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Alessandro F

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  1. Mycena galopus var. galopus (Pers.: Fr.) P. Kumm.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. = Mycena galopoda (Pers. ex Fr.) Kumm. L'innesto dei gambi sul supporto legnoso.
  2. Mycena galopus var. galopus (Pers.: Fr.) P. Kumm.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. = Mycena galopoda (Pers. ex Fr.) Kumm. Con goccioline di latice secrete dal gambo, il quale si presenta pruinoso in alto e a volte (come in questi esemplari maturi) un po' ritorto e con sottili striature longitudinali.
  3. Mycena galopus var. galopus (Pers.: Fr.) P. Kumm.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. = Mycena galopoda (Pers. ex Fr.) Kumm.
  4. Mycena galopus var. galopus (Pers.: Fr.) P. Kumm.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. = Mycena galopoda (Pers. ex Fr.) Kumm. Una delle Mycena che secerne latice dal gambo (Sezione Lactipedes). In questo caso il latice è di colore bianco lattiginoso ed è secreto non solo dal gambo ma anche dal cappello o dalle lamelle. Questa caratteristica oltre al sapore del latice (nullo o comunque mai amaro) la distingue dalla simile Mycena erubescens che secerne latice amaro e solo dal gambo. Altri caratteri utili al riconoscimento (ma comuni a molte altre Mycena) possono essere la presenza dell’umbone anche molto pronunciato (anche se non è un carattere costante), il centro del cappello più scuro del resto mentre il margine è più chiaro, la base con una folta peluria bianca, habitat su residui legnosi o su lettiera di foglie o di aghi in decomposizione, ma anche alla base di tronchi o al suolo, fra il muschio. Altre Mycena della Sezione Lactipedes (come M. haematopus, M. sanguinolenta e M. crocata) secernono un latice su toni arancio-rossastri.
  5. Tremella foliacea (Pers.: Fr.) Persoon; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  6. Tremella foliacea (Pers.: Fr.) Persoon; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  7. Trametes versicolor (L.) Lloyd; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  8. Trametes versicolor (L.) Lloyd; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Fungo annuale, molto comune e coreografico, ubiquitario, con crescita su legno guasto di latifoglie (raramente su conifere; rinvenuto anche sulle traversine ferroviarie). Mensole assai sottili (fino a 3-4 mm) coriacee ed elastiche; pori piccoli, regolari, rotondi o rotondo-angolosi; superficie sterile vellutata, con zonature molto marcate, dai colori diversissimi (dal grigio al bruno, dal marrone all’ocra, al rossiccio, al crema e anche al blu); orlo sottile, ondulato, in genere più chiaro; superficie poroide biancastra o crema-ocra.
  9. Entoloma rhodopolium (Fr.: Fr.) Kummer; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Particolare del deposito sporale che si è accumulato sul cappello del fungo sottostante.
  10. Entoloma rhodopolium (Fr.: Fr.) Kummer; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. In piena "sporulazione".
  11. Entoloma rhodopolium (Fr.: Fr.) Kummer; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  12. Coprinellus disseminatus (Pers.: Fr.) J.E. Lange; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  13. Coprinellus disseminatus (Pers.: Fr.) J.E. Lange; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  14. Boletus aereus Bull.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 209, Pag. 328: “Ottimo commestibile, può essere consumato crudo. Si tratta certamente del Porcino di qualità migliore: la compattezza delle carni, il suo delicato sapore, unito a un profumo soave e mai eccessivo, lo rendono sicuramente il più ricercato e appetibile. Adatto anche all’essiccazione dopo essere stato tagliato a fette. Il colore del cappello può raggiungere tonalità scure più che negli altri Porcini, per arrivare a colorazioni praticamente nerastre. Il contrasto tra il bianco latteo dei pori e il bruno-nerastro del pileo è incredibilmente forte. Singoli individui raggiungono non di rado 1-2 Kg di peso, evento del tutto eccezionale per la maggioranza delle specie diffuse nella nostra penisola. Tra i Porcini è quello che con maggior frequenza ama crescere in coppia o in piccoli gruppi. Sovente gregario e associato con altri soggetti, regala sempre raccolti importanti.”
  15. Amanita caesarea (Scop.: Fr.) Pers.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  16. Amanita caesarea (Scop.: Fr.) Pers.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 116, Pag. 225: "Questo fungo ama in particolare i siti soleggiati e caldi, con esposizione a sud, in particolare radure e aperture boschive. Per l’insieme delle situazioni descritte non è raro trovarlo ai margini dei sentieri boschivi più aperti e soleggiati. Spesse volte può essere parassitato da un ifomicete (fungo che cresce parassita su altro fungo): si tratta di Mycogone rosea che riveste la superficie diAmanita caesarea con una sorta di muffa rosa; in questi casi si sconsiglia tassativamente la raccolta e il consumo degli esemplari interessati dal processo di parassitismo. In habitat.
  17. Mycena polygramma (Bull.: Fr.) S.F.Gray; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Stesso soggetto e stessa inquadratura, ma in ombra.
  18. Mycena polygramma (Bull.: Fr.) S.F.Gray; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Una delle poche Mycena riconoscibili sul campo senza ricorrere alla microscopia: negli esemplari tipici, infatti, il suo gambo presenta a partire dall’alto e per quasi tutta la sua lunghezza una netta decorazione formata da striature longitudinali con riflessi argentei; l’epiteto specifico polygramma deriva infatti dal greco polys = molto e grammé = linea, segno. Esistono tuttavia esemplari di questa specie con striature non particolarmente evidenti: in tal caso il ricorso alla microscopia per evitare equivoci con le numerose specie simili è inevitabile. È specie molto variabile nelle dimensioni (con gambo che può variare negli esemplari maturi da 8 a 18 cm; con diametro pileico da 1,5 a 6 cm) e nella conformazione del cappello (da emisferico a conico a campanulato, anche con i bordi un po’ rialzati come nell’esemplare fotografato). Le lamelle sono moderatamente fitte, un poco ventricose ma strette, adnate o sublibere al gambo, grigio-biancastre con eventuali sfumature rosate e con filo biancastro. Carne dal sapore dolce e dall’odore debole fungino o rafanoide. Il suo gambo, che non si vede bene nelle foto, è caratteristicamente striato longitudinalmente, con striature a riflessi argentei. Foto fatta con sole battente.
  19. Coprinus lagopus (Fr.) Fr.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Da sopra.
  20. Coprinus lagopus (Fr.) Fr.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  21. Coprinus lagopus (Fr.) Fr.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Caratteristica è la sua decorazione su tutta la lunghezza del gambo composta da villosità soffici (lagopus proviene dal greco lagos = lepre e pus = piede), al contrario della maggior parte deiCoprinus che ha gambo pressoché liscio. Il cappello a maturità si apre (anche con margine rialzato) ed è quasi trasparente, decorato da fioccosità pelosette grigio-biancastre che svaniscono in maturità; nettamente striato (quasi plissettato) in senso radiale. Habitat terricolo, tra foglie secche di latifoglia, raramente tra l’erba, e mai su letame. È un Coprinus della Sezione Lanatuli: senza microscopia potrebbe essere confuso con altre specie della sua stessa sezione.
  22. Macrolepiota mastoidea (Fr.: Fr.) Sing.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Primo piano del cappello.
  23. Macrolepiota mastoidea (Fr.: Fr.) Sing.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Vista da sotto.
  24. Macrolepiota mastoidea (Fr.: Fr.) Sing.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Ha il cappello con cuticola dissociata in fini squamette ocra appressate al centro e poi diradate via via verso il margine dove lasciano intravedere il fondo più chiaro; cappello dotato di un evidente e pronunciato umbone a base stretta che (nel fungo ormai maturo e col cappello disteso) sembra “fuoriuscire improvvisamente dalla pianura sottostante”; nel fungo ancora chiuso l’effetto non è dissimile (vedi foto) anche se “il terreno sottostante” non è una pianura ma una “mazza”; il gambo appare liscio ad un frettoloso esame ma in realtà, al di sotto l’anello, è finemente decorato da squamette ocracee su fondo biancastro. L’umbone giustifica il nome specifico ricordando un capezzolo (dal latino mastoideus = simile a una mammella). In letteratura esistono 3 varietà: M. mastoidea var. mastoidea (a cui dovrebbe corrispondere l’esemplare in foto), M. mastoidea var. atrobrunnea (con colorazione del cappello più scura e squamette bruno-nerastre) e M. mastoidea var. coccineobasalis (con decorazioni sul gambo molto più evidenti e con la base del gambo dalle sfumature vinoso-rossastre). Possibile confusione con M. rickenii (che ha gambo più slanciato e con squamosità più evidenti, con colori pileici più marrone scuro, dalle squamette brunastre) e con M. affinis (che ha un umbone a base più larga, di colore bruno-rossastro; fini squamosità bruno-ocracee sul cappello che risaltano sullo sfondo biancastro). Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 97, Pag. 205: “Buon commestibile; va utilizzato solo il cappello perché il gambo duro e fibroso è da scartare. La carne deve essere ben cotta.”
  25. Lactarius chrysorrheus Fr.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Esemplari più giovani
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