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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Amanita rubescens (Pers. : Fr) S.F. Gray; Regione Toscana; Maggio 2016; Foto di Alessandro Francolini. Robusta Amanita dal cappello rossastro, rosso-brunastro, rivestito di piccole scaglie acute che si stagliano sul fondo per il loro colore grigio, grigio-rosato; anello carnoso, ampio e a gonnellino, striato sulla faccia esterna e posizionato in alto sul gambo; gambo che si allarga verso la base quasi bulbosa, bianco in alto e poi sfumato di rosa scendendo verso la base. La carne è biancastra ma tende ad arrossarsi nelle ferite e nelle contusioni. La volva non è ben visibile: il velo generale alla base si frammenta fin da giovane, lasciando alla base del gambo soltanto residui in forma di protuberanze più o meno accentuate. Contiene tossine termolabili. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 121, Pag. 231: “Discreto commestibile da consumare cotto, contiene tossine termolabili che si disgregano e svaniscono con adeguata cottura. Cotto alla griglia risulterebbe quasi crudo nelle parti interne, con conseguente grave rischio di intossicazioni con sindrome emolitica.”
  2. Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.; Regione Toscana; Maggio 2016; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 35, Pag. 138: “Cantharellus subpruinosus presenta inizialmente una sorta di pruina biancastra sul cappello e si macchia vistosamente su toni rosso-brunastri dopo manipolazione. Ottimo commestibile. Trova forti estimatori che lo preferiscono nettamente al più nobile Porcino. Viene impiegato in cucina in svariati modi: trifolato, con le lasagne, nel risotto, oppure conservato sottolio o sottaceto. Si presta invece male alla conservazione per essiccamento. Se surgelato crudo tende ad assumere una sgradevole amarescenza: per tale motivo ne consigliamo la surgelazione dopo adeguata, quanto opportuna, precottura.” Evidente la pruina biancastra, soprattutto sul cappello dell'esemplare di sinistra.
  3. Amanita gemmata (Fr.) Bertill.; Regione Toscana; Maggio 2016; Foto di Alessandro Francolini. Tra le prime specie a fare la sua comparsa nei boschi all’inizio della stagione micologica. Cappello di colore giallo pallido, dapprima emisferico, poi convesso e, a maturità, disteso: quando è disteso presenta margine striato; verruche bianche, detersili e di forma irregolare; volva aderente e circoncisa, a volte dissociata in cercini fioccosi che possono permanere nella parte inferiore dal gambo; anello sottile e presto dissociato e poco persistente (può essere del tutto assente negli esemplari adulti); gambo a base bulbosa rotondeggiante o ovoidale, radicante. Sono gli elementi caratterizzanti di questa bella Amanita tossica: la sua tossicità sembra sia causa di sindrome panterinica. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 118, Pag. 228: “Cresce in primavera , ma a volte anche in autunno, nei boschi di latifoglie e aghifoglie, su terreno sabbioso dei litorali marini nelle pinete con sottobosco di Cisto. Si tratta di una specie sicuramente tossica, responsabile della sindrome Panterinica o Neurotossica Anticolinergica.”
  4. Russula vesca Fries; Regione Toscana; Maggio 2016; Foto di Alessandro Francolini. Le colorazioni tipiche di questa ottima Russula commestibile vanno da un bel vinoso-bruno per gli esemplari sotto conifera al rosa-lilacino per quelli sotto latifoglia. La cuticola è asportabile per due quinti del raggio, lasciando intravedere la carne bianca sottostante. Lamelle poco decorrenti, fitte e strette, un po’ lardacee in gioventù, bianche ma macchiate di ruggine o giallastro in vecchiaia o per manipolazione. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 161, Pag. 277: “Per la colorazione pileica, la tendenza a macchiarsi di giallo-brunastro nelle zone manipolate a lungo, la sporata bianca e il sapore interamente dolce ricordante la nocciola, è una Russula di facile identificazione. Le forme decolorate al nocciola (fo. avellanea) si possono confondere con R. heterophylla fo. adusta ma il portamento più massiccio di quest'ultima, le colorazioni toccate o macchiate di bronzo, le lamelle decorrenti e biforcate all'inserzione bastano per distinguerla sul campo. Nella sua forma verde (R. vesca fo. viridata) può essere confusa con le Griseinae , ma la sporata bianca di R. vesca le esclude a priori. La caratteristica della cuticola che si ritrae lasciando intravedere le lamelle, è ritenuta oggigiorno elemento poco attendibile e non prerogativo.”
  5. Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr.; Regione Toscana; Maggio 2016; Foto di Alessandro Francolini. Come suggerisce il nome (dal greco kyanos = azzurro e xanthós = giallo), la gamma cromatica del suo cappello è molto ampia: dal viola al verde, attraverso tonalità bluastre o giallastre; anche se esemplari giovani possono presentare colorazioni uniformi di ciclamino. Tali colorazioni in genere sono presenti e frammiste nello stesso esemplare creando un aspetto cromatico come metallizzato. La cuticola è parzialmente separabile (per 2 quinti del raggio) e la carne sottostante ha tonalità lilacine. Gambo e lamelle sono bianchi, con qualche macchia rugginosa in vecchiaia. Carne bianca dal sapore dolce come di nocciola. Cresce dall’estate al tardo autunno nei boschi di latifoglie. Caratteristica distintiva sono le lamelle lardacee. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 159, Pag. 275: “Il colore violetto della carne sotto la cuticola non è un carattere valido per la determinazione in quanto non esclusivo di questa specie. La consistenza definita lardacea delle lamelle indica l’estrema difficoltà nello spezzarle con la pressione di un dito, piegandosi invece come fossero di lardo. Nelle altre specie di Russula le lamelle si rompono in modo più o meno evidente.”
  6. Indice della Toscana, mese di Dicembre 2015, totale n° 17 specie. Auricularia mesenterica (Dicks.: Fr.) Pers.; Post # 53 – 57 Baeospora myosura (Fr.: Fr.) Singer; Post # 32 – 39 Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.; Post # 2, 3 Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer; Post # 23 Flammulina velutipes (Curt.: Fr.) Karsten; Post # 28 – 31, 58 – 60 Hygrocybe conica var. conica (Schaeffer: Fries) P. Kummer; Post # 9 – 12 Hypholoma fasciculare (Huds.: Fr.) P. Kumm.; Post # 4 – 8, 68, 69, 81 Panellus stipticus (Bull.) P. Karst.; Post # 62 – 67 Pholiota gummosa (Lasch) Singer; Post # 16 – 20 Pseudoclitocybe cyathiformis (Bull.: Fr.) Singer; Post # 50 – 52 Pseudoclitocybe obbata (Fr.) Singer; Post # 46 – 49 Sarcoscypha sp.; Post # 40 – 45 Schizophyllum commune Fr.; Post # 70 – 80 Suillus collinitus (Fr.) Kuntze; Post # 13 Trametes versicolor (L.) Lloyd; Post # 24 – 27 Tricholoma terreum (Schaeff.: Fr.) Kummer; Post # 14, 15, 21, 22 Xylaria hypoxylon (Linné) Greville; Post # 61
  7. Hygrophorus marzuolus (Fr. : Fr.) Bres.; Regione Toscana; Gennaio 2016; Foto di Alessandro Francolini.
  8. Hygrophorus marzuolus (Fr. : Fr.) Bres.; Regione Toscana; Gennaio 2016; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 49, Pag. 153: “Viste le caratteristiche morfocromatiche generali, l’ecologia e il periodo di crescita, risulta praticamente impossibile confondere questa specie. Semiipogeo, associato alla neve in discioglimento. Viene generalmente stimato come uno dei migliori commestibili, molto apprezzato e ricercato; la sua precocità, la fragrante e mai stucchevole sapidità della sua carne soda e compatta, fanno delMarzuolo uno dei funghi migliori e anche più versatili dal punto di vista gastronomico. Il colore grigio piombo-nerastro contrasta con il candore delle lamelle che, trattandosi di un fungo ipogeo, non mostra mai: la mimesi con i sassi del sottobosco risulta quindi perfetta; la difficoltà di ricerca e il suo mimetismo lo proteggono e ne garantiscono la possibilità di riproduzione nel migliore dei modi.” Stagioni impazzite. Funghi costretti a perdere il senso del calendario: non sanno più in che mese nascere...[ Hygrophorus gennaius?] Abetaia (abete bianco) con qualche faggio. Alto Mugello. Tra Passo del Giogo e Passo della Colla.
  9. Hypholoma fasciculare (Huds.: Fr.) P. Kumm.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  10. Buoni ritrovamenti e Buon Anno Alessandro
  11. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  12. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Spuntati da poco, piccoli batuffoli pelosi...
  13. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  14. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  15. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  16. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  17. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  18. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  19. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  20. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Un funghetto che stupisce sempre per la sua bellezza e allieta le girate invernali nel bosco...
  21. Schizophyllum commune Fr.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. La caratteristica fondamentale è data dalle lamelle o, meglio, dal loro filo che è tipicamente fessurato longitudinalmente sì da far apparire le lamelle stesse come sdoppiate. Sembra infatti che le lamelle siano “incollate” due a due con le loro facce. In realtà è solo il filo della singola lamella che è sdoppiato e che crea questa particolare illusione ottica. Il nome del Genere Schizophyllum deriva dal greco skhízo = fendere e phýllon = foglia [col significato di foglia (= lamella) divisa]. Il colore delle lamelle varia dal crema-carnicino al rosa-rosso. Visto da sopra (superficie sterile del cappello) non è un fungo dalle caratteristiche appariscenti: la superficie è nettamente feltrata-lanosa, con colori prevalentemente chiari (panna, crema, grigiastro, rosa sporco), anche con macchie verdi per la presenza di alghe. In genere si presenta sessile o tutt’al più con gambo rudimentale, laterale e brevissimo. La forma del cappello varia dal rotondeggiante a quella di un ventaglio; l’orlo è lanoso, irregolare, lobato e involuto. Le dimensioni variano da 1 a poco più di 5 cm. Comune durante tutto l’anno, soprattutto su legno di latifoglie.
  22. Hypholoma fasciculare (Huds.: Fr.) P. Kumm.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  23. Hypholoma fasciculare (Huds.: Fr.) P. Kumm.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Primordi
  24. Panellus stipticus (Bull.) P. Karst.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  25. Panellus stipticus (Bull.) P. Karst.; Regione Toscana, Mugello; Dicembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
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