crudo nelle parti interne, con conseguente grave rischio di intossicazioni con sindrome emolitica.” Giovane esemplare, con il velo parziale ancora teso tra il margine pileico e il gambo, a protezione dell'imenoforo ancora non maturo. Con lo sviluppo del fungo e con il relativo espandersi del cappello, il velo si sarebbe lacerato rimanendo "appeso" sul gambo in forma di anello.
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