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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link Dal TUTTO FUNGHI pag. 364: "Velenoso mortale. Responsabile del maggior numero di decessi dovuti all'incauta raccolta dei funghi spontanei. Provoca intossicazione a lungo termine di tipo falloideo. Le caratteristiche prioritarie e principali per il suo riconoscimento sono: la presenza di quattro strutture morfologiche ben definite (cappello, gambo, anello e volva), il colore molto mutevole del cappello con prevalenza del verdastro e presenza di fibrille radiali innate; il colore sempre bianco del gambo, dell'anello e della volva, con la sola eccezione della presenza di screziature, quasi zebrature sul gambo, lievemente concolori al cappello; il cappello divisibile dal gambo e lamelle libere. Quando è gialla è confondibile con l'Amanita junquillea e con l'Amanita citrina che hanno volva circoncisa e residui velari diversi sul cappello. Quando perde l'anello ed è di colore bianco o ardesia è confondibile con le Volvariella, senza anello e volva al piede, ma lamelle presto rosee. Quando è di colore bianco o grigiastro o brunastro e perde la volva si confonde con qualche Agaricus, dalle lamelle bianche poi rosee poi bruno-tabacco. Quando appare priva di volva ed anello ed è verde è confondibile con alcune Russula e alcuni Tricholoma, in particolare con Tricholoma sejunctum che ne è un vero sosia in quanto a colore pileico. Sempre con tonalità bruno verdastre, perdendo la volva, può essere confuso con Armillaria mellea isolate, cresciute al suolo, su radici e ceppaie interrate. Se è bianca con Tricoloma columbetta, Melanoleuca evenosa e Leucoagaricus leucothites. Infine allo stadio di ovulo con l'Amanita caesarea o più raramente con qualche Lycoperdon."
  2. Boletus aestivalis (Paulet) Fr.
  3. Boletus calopus Pers.: Fr. Assieme a B. radicans fa parte della Sezione Calopodes che raggruppa boleti a pori gialli e con carne amara. Oltre che per altri caratteri, si distingue dal B. radicans per la colorazione: cappello grigio camoscio, grigio-olivastro o grigio-ocra pallido in B. calopus e molto più chiaro (bianco latte, color crema) in B. radicans; gambo con estese colorazioni rosse (soprattutto nella metà inferiore; sovente con colore giallognolo nella parte alta) in B. calopus e giallo pallido (talvolta sfumate di rosa in alto) in B. radicans; anche il reticolo è diverso: presente e a maglie allungate in B. calopus, quasi assente in B. radicans (se presente è a maglie fini e relegato alla parte alta del gambo). Dal TUTTO FUNGHI, pag. 537: "Responsabile di alcuni casi di intossicazione (sindrome gastrointestinale costante), comunque non commestibile per il forte sapore amaro e per il netto odore sgradevole. I pori gialli, la caratteristica fiammatura rosso carminio alla base del gambo, il sapore della carne e l'odore inconfondibile agevolano nella determinazione."
  4. Boletus erythropus Persoon ss. Fries Buon commestibile dopo adeguata cottura che consente di eliminare alcune tossine termolabili. Tutto il carpoforo è virante al blu in maniera intensa (al taglio o anche alla pressione). Odore fruttato e sapore dolce. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 560: "Pur appartenendo a un Gruppo di Boletus critici, è facile riconoscerlo con una certa sicurezza: è l'unico Boletus a pori arancio-rossi che presenta contestualmente un cappello vellutato marrone e un gambo quasi interamente decorato con una finissima punteggiatura rossa: caratteri assolutamente univoci, compresenti solo in questa specie."
  5. Boletus edulis Bull.: Fr.
  6. Albatrellus pes-caprae (Pers.) Pouzar La superficie del cappello si presenta sempre asciutta, da squamulosa a decisamente squamata; di colore variabile dal bruno-rossiccio al marrone scuro. Il cappello, di solito spatuliforme, può assumere anche forme irregolari, più o meno lobate. Il gambo è eccentrico o laterale di colore da bianco a giallastro. Pori abbastanza larghi, da arrotondati-angolosi a poligonali; tubuli decorrenti sul gambo. La superficie poroide è biancastra in gioventù, giallina a maturità. La carne è soda e compatta, con sapore molto gradevole di nocciola e odore buono, fungino. Buon commestibile, si presta a vai modi di preparazione: dalla frittura alla conservazione sott’olio. Dal TUTTO FUNGHI pag. 146: “Fungo poco frequente ma abbondante nelle stazioni di crescita, predilige il faggio, ma cresce anche sotto castagno. Segnalato anche in boschi di conifere (Faggio). Buon commestibile, carnoso e di buona resa.” Imenoforo Particolare della superficie poroide
  7. Paxillus atrotomentosus (Batsch: Fr.) Fr. = Tapinella atrotomentosa (Batsch) Šutara Lo caratterizza in modo evidente il gambo corto e tozzo, laterale e non di rado eccentrico, ricoperto da una fitta e fine peluria (quasi un velluto) bruno nerastra. Le dimensioni del cappello possono essere ragguardevoli, raggiungendo anche i 30 cm di diametro. Il margine è sempre molto involuto tranne in piena maturità; la cuticola è asciutta, feltrata-vellutata, di colore che può variare dal bruno-tabacco al marrone, anche con sfumature verdastre. Lamelle giallastre da giovane ma ocracee a maturità (per la maturazione delle spore), decorrenti sul gambo e facilmente separabili dalla carne del cappello. È specie saprotrofa, su ceppi o su radici di conifera. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 496: "Le sue caratteristiche così peculiari ne rendono quasi impossibile la confusione con altra specie. Non commestibile: i suoi caratteri organolettici, poco gradevoli, si accentuano addirittura nella fase di cottura." Alla base di una ceppa di Abete
  8. Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing. Dal TUTTO FUNGHI pag. 310: "Non confonderlo con Chlorophyllum rhacodes, tossico, con squamule fortemente infisse nel derma del cappello (dette "a tegola"), con viraggio all'arancione e poi al brunastro della carne esposta, laddove corrosa o tagliata. È prudente non mangiare Macrolepiota il cui diametro sia inferiore a 8 cm per non confonderle con le Lepiota del Gruppo helveola, o altre velenose o mortali. Macrolepiota procera essendo uno dei colossi del bosco, difficilmente può essere confuso con le piccole Lepiota. Per la misura si fa riferimento al fungo adulto e quindi con il cappello completamente aperto." Reperite assieme a Macrolepiota konradii (le due decisamente più piccole e chiare) La zebratura sul gambo
  9. Tubifera ferruginosa (Batsch) J.F. Gmel. Si tratta di un bel Myxomycetes dal colore che va dal bianco-latte al bruno chiaro, fino al color salmone o porpora per diventare bruno-ruggine a maturazione delle spore. Il plasmodio è costituito da una “fruttificazione complessiva” di elementi cilindrici-ellissoidali di piccole dimensioni (alti fino a circa mezzo centimetro e di sezione dal diametro di circa mezzo millimetro) appressati l’un l’altro. Complessivamente questo Myxomycetes può raggiungere e superare anche i 15 cm di diametro, coprendo discrete porzioni di legno guasto e marcescente, oppure foglie e lettiera. Giovani esemplari; su tronco marcescente di Abete
  10. Amanita spadicea Pers. Ovoli
  11. Amanita spadicea Pers. Bella Amanita della Sezione Vaginatae, reperibile soprattutto in montagna oltre i 1000 metri, in boschi di Peccio, Abete bianco, Pino silvestre o anche in presenza di Faggio. I caratteri distintivi sono il portamento slanciato, il colore del cappello bruno o color dattero, l'umbone evidente e il gambo con decorazioni zebrate concolori al cappello. La volva è nettamente membranosa, persistente, biancastra con tendenza a scurirsi con l'età, alta sul gambo e inguainante. In letteratura si riscontrano pareri discordi sul filo lamellare: qualche Autore lo mette come intero e concolore alla faccia della lamella (cioè bianco o bianco-crema), altri lo danno come discolore in quanto marrone. La zebratura sul gambo Volva alta sul gambo e inguainante Striature sull'orlo del cappello
  12. Mycena haematopus (Pers.: Fr.) Kummer Al taglio del gambo essuda latice colorato (rosso-vinoso-bruno) come la simile M. sanguinolenta; una differenza macroscopica è il filo delle lamelle: lamelle prima biancastre poi rosate e con sfumature bruno-vinose ma con filo concolore in M. haematopus; lamelle rosate ma con il filo discolore: rosso-vinoso-bruno in M. sanguinolenta. Un'altra Mycena che essuda latice colorato è M. crocata che ha però gambo interamente liscio con base coperta di peluria bianco-giallastra (mentre M. haematopus ha gambo interamente ricoperto da pruina biancastra, oltre alla peluria basale) ed essuda copiosamente latice giallo-arancio da qualsiasi parte (cappello, lamelle, gambo). Dal TUTTO FUNGHI pag. 281: "Basta ferire leggermente il gambo con la punta di un coltellino o di una pinzetta per vedere questo fungo emettere una goccia di liquido rassomigliante, sia per densità che per colore , al sangue."
  13. Calocera viscosa (Pers.: Fr.) Fries Un bel fungo coralloide, molto comune su legno guasto di conifere. I suoi colori ruotano attorno al giallo (giallo oro, giallo cromo, giallo tuorlo) e ravvivano il sottobosco. Un'altra Calocera, questa crescente su legno marcescente di latifoglie e meno comune, è C. cornea: stessi colori ma di dimensioni più minute, gregaria ma che si presenta come unico rametto affusolato che finisce con una punta (raramente forcata). Dal TUTTO FUNGHI, pag. 140: "Pur essendo morfologicamente di aspetto simile alle specie dei Generi Ramaria e Clavaria, per le sembianze che ricordano gli alberi, Calocera viscosa possiede dei caratteri specifici: la crescita su legno, la vischiosità gelatinosa dei rametti, l'assenza di carne alla base del carpoforo, la differenziano fortemente da tali specie. La sua carne, dapprima elastica, in vecchiaia non marcisce ma si secca diventando dura come un corno."
  14. Strobilomyces strobilaceus (Scop.: Fr.) Berkeley Imenoforo Alla sezione: netto viraggio della carne al rosso Primo piano
  15. Strobilomyces strobilaceus (Scop.: Fr.) Berkeley Inconfondibile boletacea caratterizzata da una vistosa ornamentazione fatta di scaglie squamose che ricoprono il cappello. Tale decorazione può ricordare le squame delle pigne di qualche conifera: da qui il nome sia generico che specifico. Il gambo è munito di anello fioccoso e al di sotto di questo il gambo si presenta come lanuginoso. Il colore generale varia dal grigio-bruno negli esemplari più giovani fino al nerastro in vecchiaia. Tipico anche il viraggio al rosso-bruno della carne al taglio. È una Boletacea non frequente, con habitat tipico presso Castagno e presso Faggio. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 502: “Il suo nome volgare di “Fungo pigna” indica la somiglianza dei giovani carpofori di questa specie con uno strobilo di conifera, aspetto che lo rende un interessante soggetto fotografico da proteggere, vista la sua rarità.” Particolare delle squame sul cappello Imenoforo e anello
  16. Boletus edulis Bull.: Fr. Sotto Abete bianco. Appennino bolognese (1000 metri)
  17. Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin Esemplare di discrete dimensioni ai piedi di un Castagno. Nella crescita aveva inglobato anche alcuni rametti Grande mensola con la caratteristica copertura a "moquette" di muschio
  18. Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin Specie lignicola, sessile, pluriannuale. Si presenta sia isolata che embricata assieme ad altri esemplari a cui si può sovrapporre, su legno di latifoglie (rara presso conifere). Può assumere dimensioni notevoli arrivando fino al mezzo metro di diametro per 15 cm di spessore; con forma a ventaglio o irregolarmente circolare. Superficie sterile gibbosa, solcata, ondulata, tomentosa e di colore bruno scuro o bruno-rossiccio. Non di rado l’ampia superficie sterile fa da supporto a formazioni di muschio. Superficie poroide dal color cannella più o meno scuro, con pori piccoli e rotondi; al taglio i tubuli si presentano pluristratificati a seconda degli anni di vita. Carne di consistenza suberosa, tenace e compatta. Piccolo esemplare ai piedi di una ceppa di Castagno Visione dell'imenoforo L'orlo vellutato, color bruno-rossiccio, della mensola
  19. Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro ************************************************* Ritrovamenti regione Toscana - Mese di Agosto 2010 Elenco delle specie trovate e determinate; nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio: Amanita caesarea (Scop.: Fr.) Pers. (# 12) Amanita franchetii (Boud.) Fayod (# 8) Armillaria tabescens (Scop.) Emel (# 10) Boletus aereus Bull.: Fr. (# 6) Boletus aestivalis (Paulet) Fr. (# 5) Boletus dupainii Boud. (# 7) Boletus edulis Bull.: Fr. (# 9) Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin (# 3, 4) Pholiota lucifera (Lasch) Quélet (# 2) Russula luteotacta Rea (# 13) Russula sororia Fr. (# 14) Russula virescens (Schaeff.) Fr. (# 11)
  20. Ritrovamenti regione Toscana - Mese di Giugno 2010 Elenco delle specie trovate e determinate; nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio. Con * i messaggi con foto di microscopia: Amanita fulva (Sch.: Fr) Fr. (# 15) Amanita pantherina (De Cand.: Fr.) Krombh. (# 21) Amanita rubescens (Pers.: Fr) S. F. Gray (# 3, 17) Amanita vaginata s. l. (# 12) Battarrea phalloides (Dicks. ex Persoon) Persoon (# 7, 8*-10*) Boletus aereus Bull.: Fr. (# 5) Boletus aestivalis (Paulet) Fr. (# 2) Boletus calopus Pers.: Fr. (# 4) Craterellus cornucopioides (L.: Fr.) Pers. (# 24) Hydnum rufescens Pers. (# 22) Hypholoma fasciculare (Huds.: Fr.) Kumm. (# 6) Lactarius piperatus (Scop.: Fr.) S. F. Gray (# 14) Lactarius volemus (Fr.: Fr.) Fr. (# 11, 18) Russula risigallina (Batsch) Sacc. (# 19) Russula vesca Fries (# 16) Russula virescens (Schaeff.) Fr. (# 13, 20) Xerocomus subtomentosus (L.: Fr.) Quélet (# 23)
  21. Amanita vaginata s. l. Cappello con toni grigi (grigio cenere, grigio perla, grigio piombo,...) anche sfumato di ocraceo nella zona discale; umbone ampio ma non prominente; orlo pileico con evidenti striature regolari; anello assente (o, meglio, dissociato e ridotto a fioccosità che rimangono aderenti alla base del gambo e ricoperti dalla volva; quindi anello non rilevabile sul gambo); gambo slanciato, bianco, liscio o coperto di fini fioccosità concolori; volva fragile ma abbastanza spessa, aderente al piede del gambo e libera all'orlo. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 343: "Il gruppo delle Amanita del sottogenere Vaginaria è costituito da un numero di specie molto vasto e ancora non ben delimitate. Tranne rarissimi casi, per una corretta determinazione di questo gruppo è indispensabile l'attenta osservazione microscopica. Sono tutte commestibili di ottimo pregio; si usufruisce del solo cappello ed è obbligatoria una cottura adeguata (15 minuti dal primo bollore). Essendo funghi molto fragili devono essere raccolti con grande delicatezza."
  22. Faggete verso Pratomagno. 1350 metri s.l.m. Amanita rubescens (Pers.: Fr) S. F. Gray Robusta Amanita dal cappello rossastro, rosso-brunastro, rivestito di piccole scaglie acute che si stagliano sul fondo per il loro colore grigio, grigio-rosato; anello carnoso, ampio e a gonnellino, striato sulla faccia esterna e posizionato in alto sul gambo; gambo che si allarga verso la base quasi bulbosa, bianco in alto e poi sfumato di rosa scendendo verso la base. La carne è biancastra ma tende ad arrossarsi nelle ferite e nelle contusioni. La volva non è ben visibile: il velo generale alla base si frammenta fin da giovane, lasciando alla base del gambo soltanto residui in forma di protuberanze più o meno accentuate. Contiene tossine termolabili. Dal TUTTO FUNGHI pag. 360: "Pur trattandosi di un buon commestibile, aromatico e delicato, non deve mai essere consumato in preparazioni che non ne garantiscano adeguata cottura; ala griglia risulterebbe quasi crudo nelle parti interne, con conseguente grave rischio di intossicazioni con sindrome emolitica."
  23. Ritrovamenti regione Toscana - Mese di Luglio 2010 Elenco delle specie trovate e determinate; nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio: Con * i messaggi con foto di microscopia Amanita rubescens (Pers.: Fr) S. F. Gray (# 2, 23, 27) Amanita vaginata s. l. (# 3) Amanita fulva (Sch.: Fr) Fr. (# 4, 5) Lactarius serifluus (DC.) Fr. (# 6, 7*-12*) Xerocomus impolitus (Fr.) Quél. (# 13) Boletus queletii Schulzer (# 14, 15, 18, 24, 35) Boletus luridus Schaeff.: Fr. (# 16, 19) Boletus erythropus Persoon ss. Fries (# 17, 28, 30, 34) Boletus aestivalis (Paulet) Fr. (# 20, 21, 25, 26, 31-33) Boletus calopus Pers.: Fr. (# 22) Russula vesca Fries (# 29) Lactarius bertillonii (Neuhoff ex Sch.) Bon (# 36) Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr. (# 37) Russula chloroides (Krombh.) Bres. (# 38) ************************************************* Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro
  24. Craterellus cornucopioides (L.: Fr.) Pers. Fungo gregario che cresce a gruppi anche numerosissimi durantei periodi particolarmente freschi e umidi in estate e, soprattutto, in autunno. Buon commestibile: si presta benissimo anche all'essiccazione e a successiva riduzione in polvere per essere impiegato come aromatizzante. Dal TUTTO FUNGHI pag. 170: "Il nome volgare "Trombette dei morti" non è dovuto al colore nero ma al fatto che si sviluppa attorno al 2 novembre, ricorrenza dei defunti. Comunissimo nelle faggete e nei boschi di altre latifoglie; poco frequente sotto aghifoglia. Piuttosto simile per struttura e colorazione è Cantharellus cinereus, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerastra, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose "Trombette". Altro esemplare somigliante a questo fungo è Færberia carbonaria, commestibile, somigliante ad un Cantharellus e infatti, in un passato lontano, veniva chiamato Cantharellus carbonarius: cresce su residui carboniosi, talvolta nel muschio e presenta un cappello più piccolo, convesso, imbutiforme, con orlo ondulato di colore grigio-brunastro ed imenio costituito da vere lamelle." Decisamente in anticipo rispetto al tradizionale periodo di crescita: indice dell'umidità accumulata nel bosco dopo le abbondanti piogge del mese di giugno. Colline mugellane; bosco misto di latifoglia; 550 metri s.l.m. Giovani esemplari
  25. Xerocomus subtomentosus (L.: Fr.) Quélet Commestibile discreto purché giovane e scartando il gambo. La colorazione della cuticola è variabile ma verte su toni ocra-giallognoli-olivacei con sfumature grigiastre e mai decisamente rossastro-aranciate. Gambo generalmente slanciato e flessuoso, giallo-ocraceo, sovente con costolature verticali. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 526: “L’estrema variabilità di questo fungo ha dato luogo a molte interpretazioni diverse; il carattere principale che lo contraddistingue è, senza dubbio, la mancanza di tonalità rossastre immediatamente sotto la cuticola del cappello; Xerocomus ferrugineus a carne biancastra e commestibile, è simile alla nostra specie e ne differisce per i colori più carichi della cuticola, con la presenza sopra e sotto la stessa sempre di una componente più o meno rossiccia; molti autori lo considerano una semplice varietà del nostro fungo; altra differenza è il micelio basale giallognolo e nella parte alta del gambo si nota quasi sempre un falso reticolo. X. chrysenteron, commestibile, si distingue per le tonalità del gambo marcatamente rossastre, talvolta addirittura vermiglie; anche le tonalità sopra e sotto la cuticola sono più rossicce; il viraggio della carne e delle parti esterne è più immediato e intenso; micelio basale giallo molto chiaro.”
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